Il-Trafiletto

12/04/14

Juve-Benfica | Sarà con il Benfica che la Juventus dovrà vedersela in una delle due semifinali di Europa League.

Sarà con il Benfica che la Juventus dovrà vedersela in una delle due semifinali di Europa League. Questo è quanto è venuto fuori dall'urna dopo il sorteggio effettuato dall'Uefa svoltosi in Svizzera a Nyon.

La compagine bianconera dovrà dunque affrontare la temibile squadra lusitana nel primo match di andata in trasferta giovedì 24 aprile, mentre il match di ritorno si svolgerà allo Juventus Stadium l'1 maggio. 
L'altra semifinale invece vedrà di fronte Siviglia e Valencia per un derby spagnolo. Il Siviglia affronterà il Valencia, protagonista della «remuntada» contro il Basilea, ed anche qui si preannuncia una notte di fuoco.
Andrea Pirlo

Sul fronte Champions League le semifinali vedranno contendersi il passaggio alla finalissima il Real Madrid vs Bayern Monaco e Atletico Madrid vs Chelsea.
Le due squadre madrilene giocheranno il match di andata in casa propria, esattamente il 22 aprile nello stadio del Real e il 23 in quello dell'Atletico. Le gare di ritorno sono previste rispettivamente il 29 e 30 aprile.

L'Uefa ha poi tenuto a precisare di aver avvisato il club inglese che in caso di un mancato impiego del suo portiere in prestito alla squadra spagnola è «pronta a sanzionare chiunque si avvalga di clausole di questo genere». Il Sole 24 Ore

Figli dei VIP: sfortunati o maledetti?

Chi ha detto che essere figli di una celebrità sia sinonimo di fortuna? Quasi quasi ci sentiamo davvero baciati dalla buona sorte se siamo nati in una famiglia "normale". Perchè a guardare l'elenco, davvero lungo, dei figli d'arte che hanno fatto una tragica fine, che si sono persi nel tunnel delle dipendenze o che sono morti per tragiche fatalità, non si finisce più. L’ultima vittima in ordine cronologico si chiama Peaches Geldof, figlia del più noto Bob Geldof, al secolo Robert Frederick Zenon Geldof, cantante, attore e attivista irlandese, fondatore del gruppo musicale “Boomtown Rats”. Peaches, modella, conduttrice tv e giornalista, è morta giorni or sono a 25 anni per cause ancora incerte. La lista “maledetta” comprende tanti altri nomi famosi. A cominciare da Scott Newman, figlio del grande attore Paul. Scott forse doveva fare l'attore. Era apparso sul grande schermo in compagnia del padre, ma a 28 anni morì di overdose. Il padre, scosso da questa tragedia, volle aprire un centro antidroga. Un altro grande attore statunitense, Marlon Brando, vide morire la figlia Cheyenne a 25 anni. La sua era stata una vita all'insegna di droghe, fumo, alcol: Cheyenne aveva cominciato da subito, a soli 16 anni, a farne regolarmente (ed eccessivamente) uso. Rimase incinta, ma le fu tolta la custodia del bambino perché affetta da disturbi mentali: la strada verso l'inferno finì in quel momento, con il conseguente suicidio. Due anni fa morì Sage Moonblood Stallone, figlio di Sylvester: un arresto cardiaco a soli 36 anni, nessun eccesso di droga o altre sostanze psicotrope, certificò l'autopsia. Il protagonista della “febbre del sabato sera” John Travolta vide morire a 16 anni il figlio Jett, portato via da un attacco epilettico, mentre Guillaume Depardieu venne sopraffatto da una tragica polmonite fulminante. Ci fu poi la morte di Connor, figlio di Lory Del Santo e Eric Clapton, che a soli 4 anni, precipitò da un grattacielo a New York. Marie Trintignant, figlia del famoso attore francese Louis, fu massacrata di botte dal compagno, mentre Brandon Lee, figlio di Bruce, morì proprio come il padre, colpito da un proiettile di pistola durante le riprese de Il corvo. La maledizione dei vip non ha risparmiato neanche l’Italia. Infatti Alessio Gatti, figlio di Franco Gatti, il “nasone” del Ricchi e Poveri , è stato stroncato a 23 anni da un infarto dovuto, sembra, alla sua prima assunzione di eroina. Terence Hill, al secolo Mario Girotti, ha perso a soli 17 anni il figlio, Ross, nel 1990 a causa di un incidente di moto in Massachussetts. Con lui l'attore aveva girato nel 1983 il film 'Don Camillo' e nel 1987 'Renegade-Un osso troppo duro'.

L'IMPORTANZA DELLE FIABE

Le fiabe sono state scritte tanto tempo fa. Ma continuano ad aiutare ì bambini a superare ansie e paure.

Intorno ai quattro o cinque anni di età la fantasia del bambino comincia a popolarsi di fate, di streghe, di principi e di principesse, di orchi, di re, di regine e di terribili lupi: questa è, infatti, l'età in cui le fiabe cominciano ad esercitare il loro benefico influsso. Le favole, soprattutto quelle tradizionali, assolvono il compito di aiutare i bambini a trovare un significato della vita e, anche se sembrano avere poco da insegnare circa le specifiche condizioni dell'esistenza di oggi, sono invecemolto istruttive riguardo i problemi interiori degli esseri umani in qualunque tipo di società vivano.
La favola, dunque, a differenza di buona parte delle storie moderne scritte per l'infanzia, dà accesso a una dimensione più profonda di cui il bambino ha bisogno per affrontare i suoi disagi interiori.
Molti genitori credono che al bambino dovrebbero essere presentate prevalentemente situazioni o immagini piacevoli per farlo entrare in contatto unicamente con il lato buono delle cose. Ma questa visione parziale ed edulcorata della vita non gli permette di trovare possibili risposte di fronte a situazioni che non rispecchiano quelle idilliache condizioni. Le fiabe, invece, dicono al bambino che una lotta contro le gravi difficoltà della vita è inevitabile, che soltanto chi è disposto ad affrontare coraggiosamente le avversità potrà superare tutti gli ostacoli ed uscire vittorioso. Nelle fiabe il male e la virtù sono sempre presenti e, come i personaggi (le cattive sorellastre di Cenerentola, la matrigna, di Biancaneve), non sono contemporaneamente buoni o cattivi allo stesso tempo, come tutti noi invece siamo nella realtà.
Il bambino, in questo modo, potrà comprendere che esistono grandi differenze fra le persone e che quindi bisogna operare scelte circa il tipo di persona che si vuole diventare. Proprio per la funzione liberatoria esercitata dalla favola, i bambini prediligono le storie paurose e terrificanti che si rivelano più adatte a esprimere i timori profondi: l'amore della vita e la paura della morte, il bisogno di essere amati e la paura di non essere considerati. Spesso i bambini sono incapaci di esprimere questi sentimenti a parole e possono farlo soltanto in modo indiretto: paura del buio, di qualche animale, ansie cira il propno corpo. Non è possibile sapere a quale età una fiaba può essere più importante di un'altra. Solo il bambino può rilevarlo con la forza emotiva con cui reagisce a ciò che una favola evoca nella sua mente e nel suo cuore. Sarà facile individuarne una che lo coinvolgerà , poiché insisterà affinché gliela si racconti tante e tante volte. In seguito verrà il momento in cui il piccolo avrà ricavato dalla storia tutto ciò di cui aveva bisogno e così sarà sostituita da un'altra storia. Èimportante leggere o raccontare le fiabe ai piccoli dando loro la sensazione che condividiamo le loro emozioni, appassionandoci alle stesse cose che li appassionano e allo stesso tempo rassicurandoli, approvando che essi accarezzino l'idea di crescere


LA LEZIONE DEI PORCELLINI La fiaba prende in seria considerazione le ansie e i dilemmi esistenziali e si ispira direttamente a essi offrendo soluzioni adatte al bambino. Prendiamo la favola di Hansel e Gretel che rappresenta i tentativi del bambino di restare aggrappato ai genitori benché sia venuto il momento di affrontare la vita da solo. Questa fiaba offre molto a un piccolo che muove i suoi primi passi nel mondo: essa dà corpo alle sue ansie e, allo stesso tempo, lo tranquillizza circa le sue paure che si rivelano infondate. Alla fine i bambini escono vittoriosi e un nemico tremendamente minaccioso, la strega, viene sconfitto. La fiaba dei Tre Porcellini insegna che non bisogna prendersela comoda, perché il rischio è quello di perire. Infatti, è il porcellino più anziano che è in grado di rimandare - il momento del gioco e agisce secondo la propria capacità di prevedere ciò che può accadere nel futuro. Quindi l'identificazione coi tre porcellini della fiaba rileva il passaggio dal principio del piacere al principio di realtà, e cioè che la soddisfazione del piacere va ricercata con un autentico rispetto anche per le esigenze della realtà

Papa Francesco: ”Mi faccio carico e chiedo perdono per gli abusi dei sacerdoti sui bambini.”

“Mi sento chiamato a farmi carico di tutto il male compiuto da alcuni sacerdoti. E a chiedere perdono per il danno che hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini – ha detto il Pontefice parlando a braccio durante l’udienza con l’Ufficio Cattolico per l’Infanzia – La Chiesa è cosciente di questo danno. E noi non vogliamo compiere un passo indietro nell’affrontare questo problema e le sanzioni che devono essere comminate. Al contrario credo che dobbiamo essere molto forti. Con i bambini non si gioca”. Una giornata, quella del Papa, tutta «dalla parte dei bambini», come recita il titolo di apertura dell’Osservatore Romano. L’occasione sono due udienze, una con il Movimento per la Vita e l’altra con l’Ufficio Internazionale Cattolico per l’Infanzia. E proprio in quest’ultimo incontro arriva inatteso il «mea culpa» sui delitti perpetrati da alcuni sacerdoti. “ I bambini vanno difesi sempre e comunque, da ogni tipo di violenza, come il «lavoro da schiavi» o il reclutamento come soldati. Vanno tutelati anche nella famiglia, dove ci debbono essere come genitori non due persone dello stesso sesso ma un uomo e una donna, «una mamma e un papà»”. E ancora “ I bambini debbono essere protetti dalle «manipolazioni educative» perchè gli orrori che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti”. Bergoglio ha ringraziato allora i 500 volontari del Movimento per la Vita, con in testa il presidente Carlo Casini. Come anche benedice la campagna «Uno di noi», portata avanti dallo stesso movimento con una raccolta di firme, per riconoscere a livello giuridico la tutela dell’embrione. E Bergoglio difende anche l’obiezione di coscienza, raccontando un episodio capitatogli quando era arcivescovo di Buenos Aires. Un medico abortista argentino, «nel corso di un incontro di medici, mi ha chiamato da una parte. Aveva un pacchetto e mi ha detto: “Padre, io voglio lasciare questo a lei. Sono gli strumenti che io ho usato per abortire. Mi sono pentito, e adesso lotto per la vita!”. Mi ha consegnato tutti questi strumenti». E il Papa aggiunge: «Pregate per quest’uomo bravo». Le Nazioni Unite hanno chiesto alla Santa Sede di rimuovere immediatamente dal loro incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, o che ne è sospettato, perché finora – sostiene l’Onu – ha adottato politiche e pratiche che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all’impunità degli autori.Il Comitato ha anche esortato la Santa Sede a valutare il numero di bambini nati da preti cattolici, scoprire chi sono e prendere tutte le misure necessarie per garantire i loro diritti.

RATATOUILLE DI VERDURE

LA RATATOUILLE è ottima come contorno per piatti di carni bianche e rosse e anche per pesci dal sapore deciso, come il pesce spada e il tonno fresco. Buonissima anche con le uova.

Difficoltà: facile Tempo: 90 minuti Calorie a porzione: 260

Ingredienti x 4
• un grosso peperone giallo • 5pomodori perini • una melanzana • 2 zucchine • 2 patate .2 cipolle • uno spicchio d'aglio (facoltativo) • un ciuffo di basilico • un rometto di timo • un pizzico di zucchero • brodo vegetale • olio evo • sale, pepe

AGLIATE il peperone a listarelle sottili scottate i pomodori in acqua bollente, scolateli, spellateli, tagliateli a metà, eliminate isemi, strizzateIi e tritateli. Pulite e lavate tutte le altre verdure, poi tagliatele a tocchetti, avendo cura di tenerle separate.
RATATOUILLE DI VERDURE

METTETE in un'ampia padella un cucchiaio d'olio a freddo, le cipolle affettate e (se volete) lo spicchio d'aglio; cuocete a fuoco basso, con 2-3 cucchiai di brodo vegetale per 7-8 minuti; unite quindi il peperone e i pomodori, aggiungete lo zucchero, salate e pepate; proseguite la cottura per una ventina di minuti.

FRIGGETE intanto separatamente, in olio e a fuoco vivo in una padella antiaderente, le melanzane, le zucchine e le patate: ogni volta che cambiate verdura, pulite la padella con carta assorbente e cambiate olio. Scolate su carta assorbente, sempre tenendo separati gli ortaggi.

UNITE la patata alla ratatouille e fate cuocere per 7-8 minuti, poi aggiungete le zucchine e le melanzane e proseguite la cottura per 5-6 minuti.

TOGLIETE dal fuoco, eliminate l'aglio, profumate con le foglioline di basilico e quelle di timo, regolate di sale e pepe e mescolate delicatamente; lasciate intiepidire per una decina di minuti prima di servire.
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