marzo 2014

31/03/14

SOS Piedi che puzzano

Abbiamo piu o meno tutti combattuto con il cattivo odore dei piedi. Ma ci sono persone che, particolarmente predisposte, quando si tolgono le scarpe riescono a far fuggire anche i propri cani. Colpa sicuramente dell'eccessivo sudorazione dei piedi ma possono avere cause diverse e il problema non è generalmente così semplice da risolvere. vediamo come possiamo ovviare a questo inconveniente.

Oltre alla pulizia giornaliera, è opportuno cambiare le calze (rigorosamente in cotone e non in fibre sintetiche) diverse volte al giorno. È anche assolutamente necessario che le calzature, compresa lo suola, siano costruite con materiali naturali come il cuoio e non in plastica. 
immagine presa dal web
Può essere utile servirsi di saponi e creme alla calendula ed eventualmente fare lavaggi ai piedi con Calendula tintura madre diluita in 70 parti di acqua tiepida. Anche un decotto di foglie di noce costituisce un buon pediluvio disinfiammante e astringente: 2 manciate in 2 litrid'acqua, bollite per 75 minuti e filtrate dopo altri 75 minuti. La causa principale del cattivo odore sono le tossine delle proteine che vanno in decomposizione facendo l'odore tipico della putrefazione. Naturalmente, un'alimentazione ricca di frutta fresca di verdure crude, di cereali integrali e povera di carne e formaggi; attenzione anche agli additivi e conservanti vari (sostanze che in molti casi sono corresponsabili dei cattivi odori del corpo) potrà garantire risultati migliori. Una buona abitudine consiste nel passare fra le dita dei piedi, il gel di amuchina, ogni volta che si indossa un paio di scarpe da ginnastica o polacchetti o comunque scarpe chiuse. L'amuchina ha la proprietà di abbattere le cariche batteriche che si formano nella decomposizione delle tossine del sudore, eliminando il fastidioso odore. Il gel di amuchina on è naturalmente curativo, ma risolve momentaneamente il sintomo nei casi in cui si ha la necessità di togliersi le scarpe in pubblico.

Alcuni dati sullo spreco alimentare | Come evitarlo

Che ci sia crisi o meno sarebbe bene che ci abituassimo a non sprecare, soprattutto gli alimenti. E per questo sarebbe opportuno non solo sensibilizzare la gente, ma educare a non sprecare. E' un'abitudine sana e non comporta un impegno eccessivo, basta solo un minimo di accortezza.
Spreco di cibo
 
Prevenire gli sprechi è un atto di civiltà verso se stessi, gli altri e l’ambiente.  In Italia, nonostante la crisi, ogni famiglia butta in media circa 200 grammi di cibo a settimana. Questi sono dati che sono emersi nel corso degli Stati generali di prevenzione dello spreco alimentare, sulla base del rapporto realizzato da Waste Watcher, l'Osservatorio di Last Minute market con Swg e Universita' di Bologna. Contrariamente a quanto si pensa, lo spreco alimentare è dovuto in larga parte alle famiglie (42%), all’industria alimentare (39%), alla ristorazione (14%) e alla distribuzione al dettaglio (5%). Vero è che qualcosa sta cambiando.
Rispetto allo scorso anno, infatti:
•+7% delle famiglie ha diminuito gli sprechi
•+8% delle famiglie controlla se il cibo è ancor buono, nonostante sia stata superata la data di scadenza
•il 70% delle famiglie non compra prodotti che non piacciono
•il 64% non compra confezioni troppo grandi
•il 63% non manda a mele il cibo.
 Entro primavera verrà presentato il Pinpass (Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare). 
I NACNuclei antifrode dei Carabinieri danno alcuni consigli anti-spreco:
•preparate la vostra lista della spesa, sulla base di cosa avete in frigorifero e nella dispensa
•leggete in etichetta il termine minimo di conservazione o la scadenza del prodotto che intendete acquistare
•privilegiate frutta e verdura di stagione
•congelate, riutilizzate oppure dona il cibo in eccesso
•evitate di cucinare grosse quantità di cibo

C'E UN SERIAL KILLER NASCOSTO IN CUCINA

S.O.S INCIDENTI DOMESTICI  In casa il pericolo è sempre in agguato. Quando accade un guaio bisogna fare la cosa giusta. Così La casa è da sempre sinonimo di posto tranquillo e sicuro, ma le statistiche dipingono uno scenario ben diverso. 


Sono più di due milioni e mezzo gli italiani che ogni anno subiscono un incidente domestico (avvelenamenti, intossicazioni, cadute, ferite, folgorazioni, ustioni, ecc.) e un numero molto elevato di persone (5.000-9.000 secondo le fonti) perde la vita. I più esposti a questi rischi sono le casalinghe, gli anziani e soprattutto i bambini. In Italia ne finiscono al Pronto Soccorso per incidenti in casa 27.000 sotto i 4 anni; 20.000 tra 5 e 9 anni; 21.000 tra 10 e 14. Seguono le casalinghe e gli anziani.

C'E UN SERIAL KILLER NASCOSTO IN CUCINA La maggior parte degli infortuni che avvengono in casa sono causati da oggetti da taglio o punta 08,6%), cadute (25,5%, più numerose per anziani e bambini), urti e schiacciamenti (16,5%) e ustioni (13,4%>' Tra gli oggetti responsabili di questi incidenti ci sono soprattutto gli utensili da cucina (25,4%), mobili e suppellettili (10,5%), liquidi e vapori bollenti (9%). La maggior parte degli incidenti in casa è dovuta principalmente alla disattenzione. Occhio quindi a pentole e padelle bollenti, al gas acceso, a sostanze chimiche, farmaci e detersivi lasciati incustoditi (spesso hanno colori e aspetto gradevole per i bambini che possono essere tentati di ingerirli), all'uso del coltello in cucina, al phon che diventa addirittura mortale se usato nella vasca da bagno, e agli elettrodomestici.
Bisognerebbe prevenire le situazioni pericolose; questo spesso non si verifica, per cui bisogna seguire alcune regole per fronteggiare gli incidenti, con calma e prontezza, attuando le manovre di primo soccorso che possono evitare l'irreparabile nei casi più gravi. Ecco quali.

DENTI Se un colpo dovesse causare la fuoriuscita di un dente bisogna per prima cosa fermare il sanguinamento della gengiva, applicando sulla parte un fazzoletto e premendo con forza con le dita.
Il dente deve essere raccolto immediatamente e immerso in un bicchiere di latte intero freddo senza essere lavato con acqua perché i minerali in essa contenuti potrebbero accelerarne la morte. Bisogna poi recarsi subito da un dentista, oppure al Pronto Soccorso, portando il dente sempre immerso nel latte (contiene alcune preziose sostanze che mantengono in vita i tessuti del dente). Molto spesso, se l'intervento avviene rapidamente, il dente può essere rimesso al suo posto con buone possibilità che si riattacchi.

COLPI ALLA TESTA Gli incidenti alla testa non sono mai da sottovalutare, soprattutto se compare un bernoccolo: in questo caso è sempre meglio recarsi al Pronto Soccorso per farsi controllare da un medico. Se al bernoccolo si associano sanguinamento dalla bocca, dal naso o dalle orecchie, difficoltà nella respirazione, vomito; dilatazione di una delle due pupille, alterazioni del comportamento
abituale o perdita di conoscenza, allora si deve chiamare tempestivamente un'ambulanza. Nell 'attesa, bisogna sdraiare la persona con un cuscino o un indumento piegato sotto le spalle (e non sotto la testa!).

FERITE Le ferite possono essere più o meno gravi secondo l'estensione, la profondità, la contaminazione (una ferita sporca di terra può dare molti più problemi) e la zona del corpo interessata (le sedi più critiche sono il viso, gli occhi, il torace e l'addome). In caso di ferita grave, cioè molto
estesa, profonda, sporca di terra o di ruggine, o situata in una sede critica, ci si deve limitare a coprirla con un panno pulitissimo, meglio una garza sterile, e quindi accompagnare la persona al Pronto Soccorso. Le ferite semplici e le escoriazioni non richiedono sempre l'intervento di un medico, purché vengano curate in modo adeguato. Così: • prima di curare la ferita, lavarsi accuratamente le mani e versarvi sopra un po' di alcol per renderle più sterili possibile. • porre la ferita sotto l'acqua corrente, per eliminare eventuali impurità, quindi disinfettare con acqua ossigenata. Se dalla ferita sgorga sangue è bene tamponarla con una garza. • fasciare le ferite non è sempre necessario, visto che l'esposizione all'aria aiuta la cicatrizzazione, a meno che non ci sia il rischio di infezione.

FOLGORAZIONE Il passaggio della corrente elettrica nell'organismo può produrre effetti più o meno gravi secondo l'intensità: può infatti provocare un semplice formicolio, o contrazioni muscolari. Nei casi più gravi, può causare ustioni o, peggio, arresto cardiaco e respiratorio. La causa più comune di questo incidente è quasi sempre l'uso di elettrodomestici difettosi o quello imprudente (mani bagnate, piedi nudi sul pavimento umido) di apparecchiature elettriche (compresi gli interruttori della luce).Non bisogna toccare l'infortunato a mani nude o con oggetti di metallo. Anzitutto occorre staccare la corrente dall'interruttore centrale. Controllare respirazione e battito cardiaco. Se sono assenti bisogna effettuare la rianimazione cardiopolmonare. Dopo aver effettuato le manovre più urgenti è necessario accompagnare l'infortunato al Pronto Soccorso. Il controllo medico è indispensabile: talvolta, anche una scossa di lieve entità, può essere causa di lesioni interne non riscontrabili in apparenza

SVENIMENTO Per prima cosa è opportuno far sdraiare la persona sulla schiena tenendole le gambe sollevate. Gli abiti devono essere slacciati. Se ci si trova in un ambiente chiuso è bene aprire le
finestre o agitare un ventaglio o un giornale sul suo viso. Quando riprende i sensi è importante che stia sdraiata, sempre a gambe sollevate, per almeno 20 minuti. Non bisogna darle né alcolici, né caffè, né medicinali. Non cercate di far bere una persona svenuta: si potrebbe soffocare. La trachea è protetta dall'epìglottide, che la chiude automaticamente ogni volta che si inghiotte; in stato di incoscienza, può darsi che l'epiglottide non funzioni.

CORPO ESTRANEO NELL'ORECCHIO Ai bambini succede che si infilino piccoli oggetti
nell'orecchio, ai grandi che un insetto vi si introduca rimanendo intrappolato. Se si tratta di un insetto vivo si devono versare nell'orecchio alcune gocce di olio tiepido: serviranno a uccidere l'animaletto. In ogni caso per rimuovere qualsiasi cosa dall'orecchio bisogna rivolgersi al medico. Se l'orecchio sanguina è bene chiamare subito un'ambulanza (soprattutto se il sangue è la conseguenza di un colpo alla testa). Non tamponare mai il sangue.

INALAZlONE DI GAS Per aiutare una persona in un ambiente saturo di gas, occorre anzitutto tutelare la propria incolumità. Prima di entrare nel locale si deve respirare profondamente per cinque-sei volte e poi eseguire un'ultima inspirazione profonda. Strisciando per terra o carponi (mai in posizione eretta perché il gas tende a salire) si deve raggiungere la persona in difficoltà e trascinarla subito fuori. Bisogna agire in fretta per non inspirare il gas». Se le sue condizioni lo richiedono, effettuare la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco. Nel frattempo, se è possibile, qualcun altro dovrebbe chiamare un'ambulanza, specificando che occorre l'ossigeno. Se invece il soccorritore è solo, non deve allontanarsi per telefonare prima che la persona si sia ripresa completamente.

OCCHI (TRAUMI E LESIONI) Se l'occhio viene a contatto con sostanze chimiche aggressive (per esmpio alcool, ammoniaca, vernici, calce e così via) è necessario lavarlo subito con acqua corrente
per alcuni minuti. Nel caso in cui l'occhio venga scalfitto con un unghia o con una scheggia, ci si deve rivolgere immediatamente all'oculista o al pronto soccorso. Non bisogna strofinare l'occhio, né sciacquarlo né mettere un collirio.

Tim Cook festeggia Office su iPad!

Appena Office è sbarcato sul AppStore di Apple il CEO di Cupertino, Tim Cook, ha subito festeggiato l'avvenimento con un Tweet informando tutti i fan della nuova notizia.
L'applicazione di Microsoft permetterebbe di guardare e leggere tutti i file e contenuti di word, exel e power point che abbiamo nel nostro pc o mac. Ma non permetterebbe la creazione o modifica dal nostro iPad. Per far ciò ci vorrebbe un abbonamento a Office 365 dal costo di 99€ l'anno.

È proprio per questa ragione il CEO della mela esulta. Infatti per ogni abbonamento Office 365 che uno farà per poter usare la suite sul proprio iPad Cupertino ci guadagna il 30% del totale. 
Apple utilizza una strategia molto ferrea sugli sviluppatori che vogliono offrire abbonamenti che vanno oltre i classici contenuti iPad.
Tim Cook festeggia l'arrivo
di Office sul Appstore
Per Microsoft non potevano fare eccezioni (e davanti a questi risultati sicuramente non volevano fare eccezioni). 

Per troppi anni la gente vociferava su una suite di Office per iPad ma non arrivava mai. Avvolte per ritardi o cambi di programmi da parte di Microsoft e altre volte erano semplici e banali rumors. Ma ora si pensa anche che la suite ci abbia messo cosi tanto perchè non voleva stare alla regola del 30% di Apple.

Voi cosa ne pensate?

Pellegrino Artusi, nel suo libro «L'arte di mangiar bene»

I tagliolini un tempo erano anche «matti», fatti cioè da una sfoglia creata con la farina mischiata all'acqua, e nient'altro. Questi erano meno sottili di quelli fatti con la pasta all'uovo e differivano dalle tagliatelle davvero di pochissimi millimetri. Li si condiva spesso con il solo soffritto di lardo e cipolla. Si andava a nozze naturalmente, quando si potevano accompagnare al sugo di fagioli. Per quanto riguarda il nome ricordiamo che in altre zone d'Italia si chiamano anche taglierini. Quelli che Pellegrino Artusi, nel suo libro «L'arte di mangiar bene», consiglia di fare di semolino: «Occorre semolino di grana fine ed ha bisogno di essere intriso con le uova qualche ora prima di tirare la sfoglia. Se quando state per tirarla - consiglia il gastronomo di Forlimpopoli - vi riuscisse troppo morbida, aggiungete qualche pizzico di semolino asciutto per ridurre l'impasto alla durezza necessaria, onde non si attacchi al mattarello. Non occorrono né sale, né altri ingredienti».
Ma i tagliolini in Romagna ora si fanno con farina tipo 0 e uova, senza l'aggiunta di altro.


TAGLIOLINI ALLA SALINARA (ricetta fornita dall'Associazione Maitre Italiani di Ristoranti e Alberghi). Ingredienti per quattro persone: due cipolle grosse, olio d'oliva extra vergine, concentrato di pomodoro, brodo, quattro uova di tagliolini freschi, pepe nero. Affettare sottilmente le cipolle e farle imbiondire a fuoco lento con olio. Aggiungere poi il brodo, il concentrato di pomodoro e fare cuocere per due ore circa a fuoco lento. A parte: cuocere in acqua i tagliolini, scolarli e condirli con la salsa, spolverandoli con pepe nero.

TAGLIOLINI ALLA BOSCAIOLA. Mettete 40 grammi di burro in una padella, poi aggiungete due spicchi di aglio tritato, 65 grammi di prosciutto e un po' di prezzemolo, entrambi tritati e un pizzico di peperoncino. Accendete il fuoco e fate rosolare gli ingredienti; ora versate in padella un bicchiere di vino bianco secco e 65 grammi di funghi trifolati già cotti. Quando vedrete che il vino è evaporato completamente, aggiungete sei cucchiai di conserva di pomodoro e lasciate ancora sul fuoco per qualche minuto. A parte: cuocete in acqua salata i tagliolini, che dopo aver scolato metterete assieme al sugo che avete preparato. Mettete sul fuoco con un po' di panna e girate i tagliolini per condirli meglio. Spruzzate sopra del prezzemolo tritato e servite in tavola

TAGLIOLINI AL RAGÙ DI ASTICINI E BORLOTTI (ricetta del ristorante «Villa Merenda» di Ravaldino in Monte di Forlì). Prendete 300 grammi di asticini, 300 di fagioli borlotti freschi, 300 di pomodori maturi freschi, 50 grammi di cipolla tritata, erba cipollina, mazzetto aromatico, olio d'oliva, sale e pepe quanto basta . Lessare i borlotti, a parte preparare il fondo soffriggendo in poco olio la cipolla tritata e il mazzetto aromatico, unire i pomodori spellati e tagliati a dadini, salare e pepare. Pronto il fondo di cottura unire i borlotti e un poco della loro acqua di cottura, lasciare insaporire, unire gli asticini. Chiudere con un coperchio e far bollire a fuoco forte per cinque minuti circa, cuocere i taglio lini in abbondante acqua salata, scolarli e saltarli con la suddetta salsa, disporre in piatti singoli ben caldi e guarnire con qualche asticino .

Aceto balsamico di Modena | Conosciuto nella Roma imperiale

L'aceto balsamico è un prodotto dalle grandi qualità gastronomiche, benefico alla salute, la cui storia si perde nella notte dei secoli. 

Ha una storia antica; l'aceto balsamico di Modena era conosciuto nella Roma imperiale, e Virgilio ne parla nelle "Georgiche". Il biografo di Matilde di Canossa, il monaco Donizone, lo cita nell'XI secolo. Sembra che Lucrezia Borgia lo impiegasse per lenire i dolori del parto e Francesco IV duca di Modena quelli dell'ulcera. Nei tempi andati veniva utilizzato soprattutto a scopi terapeutici (il che spiega l'aggettivo "balsamico"), ma ben presto le sue qualità organolettiche ne hanno fatto uno fra i migliori condimenti al mondo. 

Caratteristiche essenziali: essere ottenuto non dall'acetificazione del vino ma, secondo metodi tradizionali, ma dalla fermentazione di mosti d'uva -emiliana (Trebbiano, Lambrusco), concentrati anche a fuoco diretto (bollito fino alla riduzione del 50/60%); l'aggiunta di un'aliquota di aceto vecchio di almeno lO anni; essere invecchiato-e affinato a lungo in botti di legno pregiato; venir prodotto esclusivamente nelle province di Modena e Reggio Emilia. Si ottiene così un condimento denso, di colore bruno scuro lucente, e dall'intenso e tipico aroma profumatissimo, in sapiente equilibrio fra l'agro e il dolce. Un condimento unico, ideale per condire insalate, contorni vari, carni, formaggi e in particolare i piatti dal sapore forte e deciso, e anche per aggiungere gocce di inimitabile aroma su dolci, gelati e macedonie di frutta. L'aceto balsamico possiede ottime qualità dietetiche: mediamente solo 150 kcal ogni 100 grammi contro le circa 900 dell'olio d'oliva. Chi tiene alla linea può dunque chiedere un aiuto gustosissimo all'aceto balsamico in insalate e secondi in sostituzione di olio e sale.

una fase del lungo invecchiamento
dell'aceto balsamico: il travaso da
botti grandi a botti più piccole
Preparazione alla degustazione
degustazione da parte di assaggiatori.
necessario per il rispetto delle norme
produttive del Consorzio di Tutela
L'Aceto Balsamico "Tradizionale" è stato riconosciuto soltanto nel 1983 dalla legislazione italiana, e ottenuta nel 2000 la D.O.P.(Denominazione di Origine Protetta) dell'Unione europea,. L'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è un condimento - in ogni senso - prezioso. Differisce da quello senza l'aggettivo "tradizionale" perché prodotto esclusivamente in provincia di Modena solo con mosti d'uva locale cotti secondo antichi metodi e senza altre aggiunte, invecchiato e affinato almeno 12 anni nelle tipiche "acetaie" (sottotetti) di case e cantine con un complesso sistema di prelievi, travasi e rincalzi fra botti di diversi legni pregiati. I produttori del "Tradizionale" sono riuniti in un Consorzio di Tutela che garantisce il prodotto, venduto esclusivamente in bottigliette di 100 c.c, disegnate da Giorgio Giugiaro e riportanti, oltre al logo del produttore, il sigillo di garanzia e la fascetta numerata del Consorzio. 

Questione di esercizio o di predisposizione?

Esercitarsi in maniera intensa sarà sufficente per diventare un grande concertista oppure un campione di scacchi?

Meglio non farsi troppe illusioni: servono intelligenza e predisposizione naturale! Dopo avere analizzato 14 studi prestazionali eseguiti in precedenza su musicisti e scacchisti, i ricercatori della Michigan States University hanno scoperto he in entrambi i casi, la pratica spiega solo un terzo del divario delle competenze.
Esercizio o predisposizione?

"Fare esercizio è importante per arrivare a livelli di eccellenza, ma la ricerca dimostra che oltre ogni ragionevole dubbio che da sola la pratica non basta", ha affermato Zach Hambrick, principale autore dello studio. "I risultati parlano da soli: alcuni individui sono capaci di prestazioni eccellenti anche senza troppa pratica, mentre altri, pur esercitandosi moltissimo, non raggiungono gli obiettivi".

Che cosa, dunque, distingue un principiante da un maestro?
Molteplici fattori, tra i quali l'intelligenza, l'abilità innata e l'età alla quale si è intrapresa la disciplina, hanno un effetto significativo sulle prestazioni, indipendentemente dal tempo dedicato a studiare. (science)

Vulcani | Tra essi vi sono quelli Super. Come si fa a stabilirne la loro Super...iorità?

I vulcani, la Terra ne è piena tra quelli spenti da secoli e quelli che ogni tanto fanno sentire il loro mormorio, dando segni di vitalità e chissà magari anche di insofferenza. Tra essi ve ne sono alcuni, a dire il vero rari che sono identificati come Supervulcani: ma come fare per identificarne la loro Superiorità?

Allora i Supervulcani sono alquanto simili ai vulcani normali che conosciamo, hanno soltanto dimensioni maggiori. Ma per fregiarsi del titolo di "Supervulcano" esso deve essere in grado durante un'eruzione, di proiettare nell'atmosfera lava incandescente e ceneri in un raggio di oltre mille km cubi! Si tratta di una distanza sufficente a seppellire una grande capitale europea sotto una coltre di rocce fuse e detriti dello spessore di 600 metri. Le eruzioni di normali vulcani sono, per lo più di potenza migliaia di volte inferiore!
Supervulcano Toba

Stiamo dunque parlando di esplosioni terrificanti, esattamente cosi! Pensate che dopo l'eruzione del Supervulcano Toba a Sumatra, in Indonesia, circa 74mila anni fa, ha avuto luogo una caldera di 100 km di ampiezza e si è innescato un inverno vulcanico durato più di sei anni.

A questo punto vi sterete chiedendo se ad oggi esiste il rischio che un'eruzione del genere possa avere luogo: sulla Terra, esistono soltanto pochi esemplari di Supervulcani capaci di risvegliarsi con tanta veemenza, e per fortuna ciò accade soltanto ogni 100mila anni circa. (science)

GP della Malaysia: vince Hamilton

Show solitario di Lewis Hamilton nel secondo appuntamento stagionale con la Formula Uno. Il pilota britannico della Mercedes ha dominato il GP della Malaysia. Seconda posizione per il suo compagno di squadra Nico Rosberg, terzo Sebastian Vettel su Red Bull. Solo quarto Fernando Alonso con la Ferrari.

L'ordine di arrivo: 1. Lewis Hamilton (Ing) Mercedes in 1h40'25"974
2. Nico Rosberg (Ger) Mercedes + 17"313
3. Sebastian Vettel (Ger) Red Bull-Renault + 24"534
4. Fernando Alonso (Spa) Ferrari + 35"992
5. Nico Hulkenberg (Ger) Force India-Mercedes + 47"199
6. Jenson Button (Ing) McLaren-Mercedes + 1'23"691
7. Felipe Massa (Bra) Williams-Mercedes + 1'25"076
8. Valtteri Bottas (Fin) Williams-Mercedes + 1'25"537
9. Kevin Magnussen (Dan) McLaren-Mercedes + 1 giro
10. Daniil Kvyat (Rus) Toro Rosso-Renault + 1 giro
11. Romain Grosjean (Fra) Lotus-Renault + 1 giro
12. Kimi Raikkonen (Fin) Ferrari + 1 giro
13. Kamui Kobayashi (Jap) Caterham-Renault + 1 giro
14. Marcus Ericsson (Sve) Caterham-Renault + 1 giro
15. Max Chilton (Ing) Marussia-Ferrari + 1 giro
fonte (Rai news)

SERIE A: VINCONO ROMA, LAZIO, TORINO E VERONA

Il Napoli ferma la corsa della Juventus. Con una partita praticamente perfetta, la squadra di Benitez batte per 2-0 la capolista con i gol di Callejon (in lieve fuorigioco) al 37' del primo tempo e di Mertens a 10' dal termine. Poco incisiva la reazione della Juve, ora a +11 sulla Roma che mercoledi' recuperera' la sfida con il Parma, che ha pagato oltremisura l'assenza dello squalificato Tevez e che specie nella prima parte di gara e' stata salvata dalle parate di Buffon. Il Napoli parte infatti con il piede sull'acceleratore e per un quarto d'ora la Juve si aggrappa alle prodezze di Buffon, strepitoso su Callejon e attentissimo su Hamsik. Nel mezzo, un gol (giustamente) annullato ad Hamsik per fuorigioco. Col passare dei minuti la Juve riesce a mettere la testa fuori con Osvaldo, che difende bene la palla e la cede a Lichsteiner, il cui sinistro e' bloccato da Reina. Al 29' altra occasione Napoli: Hamsik per Higuain, Chiellini non c'arriva, Callejon si' ma Buffon e' sempre attento. Dai e dai, il Napoli sfonda: perfetto il cross di Insigne, Callejon sbuca alle spalle di Asamoah (posizione dubbia) e stavolta Buffon non puo' nulla.

SERIE A: VINCONO ROMA, LAZIO, TORINO E VERONA
La reazione della capolista e' tutta in una sforbiciata di Osvaldo, tanto spettacolare quanto sbilenca. E al 45' flebili proteste di Higuain per un contatto con Chiellini. Al rientro Juve piu' propositiva e Napoli che agisce di rimessa: Reina e' bravo sul cross basso di Isla, appena subentrato ad Asamoah, mentre Buffon vigila su Hamsik e vola sulla punizione di Ghoulam dal limite. Conte lancia anche Marchisio per Pogba (cosi' cosi') e ripropone Vucinic per Osvaldo, con il montenegrino subito pericoloso con un bel destro che Reina controlla. Succede poco, Benitez toglie Higuain e mette dentro Pandev, in contropiede Hamsik prova a chiudere i giochi ma Buffon e' attento. Il portierone azzurro nulla puo' pero' al 36' della ripresa, quando Mertens, appena entrato, indovina il diagonale giusto e chiude i giochi. San Paolo in estasi e secondo posto ancora possibile, per la Juve una sconfitta (la seconda in campionato) che non fa poi tanto male.            fonte(AGI)

30/03/14

Com'è la tua forza di volontà? 8 domande per saperlo

Per riuscire a ottenere quello che si vuole, per superare le piccole ostilità di tutti 1 gioni ma anche per affrontare resistenze e grossi contrasti, un po' di sana ostinazione non guasta. Ma qual è la grinta che metti per risolvere le difficoltà quotidiane? Per saperlo prova a rispondere a queste otto domande
1 Vorresti parlare al telefono con una tua amica, ma risponde un'altra persona che ti invita a lasciare un messaggio. 

Cosa fai?
a- ringrazi e lasci detto che richiamerai
b- lasci il messaggio senza problemi
c- chiedi di farti richiamare
2 La tua migliore amica ti confida che il suo compagno ha un'amante. Cosa le consigli? 
a- l'unica cosa dawero efficace da fare:lasciarlo
b- aspettare di vedere come si evolve la situazione: meglio decidere con calma
c- far finta di niente e portare pazienza: tanto prima o poi succede a tutti
3 Che tipo di rapporto hai con la televisione? 
a- la guardi raramente e solo per seguire le notizie
b- ti serve per rilassarti la sera c- quando non sai cosa fare, l'accendi e fai zappinq di continuo, saltando da un canale all'altro
4 Quando vieni sconfitta ... 
a- non lasci trapelare nulla per non dare la soddisfazione all'avversario
b- rimani imperturbabile perché può succedere a chiunque
c- non reagisci perché sai che tanto con l'aiuto di qualcuno, avrai una rivincita 
5 A causa di un guasto il tuo treno che aspettavi per andare ad un appuntamento di lavoro, viaggia con due ore di ritardo.Tu....
 a- chiedi visibilmente alterata di parlare con i responsabili per saperne di più e lamentarti
b- cerchi in tutti i modi di riuscire ad avere un posto su un altro treno, magari sfoderando l'arma della seduzione perché non c'è più un posto libero
c- non perdi tempo: disdici l'appuntamento
6 Per andare regolarmente in palestra, cosa fai?
a- pianifichi bene tutti gli appuntamenti
b- ci vai sempre con un'amica
c- pensi a quanti soldi ti è costata "iscrizione
7 Se ti arrabbi 
a-esplodi
b-te ne vai e lasci la collera
c-piangi
8 Durante il giorno riesci a fare quello che programmi .
a- spesso
b- quasi sempre, perché sei realista e sai dove puoi arrivare
c-mai: i programmi tanto non sono leggi

Maggioranza di risposte A: TROPPA
CAPARBIA E OSTINATA Ti sei prefissata obiettivi
irraggiungibili, rischiando di andare
incontro a continue sconfitte. La tua
testardaggine a volte fa muro contro
situazioni che per questo non si risolvono.
Se mettessi le stesse energie per mediare,
anziché mantenerti rigidamente sulle tue
posizioni, otterresti molto di più anche
dagli altri e saresti più rilassata soprattutto
con te stessa.
Maggioranza di risposte B: EQUILIBRATA
VOLITIVA Prudente e riflessiva, apparentemente
poco intenzionata a difendere il
tuo punto di vista con tenacia, sei invece
la goccia che spacca la pietra. Con sorpresa
di chi non ti conosce abbastanza,
riesci ad ottenere quasi sempre quello che
vuoi, grazie alla grande fiducia che hai in
te stessa e alle idee chiare su cosa vuoi e
come ottenerlo
Maggioranza di risposte C: Poca
PERDENTE Essere disponibili e aperti al 
confronto è una manifestazione di saggezza.
Ma se, per non essere capace di importi,
non ottieni mai niente, allora non si tratta
più di pacatezza Per non fare la figura
della testona arrogante, rischi di non
ottenere quello che vuoi, anche se ne hai
diritto. Non sempre è giusto dar la colpa
agli altri se non si riesce a raggiungere gli
obiettivi. Ricorda, un vecchio proverbio recitava: Volere è Potere.

Energy drinks e salute

L’uso eccessivo di energy drink costituisce un problema di salute pubblica. Il loro uso, così diffuso tra i giovani, pertanto va moderato, perché non si tratta di normali bevande rinfrescanti o dissetanti.

Chi fa sport conosce di conseguenza gli Energy Drink, quelle bevande a base caffeina, taurina, e altre sostanze che sarebbero coadiuvanti delle prestazioni sportive e anche cognitive. Oggi sono moltissimi coloro che ne fanno uso, soprattutto tra i giovani, e non solo durante gli allenamenti sportivi.
Energy Drinks

Ebbene, come sempre, bisogna prestare la dovuta attenzione all'uso di questi prodotti, e questo perchè, benchè un’assunzione moderata aumenti il livello di attenzione e riduca i tempi di reazione, per la presenza della caffeina, ha per contro, se l'assunzione è eccessiva o prolungata eccessivamente nel tempo, conseguenze come la dipendenza e sintomi di intossicazione.
I ricercatori dell’Università di Bonn hanno registrato un’intensificazione delle contrazioni cardiache ad appena un’ora dall’assunzione, una conseguenza che merita senz’altro un approfondimento. Riportiamo il monito espresso nel 2012 dal Comitato Nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa) del Ministero della Salute: l’uso eccessivo di energy drink costituisce un problema di salute pubblica. Il loro uso, così diffuso tra i giovani, pertanto va moderato, perché non si tratta di normali bevande rinfrescanti o dissetanti.

Il chewing gum responsabile dei tuoi mal di testa.

Le cause del mal di testa sono molteplici, ma quella più diffusa sicuramente è la gomma da masticare. Lo dimostra una ricerca pubblicata su Pediatric Neurology e condotta da un gruppo di ricercatori del Meir Medical Center dell'università di Tel-Aviv in Israele, secondo cui molti casi di mal di testa nei giovanissimi ( ma anche nei meno giovani) sarebbero da attribuire alla cattiva abitudine di masticare chewing gum per ore e ore. Secondo gli autori il mal di testa è molto diffuso tra bambini e adolescenti, ancora di più tra le ragazzine. Tra le cause scatenanti questa fastidiosissima patologia ci sono lo stress, stanchezza, mancanza di sonno, rumori, l'uso prolungato di videogiochi, il fumo, i pasti saltati e il ciclo mestruale. Il neurologo Nathan Watemberg ha notato che molti dei suoi giovani pazienti, in particolare le femmine, erano soliti masticare il chewing-gum per ore e ore. Si è chiesto perciò se non potesse esservi un legame fra il masticare continuo e la comparsa del dolore, anche perché nella sua esperienza si era accorto che spesso, smettendo di masticare, il mal di testa come per incanto svaniva di lì a poco. Il medico ha condotto perciò una ricerca su 30 suoi pazienti dai 6 ai 19 anni con cefalea cronica e l’abitudine a masticare “cicche” ogni giorno, da una fino addirittura a sei ore quotidiane: a tutti ha chiesto di bandirle per un mese. Dopo trenta giorni senza gomme 19 ragazzini su 30 hanno visto sparire completamente il mal di testa, che in altri 7 casi era diminuito per frequenza e intensità. Facendo una controprova, 26 partecipanti hanno accettato di riprendere a masticare chewing-gum per due settimane: tutti hanno manifestato di nuovo la consueta cefalea nel giro di pochi giorni. Due le teorie chiamate in causa per questo mal di testa. La prima riguarda l’aspartame, il dolcificante contenuto in molti di questi prodotti: ma se fosse colpa del dolcificante dovrebbero soffrire di mal di testa anche i consumatori assidui di tutti i cibi e le bevande zuccherate. La seconda ipotesi è quella più probabile, secondo cui la masticazione della gomma provoca uno stress dell’articolazione temporo-mandibolare: in genere le gomme si tengono in bocca a lungo, masticandole ben oltre la scomparsa del loro sapore, e ciò costringe al “superlavoro” questa articolazione che peraltro è fra le più usate. Inoltre esistono prove scientifiche che una disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare possa davvero provocare mal di testa. Una scoperta che può avere immediate ripercussioni, secondo il neurologo: in un paziente con mal di testa (vale per i giovani, ma forse anche per i “ruminanti” più attempati) il consiglio di lasciar perdere le gomme è a costo zero e può risolvere una certa quota di casi senza necessità di ulteriori terapie.

E se fosse possibile viaggiare nel tempo?

Nel nostro universo c’è un limite invalicabile per il viaggio nel passato, chiamato causalità. Se vogliamo tornare indietro nel tempo, dobbiamo trovare un modo per impedire di violare la causalità

A chi di noi non piacerebbe fare un viaggetto nel tempo? Io fantasticavo su questo concetto quando ero una vispa bimbetta, sognando di poter passeggiare nel tempo, soprattutto nel passato, per incontrare alcuni personaggi di mio interesse (Alessandro Magno, Giulio Cesare, Tutankhamon...). Crescendo poi, il concetto di viaggio nel tempo è andato oltre la curiosità storica: si è concentrato sulla possibilità di poter tornare indietro nel tempo per evitare qualche errore o cambiare il corso della vita. Ma tutto questo sarebbe davvero possibile? Possiamo inviare messaggi temporali?Per quanto possano sembrarci strambe, queste domande sono al centro di molti dibattiti che coinvolgono gli scienziati.
Tempo

“Il tempo è una dimensione, ma è così inusuale in questo senso, che sarebbe possibile viaggiare solo nel futuro”, spiega l’astrofisico Charles Liu. “Nel nostro universo c’è un limite invalicabile per il viaggio nel passato, chiamato causalità. Se vogliamo tornare indietro nel tempo, dobbiamo trovare un modo per impedire di violare la causalità”. Il più grande problema teorico del viaggio nel tempo è il paradosso. Se qualcuno viaggiasse indietro nel tempo e facesse qualcosa per evitare la propria esistenza, allora come sarebbe possibile viaggiare nel tempo? L’esempio classico è quello del viaggiatore del tempo che uccide suo nonno prima che suo padre venga concepito. E’ senza dubbio un argomento controverso e, secondo molti scienziati, quello del viaggio nel tempo è uno di quei temi della fisica destinato a rimanere nell’ambito della teoria. Tuttavia, ci sarebbe una possibilità molto più realistica: piuttosto che spedire noi stessi indietro nel tempo o avanti nel futuro, potrebbe essere possibile inviare dei messaggi e instaurare una sorta di comunicazione temporale. Il dottor John Cramer, professore emerito di fisica presso l’Università di Washington suggerisce di approcciarsi al viaggio nel tempo compiendo piccoli passi. Secondo la sua teoria,  una prima possibilità sarebbe quella di cominciare a spedire messaggi nel passato o nel futuro. Nei suoi esperimenti, il dottor Cramer sta cercando di ricevere un messaggio spedito nel passato da se stesso nel futuro, così da poterlo ricevere pochi millisecondi prima di spedirlo! A questo punto io sono già confusa. Il fisico sta conducendo i suoi esperimenti nel seminterrato dell’Università con alcune apparecchiature a raggi laser che dovrebbero, prima o poi, provare ciò che Einstein aveva chiamato azione spettrale a distanza. L’obiettivo è quello di spaccare i fotoni attraverso una serie di cristalli sintetici e dimostrare che la non-località quantistica potrebbe essere utilizzata per comunicare. Il principio di località afferma che oggetti distanti non possono avere influenza istantanea l’uno sull’altro: un oggetto è influenzato direttamente solo dalle sue immediate vicinanze. Nella fisica quantistica, invece, tale principio sembra non essere più valido. Il fenomeno più vistoso di non-località quantistica è rappresentato dall’entanglement, che lega due particelle nate da uno stesso processo. L’entanglement fa si che ciò che accade a una particella abbia degli effetti istantanei anche sull’altra particella, indipendentemente dalla distanza che le separa. In parole povere, quello che sta cercando di fare il professore è di creare una coppia di fotoni nello stesso momento e verificare che la modifica di un fotone causa la modifica istantanea anche dell’altro, anche se ci dovessero essere due galassie di distanza tra loro. Questo significherebbe che la comunicazione subspaziale è in grado di viaggiare più veloce della luce anche su distanze astronomiche. “Si potrebbe ottenere la comunicazione in tempo reale con dispositivi presenti su altri pianeti”, spiega Cramer. “Potremmo mettere un casco di realtà virtuale sulla nostra testa e guidare il nostro rover tra le dune di Marte”. In altre parole, la tecnica darebbe alle agenzie spaziali di tutto il mondo la possibilità di comunicare con le proprie navicelle in tempo reale. Secondo la Teoria delle Stringhe, esisterebbe una particella priva di massa chiamata Tachione, che viaggia più veloce della velocità della luce. Queste particelle “strane” sono di solito un segno che la teoria ha un difetto intrinseco. Ma cosa succederebbe se i tachioni esistessero realmente? Potrebbero fornirci un modo per viaggiare nel tempo? In breve, la risposta è che non si sa. La presenza dei tachioni in una teoria manda in tilt i principi della fisica classica, ed è per questo che sono considerati dai fisici come un segno di instabilità fondamentale della teoria. Tuttavia, solo per il fatto di rovinare i costrutti matematici dei fisici, non vuol dire necessariamente che i tachioni non esistano. E’ possibile che i fisici non abbiano ancora sviluppato gli strumenti matematici adatti per affrontarli in modo che abbiano un senso all’interno della teoria. Se i tachioni esistono, sarebbe possibile, almeno in teoria, spedire messaggi a velocità superiori a quella delle luce. Inoltre, sempre in linea di principio, tali particelle potrebbero effettivamente viaggiare indietro nel tempo ed essere rilevate. “Se è possibile comunicare in modalità non-locale, è possibile comunicare anche indietro nel tempo”, dice Cramer. “Certo, spaventano un pò le implicazioni di una possibilità così bizzarra”. Purtroppo, il dottor Cramer è alle prese non solo con le difficoltà tecniche che richiede l’esperimento, ma anche con problemi finanziari. Sembra essere particolarmente difficile ottenere finanziamenti per una ricerca così esotica. “Servono apparecchiature in grado di rilevare in modo efficiente i fotoni entangled prima di poter effettuare qualsiasi misura reale che non siamo stati ancora in grado di fare”, conclude Cramer.

GORGONZOLA e PERE nei RAVIOLI

L'appuntamento domenicale con la pasta ripiena, vede oggi un ingrediente particolare per le paste ripiene: la pera. Abbinata al gorgonzola aggiunge un sapore particolare ai ravioli. In questo piatto è consigliato la pera Madernassa con il formaggio, buona anche nella cugnà (mostarda piemontese) e nell'aceto 

Quanto è buona la pera col formaggio ormai lo sanno tutti, a partire dal contadino del celebre proverbio. In Piemonte poi, dove la serie dei formaggi è ricchissima e ogni valle ha i suoi, la gamma dei sapori è infinita. Al Cornale ce ne sono di ottimi, assieme alle Madernassa fresche o essiccate, a uno straordinario Aceto di pera, e a un delizioso distillato di Madernassa.

RAVIOLI GORGONZOLA E PERE • 300 g di farina.• 3 uova .•80 gdi gorgonzola. •50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato •30 g di ricotta. sale. • 3 pere Madernassa.• 100 g di burro Impastare la farina con 2 uova, acqua tiepida e sale, e tirare una sfoglia sottile. Fare il ripieno unendo i formaggi e l'uovo. Ammorbidire le pere a pezzetti nel burro su fuoco dolce e unirne metà al ripieno da distribuire sulla sfoglia. Tagliare i ravioli con la rotella. Cuocere in acqua bollente, condire con burro fuso e le restanti pere.

PERE AL NEBBIOLO • 4 pere Madernassa • 3 chiodi di garofano.• 1 listella di cannella • 4 cucchiai da tavola di zucchero • Ia scorza di un'arancia • 1/2 l di vino nebbiolo
Sbucciare la pere senza privarle del picciolo e metterle a cuocere
(nel forno a 1800 o sul gas) con
vino, zucchero e spezie. Aggiungere, se necessario, un po' d'acqua in cottura. Quando saranno morbide, toglierle dal recipiente e far addensare il sugo di cottura. Servire a temperatura ambiente, versando il sugo sulle pere.

PERE MOSCATO E CANNELLA • 4 pere Madernassa • 1 I di vino Moscato. •1 stecca di cannella • 1 scorzetta di limone • 4 cucchiai di zucchero
Mettere le pere a cuocere con vino, zucchero, cannella e scorza di limone. Continuare la cottura finché saranno tenere ma ancora compatte. Scolarle,
ridurre il liquido sul fuoco e versarlo sulle pere. Per una presentazione elegante, le pere vanno private del torsolo con l'apposito scavino a colonna. Un abbinamento ideale sarà la panna montata.
 

TORTA DI PERE E CIOCCOLATO • 100 g di burro. •100 g di zucchero.• 2 uova intere • 150 g di farina. • 50 g di cacao amaro.• 3 pere Madernassa
Montare con cura il burro con lo zucchero; unire le uova intere, la farina, il cacao, e mescolare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere all'impasto 3 pere sbucciate e tagliate a pezzettini, disponendone una parte sulla superficie. Spolverizzare con zucchero e cuocere per circa un'ora a 180 "C.

Madernassa: la pera nel piatto

Madernassa, la pera delle colline del Cuneese. Una varietà storica di frutta di una pianta rustica e fertile dalla chioma inconfondibile 

Nei giardini delle Tuileries, il giardiniere del Re Sole, Jean Baptiste de la Quintinie ne aveva selezionato cinquecento varietà, un numero strabiliante per l'epoca, incoraggiato dallo stesso Luigi XIV che era ghiotto di pere. 
Oggi sono cinquemila le varietà commercializzate nel mondo, ma ben poche quelle che troviamo sui mercati. Coscia, Kaiser, Williams, Spadona, Abate, Decana, Conference sono le più diffuse. E si alternano un po' tutto l'anno, perché la pianta è generosa, sempre pronta a offrire i suoi frutti succosi e salutari. Certe varietà locali come la Martin sec, piccola e adatta alla cottura, sono quasi sconosciute fuori del Piemonte, figuriamoci la Madernassa, che già nel nome denuncia la sua rustica origine e non brilla per eleganza. Eppure è un frutto di gran valore, non solo per le sue qualità organolettiche: buccia sottile e dura, di un verde scuro che a maturazione diventa giallo con sfumature rosse e ruggine, pasta bianca croccante, poco granulosa e delicatamente profumata, dolce al gusto e con leggera tannicità.
Pera Madernassa
 L'attrattiva più forte della Madernassa viene dall'ambiente in cui è coltivata e dalla sua storia. Originaria della provincia di Cuneo, è una cultivar spontanea, nata da un probabile incrocio naturale di un seme di 'Martin sec' con il selvatico. Ha preso il nome dalla località Madernassa di Vezza d'Alba, dove è nata la pianta madre, un grande albero isolato, dal tronco solido e i rami molto sviluppati orizzontalmente, sotto il quale si era soliti darsi appuntamento. Peri così, inconfondibili per la forma della chioma, se ne vedono ancora nel paesaggio agricolo del Piemonte sudoccidentale, come le Langhe meno battute dove i vigneti non sono totalizzanti, o il Roero e la Valle Grana, ai margini dei campi e dei vigneti, anche se ormai dominano quelli moderni, introdotti nel 1940, su portinnesti nanizzanti, molto più bassi e facili da potare e coltivare. Biologica è ancor più succosa Protetta dalle Alpi Marittime e dalle Cozie, la Valle Grana, nota soprattutto per lo straordinario formaggio Castelmagno, si è specializzata nelle colture biologiche: sono oltre 160 le aziende agricole che hanno fatto questa scelta, fra le quali si contraddistinguono quelle di frutta. Qui la 'Madernassa' "moderna" caratterizza oggi quasi tutta la bassa e media Valle, e qui ogni anno la celebrano con una popolare sagra nel centro di maggior produzione, il comune di Valgrana. Ma per riscoprire le origini più autentiche di questa varietà bisogna andare poco lontano, nella bellissima campagna roerina, al confine tra la provincia di Cuneo e quella di Asti, dove un comitato di produttori associati alla Cascina Cornale ha scelto di tenere in vita il maggior numero possibile di piante storiche e di reimpiantarne altre con successo. Il comitato ha inoltre costituito un disciplinare volontario per la coltivazione, nel quale vengono definiti anche criteri precisi per la potatura che assicurino il mantenimento della forma tradizionale degli alberi, con i caratteristici rami sviluppati in larghezza, ariosi e aperti. Quelli che si vedono al Cornale hanno un'affascinante imponenza naturale: isolati oppure accostati in filari semplici e doppi, sono vere sculture rurali, oggetto di cure amorose. I numeri sono modesti, ma la Cascina Cornale è riuscita a farsi conoscere e a interessare coltivatori che arrivano da varie parti d'Europa e del mondo, perfino dal Giappone. Zuccherina, si sposa con il vino La raccolta va da settembre a novembre, ma le pere si conservano per lungo tempo, molto più di quelle moderne. E in cucina? Per la ricchezza zuccherina della polpa, le 'Madernassa' si mangiano crude, ma sono sempre state destinate soprattutto alla cottura. Sono un classico con il vino, danno sostanza alla cugnà, la mostarda piemontese, e sapore alle torte. Come per tutte le pere, l'eccellenza è data dall'unione con il cioccolato. Entrano anche in preparazioni salate, come nel ripieno della faraona. Da provare, tagliate a fettine e passate nel burro, come contorno del cotechino, oppure con formaggio caprino o gorgonzola, nel ripieno dei ravioli.

Auto ed elettronica | Un binomio ormai imprenscindibile!

Le automobili ormai sono sempre più ricche di componentistica elettronica, vincolate ad un binomio, da cui ormai non si può più prenscindere.

In fin dei conti per potere fare fronte alle esigenze riguardo la visualizzazione delle informazioni a bordo, per l'intrattenimento, senza parlare della sicurezza attiva e passiva e il supporto alla guida, servono necessariamente dei chip dedicati, la cui presenza è sempre più spesso nelle auto che si muovono sulle strade.

Basta dare un'occhiata gli ultimi eventi e non può passare inosservato come nelle fiere dedicate in esclusiva all'elettronica di consumo, sia solito vedere annunci di produttori di auto, e viceversa nei saloni automobilistici, come quello appena conclusosi a Ginevra, siano sotto i riflettori i produttori di chip e di soluzioni informatiche a proporre novità nell'automotive. Tra i più attivi in questo settore vorei citare Nvidia con la sua piattaforma Tegra3, che oltre a equipaggiare smartphone, tablet e computer, si troava già all'interno di molte auto di caratur elevata come Audi, Bmw, Volkswagen, Mini, Tesla, Lamborghini, Aston Martin, e Skoda. Pronti al lancio ci sono anche colossi dell'auto di lusso come Bentley, Porsche e Rolls Royce.
Cruscotto digitale della Tesla Model S

Senza entrare nel particolare delle statistiche, ci può far comprendere meglio tale tendenza: ad oggi ci sono quasi 4 milioni e mezzo di auto che integrano nella propria struttura le soluzioni proposte da Nvidia, ma nei prossimi anni questa cifra è pare sia destinata a salire arrivando a toccare oltre le 25 milioni di unità. Oltre allo schermo touchscreen di notevole impatto estetico da 17 pollici presente nell'abitacolo della Tesla Model S, due delle espressioni più avanzate di questa integrazione tra auto e chip, si sono viste nella Lamborghini Huracàn e nella Audi TT, presentate a Ginevra.

Il cruscotto è del tutto digitale, con la totale abolizione degli strumenti analogici e la grafica non ha nulla da invidiare a quella di uno schermo del computer: tutte le operazioni di calcolo sono gestite dal chip Nvidia. Tegra3, integrato nel modulo Vcm, Visual Computing Module, in particolare si occupa dell'elaborazione grafica in alta risoluzione, dell'audio 7.1, della riproduzione dei video sui display di bordo. Oltretutto gestisce in maniera davvero sorprendente la visualizzazione della grafica 3D di un sistema di navigazione, per esempio integrando le riproduzioni in 3D da Google Maps e Google Earth. Grazie agli algoritmi "material definition" il chip è in grado di ricreare superfici fotorealistiche all'interno dell'abitacolo.

Il modulo di Nvidia ha inoltre la caratteristica di poter essere "scalabile", questo vuol dire che i produttori potranno effettuare un vero e proprio "upgrade" nelle auto come nel mondo dei personal computer, per passare a soluzioni più performanti. In Nvidia si guarda infatti anche al futuro con Tegra K1, che apporterà notevoli migliorie rispetto a Tegra3. Intanto avrà un'architettura completamente rinnovata basata su Nvidia Kepler e sarà molto più potente, ma con un'attenzione particolare al risparmio energetico. K1 integra ben 192 core grafici (rispetto ai 12 di Tegra3), e una Cpu quadcore.

Supporterà nativamente Cuda, la piattaforma di calcolo parallelo sviluppato da Nvidia, per raggiungere un livello più alto nella riproduzione grafica. Ma con K1 per esempio si gestiranno, in un solo chip, anche le operazioni basate sulle immagini di una videocamera come il rilevamento dei pedoni, il monitoraggio dei punti ciechi, la segnalazione dei cartelli stradali e il salto di corsia. E se ci si spinge anche più in là, sempre in casa Audi, il progetto di automobile a guida autonoma, zFas, sfrutterà proprio le capacità di calcolo del chip Nvidia K1. Al punto che non è più un paradosso pensare all'automobile come a una delle espressioni più costose di "computer mobile". (il sole 24 ore)

Il ritorno di un mito | Al Salone di New York rifelttori sul ritorno della Alfa Romeo.

In occasione dell'evento automobilistico del Salone di New York che si terrà dal 18 fino al 27 aprile verrà festeggiato il ritorno di un mito negli Stati Uniti, ovvero sia della Alfa Romeo e della supercar 4C.

La macchina sportiva biposto in carbonio, per l'appunto, è stata oggetto di consensi già  da tempo dai vertici del Gruppo FCA per rappresentare l'icona del ritorno del mitico marchio sportivo negli States, per proporre in seguito alcuni modelli di grande diffusione come la prossima Giulia e gli annunciati crossover.

L'Alfa Romeo, per adesso, non ha dato informazioni dettagliate riguardo la data dell'inizio effettivo delle consegne della 4C e con quale prezzo verrà introdotta nei mercati USA che potrà comunque sia contare su circa 500 esemplari l'anno, sui 3.500 totali prodotti. Anche le specifiche tecniche non sono state ancora rese note, ma non si prevedono modifiche ecclatanti rispetto alla vettura proposta nei mercati Europei.
Alfa Romeo 4C

Resta sempre aperta di quale entità sarà la rete vendita: assente per ora quella Alfa Romeo, si sono susseguite anticipazioni circa la disponibilità della vettura presso i concessionari Maserati o presso i più grandi punti di vendita Fiat, senza per adesso arrivare ad alcuna conferma ufficiale. (il sole 24 ore)

"Piu' democrazia in economia"lo dice Poletti | "Gocce" di notizie

"La crisi economica e' essenzialmente figlia di un'iniqua ridistribuzione della ricchezza". Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, nel corso di un dibattito pubblico a 'Fa' la cosa giusta', la Fiera del consumo e dei comportamenti etici. Per Poletti ci vuole dunque "piu' democrazia in economia", "serve un'economia che abbia un tasso maggiore di equita' in modo che si abbia anche una societa' piu' equa".

Giuliano Poletti
Il ministro ha preferito non rispondere alle domande dei giornalisti che gli chiedevano un commento alle dichiarazioni del governatore Ignazio Visco sull'eccessiva rigidita' delle imprese o alle richieste dei sindacati di maggior concertazione. "Faccio difficolta' anche con le mie idee, figuriamoci se posso fare l'esegesi dei pensieri altrui", chiedete "a loro i commenti alle loro stesse dichiarazioni", ha aggiunto il ministro che ha invitato a occuparsi di cose concrete specificando di rispettare il lavoro dei giornalisti e le loro esigenze di comunicazione. No comment anche a una domanda se gli 80 euro in piu' in busta paga promessi dal Governo per chi ha un reddito inferiore ai 25mila euro andranno anche ai cocopro.fonte(AGI) 

29/03/14

CURIOSI GIOCHI E INDOVINELLI 8^ PUNTATA


Soluzione del quesito " La mosca e il miele", apparso nel post precedente:
"La mosca raggiunge il miele lungo il percorso di cinque pollici disegnato sul cilindro sviluppato in fig. 1, segnato in grigio. Questo è il percorso che sarebbe stato seguito da un immaginario raggio di luce attraversante il rettangolo dalla mosca verso il miele con riflessione al margine superiore del rettangolo. È chiaro che il percorso ha la stessa lunghezza dell'ipotenusa di un triangolo rettangolo con lati di tre e quattro unità, come indicato."
Grafico della soluzione ' La mosca e il miele'
Il numero ripetuto
Ecco un simpatico gioco da proporre agli amici nelle tipiche serate da giochi di compagnia. Due consigli:
          1) Procuratevi un calcolatrice  portatile per evitare tempi morti e calo dell’attenzione dei presenti;
       2)  Accertatevi che i presenti siano in numero minimo di quattro.
Chiedete ad uno dei vostri amici, chiamiamolo A, di scrivere un qualsiasi numero di tre cifre e di ripetere le cifre in modo di ottenere un numero di sei cifre (per esempio, 394.394). Voltandovi di spalle in modo da non poter vedere il numero, chiedete ad A di passare il foglietto ad un altro amico, B, al quale chiederete di dividere il numero per 7. Magari "Non preoccupatevi del resto" direte  "perché non ce n'è", B resterà sorpreso nello scoprire che avete ragione (per esempio. 394.394 diviso 7 dà 56,342). Senza dirvi il risultato egli lo passerà a C, che dovrà dividerlo per 11. Ancora una volta metterete in evidenza che non c'è resto ed avrete ragione anche questa volta (56.342 diviso 11 dà 5.122).
Sempre con la schiena girata e senza conoscere alcuno dei nu meri ottenuti in questi calcoli, rivolgetevi ad un quarto 'spettatore' D perché divida l'ultimo risultato per 13. Risulterà ancora una divisione esatta (5.122 diviso 13 dà 394). Il risultato finale viene scritto su un pezzetto di carta che viene piegato e dato a voi. Senza aprire passatelo allo spettatore A e ditegli di aprire e di controllare che vi risulti scritto il suo numero originale di tre cifre.
Il gioco non può fallire qualunque sia  le cifra scelta dal primo spettatore.

Scrivere due volte di seguito un numero di tre cifre equivale a moltiplicarlo per 1001. Questo numero ha come fattori 7, 11 e 13, sicché equivale a moltiplicarlo per 7, 11 e 13. Naturalmente quando il prodotto viene successivamente diviso per questi stessi tre numeri, il risultato finale è il numero originale. (Il problema è tratto da ‘ Numeri per divertimento’ di  Yakov Perelman, Mosca,1957).
Mr.Hyde

Risparmio energetico: condizionatore

L'utilizzo dei condizionatori d’aria, specialmente in estate, provoca un aumento esponenziale dei consumi energetici . Se proprio non se ne può fare a meno, è utile conoscere le regole fondamentali per usare il condizionatore in modo intelligente, risparmiando energia e guadagnando anche in salute. Ottimi come sempre i consigli di Adiconsum:


  •  in fase di acquisto, è consigliabile scegliere il condizionatore in base alle informazioni riportate nell’etichetta energetica (e alle certificazioni), e preferire quelli dotati di tecnologia inverter , che adegua la potenza all’effettiva necessità e riduce i cicli di accensione e spegnimento (consentendo un risparmio energetico superiore al 30%); 
  •  scegliere un modello di dimensioni proporzionate alle esigenze reali di climatizzazione ( un impianto sovradimensionato comporta un inutile dispendio energetico, fino al 50 % in più del necessario) n fase di installazione, è preferibile posizionare l’un ità esterna in una zona d’ombra , lontano da elementi che ostacolino il corretto flusso dell’aria; 
  •  impostare la temperatura degli ambienti climatizzati tra i 25° e i 27°C : la d ifferenza tra interno ed esterno non deve superare i 6°C ; 
  • usare la funzione di deumidificazione , che consente, senza diminuire ulteriormente la temperatura, di ridurre significativamente la percezione dell’afa; 
  •  non posizionare oggetti davanti all’unità int erna del condizionatore , evitando di formare una barriera che ostacoli la corretta distribuzione dell’aria, provocando uno spreco di energia;  controllare costantemente che i filtri dell’aria dell’unità interna siano sempre puliti, per non pregiudicare l’ef ficienza del condizionatore; 
  •  chiudere bene porte e finestre, e i solare l’ambiente climatizzato rispetto agl i altri locali non climatizzati;
  •  attenzione alla manutenzione , da effettuare periodicamente (ogni 2 - 3 anni) per il controllo del refrigerante e l’eve ntuale sostituzione dei filtri

"Alzarsi con il piede sbagliato"


Alla base di questo modo di dire c'è ancora la convinzione che la parte sinistra del corpo e il suo uso (nel caso dei mancini), rappresenti il male. Nel mondo islamico è ancora oggi radicata la convinzione che  sinistra e destra rappresentino rispettivamente il Male e il Bene. Per i Romani, particolarmente superstiziosi, tutto ciò che veniva da sinistra era portatore di disgrazia. Essi infatti stavano molto attenti quando si alzavano, ad appoggiare a terra il piede destro, e, se per caso capitava loro di appoggiare per primo il piede sinistro si aspettavano sfortuna e contrattempi. Altro modo per esprimere lo stesso concetto è "alzarsi con la cuffia di traverso/con la cuffia storta" perché l'immagine è quella di una persona che dorme con la cuffia in testa, che se la fa andare di traverso a causa di un sonno agitato e si sveglia quindi di pessimo umore per la cattiva nottata.
Alzarsi col piede sbagliato, è sinonimo di un cattivo inizio di giornata, di umor nero, e ovviamente di momento sofrtunato.

ZUPPA DI MAIS ALLA SALVIA

SI TRATTA DI UNA MINESTRA SAPORITA, PARTICOLARMENTE SOSTANZIOSA PERCHÉ ACCOMPAGNATA DA CROSTINI DI PANE TOSTATO, DOPO, SERVITE SEMPLICEMENTE UNA MACEDONIA. kcal per porzione 527


Ingredienti per 4 porzioni • 300 G DI MAIS IN SCATOLA • 8 FOGLIE DI SALVIA • 200 G DI FAVE SURGELATE • 2 PICCOLE PATATE(200 Gr) • 1 CAROTA • 1 CIPOLLA • 1 COSTA DI SEDANO • 1 CUCCHIAIO DI OLIO EVO • 2 DADI PER BRODO VEGETALE • 100 G DI PASSATA DI POMODORO • 8 POMODORI SECCHI SOTTOLIO • 4 FETTE DI PANE • 50 G DI CACIOTTA STAGIONATA 

SBOLLENTATE le fave per 2 minuti in acqua a bollore, sgocciolatele e passatele sotto l'acqua corrente, eliminando la pellicina che le ricopre. Tenete da parte. Pelate le patate, mondate la carota, sbucciate la cipolla e private il sedano dei filamenti; lavate questi ortaggi e tagliateli a pezzetti.

LAVATE, asciugate e tritate finemente la salvia con il tritatutto o con la mezzaluna, poi fatela appassire in una casseruola con l'olio caldo. Disponetevi sopra le verdure a pezzetti, le fave, il mais sgocciolato e fate insaparire un istante il tutto a fiamma vivace.

ZUPPA DI MAIS ALLA SALVIA
VERSATE nella casseruola l litro d'acqua, i dadi, la passata di pomodoro e portate a bollore. Abbassate il fuoco, coprite con un coperchio e cuocete per 20 minuti. Nel frattempo tagliuzzate i pomodori secchi e frullateli con l cucchiaio del loro olio di conserva, fino a ottenere un paté.

TOSTATE le fette di pane (se non avete il tostapane utilizzate il forno o una piastra), spalmatevi sopra il paté di pomodori e distribuite qualche fettina sottile di caciotta. Servite la zuppa ben calda, guarnita con i crostini.

VARIANTI APPETITOSE 
l• Peruna preparazione più veloce, sostituite le fave con la stessa quantità di piselli surgelati che, a differenza delle prime, non dovrete spellare.
2• Unite alla salvia un piccolo peperoncino rosso tritato.

L'IDEA VELOCE
ZUPPA DI MAIS PROFUMATA Per 4 porzioni: versate l cucchiaio d'olio in una casseruola, scaldatelo, aggiungete 50 g di verdure miste per soffritto e fatele insaporire per 1 minuto a fiamma vivace. Versatevi sopra l litro di brodo vegetale e portate a bollore. Unite 300 g di mais, 100 g di riso Arborio e cuocete per 20 minuti circa. Aggiungete alla fine 2 cucchiai di erbe aromatiche miste tritate (prezzemolo, basilico, menta, erba cipollina). Servite la zuppa ben calda, cosparsa a piacere con formaggio pormigiano grattugiato.

Salbutamolo, un broncodilatatore per i sintomi delle allergie primaverili.

E' arrivata la primavera ( almeno sul calendario ) e porta con se la maggiorazione dei sintomi legati alle allergie, come gli attacchi di asma. L’asma è una patologia in aumento e molto frequente, soprattutto nella popolazione pediatrica. Sapere cosa fare in caso di un attacco di asma è importante per tutti, non solo per il bambino che ne soffre. Un attacco d’asma è causato da un brusco restringimento dei bronchi che portano l’ossigeno agli alveoli polmonari dove passa nel sangue. Questo vuol dire quindi una quantità ridotta di ossigeno che passa nel sangue, una difficoltà a respirare e spesso il classico fischio che in alcuni casi si può ascoltare ad orecchie nude. I fattori che possono scatenare un attacco d’asma sono molteplici: si va dagli abbondanti allergeni inalati (graminacee per esempio)alle infezioni virali, da uno sforzo fisico al fumo di sigaretta. In genere si avvertono dei segnali che anticipano di alcune ore la comparsa dei sintomi allergici, specialmente quelli respiratori. Questi segnali variano da paziente a paziente e possono essere diversi di volta in volta anche nello stesso soggetto. Imparare a riconoscere i segnali di avvertimento da parte del paziente significa agire prontamente su di essi, in questo modo si potrà evitare complicazioni molto gravi. I principali segni di avvertimenti che anticipano la comparsa degli attacchi d’asma nel bambino sono: naso che cola, starnuti ripetuti e tosse secca insistente, soprattutto notturna. La tensione emotiva peggiora gli attacchi d’asma, per cui è fondamentale che i genitori rimangano calmi ed assicurino altrettanta tranquillità al bambino. I farmaci da utilizzare in caso di attacco d’asma sono i broncodilatatori che servono a riaprire i bronchi che si sono chiusi velocemente. Il salbutamolo è un broncodilatatore in gocce per aerosol che va diluito con soluzione fisiologica, oppure spray da utilizzare sempre con un adeguato distanziatore. somministrato secondo il seguente schema: Aerosol: adeguato numero di gocce di salbutamolo in base al peso del bambino diluite in almeno 3 ml di soluzione fisiologica 3 volte al giorno per 4 giorni, 2 volte al giorno per 3 giorni, 1 volta al giorno per 2 giorni, oppure spray con distanziatore 3 – 4 puffs al giorno per 4 giorni, 2 – 3 puffs al giorno per 3 giorni, 1 – 2 puffs al giorno per 2 giorni Se vengono utilizzati gli spray e non si ottiene una risposta immediata alla prima somministrazione si possono ripetere i puffs fino a quattro somministrazioni nella prima mezzora. L’areosol può essere ripetuto dopo venti minuti se non vi è stato alcun miglioramento dei sintomi. In assenza di miglioramento è opportuno avere a portata di mano un cortisonico da somministrare per bocca e portare il bambino al più vicino pronto soccorso possibilmente pediatrico. Se si ha intenzione di allontanarsi da casa per un periodo di tempo superiore ai due giorni è meglio fare una scorta adeguata delle medicine necessarie.

TREBBIANO: «Nemo propheta in patria est»

Il Trebbiano: la sua storia antica risale al primo secolo dopo Cristo

Il trebbiano romagnolo diffuso anche in territorio internazionale
Noto col suo nome
"Trebulanus" fin dall'epoca classica, menzionato da Plinio il Vecchio
Le sue uve sono adoperate addirittura per i prestigiosi e sopraffini cognac francesi

Il Trebbiano è un vino a maggior diffusione a livello nazionale e internazionale, ma nella sua terra è forse il meno amato. «Nemo propheta in patria est», ammonisce d'altronde un antico adagio. È indubbio però che se una simile situazione fosse reale, se davvero cioé i romagnoli snobbassero il loro Trebbiano, meriterebbero come minimo di esser tacciati quali irriconoscenti. E già perché il Trebbiano, al di là di apprezzamenti soggettivi (che comunque merita in termini assai positivi), è di estrema resa, garantendo una produzione elevata e un'offerta che più di altre risulta commercialmente vincente. Come vino da tutto pasto, col suo gusto discreto che mai stona in tavola abbinandosi con le più disparate pietanze, sa farsi spesso preferire infatti anche a vini ben più nobili e prelibati. Il Trebbiano dunque è sì umile, ma solo nel senso migliore della parola: non si dà arie da .«grandeur» (nonostante le sue uve siano adoperate addirittura per i prestigiosi e sopraffini cognac francesi; tali in pratica sono quelle del vitigno «Saìnt-Emilion»), non pretende che lo si aspetti maturare (lo è fin da subito e va bevuto giovane) e non chiede di veders
i abbinato su misura il cibo: lo affianca esso stesso senza problemi e senza mai sfigurare. E poi è sempre più che gradevole, col suo modo d'essere ben asciutto ed equilibrato.

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Fra i suoi estimatori più illustri, va citato Alessandro Tassoni, il poeta modenese de «La secchia rapita», vissuto a cavallo fra '500 e '600. Il Trebbiano ha saputo aspettare con pazienza il meritato riconoscimento delle sue qualità: ha ottenuto la Doc nel 1973, buon ultimo della triade dei vini romagnoli nonostante sia di questa il più antico. Già era noto col suo nome fin dall'epoca classica, se è vero che Plinio il Vecchio (grande naturalista e scrittore romano del I secolo dopo Cristo) nella sua «Naturalis Hìstoria » già parla del «Trebulanus» coltivato in Campania, vino prediletto dai legionari nelle loro spedizioni (e in tale veste è raffigurato in un bassorilievo romano di Treviri). Non era certo quello di oggi, secco e deciso, quanto piuttosto un vino ben più aromatizzato, ma il ceppo è sempre lo stesso. In Romagna furono però gli etruschi ad introdurlo, come suggerisce un altro dotto latino, Terenzio Varrone, quando ricorda l'arrivo di questo popolo nella terra romagnola, dove bonificò terre, fondò città e introdusse nuove piante fra cui l'Albana, il Trebbiano e la Canina. Da «Trebulanus» (parola derivata forse dalla città osca di Trebula, l'attuale Treglia in provincia di Caserta) a «Trebìanum» scorre un passo di oltre un millennio. Dopo le antiche citazioni in lingua classica, una delle prime in latino medievale risale al 1364, data di pubblicazione dell'elenco dei vini ammessi alle cantine di Palazzo della Signoria. A quel tempo lo storico edificio fiorentino era la sede dei priori, i signori della città. L'inserimento in un simile elenco significa che il Trebbiano era degno di far capolino nei pranzi di maggior prestigio. Il bolognese De' Crescenzi aveva però già scritto nel 1305 di un'uva detta trìbiana; e in quel secolo la parola, più o meno storpiata a seconda dei gerghi locali, era nota dalla Sicilia fino al Friuli, chiaro segnale che lo era anche il vino da esso prodotto. Fin da allora in Romagna questo sarà il «tarbian», con la lettera A finale dal suono cupo e nasale. Da circa 700 anni il Trebbiano è quindi conosciuto, con la sua attuale dizione, in terra romagnola, quella terra che lo ha finalmente elevato al rango di vino importante, seppur sempre nell'ambito di una discrezione che gli è propria sia per indole delle sue uve, che per qualità del nettare che ne scaturisce. Il vitigno romagnolo, per le caratteristiche sfumature deì, suoi acini e - come disse Aldo Spallicci - «dal biondo acceso de' suoi chicchi» è detto «della fiamma». A questo, definito anche «Trebbiano romagnolo», si contrappone quello «Montanaro», dal caratteristico colore ambrato. Va detto che quello della fiamma, a differenza delle altre uve da vino romagnole che poco amano le pianure verso il mare, trova terra feconda anche e soprattutto ad est della via Emilia, colorando con filari di viti i campi della Bassa Romagna. Il vino che se ne ricava è secco ed asciutto, leggero e sapido, brioso nella sua versione spumante, sia secca che amabile; e sempre grato e fragrante, come lo apostrofò l'abate Piolanti nel suo famoso ditirambo «Bacco in Romagna» dove lo considera «meglio del nettare, per verità».
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