Il-Trafiletto

27/07/14

Scienza grafica | Una diversa visione della ricerca

VISO PULITO BARBA DI POCHI GIORNI  DIVERSI GIORNI   FOLTA
Stavate pensando di radervi quella barbetta che vi tormenta da qualche giorno? Non fatelo. 

Perlomeno, se vi interessa l'opinione femminile: uno studio svolto da scienziati australiani ha stabilito che le donne intervistate giudicano una barba di 10 giorni più attraente di un viso completamente "pulito".

Ricercatori dell'Università di New South Wales, a Sydney, hanno mostrato a 350 soggetti femminili foto di uomini con diverse quantità di peluria facciale, chiedendo loro di attribuire punteggi suddivisi in quattro categorie: attrattiva, competenze parentali. salute e virilità. Gli uomini con una barba di 10 giorni sono risultati i più attraenti. Le conclusioni dello studio, pubblicate sulla rivista Evolution an Human Behaviour, sono state che "può esistere una certa soglia di densità e distribuzione oltre la quale la barba esercita un'attrattiva estetica".(science)



Idee da brevettare

Foto perfette con qualsiasi tempo! 
A volte le nostre foto hanno un aspetto decisamente amatoriale, ma ora Google ha trovato la soluzione: una fotocamera che sa esattamente dove ci troviamo e regola le impostazioni in base alle condizioni climatiche locali. La fotocamera di Google si auto-localizza sfruttando la rete GPS e scarica i dati meteo da Internet per determinare il livello esatto di luminosità ambientale, in base al quale calibra i valori di bilanciamento del bianco, saturazione, nitidezza e contrasto. Il sistema è adatto sia a smartphone che a tablet. Secondo il colosso della rete che l'ha inventata, questa tecnologia, molto superiore ai sistemi ( rilevamento luminoso già incorporati nelle fotocamere digitali, garantisce un livello supplementare di precisione. Scalando una montagna sotto la pioggia o prendendo il Sole ai Tropici, non dovremo dunque più litigare con quegli scomodi comandi manuali.
Idee da brevettare

"Sfogliare" eBook pieghevoli.
Sony sta approntando un lettore di eBook in grado di convertire al digitale anche i più accaniti sostenitori dei libri cartacei. Il dispositivo, sottile e flessibile, può essere piegato lungo la linea centrale come un normale volume. La flessibilità del materiale usato è particolarmente evidente lungo i margini esterni, che al tatto risultano simili alla carta. Per riprodurre ancor più fedelmente l'esperienza di lettura tradizionale, quando il lettore piega un angolo, un sensore rileva il movimento e consente di sfogliare le pagine. Il reader di Sony applicherà le tecnologie più innovative nel campo dell'elettronica flessibile. Lo schermo potrebbe essere un'unità di visualizzazione "elettroforetica" pieghevole, nella quale è attivo un campo magnetico dove si dispongono le particelle di pigmento. Il brevetto descrive inoltre le possibili applicazioni per la telefonia mobile, i riproduttori audio e i computer portatili: in questo caso, il display flessibile consentirebbe di far scorrere foto, tracce musicali o pagine web.

Energia da un deltaplano. 
Un inventore statunitense ha scoperto una nuova tecnica di produzione di energia: un'ala da volo libero in grado imbrigliare ad alta quota i venti più potenti. L'ultraleggero senza equipaggio umano di Dimitri Chernyshov sarebbe ancorato tramite un lungo cavo a un generatore a terra. In condizioni ventilate, il velivolo viene lanciato e fatto salire fino ad altezze superiori ; 350 metri: agitato dal vento, mette ir tensione il cavo e l'energia cinetica viene trasformata in elettricità.(science)



26/07/14

Quel dito storto che risponde al nome di alluce valgo.

L’alluce valgo è una patologia tra le più diffuse riguardanti l’avampiede. È una deformazione dell'alluce che si traduce in una deviazione dell’articolazione metatarso-falangea di questo dito in direzione delle altre dita. In alcuni casi l’alluce tende addirittura ad accavallarsi sul secondo e persino sul terzo dito del piede. È dunque una malformazione, caratteristica dell’età adulta, ma possiamo diagnosticarlo anche nei pazienti più giovani, e se questi ultimi praticano una qualche attività agonistica, può rivelarsi un vero problema. Ma come e quando viene l'alluce valgo? L'eziologia sembra abbia una multifattorialità, infatti si parla di alluce valgo congenito (primario) o acquisito (secondario). Quest'ultima causa, si è visto, si è riscontrata spesso e volentieri in quelle persone che usano determinati tipi di calzature,e colpisce molto più frequentemente i soggetti di sesso femminile, probabilmente a causa della poco maneggevolezza, sebbene alla moda, appunto delle loro calzature. Infatti raramente si riscontra l’alluce valgo in soggetti che camminano scalzi. Uno studio giapponese del 1981 dimostrò che, prima del 1945, in Giappone l'alluce valgo era pressoché sconosciuto, dal momento che la quasi totalità del popolo giapponese era solito indossare i "tabi", i tradizionali calzini che arrivano all’altezza della caviglia e che dividono l’alluce dalle altre dita; poi, dopo il 1945, anno in cui il popolo del sol levante ha iniziato a indossare anche le calzature di tipo occidentale, si è osservato un aumento dei casi di alluce valgo. La caratteristica fisica dell'alluce valgo è la famosa "cipolla", che causa dolore al contatto con la calzatura. La diagnosi è abbastanza evidente ad occhio nudo ma si consiglia una radiografia. Qual'è il tipo di trattamento per un alluce valgo? L'uso di plantari può essere utile e sufficiente per bloccare l'insorgenza nei casi più semplici, senza possibilità peraltro di far regredire quello che ormai è in atto, mentre nei casi più conclamati è opportuno affidarsi ad un intervento chirurgico, dove non esiste una tecnica standard oppure una migliore delle altre. Una volta effettuato l'intervento, il decorso sarà quello dell'uso di antidolorifici nei primi 2-3 giorni, la deambulazione è immediata e la prognosi è di circa 60 giorni, inframmezzati da una visita di controllo, al termine dei quali il paziente viene considerato guarito. (immagine presa dal web)

Aconite, bella e dannata, una delle piante più velenose al mondo

L'aconite è una pianta dai bellissimi fiori viola, che occhieggiano languidi in luoghi ombreggiati e collinari in Maggio e Giugno. La si trova anche nei giardini perchè è una bellissima pianta ornamentale.

Per quanto bella e decorativa, essa è una pianta molto velenosa, dai cui è bene guardarsi. Ha diversi principi attivi, il principale è l'aconitina  potentissimo alcaloide, famoso per essere il secondo veleno vegetale più letale al mondo, dopo la nepalina. Tutta la pianta contiene gli alcaloidi, anche se la parte con la maggior concentrazione e’ sicuramente la radice, che viene fatta essiccare appena colta per non perdere parte del principio attivo.


Il suo sapore è molto pungente e aspro. E' solubilissimo nell'alcool ma risulta poco solubile in acqua.
Aconitum napellus
immegine presa dal web

I principi attivi di questa pianta sono stati spesso usati in medicina, primo fra tutti il suo potere anestetico.  La si usa come anestetico locale per sciatica e nevralgie, in particolare nella nevralgia facciale e del trigemino. Il miglior metodo di applicazione consiste nel massaggiare un piccolo quantitativo di unguento di aconitina fino a percepire la sensazione di anestesia alla parte trattata, tuttavia a causa del costo elevato di questo preparato si usa più comunemente un linimento all’aconite, da applicarsi con un pennello di crine di cammello precedentemente intinto nel cloroformio, che facilita l’assorbimento dell’alcaloide presente nell’aconite.

L’aconito è indicato per uso interno ogni qualvolta si renda necessaria ridurre l’attività cardiaca nel corso di stati febbrili. Negli anni passati, veniva utilizzato in tutti gli stati febbrili e anche negli stati settici che seguivano le operazioni chirurgiche nell’epoca pre-Listeriana. Oggi l’aconite viene usata solo negli stadi iniziali delle febbri meno gravi, come tonsilliti acute, bronchiti, e forti laringiti. Il dolore acuto e il rapido gonfiarsi delle corde volali, con difficoltà respiratorie che caratterizzano le laringiti acute può spesso trovare sollievo dall’azione sedativa portata in circolo dall’aconitina.

Non appena spariti i sintomi, è opportuno sospendere il trattamento per evitarne gli effetti collaterali, che potrebbero seguire un uso troppo prolungato. Nella medicina tradizionale cinese, l’aconite viene usato nella carenza di Yang del paziente, o “freddezza” , e diluito fortemente, a causa della sua tossicità.

I sintomi di un avvelenamento da aconite si presentano dopo pochi minuti, inizialmente a carico del tubo digerente, con una netta sensazione di bruciore, formicolio e intorpidimento alla bocca e bruciore all’addome. Dopo circa un ora, si notano violenti conati di vomito, seguiti dai sintomi sopra descritti a carico dell’apparato respiratorio, del cuore e del sistema nervoso. Come in un avvelenamento da stricnina, il paziente rimane perfettamente lucido, non avendo l’aconitina effetti sul cervello.

Gli unici segni post-mortem sono quelli di una asfissia. Il trattamento per questo avvelenamento consiste nello svuotamento dello stomaco tramite lavanda gastrica, mentre gli antidoti fisiologici sono atropina, digitalina o strofantina, da iniettare per via sottocutanea alla dose massima consentita. Alcool, stricnina e calore devono anche essere usati in aiuto al trattamento contro l’avvelenamento.

La descrizione appena fatta vale per un avvelenamento da ingestione. Si noti tuttavia che l’aconitina può essere facilmente assorbita attraverso la pelle, tanto che ci si può avvelenare anche solo raccogliendo le foglie senza l’uso di guanti: la tossina presente nella linfa penetra infatti nella pelle. Da esperimenti pratici, la linfa che trasuda da undici foglie raccolte provoca già disturbi cardiaci per circa due ore, mentre il formicolio inizia fin da subito, al contatto con la foglia, estendendosi per tutto il braccio fino alla spalla, dopo di che il cuore inizierà a soffrire.


È uno dei veleni più potenti che si conoscano. La dose letale per l'uomo è di 5mg/kg di massa corporea e la morte avviene in poche ore dopo crampi violenti e perdita completa della coscienza. Nella mitologia greca si narra che Cerbero, il cane che custodiva gli Inferi, portasse nella bava i semi di aconite. E quando Ercole l'ha rapito per portarlo sulla Terra, la rabbia del cane era tale che, la sua saliva a contatto col suolo, ha fatto nascere la pianta di aconite. Questa pianta viene anche conosciuta come "l'erba del diavolo" perchè è tanto bella quanto velenosa. Pensate che il suo veleno può essere assorbito dalla pelle, tenendo semplicemente un mazzo di aconite in mano.

Nessuno restituirà gli anni, nessuno ti renderà una seconda volta a te stesso | Seneca

...... non ha navigato molto quello, ma molto è stato sballottato. [ qui ]

8, 1. Sono solito meravigliarmi, quando vedo alcuni chiedere tempo, e quelli che ne vengono richiesti generosissimi nel concederlo: entrambi guardano al motivo per cui il tempo è stato chiesto, al tempo in sé nessuno dei due, come se nulla fosse chiesto, come se nulla fosse dato. Si gioca con la cosa più preziosa di tutte; ma sfugge loro perché è incorporea, perché non viene sotto gli occhi, e per questo motivo viene valutata come la più a buon mercato, anzi il suo valore è quasi nullo.
2. Stipendi annuali, donativi, gli uomini ricevono come cose preziosissime, e a quelli dedicano o fatica od opera o diligenza: nessuno valuta il tempo, se ne servono con grande larghezza, come se non costasse nulla. Eppure, guarda queste medesime persone quando sono ammalate, se il pericolo di morte si è fatto più vicino, come toccano le ginocchia dei medici! se temono la pena capitale, sono pronti, pur di vivere, a spendere tutto ciò che hanno. Tanto grande è in quelle persone la contraddizione delle passioni.
3. Che se fosse possibile, come degli anni passati, così mettere davanti per ciascuno il numero degli anni futuri, come tremerebbero, vedendo che ne avanzano pochi, come li risparmierebbero! eppure, è facile, amministrandolo, distribuire ciò che è sicuro, per quanto poco sia; deve essere custodito con maggior diligenza ciò che non sai quando finisca.
4. Non credere che essi ignorino quanto cara cosa sia: sono soliti dire a coloro che amano nel modo più appassionato, di essere pronti a dare una parte dei loro anni. Danno, e non capiscono; danno, invero, in modo da togliere a sé stessi, senza vantaggio per quegli altri. Ma neppure di questo sono consapevoli, se sottraggano gli anni; perciò tollerabile è per loro la perdita comportata da un danno che resta nascosto.
5. Nessuno restituirà gli anni, nessuno ti renderà una seconda volta a te stesso; se ne andrà, per dove ha cominciato, la vita, né il suo corso o lo richiamerà indietro o lo fermerà; non vi saranno affatto tumulti, in nulla ci ricorderà la velocità che le è propria: in silenzio scivolerà via; non per imperio di re, non per favore di popolo la vita si porterà avanti più a lungo: come è stata messa in corsa il primo giorno, correrà, in nessun luogo farà deviazioni, in nessun luogo farà sosta. Che accadrà? tu sei affaccendato, la vita si affretta; la morte frattanto starà addosso, per la quale, lo voglia, non lo voglia tu, bisogna aver tempo.

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