Il-Trafiletto

01/04/14

Steve Wozniak si diverte ancora a far scherzi

Il co-fondatore della Apple, Steve Wozniak, più comunemente conosciuto con il soprannome di Woz è sempre stato ricordato, non solo per le sue grandi idee e prodotti dentro l'azienda ma anche per i suoi innumerevoli scherzi.
Steve Wozniak, co-fondatore della Apple
E a quanto pare non pensa proprio di smettere. Anche se questa volta il suo scherzo è stato più che altro una bellissima sorpresa. 

Lo scherzo in questione va diretto a una adolescente, Emma Fraser, e a sua sorella minore, Elizabeth Fraser, che avevano deciso di acquistare un iMac e un iPod Touch dal Apple Store Online.
E invece di arrivare il solito postino arrivò Woz con in mano i prodotti della mela destinati alle ragazze. Il tutto fu filmato dalla sposa Janet Wozniak.

Da quello che racconta Wozniak, il Sig. Fraser lo contattò chiedendogli di aiutarlo per poter realizzare questo "scherzo-sorpresa" per le loro figlie. 
Conoscendo il passato del co-fondatore non poteva assolutamente farsi scappare questa occasione per divertirsi.

"Wozniak è famoso per essere un burlone ed è stato molto gentile a partecipare con sua moglie  e dedicare un po' del loro tempo per mettere in piedi questa scenetta per tutti noi, visto che non ci conosciamo affatto"  ha raccontato il padre delle ragazze.  

Agopuntura | Piccolo dossier parte prima


Il 18 maggio 2002, la Federazione nazionale degli ordini dei medici  ha votato un documento in cui di fatto ha riconosciuto nuove tipologie di medicina non convenzionale con il termine di «arti mediche». Ma a  due condizioni: che dovessero essere praticate solo da laureati in medicina e che il Parlamento doveva varare al più presto una legge.
Agopuntura

Tra omeopatia, fitoterapia, medicina ayurvedica, medicina tradizionale cinese ecc. spicca l'agopuntura (risale al 1977 il primo riconoscimento all'agopuntura da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità), stabilendo in quali malattie questa terapia è efficace. Qualcuno azzarda che l'apertura dell'ordine dei medici sia dovuta ai richiami che l'Oms ha fatto all' Italia. Del resto è nel 1977,  che ci fu il riconoscimento ufficiale dell'agopuntura da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità quale metodo efficace e in seguito venne stilata una lista di 200 patologie trattabili.Gli agopuntori esultarono, una legge quadro avrebbe legalizzato lal oro posiione. Invece si scatenò il finimondo. Trentacinque ricercatori di livello internazionale, fra cui  i premi Nobel come Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini, apposero  la loro firma su un documento che contestava aspramente la decisione: «Chiedere al Parlamento di porre mano a una legge per validare tali medicine è di fatto un loro riconoscimento ufficiale e attesta la loro efficacia terapeutica ... Chi crede nella medicina scientifica si sente veramente amareggiato ... L'ipotetica efficacia dei rimedi cosiddetti alternativi non è dimostrata attraverso rigorosi procedimenti scientifici». Parola di ricercatori. Insomma, una dichiarazione di guerra in piena regola. Niente da dire, se quanto affermato fosse la «vera» verità. Ma qualche dubbio è doveroso porselo.
Allora, per vederci più chiaro e non lasciare nello sconforto migliaia di medici e milioni di pazienti che hanno abbracciato le cure «dolci» andiamo a vedere, dati alla mano, se in particolare l'agopuntura funziona, potendo fregiarsi di indagini serie. Un fatto è certo, in Italia sono circa 9 milioni di persone che si rivolgono a medicine non convenzionali, secondo i dati Istat, di crescita dei centri universitari che mettono a disposizione percorsi formativi, e di oltre 40 Asl in cui si trova un'ampia scelta di altre medicine. Lungo tutta la penisola, da Genova a Palermo, gli ospedali si aprono alle nuove richieste e così sono attivi circa 120 servizi ambulatoriali, all'interno delle strutture pubbliche, nei quali si esercita quella medicina detta anche complementare. Un unico neo, a porre un freno allo sviluppo ci ha pensato il ministro della Salute Sirchia, già a partire dal 29 novembre 2001, definendo i Livelli essenziali di assistenza (Lea), le prestazioni che il servizio sanitario, attraverso le regioni, deve assicurare a tutti e che comprendono: visite mediche, analisi e terapie. Tra queste sono assenti le non convenzionali. E così, molti ospedali hanno sospeso o diminuito la loro attenzione verso le non convenzionali.

Contro l'Hiv per le donne un preparato gel prima di un rapporto.

La ricerca ha trovato un preparato gel che proteggerà le donne dall'infezione Hiv. Il gel, fino ad ora ha prevenuto dell'infezione da Hiv in 5 scimmie macaco su 6.

Un altro passo in avanti è stato compiuto nella realizzazione di un gel da applicare a seguito di rapporti intimi, capace di proteggere le donne dall'infezione dell'Hiv, il devastante virus dell'immunodeficienza umana.

I ricercatori americani dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (Georgia) che hanno eseguito lo studio, pubblicato su Science Translational Medicine, chiariscono che il gel, al momento, è stato in grado di proteggere dall'infezione cinque scimmie macaco femmine su sei: quindi, il risultato è segno di un importante passo in avanti per la realizzazione definitiva di un unguento protettivo contro l'Hiv, la cui formulazione ad oggi purtroppo è ancora lontana dal poterla definire tale e pertanto è ancora lontana pure l'applicazione sugli esseri umani.
Virus Hiv

I ricercatori spiegano che i gel vaginali contenenti farmaci anti-Hiv hanno dato risultati discontinui nei test clinici umani. In questo recente studio il team statunitense ha utilizzato un approccio diverso, fondato sul testare il gel in un gruppo di scimmie femmine esposte al virus: ciò che è emerso dallo studio è che cinque delle sei scimmie a cui era stato applicato il preparato entro tre ore dal contatto col virus sono risultate protette dall'infezione.

Ampi studi clinici saranno necessari in futuro, spiegano i ricercatori, per testare il nuovo trattamento con l'obiettivo di riuscire a mettere a punto una versione di gel anti-Hiv efficace sugli uomini: per adesso, e probabilmente per molto tempo ancora, i preservativi rimarranno il metodo migliore per prevenire l'infezione. Nuovi studi dovranno inoltre essere condotti per capire a quante ore ammonta la finestra temporale entro cui il gel può essere somministrato senza penalizzarne l'efficacia. (il sole 24 ore)

Una nuova mappa cosmica ridisegna un Universo infinito.

Per mappare con estrema precisone l'Universo, sarebbe necessario avere a disposizione il buon vecchio regolo ma di proporzioni titaniche! Ebbene pare che gli scienziati siano riusciti a trovarlo.

E' stato infatti possibile determinare la posizione di 1,2 milioni di galassie vicine con una precisione pari al 1%, grazie a onde di pressione primordiali ora "congelate", utilizzate appunto come un "righello" cosmico. Le misurazioni sono state effettuate dal programma BOSS (Baryon Oscillation Spectroscopic Survey, o Idagine spettroscopica sulle oscillazioni barioniche) con il super-telescopio della Sloan Foundation, nel New Mexico.

"Su scala universale, una precisione del 1% corrisponde alla misurazione più esatta mai realizzata", spiega il ricercatore responsabile del BOSS, David Schlegel. "Vent'anni fa, gli astronomi discutevano di valori che divergevano anche del 50%. Cinque anni fa, quel margine di incertezza è stato abbassato al 5%, e ancora l'ano scorso era, del 2%. Una precisione del 1% resterà lo standard di riferimento per molto tempo".
Mappa cosmica

Per eseguire le misurazioni, l'equipe ha sfruttato il fenomeno delle oscillazioni acustiche barioniche, o BAO. Si tratta di onde di pressione che si producevano nella materia visibile e si propagavano a intervalli regolari. L'omogeneità delle fluttuazioni di densità ha fornito la possibilità di fare uso delle BAO per fissare un valore standard di lunghezza nota (490 milioni di anni luce nell'attuale universo), da potere utilizzare nella determinazione della distanza tra galassie e altri corpi celesti. I dati ottenuti hanno permesso anche di calcolare, con un valore di approssimazione tra i migliori di sempre, la curvatura spaziale.

Sembra che, nonostante tutto, tale curvatura non sia cosi evidente: questo fatto avrà profonde ripercussioni su tutti i tentativi futuri di approfondire la vera natura dell'Universo.
"Questa scoperta è importante anche perchè l'Universo piatto ha delle implicazioni per l'eventuale carattere di finitezza del nostro mondo", dice Schlegel. "In altre parole, anche se non possiamo affermare con certezza he non finirà mai, il nostro Universo si espande senza limiti spaziali e temporalmente, continuerà per sempre. I nostri risultati sono dunque coerenti con l'ipotesi di un Universo infinito". (science)

Se il giallo non è un giallo ma solo un pretesto per un po’ di sana cultura

La Divina Commedia di Dante Alighieri credo sia una delle opere più famose al mondo oltre che la più odiata dagli studenti che, tra i versi dei canti del poeta fiorentino, hanno passato davvero le pene dell’inferno. Questa settimana, nella mia rubrica letteraria vi parlerò di due autori che, partendo da Dante e dai suoi gironi infernali, hanno costruito dei romanzi di tutt’altro genere.
 
Dante e Virgilio
(opera di William Blake)
Il primo autore di cui vi parlerò è Matthew Pearl, che esordisce nel panorama letterario pescando ad ampie mani dal Dante e dai suoi appassionati, con il libro Il Circolo Dante. Il Circolo Dante, per chi non lo sapesse (io l’ho scoperto dopo aver letto questo libro) è un circolo esistente, fondato in America e composto da vari scrittori statunitensi per promuovere la conoscenza della Divina commedia negli Stati Uniti. Grazie a loro l’opera di Dante ebbe il successo che meritava e il circolo chiamato Dante Society divenne una delle più famose associazioni di dantisti nel mondo: della serie devono pensarci gli stranieri a promuovere l’arte italiana.

Per il suo esordio Pearl ci porta nella Boston del 1865 appena uscita dalla guerra civile che ha lasciato ovunque relitti e fantasmi di ciò che un tempo erano uomini vigorosi. In questo scenario un gruppo di letterati, tra i quali il poeta Henry Wadsworth Longfellow, fonda un circolo per far conoscere a tutti la Divina Commedia di Dante, occupandosi della sua traduzione. L’Università di Harvard tenta in tutti i modi di ostacolarne l’operato, per impedire la diffusioni delle superstizioni immorali e papiste di Dante. Tra le strade di Boston però si aggira anche un feroce assassino che condanna le sue vittime agli stessi supplizi inferti da Dante nei suoi gironi infernali, nessuno sembra notarlo, tranne i membri del circolo, che decidono di trovare l’assassino anche a costo delle loro stesse vite.
 
Il circolo Dante
“Voglio solo metterti in guardia, lettore. Per favore, se decidi di proseguire, ricorda che le parole possono uccidere.”

Un buon inizio per un libro è tutto e Matthew Pearl inizia subito bene con questa frase alla quale nessun lettore saprebbe resistere. Il Circolo Dante è un romanzo giallo nel quale però i veri protagonisti sono poliziotti, investigatori, avvocati o medici legali con il pallino per il giallo, ma letterati.

Il romanzo è pregno delle atmosfere cupe e dolorose dell’Inferno dantesco, tra orrore e dolore, con omicidi descritti con tale dovizia di particolari e così visivamente delineati da far stringere lo stomaco anche al più preparato dei lettori. Se siete facilmente impressionabili cambiate libro. Questa apprezzabilissima qualità dell’autore però gli pesta anche un po’ i piedi, perché molti lettori hanno trovato questa solerzia di dettagli eccessiva e a tratti inutili. Sarà anche così, ma Dante nel suo Inferno non ci va tanto per il leggero, quindi perché per Pearl dovremmo gridare all’eccesso?
 
Matthew Pearl
La narrazione di base, il giallo sugli omicidi, viene diluito con la narrazione di ambientazione, atta a calare il lettore nel tempo in cui si sta scrivendo, ma anche, magari di istruirlo un po’ sul Dante. Queste digressioni, a mio avviso utilissime e per nulla slegate con il giallo che fa da collante, scoraggiano alcuni lettori, forse abituati ai thriller dove il nocciolo è appunto l’investigazione. Ne Il Circolo Dante il nocciolo non è il giallo, è Dante.

Trama accattivante, intreccio mirabile, finale… ecco, i finali dei romanzi di Pearl lasciano un certo amaro in bocca. Inaspettati alcuni, monchi altri, sta di fatto che lasciano sempre un certo nonsoché difficile da digerire, rischiando di rovinare un po’ un romanzo davvero squisito e ben narrato.

Ve lo consiglierei? Solo se non vi avvicinate a Pearl sperando in un autore giallo. Pearl è un letterato. Se tenete a mente questo, allora si, ve lo consiglio, se cercate invece un bel giallo o un thriller avvincente allora vi consiglio il libro di cui vi parlerò venerdì.
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