Il-Trafiletto

22/05/14

Spazio | Arriva la primavera, iniziamo a fare pulizia!

Satelliti "morti" e rottami circondano la Terra. mentre le agenzie spaziali iniziano a testare modi e maniere per ripulire il nostro "giardino cosmico", proviamo a esaminare le possibili opzioni.

LOTTA ROBOTICA
Il modo migliore per rimuovere oggetti di grandi dimensioni, come i satelliti in disuso, è rallentarli fino a quando l'altitudine della loro orbita diminuisce. In tal modo, a causa dell'impatto con l'atmosfera terrestre, bruceranno. L'Agenzia spaziale tedesca DLR ha dato incarico l'azienda aerospaziale Astrium di testare questo sistema durante la prossima DEOS (Missione di manutenzione orbitale tedesca).
Detriti spaziali
(immagine dal web)

Il velivolo spaziale Astrium si avvicinaerà lentamente al satellite in disuso, lo aggancerà come in una stretta di lotta usando braccia robotiche e poi accenderà i suoi motori, per spingerlo in una nuova traiettoria. Comunque, questo procedimento non è semplice, quind la missione servirà a valutare se si tratta davvero di una soluzione praticabile. Per detriti spaziali si intedono tutti i satelliti in disuso, i moduli dei razzi propulsori e i loro relativi frammenti, prodotti da esplosioni, erosioni o collisione.

La velocità a cui si verificano le collisioni di detriti spaziali può variare fino a 15 km al secondo. A velocità cosi elevate, anche oggetti minuscoli possono provocare seri danni. La quantità di questi detriti spaziali è stat quantificata in ben 6500 tonnellate, cifra che comprende circa 23.000 oggetti rintracciabili e molti milioni di altri, più piccoli e non identificabili.(science)

21/05/14

Lichene d'Islanda, buon amaro

CETRARIA ISLANDICA In caso di nausea e tosse 

Il lichene d'Islanda, ben conosciuto dalle popolazioni del Nord Europa - lapponi e islandesi lo usavano durante le carestie e ne conoscevano le proprietà terapeutiche - ma sconosciuto ai latini o perlomeno non citato negli antichi testi di erboristeria, venne segnalato per la prima volta nel 1627 da Valerio Cordo. Già a partire dal 1700, Linneo e altri ne consigliavano l'impiego nella terapia della tisi.

Il lichene è una pianta provvista di tallo cespuglioso, ramificato, con lobi nastriformi di colore marrone, o grigio-verde nella parte superiore e verde-argentato in quella inferiore. I margini portano delle ciglia setose. La pianta può raggiungere i 10 cm d'altezza. Si ritrova nei boschi di conifere, sui tronchi degli alberi, attaccato alle rocce, talvolta nei prati. Nelle zone montane e submontane del Nord Europa. In Italia vive solo sulle Alpi, soprattutto attaccato alle rupi o ai vegetali.

Si utilizza la parte aerea della pianta, il tallo, raccolto all'inizio della primavera o alla fine dell'estate-autunno e fatto essiccare. Le sue mucillagini sono costituite dalla lichenina e dalla isolichenina che in acqua per idrolisi danno uno zucchero: il galattosio. La cetrarina, il principio attivo amaro è un miscuglio di acido cetrarico e lichenstearico e un colorante verde. Il gusto amaro può essere eliminato attraverso l'ebollizione o più semplicemente lasciando il tallo in infusione per 24 ore circa in acqua fredda.

CETRARIA ISLANDICA
immagine presa dal web

Eliminato questo principio la pianta può essere usata come alimento. Le proprietà terapeutiche sono da assegnare essenzialmente alle sostanze mucillaginose le quali esercitano effetto antitussivo, astringente intestinale e protettivo. l'azione digestiva tonica e antibatterica è esplicata dalla sostanza amara. Queste proprietà lo rendono utile per combattere tosse, catarri bronchiali, infiammazioni intestinali, diarrea. l'infuso, per la presenza di cetrarina, avrebbe azione antiemetica, anche se a questo scopo viene segnalata come più efficace la tintura in quanto le sostanze amare risultano solubili in alcol. Viene consigliato nel trattamento dei vomiti incoercibili, nelle cinetosi, nella nausea in gravidanza.

Per uso esterno, la medicina popolare impiega la pianta nella detersione e cura di ferite a cicatrizzazione torpida. In campo dermatologico viene utilizzato a scopo antisettico in forma di crema, lozione, polvere sia in caso di infezioni della pelle di origine infettiva sia su ustioni importanti.

Il medicamento è sicuro. Per la presenza di principi amari non utilizzate il lichene in caso di ulcera gastroduodenali e gastrite. Il decotto: fate bollire 10-20 gr. In un litro di'acqua per 2 minuti, cambiate l'acqua per eliminare il sapèore amaro e mettetela a bollire di nuovo in 1,5 litri di acqua, finchè il liquido si riduce a 1 litro: prendetene 3-4 tazze al giorno, calde e dolcificate con miele. Per uso esterno: il decotto può essere usato aggiunto all'acqua del bagno pr tonificare le pelli secche e avvizzite. Per lo sciroppo in caso di pertosse: dopo la macerazione, sgocciolate, lavate ripetumente pianta con acqua bollente, bollite a fuoco basso per 30 minuti, passate, pesate, aggiungete miele in quantità pari al peso, cuocete a bagnomaria mescolando e schiumando fino a ispessimento, mettete in un vaso e coprite; 1 cucchiaino da caffè al momento dell'accesso di tosse.

Prima di tutto studiare | Conoscere come i batteri riescono a tenere testa agli antibiotici!

Nell'attesa che vengano messe  messe a punto nuove tecnologie, da utilizzare contro i batteri e le infezioni che provocano, conoscere come riescono a sviluppare la resistenza agli antibiotici è di certo uno dei metodi migliori.


Su questo si è concentrato un gruppo di ricercatori dello Scripps Research Institute (TSRI) in California. In un lavoro pubblicato lo scorso febbraio in anteprima di stampa sul sito della rivista Chemistry & Biology, gli scienziati hanno studiato Streptomyces platensis, un batterio che si protegge dai suoi simili producendo sostanze antibiotiche come la platensimycin e la platencin. Perchè questi antibiotici naturali uccidono gli altri batteri ma non quello che li produce?

Cercando di dare una risposta a questa domanda i microbiologi hanno scoperto il meccanismo di resistenza di S. platensis. "Utilizzando tecniche genetiche e bioinformatiche, abbiamo identificato ptmP3, il gene responsabile della resistenza", spiega Ben Shen, uno degli autori dello studio. "Il meccanismo è semplice: sia la platensimycin che la platecin inibiscono  la sintesi degli acidi grassi, che è essenziale per i batteri. Nel nostro studio abbiamo abbiamo scoperto che il gene ptmP3 può rimpiazzare funzionalmente i due passaggi inibiti dalle due sostanze e che questo stesso gene non può essere inibito a sua volta da esse".
Platensimycin 
(immagine dal web)

Riusciremo a trovare nuove strategie di difesa e a produrle in maniera in maniera massificata prima di dovere decretare la "fine dell'era degli antibiotici"? Collins ritiene che gli scienziati siano in grado di trovare una soluzione: tutto dipende dalla disponibilità di tempo, impegno e denaro. "Possiamo farcela prima che sia troppo tardi, ma le attuali risorse non bastano. Il tema deve essere portato al centro dell'attenzione internazionale, o le conseguenze saranno molto serie per tutti".(science)

SONCINO E MOZZARELLA

ECCO UN'INSALATA SOSTANZIOSA DA PROPORRE COME PIATTO UNICO. PER COMPLETARE IN LEGGEREZZA POTRETE SERVIRE UNA MACEDONIA CON GELATO. kcal per porzione 410

Ingredienti per 4 porzioni • 300 G DI SONCINO • 20 CILIEGINE DI MOZZARELLA • 400 G DI CAROTE PICCOLE • 400 G DI FAGIOLINI10 RAVANELLI • 2-3 CUCCHIAI DI FARINA BIANCA • 2 UOVA • 50 G DI PANGRATTATO • ABBONDANTE OLIO PER FRIGGERE • 4 CUCCHIAI DI OLIO EVO • 2 CUCCHIAINI DI ACETO BALSAMICOSALE 

RASCHIATE e spuntate le carote, lavatele, tagliatele a metà in senso longitudinale e poi a tocchetti. Pulite i fagiolini spuntandoli ed eliminando i filamenti, lavateli, quindi divideteli a metà con un taglio diagonale. Cuocete carote e fagiolini al vapore per circa 10 minuti.

LAVATE,sciacquate e asciugate il soncino. Pulite i ravanelli e affettateli. Trasferite entrambi in un'insalatiera con le carote e i fagiolini tiepidi

SONCINO E MOZZARELLA
INFARlNATE le ciliegine di mozzarella, passatele nelle uova sbattute, poi nel pangrattato per ricoprirle completamente e friggetele velocemente in abbondante olio caldissimo. Quando sono dorate in modo uniforme, sgocciolatele con la schiumarola e passatele su carta assorbente da cucina per eliminare l'olio in eccesso.

EMULSIONATE in una ciotola l'olio extravergine d'oliva con l'aceto balsamico e il sale. Condite così l'insalata.

COMPONETE i piatti da porzione sistemando prima l'insalata, quindi le mozzarelline fritte. Servite subito.

VARIANTI APPETITOSE 
1• Sostituite le mozzarelline fritte con quadretti di formaggio stagionato, tipo asiago, avvolti in una striscia di prosciutto cotto affumicato, che fisserete con uno stecchino di legno.
2 • AI posto del soncino potete usare un'altra insalata verde.

LA SCELTA GIUSTA 
ATTENTI ALLA MOZZARELLA La mozzarella impanata tende a perdere acqua, rompendosi durante lo frittura. Per evitare questo inconveniente è meglio usare mazzarelline poco acquose. Oppure salarle da crude, metterle nel colapasta per 10/15 minuti e asciugarle bene con carta da cucina, prima di infarinarle. Un'altra possibilità è quella di utilizzare il formoggio a pasta filata per pizza (il più diffuso sostituto defla mozzarella), tagliato a cubetti.

Nuovo miracolo? Suora muore e compare sul suo braccio la scritta "Maria".

Siamo di fronte ad un altro possibile miracolo o ad un classico falso? In questi giorni la morte di Suor Giuseppina, al secolo Celsa Manzone, suora della congregazione delle figlie di Sant'Anna,avvenuta il 13 maggio scorso all'età di 97 anni, fa gridare al miracolo e tutta la zona di Bassano del Grappa in provincia di Vicenza è in subbuglio. Il motivo di questo fermento non è naturalmente la morte in sè della suora, bensì la scoperta da parte delle consorelle di una scritta comparsa, secondo loro dopo la morte, sul braccio della defunta suora dove si leggeva chiaramente il nome "Maria". Suor Giuseppina ha vissuto gli ultimi giorni della sua vita, prima di morire all'ospedale di Bassano, presso il convento di Sant'Anna, dove la superiora si dice convinta che la scritta apparsa sul braccio della consorella, lunga circa 20 cm., non c'era prima della sua morte. Appena si è divulgata la notizia centinaia di fedeli si sono radunati davanti al nosocomio. Intanto si cominciano a fare delle ipotesi e a trovare coincidenze. Infatti il decesso di suor Giuseppina è avvenuto il 13 maggio 2014 all'ètà di 97 anni, e proprio nello stesso giorno di 97 anni fa ci fu la prima apparizione della Madonna di Fatima. Pura coincidenza o che? I medici che cosa dicono? Voci giunte dall'ospedale di Bassano hanno confermato la presenza nel braccio della religiosa di una zona di pelle di colore diverso, denominata in termini medici "Discromia cutanea" che sembrava formare il nome "Maria", tuttavia gli stessi medici non si sbilanciano sul fatto che tale discromia fosse presente anche prima del decesso della suora. L'ospedale ha avvisato del fatto la Procura di Vicenza la quale ha dato mandato ai Carabinieri di scolgere indagini, i quali hanno provveduto a scattare alcune foto alla scritta sul braccio di suor Giuseppina.( immagine presa dal web ).
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