Il-Trafiletto

28/06/14

Messaggi | Gratis con WhatsApp

E' l'app che ha rivoluzionato la messaggistica istantanea: ecco dunque come iniziare a usarla. WhatsApp è un gioco di parole, intraducibile nella nostra lingua, che unisce l'inglese "What's up?", che significa "cosa c'è", "che succede?" con l'ormai ben noto termine "app", che sta per applicazione per smartphone o tablet.

Dietro questo nome c'è una delle app di maggiore successo degli ultimi due anni, ed è facile capire perchè. WhatsApp, infatti, si sostituisce ai tradizionali sistemi di invio di messaggi SMS, quelli che paghiamo al nostro gestore di telefonia, consentendo di inviarli in modo del tutto gratuito a due condizioni: la presenza di una connessione Internet e il fatto che la persona a cui inviamo il messaggio abbia installato WhatsApp nel proprio smartphone.
WhatsApp

L'app, in pratica, funzione come la posta elettronica o qualunque altra applicazione che sfrutta il Web per inviare e ricevere messaggi, quindi non è soggetta a costi extra. I numeri sono impressionanti: duecento milioni di utenti e oltre 27 miliardi di messaggi scambiati. La vera carata vincente di WhatsApp è al sua natura multipiattaforma. Questo significa che funziona su tutti i principali sistemi operativi mobili: iOS, Android, Windows Phone e anche BlackBerry. Fatta eccezione per alcune differenze tra i comandi e le opzioni e nell'aspetto grafico, il funzionamento è lo stesso, e questo è molto importante. La vera forza di un programma di messaggistica, infatti, sta nel numero di persone che lo usano. Il fatto di funzionare indifferentemente su tutti i tipi di smartphone facilita enormemente la sua diffusione e possiamo stare certi che una volta iscritti al servizio, non avremo problemi a trovare i contatti e le persone che conosciamo.

Ci sono molti motivi per preferire WhatsApp ai normali SMS o MMS. Prima di tutto non esistono limiti all'invio di messaggi, che inoltre possono anche contenere allegati come immagini e filmati, L'app consente un elevato livello di condivisione, che comprende la posizione, ma anche i contatti, gli sfondi, e una serie di simpatiche emoticon che rendono più allegra qualsiasi conversazione. Infine, croce e delizia di molti utenti, WhatsApp da al mittente sia la notifica di ricezione sia quella di lettura del messaggio. E' possibile organizzare della conversazioni di gruppo, con diverse opzioni utili proprio per le chiacchierate a più partecipanti. WhatsApp si integra alla rubrica dello smartphone, quindi non richiede password, PIN o nome utente aggiuntivi oltre a quelli già in uso sul telefono. Insomma, se già usiamo WhatsApp non abbiamo bisogno di sapere altro:basta iniziare a usarlo, anche con l'aiuto della nostra guida. Del resto chi direbbe no a messaggi gratis?(computeridea)




Patate al forno Hasselback

Le Hasselback Potatoes sono una storica specialità dell' hotel-ristorante Hasselbacken di Stoccolma. Più che una ricetta, si tratta di una tecnica di cottura, che prevede di cuocere le patate il più rapidamente possibile: in questo modo rimangono croccanti fuori e morbide all'interno. 

Numerose sono le varianti in tutto il mondo e sono ottime servite con panna acida alle erbe aromatiche. Le patate migliori da usare per la cottura al forno sono quelle a pasta gialla.

Ingredienti per a persone * 6 patate a pasta gialla di circa 100 g ciascuna * 30 g di emmentaler * 30 g di pangrattato * 40 g di burro * 4 cucchiai di olio extravergine di oliva * sale e pepe 
Ingrediente nordico: Panna acida pastorizzata, per preparare salse e per cucina 180 ml.

Patate al forno Rasselback
l Prepara le patate. Sbucciale e dividile a metà, nel senso della lunghezza o se preferisci, dal lato più corto. Incidi ciascuna metà, praticando tanti tagli ravvicinati e paralleli, in verticale, ma senza staccarli alla base: per aiutarti nel lavoro, disponi la mezza patata sul tagliere, appoggiadola fra 2 bastoncini o i manici di 2 cucchiai di legno e procedi a tagliare. I bastoncini impediranno alla lama di arrivare fino in fondo. Sciacqua bene le patate sotto acqua fredda corrente per far perdere l'amido e asciugale con carta da cucina.

2 Metti in forno. Fodera una placca con un foglio di carta da forno e spennellalo con il burro fuso e l'olio mescolati insieme. Sistema le patate sul fondo in un solo strato, irrorale con 2/3 del composto di olio e burro, sala, pepa e cuoci in forno già caldo a 180°C per circa 50 minuti, spennellando spesso le patate con il condimento rimasto. Quindi, prosegui la cottura a 200°C per altri 10 minuti senza più aprire il forno.

3 Completa e servi. Grattugia l'emmentaler e mescolalo al pangrattato. Distribuisci il composto preparato sulle patate e falle gratinare in forno a 220°C per circa 10 minuti, finché saranno dorate.


Quel forno non ama la buona cucina

"Nel duemila, non mangeremo più: manderemo giù una pillola e la fame d'incato sparirà "

Annunciavano le parole, apparentemente strampalate, di una canzone di successo del secolo scorso. Approdati al terzo millennio ci si accorge dell'affermarsi di costumi alimentari del tutto staccati dalla nostra tradizione alimentare mediterranea. Stili dietetici che hanno portato a un vero e proprio dilagare di patologie cronico-degenerative. A confermarlo l'Associazione nazionale dietisti che dopo attenti studi sono arrivati alla conclusione che: "Buona salute e giovinezza dell'organismo sono assicurati da un'alimentazione che ha come piatti forti cereali integrali, legumi, verdure, frutta e metodi di cottura ad hoc. Il top sono, poi, i prodotti biologici e di stagione.
Molti storceranno la bocca e affermeranno che si tratta di aria fritta, di cose arcinote. E no, visto che in Italia negli ultimi decenni si vanno affermando abitudini proiettate in ben' altra direzione: fast-food, cibi precotti e surgelati, sovrabbondanza di proteine animali... L'ultima diavoleria è lo «Street Food», il cibo da strada: alimenti preparati all'istante, a poco prezzo, da assumere in piedi o, nella migliore delle ipotesi, accovacciati su uno sgabello. In passato mangiare per strada era un'abitudine abbastanza diffusa.
Ma all'insegna del trionfo dei sapori e della tradizione. Ora la tendenza è cambiata e si rischia di scivolare sul «cibo spazzatura». La prova? A farla da padrone è la fretta, la mancanza di tempo. Quando si torna a casa, la parte del leone spetta ai piatti già pronti, veloci e da riscaldare in un battibaleno. Eppure, preparare un piatto di pasta è un atto semplice, veloce, attraverso il quale si ricrea il rito della cucina profondamente radicato nella nostra cultura alimentare.

forno a micro-onde
Ormai i cibi precotti sono presenti nell'80 per cento delle famiglie italiane. Un abbraccio ammmaliante che sta condizionando anche il settore dei cibi bio. Peggiora il livello di nutrienti
Ma perché ce l'abbiamo tanto con il precotto? Semplice: continui riscaldamenti determinano scadimento nutrizionale dell'alimento e l'assunzione costante di prodotti fuori stagione, per di più congelati. Certo, non vogliamo demonizzare il precotto ma farvi ricorso abitualmente non è certo in linea con le regole della buona salute. Così, all'insegna del mordi e fuggi nelle nostre cucine sta entrando il forno a microonde. In men che non si dica scongela, riscalda e cuoce assicurando, a detta dei produttori, l'aspetto e l'aroma delle pietanze già preparate.

Le miccroonde emesse dal forno si muovono a una velocità di 2,5 miliardi di oscillazioni al secondo, scatenando la vibrazione delle molecole di acqua e di grasso dell'alimento; e proprio questo movimento produce il calore che riscalda e cuoce i cibi. Insomma il forno a microonde racchiude le caratteristiche ideali per il ritmo di vita frenetica che caratterizza ormai il mondo industrializzato. Ma attenzione: il mutare dei comportamenti alimentari ci dice che nei prossimi anni registrerà un vero e proprio boom. Spiegare il trend non è difficile: è sempre più generalizzata la spinta verso la semplificazione dei metodi di cottura. In America, patria del microonde e con una cultura culinaria carente, cucinare significa semplicemente scongelare cibi già pronti all'uso o riscaldare quelli da asporto acquistati nei locali «take-away».

Nei principali paesi europei, che si vanno americanizzando, nonostante la cucina abbia sempre privilegiato la cottura nel forno, il microonde sta addirittura arrivando a rimpiazzare il forno tradizionale anche per cuocere. Cucinare con questo nuovo elettrodomestico comporta una scelta accurata dei contenitori. È possibile ricorrere a differenti tipi di materiali: vetro, plastica, porcellana, carta. La ragione? Si tratta di materiali che assorbono assai debolmente le microonde e che quindi, in genere, non si scaldano in modo significativo. Ovviamente i medesimi materiali sono riscaldati dal cibo e dunque l'imperativo è di andarci cauti ogniqualvolta si estraggono dai forni. Fra i materiali plastici, adoperare materiali appositamente studiati per questo uso, tipo il polietilene tereftalato cristallino (CPET): altri materiali generici, potrebbero, ad alta temperatura, cedere parte delle componenti plastiche all'alimento, oppure fondere a contatto con il cibo caldo.

E c'è dell'altro. I metalli non sono trasparenti alle microonde, ma si può ricorrere a contenitori metallici seguendo alcune precauzioni. La regola aurea è che la superficie di questi contenitori sia perfettamente liscia. Di contro, per consentire alle onde di entrare nell' alimento, occorrono coperchi di plastica o, addirittura, è meglio evitare di coprire. Sono proibiti contenitori in porcellana con bordo dorato: inducono un arco elettrico che può seriamente danneggiare il magnetron (è un tubo termoelettrico utilizzato come generatore di radioonde ad altissima frequenza).

Allora, utilizzare o no il microonde? La risposta non è delle più semplici visto che sull' argomento è in corso una accesa querelle che vede equamente divisi sostenitori e avversari. Da una parte ci sono quanti, come l'Imq, l'istituto che si occupa della sicurezza e qualità dei prodotti elettrici, mette in risalto gli indubbi vantaggi; dall'altra quanti lo vedono come una mina vagante per la salute. Per avere le idee più chiare vediamo i risultati di alcune indagini. L'Università del Minnesota ha messo in guardia, era il lontano 1989, le famiglie americane raccomandando di non riscaldarvi il latte per i neonati: vanno in fumo le vitamine e sono distrutte le proprietà prottetive del latte materno. La dottoressa Lita Lee, sulla rivista scientifica "Lancet" del 9 dicembre 1989, aveva affermato che le microonde convertono, nel latte per bambini, alcuni trans-aminoacidi nei loro cis-isomeri sintetici, che non sono dotati di attività biologica. Inoltre, uno degli aminoacidi, L-prolina, è stato trasformato nel suo d-isomero, di cui si conoscono le caratteristiche neurotossiche (danni al sistema nervoso) e nefrotossiche (danni ai reni).

E ancora, c'è tutta una serie di studi eseguiti in Russia e pubblicati sull' Atlantis Raising Educational Center di Portland, Oregon che arrivano alle seguenti concluscioni: nella carne riscaldata si formano d-nitrosodientanolamine, potenzialmente cancerogene; degradazione delle proteine; latte e cereali trasformano alcuni dei loro aminoacidi in elementi cancerogeni; verdure crude, cotte o surgelate trasformano i loro alcaloidi in cancerogeni; lo scongelamento della frutta trasforma il contenuto di glucosidi e di galattosidi in sostanze cancerogene; diminuzione del valore nutritivo dal 60 al 90 per cento in tutti gli alimenti testati; diminuzione della biodisponibilità del complesso delle vitamine B, C ed E, dei minerali essenziali e dei fattori lipotropi (sostanze che sono capaci di modificare il metabolismo dei grassi).

Infine il dottor Hans Hertel ha lavorato per molti anni come ricercatore presso una delle più grandi aziende alimentari svizzere. Fu licenziato dopo aver indagato su alcune procedure di cottura che denaturavano il cibo. In collaborazione con il professor Blanc dell'Istituto federale di biochimica all'università di Losanna, aveva pubblicato una ricerca sugli effetti che i cibi riscaldati con microonde avevano sul sangue e sulla fisiologia del corpo umano. 

In attesa quindi che sia pronunciata una condanna o un' assoluzione definitiva nei confronti di questo tipo di cottura vale il principio di precauzione: ricorrervi in caso di assoluta necessità e preferire cibi freschi da preparare rapidamente (pasta, insalate), tofu (formaggio di soia), seitan (glutine del grano), tempeh (derivato della soia) e i precotti biologici assai più equilibrati degli altri (assenza di additivi, coloranti e altri coadiuvanti chimici).

Il catrame delle sigarette, perchè non lo eliminiamo? Ecco come.

Le classiche sigarette (non quelle elettroniche) sono costituite da una miscela di diversi tabacchi e di vari ingredienti che ogni tanto vengono modificati dalle aziende produttrici per esigenze del gusto dei fumatori. Circa quattromila sono le sostanze che producono il fumo che noi fumatori usiamo come "aerosol". Tra queste migliaia di sostanze, in grandissima parte nocive al nostro organismo quella più importante è il catrame, una sostanza corpuscolare responsabile sicuramente di tumori all'apparato respiratorio, cavo orale, gola e corde vocali, ma anche su organi come rene e vescica, in percentuali enormemente maggiori rispetto a un non fumatore. Si può eliminare il catrame dai nostri polmoni? Sì, basta volerlo.Il modo? SMETTERE DI FUMARE. Due parole facili da dire ma molto difficile da mettere in pratica, specialmente per i più accaniti fumatori.Vediamo cosa succede al nostro organismo una volta aver smesso di fumare. 1) Dopo circa 20 minuti dall'ultima sigaretta viene a normalizzarsi la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca.  l2) Dopo 8 ore l'anidride carbonica presente nel sangue comincia a diminuire mentre inizia a ritornare alla normalità la quantità di ossigeno. 3) 24 ore dopo la circolazione sanguigna è in netto miglioramento. 4) un mese dopo nel nostro organismo non si riscontra più la presenza di nicotina e cominciamo a respirare meglio. 5) un anno dopo si è dimezzato il rischio di patologie cardiache rispetto a quando si fumava e per i nostri polmoni inizia la disintossicazione dal catrame. 6) Dopo 10 anni anche il rischio di tumore alla gola, esofago, corde vocali, vescica e reni diminuisce. 7) dopo 15 anni si è ritornati come nuovi, paragonabili a chi non ha mai fumato per quanto riguarda, infarti, tumori e decessi dovuti al fumo. Come si vede è un processo molto lento quello della normalizzazione dell'organismo di un fumatore, ma se i risultati sono questi, perchè non provare? Magari aiutandoci con un'alimentazione salutare e lunghe camminate? Proviamoci! (immagine presa dal web)

A prova di caduta | Dispositivi elettronici resistenti

Apple pensa
ad un'anticaduta
Quanto può essere frustrante far cadere a terra uno smartphone o un computer portatile ancora nuovi, mandandoli in pezzi dopo avere sborsato diverse centinaia di euro per acquistarli?

Niente paura: Apple ha ideato un sistema per rallentare la caduta del dispositivo, proteggendone le parti più vulnerabili, come lo schermo. Sensori simili ad accelerometri rilevano un iPhone o un MacBook "in caduta libera" e allertano un processore che attiva misure preventive. Apple sta pensando a diverse tecniche di limitazione dei danni: per esempio, gas sotto pressione per il percorso, perchè l'inevitabile impatto avvenga su un bordo.

Oppure, espulsione di una superficie aerodinamica per ridurre la velocità dell'oggetto e, ancora, ritrazione dei tasti per proteggerli dal colpo. Il dispositivo, poi, potrebbe anche comportarsi come una scatola nera, registrando dati sulle cadute per aiutare i progettisti e realizzare gadget più robusti in futuro.(science)



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