Il-Trafiletto

02/04/14

Sperduti mentre passeggiate con il vostro cane? Fidatevi della sua "bussola"!

Sperduti mentre passeggiate con il vostro cane? Fidatevi della sua "bussola"! Nel momento in cui vi capiterà che passeggiando con il vostro cane, abbiate smarrito la strada, non vi avvilite: basterà che fissiate lo sguardo ed aspettiate pazientemente che il vostro “migliore amico” obbedisca al richiamo della natura, conducendovi nella giusta direzione!

Un team di ricercatori tedeschi e cechi, ha rinvenuto infatti, che per fare i loro bisogni i cani hanno la tendenza di allinearsi con l’asse nord-sud del campo magnetico terrestre. Gli scienziati hanno monitorato 70 cani di 37 razze diverse in un periodo temporale di 2 anni, registrando in totale 5583 minzioni e 1893 evacuazioni.
Bussola canina

“Per la prima volta è stata dimostrata la sensibilità magnetica nei cani e provata in un mammifero l’esistenza di una reazione misurabile e prevedibile alle fluttuazioni del magnetismo naturale”, ha dichiarato Hyneka Burda, principale autore della ricerca. “I nostri risultati aprono la strada a nuove linee di indagine sulla magnetoricezione”.

Se state pensando di eliminare definitivamente il vostro navigatore GPS per sostituirlo con il vostro cane, vi consiglio di rifletterci su per bene: l’effetto è stato osservato solamente in periodi di calma magnetica che durante il giorno, corrispondono ad appena il 20% del numero di ore totali. (science)

01/04/14

La soia un alimento prezioso per lo nostra salute

Soia: a chi devo credere? Ho letto da qualche parte che alcuni ricercatori hanno scoperto che chi consuma soia può andare incontro alla mancata rigenerazione delle cellule del cervello e nelle donne può causare tumori al seno. Mentre su di una rivista che si occupa di salute, se ne parla invece molto bene. Come conciliare queste due informazioni? 

soia
Le notizie che sono riuscita a valutare fanno un quadro ben diverso dalle affermazioni di alcuni "ricercatori". Consumo soia da almeno un ventennio e vi assicuro che gli stessi danni che ho ora sono esattamente gli stessi che avevo prima del consumo di soia. È noto ormai che i legumi in genere, e la soia in particolare, sono ricchi di numerose sostanze (flavonoidi, polifenoli inibitori delle proteasi, saponine, fitati, fitosteroli ...) le quali, tra gli altri effetti benefici, riducono il rischio di cancro. Cià in un convegno del National cancer institute (Usa) svoltosi nel 1989 (i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cancer Research) fu dimostrato che gli inibitori delle proteasi della soia impediscono lo sviluppo dei tumori della mammella e del colon negli animali di laboratorio. Un altro studio condotto in laboratorio (i risultati sono stati pubblicati su Journal of the American Dietetic Association n. 91, 1997) ho accertato che la soia inibisce lo sviluppo dei tumori di polmone, colon, mammella, bocca. Il ricercatore C Poole, in una conferenza alla Harvard school of public health di Boston, nel 7989 dimostrò che l'abituale consumo di tofu (il «formaggio» di soia) riduce del 50 per cento il rischio di cancro al colon. Infine, una ricerca che esaminava un gruppo di donne di Singapore in età premenopausa e pubblicato su Lancet n. 337, 1991 ho rilevato che il consumo di soia previene il cancro e abbassa in modo specifico il rischio di tumore alla mammella. Credo che ce ne sia abbastanza per considerare la soia (quella biologica, però, perché l'altra è ormai tutto geneticamente modificato) un alimento prezioso per lo nostra salute.

Dubbio sul pesce: fresco o di allevamento?

Amo molto in pesce e mi è sempre stato insegnato che il pesce fresco comprato presso una pescheria di fiduca era da preferirsi a quello di allevamento.  Ma è anche vero che la differenza di prezzo è notevole e poi sappiamo davver oquali sono le differenze e le similitudini? Io vorrei capire di più e voi?
Pesce

Il valore nutrizionale è lo stesso, ma quello allevato ha un miglior rapporto qualità-prezzo.  Gli ultimi dati sul mercato del pesce allevato indicano che si tratta di una carta vincente per il buon rapporto qualità-prezzo e quindi rappresenta, anche per le tasche dei consumatori, un valido aiuto per l’osservanza di un corretto regime alimentare. Il pesce è infatti un alimento nobile, perché povero di grassi “cattivi” e di zuccheri e ricco di proteine. Per questo esso è un alleato nelle diete dimagranti e non ha grosse controindicazioni.
Differenze e similitudini pesce allevato/pesce fresco:
Similitudini Valore nutrizionale: è lo stesso rispetto a quello fresco, con una ricca componente di grassi polinsaturi e di Omega 3, una particolare categoria di acidi grassi essenziali, indispensabili per l’organismo. L’allevamento intensivo può aumentare il contenuto di grassi
DifferenzeCaratteristiche organolettiche: quella del pesce allevato è inferiore a quella del pesce fresco •Mangimi: rappresentano il cibo per l’alimentazione del pesce allevato, a differenza del pesce pescato che per alimentarsi segue il proprio ciclo naturale. I mangimi sono composti da farina e olio di pesce (derivati da pesce fresco di basso valore commerciale) e da proteine vegetali, in gran parte farine di soia, e da amidi derivati dal frumento. Escluse per legge le farine di carne.
A questo punto a noi la scelta!

Carciofi: contro il logorio della vita moderna

Tra tutti i vegetali, i carciofi sono i migliori apportatori di fibra. Ma custodiscono anche un tesoro di minerali, soprattutto potassio, ma anche calcio, ferro e fosforo, meno rilevante l'apporto di vitamina A e C ma tante sostanze utili per la buona digestione. Emesto Calindri ci ha consigliato per anni il Cynar, digestivo a base di carciofo.

Noi italiani siamo i maggiori produttori mondiali di carciofi, ma conosciamo in fondo pochissimo questo vegetale che ha avuto un suo momento di popolarità attraverso i "caroselli" di un digestivo, sorbito con la "potenza dei nervi distesi", da un Emesto Calindri seduto a un tavolino da bar, nel bel mezzo di un vialone invaso dal traffico. Non sappiamo ad esempio che il carciofo non è una specie spontanea, non esisteva in natura, è derivato dal cardo selvatico ed è stato creato solo grazie a una paziente opera di innesti e incroci da parte di botanici e orticultori.
Immagine dal Web
Non sappiamo che è coltivato soprattutto nell'area mediterranea e che i campi più estesi si trovano in Liguria, Toscana, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, con una raccolta che continua ininterrotta da ottobre a giugno. Su una novantina di varietà in totale, le più conosciute sono lo "spinoso sardo" (di forma conica, con robuste spine), lo "spinoso di Liguria" (più ovale), mentre tra le specie senza spine sono celebrati il "violetto di Toscana" e il "romanesco", utilizzato per i carciofi alla Giudea.
Cosa contiene il carciofo
Di solito del carciofo mangiamo il fiore e le foglioline più tenere e interne. Le vere foglie, quelle attaccate al gambo, vengono scartate perché immangiabili, perché troppo cariche di sostanze astringenti e legnose. Il carciofo, anche nella parte che viene mangiata, è infatti il vegetale a maggior contenuto di fibra alimentare. "Nei suoi coriacei petali verde scuro sono ben rappresentate tanto il tipo di fibra che agisce sul tratto intestinale, con un'efficace azione anti-stipsi, quanto il tipo di fibra che favorisce il senso di sazietà e una modulazione nell'assorbimento di grassi e colesterolo", dice il dottor Oliviero Sculati, Unità di Nutrizione, ASL di Brescia. "Nel complesso, un etto di carciofi ingloba 5,5 grammi di fibre, poco meno di un quarto dell'intero fabbisogno giornaliero. Per beneficiarne a pieno, si possono affettare sottilissime anche le parti più esterne delle foglie: con un poco di olio, pepe e scaglie di parmigiano, si ottiene un piatto saziante, saporito, molto voluminoso.
le varietà del carciofo
Le acuminate, infiorescenze del carciofo sono anche discrete fonti di sali minerali: soprattutto potassio, ma anche calcio, ferro e fosforo. Meno rilevante l'apporto di vitamina A e C, specie se il carciofo è stato bollito o cotto in padella. 22 calorie per 100 grammi: davvero poco il contributo energetico, a patto di non riempire con olio l'intero incavo della foglia: il sapore deciso e amaricante (determinato dal contenuto di cinarina, sostanza che ha una debole azione di stimolo biliare) non rende del resto necessario indulgere troppo in condimenti o insaporenti. Stiano però attente le mamme che allattano: la cinarina passa nel latte materno ed è decisamente sgradita ai poppanti. Il carciofo è più digeribile crudo che cotto, e il suo succo viene usato in alcuni caseifici biologici per fare cagliare il latte e ottenere il formaggio. Meglio mangiare il carciofo con il gambo: buona parte delle sostanze (fitosteroli) che stimolano le funzioni biliari e la buona digestione è contenuta lì, più che nelle foglie e nel fiore". Alcuni studi di erboristeria attribuiscono all'inulina, sostanza che si trova alla base delle foglie, un'azione di controllo sugli eccessi di colesterolo nel sangue. Interessante è anche il contenuto in acido folico, una vitamina del gruppo B di cui non è rara una carenza nella popolazione italiana. Alcuni studi indicano che anche i disturbi cardiaci potrebbero trovare una causa indiretta nella carenza di acido folico

CARCIOFI ALLA ROMANA

CARCIOFI ALLA ROMANA 
Ingredienti x 4 porzioni -Preparazione: facilissima Tempo: 1 ora e 30 minuti Calorie a porzione: 370
 • 8 carciofi teneri • 7 limone • 2 spicchi d'aglio • una manciata abbondante di mentuccia • 50 g di mollica di pane grattugiata • olio extravergine d'oliva • sale e pepe 

Mondate i carciofi tenendoli interi con una parte del gambo, che va privato della scorza dura.
Via via che li pulite, tuffateli in abbondante acqua acidulata con succo di limone. Tritate insieme l'aglio e la mentuccia e mescolateli alla mollica di pane grattugiata. Salate, pepate e diluite con abbondante olio in modo da ottenere una pappina abbastanza fluida. Scolate i carciofi strizzandoli ben bene e apriteli con le dita per creare lo spazio in cui inserire in profondità, con l'aiuto di un cucchiaino, il trito preparato.

 Disponete i carciofi in un tegame in cui stiano giusti, irrorateli di abbondante olio, aggiungete tanta acqua fredda da arrivare a metà dei carciofi, salate e pepate. Passate il tegame in forno già caldo a 180° e lasciate andare per circa un'ora irrorando ogni tanto con il fondo di cottura. Disponete i carciofi nel piatto di portata. Fate restringere sul fuoco il sugo di cottura, irrorate i carciofi e servite. Ottimi caldi, questi classicissimi carciofi sono eccellenti anche freddi, a temperatura ambiente.
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