Il-Trafiletto

08/09/14

Costruiamo un Pianeta: integratori alimentari e della polvere | La formazione stellare

Sacca di formazione stellare
INTEGRATORI ALIMENTARI
Perché si possa avviare la formazione stellare, il disco deve contenere particelle solide che possano conglomerarsi: microscopici frammenti di polvere di silicato e di ferro, o cristalli congelati di molecole come l'acqua, il metano e l'ammoniaca. Maggiore è la quantità di elementi più pesanti dell'idrogeno e dell'elio contenuta nel disco e più potrà crescere il pianeta. Vicino alla stella le particelle si accumulano in granelli di polvere, sassi, macigni, asteroidi e pianeti rocciosi. Più lontano, le particelle a bassa temperatura possono crescere fino a diventare comete ghiacciate e, infine, nuclei planetari che attraggono spessi involucri gassosi provenienti dal disco originario, fino a diventare giganti simili a Giove.

CATTURARE LA POLVERE
Le simulazioni mostrano che le particelle delle dimensioni di un millimetro vengono rallentate dal gas del disco e cominciano a scendere a spirale verso la stella. Se vogliamo che queste particelle di polvere si riuniscano in grumi, qualcosa le deve intrappolare. Fortunatamente, le osservazioni svolte con il telescopio ALMA in Cile hanno rivelato proprio l'esistenza di "trappole" nel disco di una stella dell'età di 15 milioni di anni, forse formate da differenze nella densità del gas.(science)


I benefici del latte di capra

Ci hanno sempre detto che il latte di mucca, fa bene per il corpo e per la crescita, e il marketing ha continuato a far aumentare l'interesse nel latte di mucca, anche se il 65% a livello mondiale continua a preferire il latte di capra, che non usa campagne pubblicitarie o strategie di mercato, ma il buonsenso. 


Tutti gli esseri umani sono stati creati per essere sostenuti interamente dal latte materno per almeno i primi sei mesi di vita dei bambini
Non c'è altro cibo al mondo meglio di quello materno, ma dopo questi primi mesi, si è di fronte al resto della nostra vita? 

Ci sono 5 motivi che mi fanno preferire il latte di capra a quello di mucca e li vado a presentare: 

1. Il latte di capra a meno latte allergenico, meno allergeni: infatti nei bambini sotto i tre anni usando il latte di mucca, in diversi casi, si sono riscontrati questi effetti collaterali: il vomito, la diarrea, le eruzioni cutanee e in limitati casi shock anafilattico. 
La reazione allergica può essere attribuito a un allergene proteina nota come alfa s1 caseina trova in grandi quantità nel latte di mucca e tutti questi bambini con questi sintomi potevano bere il latte di capra praticamente senza effetti collaterali. 

2. Il latte di capra è naturalmente omogenizzato: se mettete un bicchiere di latte di mucca fresco e uno di capra fresco nel frigorifero per una notte, la mattina troverete che, mentre il latte di capra sembra esattamente lo stesso, il latte di mucca si è separato in due 'fascie' ben distinte, la crema sulla parte superiore e il latte scremato in basso. 
Questo è un processo di separazione naturale, che è causato da un composto chiamato agglutinine e quindi bisogna usare il latte vaccino per separarli. 
Così per ottenere il latte da presentare bene al consumatore, l'industria lattiero-casearia utilizza un processo chiamato omogeneizzazione. 
Questo metodo funziona forzando il latte fluido attraverso un piccolo foro sotto tremenda pressione che distrugge la parete cellulare del globulo di grasso e consente al latte e alla panna di rimanere omogenee e ben miscelate. 
Questa omogeneizzazione però rilascia un superossido (radicale libero), conosciuto come la xantina ossidasi che causano una serie di problemi nel corpo, non ultimo dei quali è mutazioni del DNA, che spesso portano al cancro! 

3. Il latte di capra è più facile da digerire: il latte di capra ha globuli di grasso più piccoli, così come alti livelli di acidi grassi a catena media, ciò significa che durante la digestione, ogni globulo di grasso e acido grasso individuo con un processo di digestione più semplice e veloce. 

4. Il latte di capra raramente causa intolleranza al lattosio: il latte di capra ha meno lattosio anche se tutto il latte contiene alcuni livelli di lattosio che è anche conosciuto come lo zucchero del latte
Gran parte della popolazione soffre di una carenza (non l'assenza) di un enzima chiamato lattasi, che viene utilizzato per digerire il lattosio. 
Questa carenza si traduce in una condizione nota come intolleranza al lattosio, che è un disturbo abbastanza comune. 
L’intolleranza al lattosio e l’allergia al latte vaccino (CMA) sono due condizioni distinte. 
Il CMA è dovuto ad un allergene, proteina, mentre l'intolleranza al lattosio è dovuta ad una sensibilità di carboidrati. 
Il latte di capra contiene meno lattosio rispetto al latte vaccino e quindi è più facile da digerire per chi soffre di intolleranza al lattosio. 
Ora l'aspetto interessante da considerare è che il latte di capra non è molto inferiore a quello del latte vaccino (contiene circa il 10% in meno rispetto al latte di mucca) e ancora, innumerevoli pazienti intolleranti al lattosio sono in grado di prosperare su latte di capra

A voi la scelta!
Il latte di capra

Scuola: è tempo di riforme | Il 15 di settembre iniziano le consultazioni

Partendo dalla data odierna, ogni cosa contenuta nel dossier #labuonascuola è già in essere? Assolutamente no! Partendo dalla data odierna, perde ogni valenza la terza fascia delle graduatorie di istituto? Assolutamente no! Andiamo ad osservare quali saranno le tempistiche di questa probabile riforma della scuola.


Esattamente il 3 settembre corrente anno l'attuale Governo Renzi, ha provveduto a rendere pubbliche le nuove linee guida del Piano Scuola. Si tratta di un fascicolo compreso di ben 136 pagine, pregno di informazioni, innovazioni, cambiamenti notevoli, ribaltamenti in più prospetti e settori della scuola

A tal proposito è giunta anche la richiesta dell'attuale Governo di esprimere l'opinione, il supporto, le contrarietà da parte di tutti i partecipanti inclusi nell'ambito scolastico. Perciò è stata iniziata una vasta consultazione della scuola, che aprirà e chiuderà i battenti il 15 settembre 2014, avendo la possibilità di partecipare in prima persona andando sul sito labuonascuola.gov.it.
Sarà necessario inserire la propria email, per essere aggiornati riguardo l'inizio della consultazione e su tutti gli eventi e i momenti di maggiore attività associati al Piano "La Buona Scuola" . Tale invito è esteso a tutti i facenti parte del mondo scolastico, dagli studenti, ai insegnanti, dai presidi al personale scolastico. Ascolteremo i genitori e tutti coloro che vorranno dire la loro. Il Governo lo immagina come "un grande dibattito pubblico sulla visione e sulle proposte della Buona Scuola che immaginiamo per l'Italia." Nel mentre, a partire da oggi lunedì 08 settembre 2014 il Ministro Giannini sarà impegnato in un tour per tutta la penisola, al fine di rendere pubblica #labuonascuola.

Il dopo consultazione
Il presidente del consiglio Matteo Renzi assieme al Ministro Giannini durante il video di presentazione, nella conferenza stampa, hanno dato l'idea riguardo la data del gennaio 2015 per l'applicazione dei provvedimenti normativi per attivare le riforme in base ai risultati che verranno fuori a seguito la consultazione di cui sopra. Giannini si è detto particolarmente fiducioso: "immaginiamo percorso legislativo molto lineare che parte dopo la consultazione e che si concluderà con un decreto legge a inizio 2015".
Dunque, i provvedimenti che ne scaturiranno - si parli di immissioni in ruolo, o di progressione carriera per merito, o di nuovi curricoli - dovrebbero essere attuati dall'a.s. 2015/16.
Si apre una nuova stagione della scuola, sapremo nei prossimi mesi come il personale scolastico non mancherà un'opportunità cosi importante di potere dialogare e quali potranno essere le conseguenze ne deriveranno nelle decisioni del Governo.


Contro l'ictus femminile banane e fagioli

Sembra che a ridurre il rischio di ictus femminile contribuisca una dieta ricca di potassio. Perciò via libera a banane, fagioli e patate dolci. A rivelarlo è uno studio condotto dall’American Heart Association e pubblicato sulla rivista scientifica Stroke: le donne che assumono più potassio rispetto alla media, hanno una probabilità che si riduce del 12% di imbattersi in un ictus di qualsiasi tipo e del 16% sulle conseguenze ischemiche.

Secondo quanto spiegato dal team di ricerca guidato dall’esperta Sylvia Wassertheil-Smoller, da diversi decenni è noto che l’assunzione regolare di potassio possa aiutare a contenere l’ipertensione. Ma non era mai stata analizzata quale fosse l’incidenza dell’elemento sulle patologie correlate, quali appunto l’ictus. I ricercatori hanno analizzato per 11 anni i comportamenti alimentari di 90.137 donne, tutte in post-menopausa e comprese nella fascia d’età 50-79.

Banane
immagine presa dal web
 L’analisi si è concentrata sull’assunzione quotidiana di potassio, e poi è stata correlata ai casi di ictus verificatisi durante il periodo di studio e anche al numero di pazienti decedute. Dai dati raccolti, si è innanzitutto capito come l’assorbimento medio del minerale con la dieta sia di 2,611 mg al giorno, nonostante le raccomandazioni dell’OMS indichino un valore di almeno 3,510 mg o superiore. Solo il 16.6% delle intervistate raggiunge o supera questa soglia e, come da premessa, è proprio questo gruppo a godere dei maggiori benefici.

 Quindi si è dedotto che rispettando o superando il valore di riferimento consigliato, la prima correlazione diretta notata è una durata della vita più lunga: le donne che assumono corrette quantità di potassio, infatti, vedono ridotte del 10% le probabilità di una morte prematura. Non è però tutto: fra le intervistate non affette da problemi di pressione, coloro che assumono le maggiori quantità del minerale vedono ridursi del 21% le chance di subire un ictus ischemico e del 27% quelle di ictus di qualsiasi tipo.

Comprendendo anche quella parte di campione che invece soffre di varie problematiche dovute all’età, come appunto la pressione alta, la media si attesta rispettivamente sul 12 e sul 16%. Così spiega la dottoressa Wassertheil-Smoller, docente al dipartimento di epidemiologia e salute pubblica dell’Albert Einstein College of Medice di New York: " I nostri risultati suggeriscono come le donne debbano mangiare cibi più ricchi di potassio. Non si trovano grandi quantità di potassio nel junk food, bensì in patate dolci, banane e fagioli bianchi".

Ovviamente, non manca il rovescio della medaglia: l’esperta ha sottolineato come dosi eccessive di potassio possano in realtà essere dannose per il cuore, quindi è sempre necessario farsi seguire da un medico o da uno specialista, per studiare a fondo la giusta quantità del minerale da assumere in relazione al proprio metabolismo e alla propria storia clinica. Il prossimo passo della ricerca sarà vagliare se le proprietà oggi confermate trovino un equivalente nella popolazione maschile.

Quel fastidioso fenomeno chiamato Torcicollo.

Il torcicollo è un irrigidimento involontario dei muscoli cervicali che comporta una condizione estremamente fastidiosa e dolorosa ogniqualvolta il soggetto colpito tenti di girare la testa da una parte o dall’altra ed è associato ad un certo intorpidimento del collo e delle spalle e talvolta anche da mal di testa e limita fortemente i normali movimenti del capo.
 Il torcicollo spesso compare al mattino quando ci si alza dal letto ma può fare la sua presenza anche durante l’arco della giornata come conseguenza di uno sforzo muscolare. Le cause che generano questo fastidiosissimo problema sono molteplici:1 – Il classico colpo d’aria, con conseguente repentino raffreddamento dei tessuti muscolari; 2 – un’innaturale posizione mantenuta per lungo tempo durante il sonno, da qui il torcicollo al mattino; 3 – La presenza di un’infiammazione; 4 – Una diagnosi di ernia cervicale; 5 – situazioni di nervosismo e ansia, che notoriamente si riflettono sulla tensione muscolare. Quali sono le terapie da adottare quando siamo in presenza di torcicollo? Se la causa è di tipo infiammatorio è sufficiente una borsa di ghiaccio, mentre se ci troviamo in presenza di un irrigidimento muscolare si troverà sollievo tenendo il collo al caldo e a riposo, magari aiutandosi con dei massaggi da effettuare sulla parte dolente. Possono rivelarsi utili anche applicazioni locale di creme, pomate o gel ad azione antinfiammatoria. È consigliabile anche effettuare dei lenti movimenti della testa a 360 gradi ad intervalli di circa 60 minuti. Farmacologicamente il torcicollo può essere trattato con farmaci miorilassanti o analgesici. Come si può prevenire il torcicollo? Innanzitutto è sconsigliabile stare immobili per lungo tempo nella stessa posizione, ciò per evitare una situazione predisponente periodici attacchi di torcicollo. Per chi fa lavoro d’ufficio prendere le dovute accortezze, come ad esempio abituarsi a poggiare la schiena alla sedia, posizionare il monitor del computer in modo da guardarlo verso il basso, poggiare le mani sulla scrivania per gravare il meno possibile sui tessuti muscolari del collo. (immagine presa dal web)
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