Il-Trafiletto

20/10/14

Sotto il gelo | Alcuni semplici consigli

State alla guida della vostra auto e sta nevicando: la prima cosa che bisogna montare alla vostra auto sono le gomme invernali! Si tratta di una norma importante per tutte le auto, sia quelle a 2 ruote motrici che quelle a trazione integrale, inclusi i Suv, tutti più o meno pesanti e, per questa causa, più sottoposti ad accentuare le uscite di strada. 


Comunque sia, anche se dovessimo percorrere fondi senza alcuna aderenza, la prima cosa da fare è guidare in maniera quanto più prudente possibile, tenendo sempre una discreta distanza dal veicolo davanti a noi, ma anche cercando di fermarci, di modificare e di cambiare rotta improvvisamente in quanto sugli asfalti viscidi un lieve ed impercettibile disagio dell'auto che può diventare una disastrosa fuori uscita di strada.

Aderenza e motricità.
Oltretutto, in fase di partenza o in quella di stop, in sentieri innevati esiste la necessità di cercare di evitare giri a vuoto delle ruote, mollando la frizione quanto più lentamente possibile se si è in possesso di un’auto dal cambio manuale e dando gas sempre molto moderatamente. Se le ruote dovessero iniziare a slittare è bene inserire la marcia superiore per ridurre la coppia motrice e cercare di recuperare aderenza. In pianura o in salita è meglio usare una marcia lunga per evitare pattinamenti, mentre in discesa è meglio impiegare quella che concilia la motricità per potere governare l’auto con gli effetti del freno motore. Per rendere l’idea: potrebbe essere quella inferiore a quella che si userebbe, ad andatura normale, su asfalto asciutto.

Per le auto con il cambio automatico.
Con la presenza dei cambi automatici-sequenziali, oltretutto gestiti dall’elettronica e inseriti dalla modalità tradizionale, sono valide le stesse norme. Molti di essi comprendono anche la logica Inverno o Neve e tante trazioni integrali e molte SUV hanno anche il dispositivo per il controllo della velocità in discesa: sono aiuti assai efficaci.

Norme da seguire per guidare sotto la neve

Donne italiane: un bacio da Rechard Gere

Al Festival di Roma, Richard Gere conquista il red carpet  per la presentazione di "Time Out of Mind", nuova pellicola di Oren Moverman, dove interpreta il clochard George. Una pellicola non poco chiacchierata nei mesi scorsi a causa del ruolo interpretato dal sex symbol degli anni '80 e '90. 


Quello del barbone. Le foto di Gere senzatetto per le strade di New York, in un autentico set a cielo aperto e soprattutto all'insaputa dei passanti, hanno fatto il giro dei tabloid di mezzo mondo, prendendo ora forma cinematografica.

Il divo indossa gli sporchi abiti di George, uomo disperato che vaga per le strade della Grande Mela senza un preciso obiettivo. Da 10 anni senza casa, senza lavoro, senza un soldo e con una figlia che non vuole neanche vederlo, George è alla deriva. Non ha ancora accettato la propria condizione di senzatetto, si ostina a definirsi momentaneamente in difficoltà, senza rendersi conto della realtà dei fatti. La vita si è dimenticata di lui. E' un uomo invisibile, privo di documenti e quasi impossibilitato ad ottenerne di nuovi.

Essere invisibile per una star del suo calibro potrebbe risultare strano, ma Gere assicura che lui lo è sempre, tutti vedono il personaggio pubblico, non Richard. Alla fine del suo red carpet, viene intervistato da una giovane giornalista. Lui le chiede se è una sua fan, e ricevuto la risposta affermativa, la attirata a se con dolcezza e prima di scoccarle un bacio sulla guancia dice: "Il mio bacio a te è per tutte le donne italiane". Richard Gere non si smentisce e conferma il suo amore per le donne. Ecco! Il gentiluomo si riconosce anche in queste piccole sfumature. Un bacio a tutte noi.

Violini antichi e moderni: i violinisti non li distinguono

Sfatiamo il mito che aleggia tra i musicisti professionisti che ancora sono convinti che certi strumenti antichi hanno un suono particolare che non può sfuggire ad un orecchio esperto. Giusto per fare un esempio pensiamo ai violini Stradivari. A supportare la teoria che gli strumenti antichi siano superiori a quelli moderni sono molte le argomentazioni fra le quali:  le tecniche di liuteria, le colle usate, il legno, gli effetti di invecchiamento.

Dato che non se ne veniva a capo, alcuni ricercatori hanno deciso di verificare:  siamo sicuri che i violini antichi sono veramente migliori? Per fare questo hanno effettuato un test “doppio cieco” su violini sia antichi che nuovi, in cui né chi suonava né chi ascoltava sapeva l’età dello strumento. Lo studio ha coinvolto dieci famosi violinisti, a cui sono stati fatti provare 12 violini, 6 nuovi e 6 antichi (compresi 5 Stradivari).

Stradivari
immagine presa dal web
Il risultato smentisce il luogo comune: non solo i solisti non riuscivano a distinguere gli strumenti nuovi da quelli antichi, ma in 6 casi su 10 quando gli si chiedeva di scegliere lo strumento che preferivano tra quelli provati, i violinisti hanno scelto uno strumento nuovo, e in generale gli strumenti nuovi erano mediamente giudicati superiori come suonabilità, articolazione e proiezione, ed alla pari in termini di timbrica. Sembra dunque smentita una nozione che sembrava consolidata, anche se i ricercatori sottolineano che i numeri inevitabilmente bassi dello studio non garantiscono la sua significatività statistica.


"Essere insegnanti meritevoli", comporterà una perdita di 1.444 € annui

Sono 1.444 € in meno ogni anno, che a causa della meritocrazia introdotta dalla Riforma della scuola, vengono a mancare dal portafoglio degli insegnanti. 


Ad affermarlo è la Gilda degli insegnanti che ha provveduto ad inviare un comunicato seguito da una ricerca accurata riguardo il nuovo sistema di scatti remunerativi, previsto dal Governo nelle linee guida per quanto concerne la Riforma della scuola.

Quel che si afferma nel documento emanato dal Governo, e che gli scatti di ogni 3 anni contribuiranno per tutti gli insegnanti, che siano introdotti da poco o che si tratti ad oggi insegnanti di ruolo, a fare guadagnare fino a 9mila € in più a termine della loro carriera.

Sarà vero?
“Il meccanismo futuro - fanno sapere dalla Gilda - non farà del bene alla remunerazione riservata agli insegnanti, anzi sarà tutto l'opposto, in quanto che darà vita ad un importante riduzione degli stipendi”. In base al sindacato, questo nuovo metodo viene opportunamente proposto dal Governo in maniera velata, in quanto, nella realtà: "saranno anche tanti gli insegnanti meritevoli che non avranno riconosciuti da 1 fino a 8 anni di anzianità già maturata nella propria fascia stipendiale, e i più penalizzati risulteranno quelli prossimi al passaggio alla fascia successiva.

Con l'inserimento dei nuovi scatti, non verrà riconosciuta ai nuovi introdotti, l'anzianità pre-ruolo e agli insegnanti di ruolo quella maturata nella propria fascia; a questo punto dinanzi a tale situazione, si creerà una piccola minoranza formata da tutti quelli che a fine carriera lavorativa si vedranno riconosciuti 36 anni di servizio equivalenti a 12 scatti triennali. Confrontando le 2 metodologie viene alla luce che, con lo scatto due trienni sì e un no, un insegnante di scuola superiore neo immesso in ruolo, al compimento dei 36 anni di servizio, andrebbe a perdere 1.444 € netti”.

L'esempio preso dalla Gilda è semplice.
L'insegnate che merita, che ha ottenuto tutti i crediti di competenza e che ha del continuo gli scatti, avrà un introito annuo di 1.676 € rispetto al sistema di progressione economica vigente, al contrario del collega "non meritevole", che avrebbe a perdere 7.684 € all'anno."

La meritocrazia porterà una perdita di 1.444 €

Indivia al prosciutto | Insala cotta

Ingredienti per 4 persone
*8 cespi di indivia belga
*8 fette di prosciutto cotto
*1/4 di l di panna da cucina
*un limone
*100 g di burro
*mezzo dado per brodo
*un ciuffo di prezzemolo
*sale
Tempo: 1 ora
Calorie per porzione: Kal 320
1Pulite, lavate e asciugate con cura i cespi di indivia, quindi metteteli in una casseruola con 50 grammi di burro, una spruzzatina di succo di limone, un pizzico di sale e due mestoli d'acqua in cui sia stato sciolto mezzo dado per brodo.
Indivia al prosciutto
2 Cuocete l'insalata a casseruola coperta e a fuoco moderato per circa mezz'ora, poi scolate i cespi e fateli intiepidire.
3Avvolgete ogni cespo di indivia con fetta di prosciutto cotto formando un involtino, e disponete i fagottini così ottenuti in una pirofila unta di burro. Irrorate la superficie con la panna e distribuitevi sopra il burro rimasto a fiocchetti.
4 Mettete la pirofila in forno preriscaldato a 200°C per una ventina di minuti o poco più. Sfomate cospargete gli involtini con un cucchiaio di prezzemolo tritato e servite.
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