Il-Trafiletto

21/10/14

L'umore si riconosce da come si cammina

Forse non ci avete mai fatto caso o non ci avete pensato ma il nostro umore influenza anche il nostro modo di camminare e viceversa, si intende. Vi sarà certo capitato  di vedere qualcuno che trascina i piedi, o chi cammina saltellando, o chi cammina incurvato.....Ma possiamo provare anche ad essere felici cambiando il nostro modo di camminare, basta farlo nella maniera giusta.

Quello che i ricercatori del Canadian Institute for Advanced Research (CIFAR) e del Queen’s University di Kingston hanno voluto fare, è stato di applicare l’esatto opposto: volevano infatti capire se camminare in un certo modo potesse influenzare l’umore. Anche in caso di presenza di depressione. Ebbene sì: a seconda del nostro passo possiamo influenzare il nostro umore.

Camminare
immagine presa dal web

Per dimostrare la loro ipotesi gli scienziati, che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista di settore Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry, hanno preso in considerazione un campione di volontari chiamati a camminare in modo che tutti provassero dapprima a muoversi come se fossero stati tristi e poi come se fossero stati felici.

Commenta il dott. Nikolaus Troje, coordinatore della ricerca: "Non è sorprendente che il nostro umore, il nostro modo di sentire, influenzino il modo in cui camminiamo, ma volevamo vedere se il modo in cui ci muoviamo influenza anche come ci sentiamo. Sottoposti alla lettura di parole positive e negative e messi successivamente su un tapis roulant dove è stata misurata la loro andatura e postura, i partecipanti hanno confermato che coloro che tentavano di camminare a passo spedito mostravano di ricordare maggiormente le parole positive e che si sentivano meglio".

Alunni delle elementari scioccati per un tema assegnato loro:“Chi uccideresti, per primo, tra tuo padre, tua madre e tuo fratello?”.

Imbarazzante argomento di un tema assegnato in una scuola elementare in Provincia di Ivrea: Chi uccideresti, per primo, tra tuo padre, tua madre e tuo fratello?”. Le due maestre si facevano anche massaggiare il collo dagli alunni e proponevano agli stessi frequenti riferimenti a sfondo sessuale. 


Che la scuola oggi sia molto cambiata rispetto a molti anni fa è agli occhi di tutti, il dubbio è se sia cambiata in meglio o in peggio, ma da episodi come quello accaduto in una scuola elementare piemontese il dubbio può essere tranquillamente fugato. In una scuola elementare di un paesino della provincia di Ivrea, gli alunni si sono visti assegnare dalle loro due maestre un tema dall’argomento quantomeno imbarazzante: “Chi uccideresti, per primo, tra tuo padre, tua madre e tuo fratello?”. Dai genitori è partita immediatamente una denuncia alla Procura della Repubblica, evidenziando inoltre i frequenti riferimenti a sfondo sessuale durante le lezioni da parte delle due insegnanti.

 Il tutto inizia ad aprile di quest’anno, quando i genitori degli alunni si presentano dai carabinieri denunciando che i loro figli non vogliono più andare a scuola e che sono abbastanza sconvolti per quello che succede in classe. Immediatamente partono le indagini con la sistemazione anonima di telecamere nella scuola, che filmano immagini inconfondibili.

 Massaggi e prostitute - Dai filmati registrati si vede  una delle due maestre che si fa massaggiare il collo dai bambini, dando un cambio di turno ogni dieci minuti. E in riferimento al sesso le due maestre, ormai avanti negli anni e alla soglia della pensione, lo spiegavano facendo domande sui genitori che ricorrevano al sesso a pagamento con le prostitute.

 Purtroppo per gli inquirenti non ci sono elementi sufficienti per chiedere il rinvio a giudizio delle insegnanti, perciò per la Procura, il caso è da archiviare. Il Pubblico Ministero, Chiara Molinari, spiegando i motivi dell’archiviazione, ha sostenuto che non si «ravvisano atti penalmente rilevanti» ma che, piuttosto, il linguaggio e i metodi di insegnamento delle due maestre, definiti dal magistrato «inopportuni», abbiano soltanto effetti di carattere disciplinare, da qui la richiesta di archiviazione. I genitori non ci stanno: "Quelle due maestre andavano cacciate all’istante", hanno dichiarato. Ma sarà il gip che dovrà decidere se accogliere o respingere la richiesta della Procura, mentre all’ufficio scolastico regionale spetta l'eventuale sanzione disciplinare

Il "Nero" che oscura la nostra salute

Trova il suo habitat naturale nell’atmosfera ed è deleterio per la salute del genere umano. Il pulviscolo nero allo stadio elementare. 


A dare conferma di quanto detto, ci pensa uno studio eseguito a cura dal Cnr, il primo in assoluto del suo genere per quel che riguarda a livello nazionale, che presto sarà reso pubblico sulla rivista Atmospheric Environment. “L'agente inquinante, deleterio sia per il nostro ambiente che per la nostra salute, mischiato al carbonio organico, rappresenta la componente di carbone del dettagliato atmosferico, un pezzo fondamentale di quest’ultimo, fino al 40% della massa”, a parlare è Sandro Fuzzi dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima di Bologna (Isac-Cnr).

“Il carbonio elementare ed organico nell'atmosfera lo si trovano costantemente mischiati, in quanto sono essi stessi originati dalle stesse sorgenti: la combustione non completa di una qualsiasi sostanza organica, sia combustibili fossili, sia biomasse (legna e residui agricoli), per autotrazione, riscaldamento e produzione di energia”. I dati sono ancora limitati e non omogeneamente distribuiti sul territorio. “L’importante quadro di insieme a livello nazionale ha permesso di evidenziare che le concentrazioni di carbonio elementare nei siti trafficati sono più di cinquanta volte maggiori rispetto ai siti remoti di alta montagna.

Ad esempio, proviamo ad andare a Milano in un noto viale della metropoli, il valore medio nel periodo invernale arriva quasi a toccare i 6 microgrammi per metro cubo, valore che invece è pari a 0.1 presso il sito ad alta quota di Monte Cimone, nell’Appennino Tosco-Emiliano. Altro dato fondamentale è che gli agglomerati di carbonio organico ed elementare nella Pianura Padana in inverno sono 3-4 volte superiori rispetto a quelle estive”, prosegue il ricercatore. “Questo per via dell’intensità di alcune sorgenti quali il riscaldamento domestico durante la stagione fredda e delle frequenti condizioni di stabilità atmosferica, con scarso ricambio delle masse d'aria, che favoriscono l’accumulo degli inquinanti”.
La polvere nera che danneggia la nostra salute

Continuando nel periodo invernale, “le maggiori concentrazioni di carbonio organico nei centri urbani della Pianura Padana, raggiungono i 12 microgrammi per metro cubo nella città di Milano, in via Pascal, arrivando ad essere mediamente il doppio rispetto a centri urbani della Puglia, dove raggiungono valori massimi di 8 microgrammi per metro cubo nelle città di Lecce e Bari. Questi valori di stagioni a Milano sono maggiorati del 30% anche a quelli misurati in una grande città come Roma e corrispondono a percentuali di sostanza carboniosa che arrivano al 47% della massa totale dell’aerosol”, continua Fuzzi.

L'azione intrapresa, coordinata dalla Società italiana di aerosol a cui capo c'è Roberta Vecchi (Università di Milano), è stata condotta da 3 Istituti del Cnr, l’Isac di Bologna, l’Istituto sull’inquinamento atmosferico, l’Istituto di metodologia per l’analisi ambientale e da sette università italiane - Statale, Bicocca e Politecnico di Milano, atenei di Genova, Perugia, Bari e del Salento - dall’Arpa-Lombardia e dal Centro comune per la ricerca della commissione europea. “Il carbonio elementare nel segmento atmosferico sta diventando una costante maggiore di rilievo ambientale, tant’è che la Commissione Europea ne raccomanda continuamente il monitoraggio.

Ultimamente, studi epidemiologici hanno reso possibile il fatto che l’Organizzazione mondiale della sanità puntasse la sua attenzione su questa causa inquinante emergente per i suoi effetti deleteri ai danni dei sistemi respiratorio e cardiovascolare, oltre che per i possibili effetti cancerogeni”, conclude il ricercatore.


Radicchio trevigiano alla brace | Insalata cotta

Preparazione: facile Tempo: 30 minuti Calorie a porzione: 280 
Ingredienti x 4
• 8 cespi freschissimi di radicchio rosso di Treviso
• 16 fettine sottili di pancetta affumicata
• olio extravergine d'oliva
• sale e pepe
1 Mondate i cespi di radicchio,.Iavateli, asciugateli scuotendoli delicatamente per eliminare l'acqua e asciugateli bene.
Radicchio trevigiano alla brace
2 Mettete i cespi su un piatto e conditeli con un filo di olio d'oliva, sale e pepe.
3 Avvolgete ogni cespo di trevigiana con due fettine di pancetta affumicata, fissandole con uno stecchino.
4 Nel frattempo avrete scaldato una griglia , sul gas o, se possibile, sulle braci ardenti di un camino. Appoggiatevi sopra i cespi di radicchio avvolto dalla pancetta e cuoceteli per una quindicina di minuti, girandoli delicatamente ogni tanto e spennellandoli con un po' d'olio. Servite subito.


LE RAP1D1SS1ME 
• Indivia riccia al limone Pulite e lavate con cura 2 cespi di indivia riccia e legateli con filo da cucina per evitare che si sfoglino. Immergeteli in una pentola con acqua bollente salata e cuoceteli per 15 minuti dalla ripresa del bollore. Scolate i cespi, fateli intiepidire, eliminate il filo e strizzateli bene. Mettete l'insalata in un'ampia ciotola e ,conditela con vinaigrette preparata con olio extravergine, abbondante succo di limone filtrato, sale e pepe a piacere. Può essereservita tiepida, ma anche fredda.

• Lattuga romana al pepe verde Mondate e lavate con cura un cespo di lattuga romana. Legatelo con filo da cucina e immergetelo in una pentola con abbondante acqua bollente. ,Cuocetelo per 7-8 minuti, scolatelo con un mestolo forato ed eliminate il filo. Tagliate il cespo a sottili listarelle e raccoglietele in una terrina. Pestate 6-7 grani di pepe verde in salamoia e aggiungete 2 cucchiai d'olio d'oliva extravergine, il succo filtrato di un limone e un pizzico di sale. Emulsionate bene la vinaigrette, versatela sull'insalata e servite. I

• Radicchio trevigiano al grana Pulite e lavate accuratamente 4 cespi di radicchio di Treviso, pulendo anche le radichette. Poneteli in un tegame antiaderente con 30 g di burro e fateli rosolare cuocendoli 6-7 minuti, rigirandoli un paio di volte. Salate, pepate a piacere, spegnete il fuoco, cospargete con abbondante formaggio grana a scaglie, coprite il recipiente e lasciate riposare per qualche minuto prima di servire.

"Er Monnezza": mio padre si sparò davanti a me

Chi non ricorda "er monnezza" personaggio romanesco interpretato dal bravissimo Tomàs Miliàn e doppiato eccellentemente dalle splendida voce di Ferruccio Amendola, ma personalmente preferisco ricordarlo come il commissario Nico Giraldi, riceve un premio alla carriera che il Festival del Film di Roma gli ha consegnato

Il Festival del Film di Roma ha un suo eroe come "Monnezza" vecchio di 35 anni interpretato magistralmente da Tomàs Miliàn, che portò al successo quel ruolo negli anni settanta. L'attore cubano che interpretò i film diretti da registi del calibro di Luchino Visconti e Mauro Bolognini ma che lo reso immortale furono Umberto Lanzi e Bruno Corbucci, e' tornato sul luogo del delitto.

Il Festival internazionale del film di Roma gli ha consegnato l'Acting Award alla carriera e ieri l'attore ha incontrato il pubblico in delirio in una masterclass all'Auditorium. Tomàs Miliàn oggi alle 11 sara' al Teatro Lido di Ostia (via delle Sirene 22) per incontrare gli studenti delle scuole superiori di Ostia e il pubblico e poi si rechera' nel quartiere Laurentino, ospite del Centro Culturale 'Elsa Morante', dove alle 19.30 si terra' un dibattito pubblico.
Tomàs Miliàn
Tomàs Miliàn davanti ai suoi ascoltatori racconta  il dramma che ha vissuto a 12 anni che ha cambiato il corso della sua vita.  "Mio padre si sparo' "davanti a me" Il padre era un generale violento del regime di Gerardo Machado, un uomo con problemi psichici, si sparo' un colpo d pistola al cuore davanti ai suoi occhi. "Quando realizzai che mio padre si era ucciso", ricorda Miliàn, "ebbi una sensazione come di liberazione, come un popolo alla morte del dittatore che li ha oppressi. La prima cosa che ho pensato e' stata: io non sento dolore". Quindi la decisione di fare l'attore, "ma di farlo alla grande".

Una scelta nata quando vide per la prima volta "La valle dell'Eden" di Elia Kazan. "James Dean divenne il mio mito, il ragazzo rifiutato dal padre che gli preferiva il fratello, proprio come me - racconta l'81enne attore cubano -. Mi identificai perfettamente in lui e decisi di seguire le sue orme". In effetti, qualche anno dopo, a New York uno dei suoi primi agenti fu Jane Deasy, gia' agente di Dean. Tornare a Roma, la citta' che lo ha adottato e che lo ha reso famoso, confessa 'er Monnezza', "e' la mia resurrezione".
 
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