Il-Trafiletto

28/06/14

Sott'acqua sulla sedia a rotelle

Sue Austin
L'aggraziata danza subacquea dell'artista britannica Sue Austin sulla sedia a rotelle ha colpito chiunque abbia avuto modo di ammirarla alle Olimpiadi Culturali di Londra, la scorsa estate (se vi è sfuggita potete recuperarla su YouTube digitando "underwater wheelchair").

Oggi però Austin, che fa uso di una sedia a rotelle del 1996, è pronta a far provare ad altri le stesse emozioni. La sua domanda di brevetto descrive tecnicamente l'invenzione, che potrebbe essere una sedia standard dotata di due propulsori alimentati a batteria. L'operatore potrebbe poi cambiare direzione grazie a due "ali" in materiale acrilico fissate sotto le pedane, mentre un'altra "pinna" azionata manualmente è prevista sul retro.

Il progetto comprende anche l'aggiunta opzionale di comandi a soffio-succhio o interruttori linguali per tetraplegici e amputati. Un galleggiante gonfiabile consentirebbe al sub di compensare le variazioni di pressione, impedendo risalite o discese eccessive della sedia.(science)



Minerali | Dovremmo estrarli dai fondali marini?

In tutto il mondo, i fondali marini sono ricchi di metalli preziosi. Una società del Regno Unito ha di recente reso noto che prevede di avviarne l'attività estrattiva.

Lockheed Martin UK, ramo britannico del colosso statunitense del settore ingegneria aerospaziale e difesa, ha dichiarato di volere avviare prospezioni minerarie sul fondo dell'Oceano Pacifico, 1500 chilometri a sud-ovest delle coste messicane, per verificare se è possibile portare in superficie i materiali più preziosi.

A destare interesse sono sopratutto i noduli polimetallici: piccole masse rocciose sparse sui fondali e ricche di metalli di valore quale rame, cobalto e manganese. Pare che i noduli, di dimensioni comparabili a una pallina da golf o una patata, si formino nel corso di milioni di anni, in seguito al deposito di strati concentrici di minerali sciolti nell'acqua introno a un nucleo duo (per esempio, un ciottolo o un dente di squalo). Raccogliere questi agglomerati è piuttosto costoso, ma oggi gli esperti ritengono che l'incremento del fabbisogno di metalli in Paesi quali Cina potrebbe renderne conveniente il recupero. Locheed, che effettuerebbe l'estrazione attraverso la consociata UK Seabed Resources, è in possesso della licenza per sottoporre a prospezioni un'area di 58mila chilometri quadrati, quasi tre volte l'estensione del Galles.
Noduli polimetallici

Non sono stati ancora resi noti dettagli tecnici dell'operazione, ma la società spera di potere iniziare i lavori tra cinque-sei anni, una volta completati i test tecnologici e gli studi ambientali. Secondo alcuni scienziati, le concrezioni potrebbero essere trasportate in superficie grazie a un sistema di canalizzazioni, mentre altri sostengono che sarebbe possibile lavorarle sott'acqua estraendo in situ i metalli preziosi. Ancora più controversa è un ipotesi correlata, lo sfruttamento minerario delle sorgenti idrotermali (getti di acqua calda sottomarini). La tecnica da adottare prevederebbe la frantumazione e asportazione dello strato superiore, ma Lockheed Martin nega che questa pratica rientri nei suoi piani operativi per il Pacifico.

"E' importante chiarire che c'è una grande differenza tra estrarre i noduli, che poggiano sui fondali marini delle pianure abissali, e sfruttare economicamente le emissioni idrotermali", spiega John Luick, oceanografo dell'Istituto di Ricerca e Sviluppo dell'Australia Meridionale. "Le sorgenti sono vere e proprie oasi di attività biologica. Rispetto all'estensione delle pianure sottomarine, i getti occupano superfici limitate, ed è quindi ragionevole pensare che andrebbero completamente distrutti in pochi decenni se l'estrazione mineraria venisse autorizzata senza restrizioni".(science)


27/06/14

Photo Studio | Fotoritocco al volo

Photo Studio per BlackBerry
Un'app per rivedere e ritoccare le foto in un attimo. E' sempre più imporntate la possibilità di modificare le fotografie al volo, per poterle condividere subito sui social network in modo da farle vedere a tutti gli amici e i conoscenti.

Non sempre, infatti, si ha la possibilità o la voglia di tornare a casa, di accendere il computer, di aprire un'applicazione professionale come Photoshop e di fare tutte le modifiche desiderate. Photo Studio è probabilmente la migliore app di fotoritocco disponibile per BlackBerry: oltre cento filtri disponibili, dodici effetti speciali, svariate cornici, combinazioni di fotografie, modifica dei colori, correzione degli occhi rossi e molto altro ancora la rendono indispensabile per chiunque ami la fotografia.

La versione Pro aggiunge alcuni effetti, numerose cornici e ulteriori filtri e funzionalità. L'app è compatibile con il sistema BlackBerry OS 5, Tablet 2.0, BlackBerry 10, al prezzo di 3,59 €.(computeridea)




Fregola con cozze e vongole

FREGOLA CON COZZE E VONGOLE
Ingredienti per 4 persone: * ciotola + casseruola * 320 g di fregola (specialità sarda a forma di palline di semola) * 1 kg di vongole veraci *1 kg di cozze * 1 ciuffo di prezzemolo * 600 g di code di gamberi * 400 g di pomodori pelati tritati * 
2 spicchi d'aglio * peperoncino in polvere * 1 dl di vino bianco secco * brodo vegetale * olio extravergine di oliva * zucchero + sale 

Fregola con cozze e vongole








1 Pulisci i molluschi: sciacqua le vongole sotto acqua fredda corrente, mettile in una ciotola, aggiungi 1 cucchiaio di sale e fai riposare per 3-4 ore, cambiando l'acqua 3-4 volte. Raschia le cozze con una paglietta pulita ed elimina i filamenti che fuori escono. Sgocciola le vongole, mettile in una casseruola con 1 spicchio d'aglio spellato e 2-3 gambi di prezzemolo, copri e cuoci per circa 5 minuti, finché si saranno aperte. sgocciolale, unisci le cozze e ripeti, tenendo sempre da parte i liquidi di cottura filtrati.

2 Sguscia i gamberi. Sguscia i gamberi, incidili sul dorso con un coltellino affilato ed elimina il filetto nero, aiutandoti con uno stecchino. Sciacquali bene sotto acqua fredda corrente e mettili ad asciugare su fogli di carta da cucina. Scalda un filo di olio nella pentola e rosolaci lo spicchio d'aglio rimasto tritato e 1 pizzico di peperoncìno. Aggiungi i gamberi, sfumali con 1-2 cucchiai di vino e falli saltare a fuoco vivace qualche istante, per farli insaporire; poi sgocciolali e tienili da parte in caldo.

3 Cuoci la fregola. Versa nella casseruola la polpa di pomodoro a pezzi e 1 pizzico di zucchero, sala, e fai insaporire a fiamma media, mescolando spesso. Unisci 4 dl di brodo e il fondo di cottura dei molluschi, porta a ebollizione, aggiungi la fregola, mescola e cuoci per il tempo indicato sulla confezione, unendo altro brodo, se serve. Sguscia metà cozze e vongole e trasferisci tutti i molluschi nella pentola con i gamberi. Regola di sale e pepe e servi con prezzemolo tritato e un filo d'olio.

Vi scappa la pipì?: RIEDUCATE IL PERINEO

Contro l'incontinenza urinaria esistono oggi soluzioni efficaci e praticabili da parte di un gran numero di pazienti. Il problema è che sono conosciute poco e male, spesso sottovalutate o considerate inutili. Meglio non vergognarsi del proprio stato e di rivolgersi al proprio medico di fiducia, perché, contrariamente a quanto comunemente si crede, la maggior parte dei casi di incontinenza urinaria è candidata a essere valutata ed è meritevole: di trattamento.

Sono molti i programmi di rieducazione perineale che hanno lo scopo di riportare l'apparato muscolare attorno a uretra, ano e, per le donne, vagina, a un buono stato di tonicità con eliminazione o attenuazione del problema.

Molto utile è la rieducazione al controllo della vescica: sveglia e svuotamento urinari programmati; allenamento dei muscoli pelvici con semplici esercizi che consistono nella contrazione forte e prolungata, per un paio di secondi, dei muscoli dei glutei, ripetuta più volte al giorno. La riabilitazione vescico-sfinterica comprende varie tecniche a volte anche completamente diverse tra loro, ma che hanno come finalità la cura dell'incontinenza. Tra esse ricordiamo:

 il «cateterismo interrnittente», ovvero la possibilità di svuotare la vescica tramite l'introduzione di un catetere attraverso l'uretra; la «rieducazione vescicale», che può avvenire con varie tecniche che permettono il ripristino della normale attività della vescica, aiutando a cancellare cattive abitudini minzionali erroneamente acquisite;
il «biofeedbacks, tecnica recente che permette di acquisire un miglior controllo del proprio apparato sfinterico;
immagine presa dal web
la «fisiochinesiterapia perineale» che, utilizzando esercizi fisici, permette il rinforzo della muscolatura perineale, quest'ultima in grado di opporsi a eventuali piccole e o modeste fughe di urina. La rieducazione pelvica rinforza la muscolatura attraverso esercizi fisici specifici o con l'utilizzo di apparecchiature elettriche per la stimolazione passiva.

Esistono molte altre terapie non chirurgiche per attenuare o eliminare, talvolta, l'incontinenza urinaria: abitudini più adeguate ed esercizi muscolari specifici. Tra le prime segnaliamo: andare più spesso in bagno, ogni 3-4 ore; alle primissime avvisaglie, sedersi fino alla scomparsa dello stimolo per poi dirigersi lentamente verso il bagno non ridurre l'assunzione di liquidi, ma limitarsi a circa 8 bicchieri di acqua al giorno. Se si accompagna tutto ciò a esercizi muscolari, si ottiene l'obiettivo di rafforzare l'insieme dei muscoli che sostengono la vescica e l'uretra.

Infine segnaliamo un trattamento mini-invasivo dell'incontinenza urinaria che consiste nell'utilizzo del collagene per via endoscopica, creando un restringimento opportuno del collo vescicale, senza causare ostruzione. Questo intervento è stato finora effettuato nei casi di pazienti affetti da incontinenza da sforzo o da fallimenti terapeutici della fisioterapia pelvicoperineale, obesi o clinicamente inoperabili. I risultati sono stati soddisfacenti e incoraggianti e sembrano offrire senza sofferenze particolari un'efficace ripresa della continenza urinaria, ma è fuori di dubbio che questa terapia debba essere effettuata dallo specialista.

LA PROSPETTIVA NATURALE
I trattamenti offerti dalla fitoterapia
Un ulteriore strumento terapeutico è rappresentato dall'attività di alcune piante.
L'AGRIMONIA: in forma di tintura madre o di decotto al 3%, è tonica dello sfintere vescicale.
La BALLOTTA: si può utilizzate quando l'incontinenza urinaria è di natura nervosa, che oltre ad essere uno spasmolitico, utile nella perdita a gocce, ha anche proprietà sedative.
Il BUCCO, da assumere a stomaco pieno, ha attività antisettica urinaria e agisce contro le infiammazioni dell'apparato genito-urinario.
La QUERCIA, in forma di macerato glicerico, è utile nell'enuresi notturna. E' un tonico della muscolatura, lenisce le piaghe da ristagno d'urina, è utile negli stati di surmenage e fatica.
Le GHIANDE sono indicate negli stati depressivi con astenia sessuale; le influorescenze contengono sostanze ormonali che agiscono sulle gonadi di entrambi i sessi; le radici sono attive sulle pelli doloranti e brucianti.
Il MIRTILLO NERO si utilizza il macerato glicerico. Le foglie sono antisettiche di tutto l'apparato urinario; i giovani getti riducono l'eccesso di urea; l'associazione di bacche e foglie è utile come antisettico, antibatterico, antinfiammatorio.
Il MIRTILLO viene spesso assunto insieme alla quercia per combattere l'enuresi notturna, ma, a differenza di quest'ultima, deve essere preso per periodi brevi.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.