Il-Trafiletto

04/06/14

Il culto del sogno

IL LIMBO
 di Carlo Fallani
Di dove viene questo racconto? Sarà vero o è solo fantasia? Chi l'avrà scritto? lo forse? O probabilmente qualcun'altro? Un racconto postumo? Anche questo è possibile. Non siamo noi i morti del passato? Mi chiamo Ugo. Giunto ai quarant'anni con un divorzio alle spalle e sfortunatamente senza figli, la mia vita scorreva come un fiume in piena che raccoglieva al suo passaggio i detriti dell'esistenza. Un bagaglio di esperienze indescrivibile, qualche volta anche extrasensoriali. Sono stato felice e lo sono ancora talvolta, ma anche nei momenti più lieti, nel mio intimo, sono sempre stato triste. Ho sempre cercato di scoprire le radici più profonde del mio stato d'animo ma senza risultato. Ho sempre amato il mio prossimo e mai ne sono stato contraccambiato; la delusione che ne ho sempre provato è forse il motivo vero della mia intima tristezza.

Dicevo che ho amato il mio prossimo, ma sopra ogni cosa al mondo ho amato i bambini e solo loro hanno sinceramente ricambiato il mio amore e forse per questo li ho amati di più. I bambini sono in grado di dare moltissimo in cambio dell' amore. Ho sempre cercato di essere un loro amico, sincero e affettuoso, perché sono convinto che un bambino non diventa un adulto felice, senza amore. Molte persone, molti genitori, sono convinti di amare i bambini, ma li amano in modo sbagliato, cercando di farne una copia di se stessi, trasmettendo loro i propri egoismi e le proprie paure, impedendo al bambino di diventare ciò che le sue potenzialità autonomamente gli consentono. Se le idee di un genitore o di un educatore sono errate, come spesso accade, il bambino crescerà male e avrà una vita sbagliata e infelice. Il segreto sta nell'amarli "semplicemente", lasciando che abbiano le proprie esperienze senza repressioni e gelosie e senza cercare di "comprarli" con regali e giocattoli. Aiutare il bambino su questa via verso la felicità, lo aiuterà moltissimo nella vita e nelle sue vite future. Pensavo a tutto questo quel freddo giorno di febbraio mentre percorrevo in automobile una strada in mezzo alle campagne innevate nei dintorni di Milano. Ero talmente assorto nei miei pensieri che, come spesso accade, il mio corpo divenne indipendente dalla mia mente e l'auto era guidata come se avessi innestato il "pilota automatico".

Il culto del sogno
Affrontai una curva a velocità eccessiva, l'auto sbandò ed uscì di strada andando ad urtare con violenza un grosso albero. Penso che l'urto mi abbia fatto perdere i sensi perché, quando tornai cosciente, mi accorsi che l'auto era molto danneggiata e che dovevo essere leggermente ferito perché mi colava del sangue lungo il viso. Stranamente non sentivo alcun male. "Che fortuna" pensai "con tutto questo sconquasso non mi sono fatto quasi niente". Uscii senza fatica dall'auto; mi sentivo benissimo, anzi non ero mai stato meglio. Mi guardai attorno, il luogo era cupo, gelido e completamente deserto. Decisi di allontanarmi per cercare soccorso e, prima di farlo, mi volsi a guardare la macchina fracassata. Con mia grande sorpresa vidi che al posto di guida c'era un corpo esanime. La sorpresa divenne stupore quando mi accorsi che quel corpo insanguinato e contorto era il mio. Senza angoscia e senza nessuna paura, mi resi conto che ero morto e che ero uno spirito, un'anima, che stava osservando il proprio involucro.

Avevo letto di recente il libro "La Vita oltre la Vita" e quindi la cosa non mi meravigliò affatto. Ora, pensai, mi sentirò risucchiare in un lungo tunnel; alla sua fine vedrò una luce meravigliosa, irreale e qualcuno mi accoglierà, per farmi varcare la soglia che porta all'altra vita, alle "Strade Alte". Ero lieto e sereno e attendevo. Attesi, attesi a lungo, o forse non attesi affatto, forse ero in una dimensione senza tempo. Pensavo anche che era molto facile essere un'anima, anzi era meraviglioso. Dopo un tempo che mi parve lunghissimo senza che nulla accadesse, conclusi deluso che forse non era vero niente, che non esisteva un'altra vita. Ma allora dove si trovava la mia anima? Non c'era dubbio che io fossi morto dato che riuscivo a vedere" dall'esterno" il mio corpo, allora perché non succedeva nulla? Decisi di allontanarmi, "qualcosa dovrà pur accadere" pensai e mi diressi verso la strada per riprendere a piedi (o "sospeso"?) la via del ritorno.

Stranamente non riconoscevo più i luoghi; era come se non fossero più quelli. Tutto era diverso, irreale; non c'erano più case, più fabbriche, non c'erano più auto, non c'era più gente, non c'era più nulla. Il paesaggio era un deserto livido e gelido. Ma allora dov'ero? Cosa mi stava succedendo? Fu in quel momento che scorsi in fondo alla strada una piccola, vecchia chiesa di stile romanico. Strano, pensai, non pensavo che ce ne fosse una da queste parti. Affrettai il passo per raggiungerla. Avvicinandomi, mi accorsi che la neve si stava sciogliendo trasformandosi in fango, quindi il fango divenne morbida terra che si coprì rapidamente della più verde erba che avessi mai visto. Il clima si stava mitigando velocemente e quando raggiunsi la chiesa, l'aria era tiepida e profumata di violetta, il cielo era azzurro e terso e un'infinità di fiori multicolori erano sbocciati come per incanto. Entrai nella chiesa e mi incamminai silenziosamente sotto le arcate deserte verso l'altare. Ero calmo, divinamente calmo. Trasalii all'improvviso nel sentire una voce, una voce infantile, dolcissima: "Ciao caro amico, ti aspettavo da molto tempo".

Mi volsi e mi vidi accanto un'adorabile, deliziosa bimbetta esile, con i lunghi capelli color miele e con grandi occhi ridenti color cristallo. La sua piccola mano calda prese la mia e la strinse, sorrideva felice. Mi meravigliò il fatto che io potessi sentirne il "contatto". "Chi sei?", chiesi, "e dove sono?" "Mi chiamo Elisa", rispose, "ci troviamo in quel luogo che viene chiamato Limbo; è una non-dimensione. Quì ci sono tutti i bambini che sono morti alla loro prima vita senza aver potuto viverla. lo sono morta quando avevo 6 anni insieme al mio fratellino Marcello che ne aveva 11, ma non ricordo né come, né quando, né dove. Naturalmente non possiamo passare alla nostra seconda vita senza aver avuto l'esperienza della prima. Allora veniamo "parcheggiati" in questo luogo in attesa che arrivi l'anima di una persona come te, che sia buona, che ami molto e nel modo giusto i bambini, che abbia una grande esperienza di molte vite terrene. Tu sei stato scelto per noi, io e Marcello ti siamo stati affidati; tu dovrai farci vivere una vita intera vicino a te. Dovrai amarci e trasmetterci tutto quello che hai appreso in tutte le tue esistenze.

Quando la nostra esperienza sarà stata completata, potremo finalmente entrare nel "mondo di mezzo" dove saremo poi assegnati ad un nuovo nato sulla terra per avere la nostra seconda vita". "Ed io che farò poi?" chiesi "Tu verrai con noi" rispose "Potrai anche tu entrare nel 'Mondo di mezzo' ed avere in seguito la tua prossima vita". "Ma io ho già quarant' anni" obiettai "e tu solo 6 e Marcello 11; diverrò vecchio presto, non avrò il tempo per vivere una vita intera insieme a voi". Mi sorrise indulgente e parlandomi come si parla ad un bambino al primo giorno di scuola, mi disse: "Non dimenticare che siamo morti, noi non potremo mai invecchiare". Il suo sorriso divenne ancor più luminoso e dolce. "Andiamo" disse "Marcello ti aspetta ansiosamente". "Dove andiamo?" chiesi, "Nel luogo dove dovremo vivere. Vedrai, è bellissimo, saremo molto felici insieme". Mi guardò un momento in silenzio, poi, tenendomi per mano, si incamminò verso l'uscita; dopo qualche passo si volse e cinguettò: "Sai, siamo stati molto fortunati io e Marcello, sono certa che ci vorrai molto bene, lo sento, io te ne voglio già". Improvvisamente cadde la notte e si accesero le luci dell'infinito, il profumo di violetta era diventato intensissimo; ascoltai il mio cuore ringraziare il Grande Dio Onnipotente.

Il pompelmo. Buono, utile ma pericoloso: interagisce con molti farmaci.

Il pompelmo è un frutto appartenente al gruppo degli agrumi. E' simile all'arancia, di dimensioni leggermente maggiori, di colore giallo o rosa, con sapore acidulo, amarognolo e meno dolce. E' un frutto ricco di acidi organici (citrico e malico), di Vitamine C e P nonché di sali minerali come potassio e ferro, e di flavonoidi, ed il suo valore calorico decisamente basso ( circa 35 cal/100g) fa si che venga inserito in molte diete ipocaloriche. La sua scorza ha diverse proprietà, è antisettica, antidiarroica e antispastica, oltre a regolare glicemia e colesterolo. Molti studi sono statio fatti su questo agrume, alcuni dei quali hanno stabilito che consumando regolarmente una certa quantità di pompelmo (in genere 1 o 2 frutti), viene a diminuire appunto il livello di colesterolo e di circa il 20% il rischio di malattie cardiache. C'è un nuovo studio pubblicato sulla rivista Canadian Medical Association Journal (CMAJ) , dal titolo “Grapefruit-medication interactions:forbidden fruit or avoidable consequences?” che mette in guardia i consumatori di pompelmo, soprattutto gli over 45, dal momento che questi sono i più soggetti al consumo dei farmaci, molti dei quali si è visto che possono avere delle interazioni con la contemporanea assunzione di questo frutto o delle sue spremute, inteazioni dovute alla presenza di certe sostanze contenute all'interno di esso. Una di queste è la naringenina, un flavonoide, che sebbene abbia proprietà ipocolesterolemiche, sembra anche interagire con le cellule del fegato, nelle quali inibisce alcuni enzimi (CYP3A) deputati alla metabolizzazione di farmaci e nutrienti, con conseguente rischio di tossicità. L'inibizione di questo enzima (CYP3A) in presenza di succo di pompelmo si riflette anche a livello cardiovascolare, dal momento che comporta un aumento dell'assorbimento di alcuni farmaci per l'ipertensione come la felodipina, con conseguente riduzione della pressione e aumento della frequenza cardiaca. Altre interazioni sono state osservate in presenza di statine e soprattutto con l'assunzione di ansiolitici, con un evidente aumento della sedazione. Quindi è necessario, se non obbligatorio, fare molta attenzione all'assunzione di un'invitante spremuta di pompelmo se prendete farmaci di questo tipo. (immagine presa dal web).

Google Car | Con Google si viaggia senza pilota!

A Mountain View hanno preso a viaggiare senza pilota! Altro passo in avanti, compiuto da Google nella sfida lanciata nell'ottobre del 2010, quando decisero di mettersi alla prova con la sfida di realizzare un'auto che si potesse guidare da sola. 

Il progetto della Google self driving car ha recentemente compiuto un'enorme ed importante passo in avanti, con alcuni aggiornamenti, riguardo la capacità della propria vettura di muoversi autonomamente nel traffico cittadino, intercettando i movimenti di pedoni e ciclisti agli incroci, ed ora la compagnia rende noto che sta realizzando dei nuovi prototipi "per cercare di comprendere come dovrebbero essere dei veicoli che si guidano completamente da soli".

Sono veicoli, che a differenza delle autonomous car viste finora, avranno la possibilità di muoversi senza la necessità di nessuna presenza umana e non avranno un volante, nè il pedale dell'acceleratore o del freno. Ad avere il controllo dell'auto ci penseranno software e sensori. Premendo semplicemente un tasto (il pulsante di avvio, cui fa pendant quello di arresto) verremo condotti dove si desidera, facendo riferimento all'itinerario del percorso su un apposito schermo. 
Google Car
(immagine dal web)

Google fa riferimento ad un passo avanti importante verso il miglioramento della sicurezza stradale e la trasformazione della mobilità per milioni di persone. Per quanto riguarda il primo punto, il passo in avanti compiuto dagli ingegneri di Google è stato quello di equipaggiare i nuovi prototipi di sensori capaci di eliminare i punti ciechi e di intercettare oggetti in tutte le direzioni, ad una distanza superiore ai 200 metri e in condizioni di strade particolarmente trafficate con parecchi incroci. Anche la velocità, ridotta a 25 miglia orarie (circa 40km/h) va nella direzione della maggiore sicurezza.

Ma come sono fatte all'interno le nuove Google Car? Certamente non sono vetture di lusso, e quindi il loro equipaggiamento a livello di comfort è ridotto al minimo sindacale. Comunque sia saranno in grado di ospitare due passeggeri con uno spazio per gli oggetti personali. Lo scopo della società californiana, si legge ancora nel post pubblicato sul blog ufficiale, è quella di costruire un centinaio di prototipi e, nel corso dell'estate, iniziare a testare le versioni iniziali (munite di controlli manuali) di questi veicoli. Se non ci saranno imprevisti particolari, nell'arco dei prossimi due anni scatterà un piccolo programma pilota in California. Il primo passo, confidano in Google, per portare questa tecnologia nel mondo.(ilsole24ore)

Come la fisica quantistica spiega l'esistenza dell'anima

Sembra che la fisica quantistica possa dimostrare l'esistenza dell'anima quale struttura fondamentale dell'universo. Una teoria straordinaria sostiene che con la morte fisica le informazioni quantistiche che formano l'anima non siano distrutte, ma lascino il sistema nervoso che le ha contenute e ritornino all'universo.


Gli autori di questa teoria sono un medico e un fisico quantistico molto rinomato, rispettivamente l’americano dott. Stuart Hameroff e l’inglese Sir Roger Penrose. La teoria elaborata da questi due studiosi, "Teoria Quantistica della Coscienza" sostiene che le nostre anime sarebbero inserite all’interno di microstrutture chiamate “microtubuli”, contenute all’interno delle nostre cellule cerebrali. Tale idea ha il suo pilastro fondamentale nel considerare il nostro cervello come una sorta di “computer biologico”, equipaggiato con una rete di informazione sinaptica composta da più di 100 miliardi di neuroni .

In pratica la nostra esperienza di coscienza è il prodotto dell’interazione tra le informazioni quantiche e i microtubuli, un processo che questi due studiosi hanno denominato “Orch-OR” (Orchestrated Objective Reduction). Nel momento in cui avviene la morte corporea, i microtubuli perdono il loro stato quantico, ma le informazioni in essi contenute non vengono distrutte. Ovvero: l'anima non muore ma torna là da dove è venuta, cioè alla sorgente. “Quando il cuore smette di battere e il sangue non scorre più, i microtubuli smettono di funzionare perdendo il loro stato quantico”, spiega il dott. Hameroff, professore emerito presso il Dipartimento di Anestesiologia e Psicologia e direttore del Centro di Studi sulla Coscienza presso l’Università dell’Arizona.

Fisica quantistica della coscienza
immagine presa dal web
 All’interno dei microtubuli, l’informazione quantistica non va incontro a distruzione. Ne sono un esempio quei pazienti che  "tornano" a vivere dopo una breve esperienza di morte, l’informazione quantistica torna a legarsi ai microtubuli: ecco i famosi casi di premorte come dichiara Hameroff. La coscienza umana dunque, non finisce nell’interazione tra i neuroni del nostro cervello, ma è un informazione quantistica in grado di esistere al di fuori del corpo a tempo indeterminato. Si tratta dell' “anima”, come per millenni la hanno definita le religioni.

Questa rivoluzionaria teoria scientifica è molto affine alla concezione religiosa orientale dell’anima. Per il credo buddista e induista, l’anima è parte integrante dell’Universo ed esiste al di fuori del tempo e dello spazio. L’esperienza corporea (materiale, del corpo), non sarebbe altro che una fase dell’evoluzione spirituale della coscienza umana. Ma anche altre  religioni, quali l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam,  educano all’immortalità dell’anima. Ottimo terreno questo per un incontro e un raffronto tra religione e  scienza.

TORTA DI SFOGLIA ALLE ZUCCHINE

FACILE DA PREPARARE E BELLA DA PRESENTARE SU UN BUFFET, OPPURE DA SERVIRE COME PIATTO UNICO. kcal per porzione 380

ingredienti per 4 porzioni • 1 ROTOLO DI PASTA SFOGLIA FRESCA • 600 G DI ZUCCHINE CON FIORE • 2 CUCCHIAI DI OLlO EVO • 1 SPICCHIO D'AGLIO • 2 Cl POLLOTTl • 1 CIUFFO DI. PREZZEMOLO • 2 UOVA • 2,5 DL PANNA FRESCA • 50 G DI FORMAGGIO PARMIGIANO GRATTUGIATO • SALE E PEPE 

SPUNTATE le zucchine, tagliatele a rondelle; eliminate il pistillo ai fiori e teneteli da parte. In un tegame scaldate l'olio con l'aglio e i cipollotti tritati; quando diventano trasparenti aggiungete le zucchine e rosolate su fiamma vivace per circa 10 minuti. Salate, pepate, unite il prezzemolo tritato e i fiori di zucchina sfilacciati; cuocete altri 2-3 minuti. Lasciate intiepidire.

FODERATE una tortiera con un foglia di carta da forno e poi adagiatevi la sfoglia lasciandola sbordare. Punzecchiate il fondo della pasta con lo forchetta e trasferite lo tortiera in frigorifero.

TORTA DI SFOGLIA ALLE ZUCCHINE
SBATTETE le uova in una terrina con la panna, il parmigiano e unite il composto alle verdure: mescolate, regolate di sale e di pepe. Versate il preparato nella sfoglia, portate la pasta debordante verso il centro della torta affinché copra una parte del ripieno.

CUOCETE lo torta in forno già caldo a 200 °C per circa 30 minuti, finché la sfoglia sarà ben cotta e dorata. Al termine fate intiepidire lo torta e poi servitela a fette.

VARIANTI APPETITOSE 
l- • A piacere sostituite le zucchine con altre verdure, come spinaci brasati e tritati oppure carciofi lessati a spicchietti.
2 • Oppure, si possono usare ortaggi assortiti (carote, finocchi, cipolla, patate, fagiolini), cotti in padella con olio e sale.

SAVOIR FAIRE 
PIATTO UNICO MENU PICCOLO Quando si prepara un piatto sostanzioso e completo come può essere una torta salata, a volte si è indecisi su come completare il menu. " consiglio è di propendere per un antipasto leggero e di accompagnare la torta con una fresca insalata. Per dessert scegliete un semplice gelato o ancor meglio un frutta di stagione. In questo modo avrete un menu completo ed equilibrato.
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