Il-Trafiletto

10/07/14

2a semifinale | Fifa World Cup 2014 | Olanda vs Argentina | Le finali conclusive

Questa la situazione delle semifinali del Campionato Mondiale di Calcio Brasile 2014, dopo l'incontro tra Olanda e Argentina e gli accoppiamenti per le due finali conclusive del torneo:
I risultati delle semifinali e gli accoppiamenti
delle due finali per il 1° e 2°- 3° e 4°
del Mondiale di Calcio Brasile 2014


Steve Jones | Genetista e autore scientifico

Intervistato da Andy Ridgway, il professore di genetica spiega, con il suo consueto stile schietto, come siamo usciti dal brodo primordiale e perché la selezione naturale non ci riguarda più.  

Perché ha dedicato una parte importante della sua carriera allo studio delle chiocciole?
In realtà, sono state le chiocciole a scegliere me. Da vecchietto quale sono, ricordo benissimo la metà degli anni Sessanta: quando iniziai a occuparmi di ricerca, c'erano pochissime piante o animali da poter studiare sperimentalmente nel campo della biologia evolutiva. Non era infatti possibile identificare le variazioni genetiche di molte specie, mentre l'evoluzione è proprio questo: genetica, sommata al tempo. Alcuni animali, però, rappresentavano un'eccezione: tra questi c'erano le chioccioline Cepaea, caratterizzate da pattern morfologici delle conchiglie estremamente vari, fenomeno per il quale disponevamo già di dati genetici. La tecnica che applicavamo era semplicissima, si andava in luoghi diversi, si contavano i geni e si valutava se la frequenza delle varianti fosse diversa da una localizzazione all'altra: la risposta che ci siamo dati è stata un enfatico sì.
Steve Jones
Genetista e autore scientifico

Quali lezioni abbiamo imparato dalle chiocciole?
Inizialmente, ebbi l'idea assai poco originale di individuare la causa delle differenze morfologiche delle conchiglie su base geografica. Andammo nel punto più a nord dove era localizzabile la specie Ej Cepaea nemoralis, ovvero a Montrose, in Scozia, e raccogliemmo una gran quantità di campioni dalle dune sabbiose locali. Poi, guidammo fino in Yugoslavia, il confine meridionale dell'area di 5 distribuzione, recuperando via via altri campioni lungo il percorso. Risultò assolutamente evidente che c'erano forti diversità tra i gruppi prelevati a nord, di colore scuro, e quelli di provenienza meridionale, più chiari.

Questo vale anche per gli umani? 
Se prendiamo in considerazione il colore della pelle, il quadro antecedente alle grandi migrazioni del 1492 (anno in cui Cristoforo Colombo attraversò per la prima volta l'Atlantico) prevedeva pelle scura in Africa e pelle chiara in Europa e Estremo Oriente. Questo sembrerebbe in contraddizione con il principio scientifico secondo il quale i colori scuri si surriscaldano alla luce del Sole: perché i neri si trovano in Africa? La spiegazione è che le persone con la pelle scura, effettivamente, tendono a scaldarsi più rapidamente al Sole, ma le radiazioni ultraviolette sono pericolose: chi si espone alla forte luce diurna e ha la pelle chiara, si scotta, o può addirittura contrarre tumori cutanei. La pelle scura, dunque, aiuta.

Perché, allora, l'abbiamo persa?
È successo perché la luce ultravioletta, attraversandoci, produce vitamina D, la cui carenza provoca ogni sorta di problemi. Quando, dunque, ci si trasferisce in zone meno esposte alla luce solare, come i Paesi del Nord, se si ha la pelle scura non si sintetizza una quantità sufficiente di vitamina D per questo, la selezione naturale ci ha fatto diventare pallidi. È uno degli esempi più lampanti delle motivazioni alla base della diversità umana.

Perché la diversità è importante? 
Molti studiosi si occupano di diversi pattern di diversità (per esempio, proteica o cromosomica), e si pongono domande estremamente complesse sul perché un gruppo di geni si trovi in una certa posizione e un altro in un'altra. Nessuno, però, si fa la domanda fondamentale: perché esiste la diversità? Senza diversità genetica saremmo ancora tutti immersi nel brodo primordiale, perché non ci sarebbe stata evoluzione. La diversità è la materia prima dell'evoluzione: senza di essa, la vita non sarebbe progredita.

Ritiene che gli umani si stiano ancora evolvendo? 
Ho ricevuto critiche per aver scritto nel mio primo libro, Linguaggio dei Geni, che l'evoluzione dell'uomo è arrivata al capolinea. Invece, avevo ragione. La gente pensa che sia un idiota perché non prend in considerazione fattori quali il colore del pelle o la resistenza alla malaria indotta d; un tratto genetico, la presenza di cellule falciformi. Sono elementi inconfutabili, ma io sto parlando del presente. Nessuno dovrebbe morire più di carcinoma cutaneo questo tumore miete ancora vittime, ma non dovrebbe. E se fossimo disposti a spendere il denaro necessario a debellare la malaria, sarebbe facile riuscirci. Tante altre malattie, peraltro, stanno già scomparendo. L'evoluzione dipende da differenze ereditarie nella riproduttività: è questa, in poche parole, la selezione naturale. In tutto il mondo sviluppato, e in maniera sempre più massiccia anche nei Paesi emergenti a eccezione dell'Africa, queste differenze stanno scomparendo. Quindi, l'evoluzione umana per selezione naturale, anche se non si è completamente arrestata, ha però subito un rallentamento.

Quali conseguenze avrà la fine della selezione naturale umana?
A lungo termine, l'accumulo di mutazio dannose. Ne stiamo già subendo gli effetti. Oggi, moltissime persone sopra i 65 anni inevitabilmente si ammalano di gravi forme di cancro, cardiopatie e diabete, che sono almeno in parte malattie genetiche. Certo, non aiuta esporsi al Sole se si ha la pelle chiara, o nutrirsi di cheeseburger, ma esiste anche una forte componente ereditaria per la maggioranza di queste patologie. Cattivo materiale genetico, che mostra i suoi effetti nelle fasi tardive della vita: la nostra società dovrà abituarsi all'idea.(science)


IL cibo del futuro | Ti dà il voltastomaco?

Cibo del futuro
Se il cibo del futuro ti dà il voltastomaco, leggi che cosa contengono alcuni alimenti che già consumiamo.

GHIANDOLE ANALI DI CASTORO
Lo chef televisivo Jamie Oliver ha destato scalpore con questa affermazione al David Letterman Show:
"Sapevate che il gelato alla vaniglia contiene estratti di ghiandole anali di castoro?".
I produttori di gelato hanno prontamente smentito. Ma secondo il manuale delle Sostanze Aromatiche Naturali di Fenaroli, il consumo annuo di secrezioni di castoro nelgi USA si aggira sui 136 chilogrammi.

CAPELLI UMANI E PIUME AVICOLE
I nostri capelli, una volta spuntati dal parrucchiere, dove finiscono? Forse in tavola, sotto forma di L-cisteina. Questo aminoacido, che irrobustisce le strutture pilifere, viene talvolta utilizzato per rendere più plastico l'impasto del pane es esaltare gli aromi nei cibi salati. Lo stesso aminoacido viene talvolta ricavato dalle penne del pollame.

VESCICA NATATORIA DEI PESCI
La colla di pesce, sostanza costitutiva della vescica natatoria, viene utilizzata industrialmente per accelerare il processo di chiarificazione della birra, sia a bassa sia ad alta fermentazione. La colla di pesce polverizzata viene versata nei tini per ottenere la separazione del lievito vivo in sospensione. Ma i produttori di birra assicurano che poche tracce della sostanza arrivano nei nostri boccali.

AFIDI, COPEPODI E PELI DI RODITORE
Secondo la US Food Standard Agency, l'agenzia alimentare USA, i consumatori rischiano di trovare fino a 30 afidi per 100 grammi di cavoletti di Bruxelles, fino a quattro peli di roditore in 25 grammi di spezie per curry e un copepode (piccolo crostaceo che vive in acque sia dolci che salmastre) completo di sacche ovigere nel 3% dei filetti di pesce persico.

SECREZIONI CEROSE OVINE
La prossima volta che metterete in bocca una gomma da masticare, pensate che potrebbe contenere lanolina, la sostanza cerosa gialla secreta dalle ghiandole sebacee delle pecore. Viene aggiunta al chewing-gum per ammorbidirlo.(science)


Cibo in pillole | Che ne è stato?

George, JaneE, Judy ed Elroy non si dovevano preoccupare di cucinare e lavare i piatti: potevano gustare le loro pietanze preferite (costata, pollo fritto e pizza) semplicemente ingoiando una pillola. 

I Pronipoti, serie animata degli anni Sessanta, era ambientata nel 2062: ma malgrado gli sforzi creativi di innumerevoli autori di fantascienza e futurologi, gli scienziati hanno da tempo abbandonato l'idea di consumare pasti in pillole. Gli ostacoli sono insormontabili. Un maschio europeo medio deve assumere circa 2500 calorie al giorno, mentre il fabbisogno quotidiano medio per una donna è di quasi 2000 calorie.

I nutrizionisti consigliano di alternare le fonti energetiche secondo rapporti variabili: il preparatore atletico britannico Brian Mackenzie, per esempio, raccomanda di ricavare il 57 per cento dell'energia dai carboidrati, il 30 per cento dai grassi e il 13 per cento dalle proteine. I lipidi, in quanto fonte energetica più altamente concentrata, hanno circa 9 calorie per grammo, mentre i carboidrati e le proteine ne contengono circa 4 calorie per grammo. Le pillole più grosse pesano circa un grammo, e dunque, se applicassimo il rapporto calorie/fonte appena citato, in media un uomo dovrebbe ingerire almeno 521 pillole e una donna 417 pillole al giorno semplicemente per soddisfare il fabbisogno calorico essenziale, e questo senza contare le vitamine, i sali minerali e altri principi nutritivi importanti per i nostri regimi alimentari.
Cibo in pillole

"Per consumare in questa forma la giusta quantità delle sostanze necessarie, dovremmo passare gran parte della giornata a buttar giù pillole", dice Marion Nestle del Dipartimento di Nutrizione, Studi Alimentari e Salute Pubblica dell'Università di New York. Per risolvere questi inconvenienti, servirebbero radicali passi avanti: non sorprende dunque che, invece di tentare di fare a meno degli alimenti, la DARPA (Agenzia di ricerca avanzata della Difesa USA) abbia sovvenzionato studi volti a garantire l'efficienza del personale militare anche in assenza di cibo per periodi prolungati.

Nel 2004, la DARPA ha lanciato un programma di sovvenzioni denominato Metabolic Dominance. Nel documento di presentazione del progetto, l'agenzia ha dichiarato di puntare alla "massima efficienza fisica e funzionalità cognitiva per la durata di tre o quattro giorni, per 24 ore al giorno, senza necessità di assumere calorie". Per conseguire questo obiettivo, secondo DARPA, i militari potrebbero essere sottoposti a tecniche di metabolizzazione forzata temporanea delle riserve di grasso accumulate. Per ora, però, nessun dato è stato reso pubblico.(science)


09/07/14

Assumiamo farmaci? Attenzione a quello che mangiamo e beviamo.

Ogni farmaco esistente sul mercato e che assumiamo regolarmente per le nostre patologie, ha delle precise proprietà: ha un proprio assorbimento, che può variare questo a seconda della forma di somministrazione, un proprio metabolismo, una biodisponibilità ed una propria escrezione


Tutte queste proprietà però possono essere influenzate da ciò che mangiamo e da quello che beviamo. Il foglietto informativo (o "bugiardino" come viene spesso chiamato)contenuto nelle confezioni di farmaci viene sicuramente in aiuto dei pazienti con le sue indicazioni, posologia e, appunto, avvertenze, ma soprattutto prendere seriamente in considerazione i consigli del medico al momento della prescrizione. I parametri che vengono alterati da alimenti e bevande sono l'efficacia e quindi l'effetto terapeutico, come ad esempio l'alcol, il quale può aumentare o diminuire l'effetto di molti farmaci come le benzodiazepine e gli antidiabetici, dove aumenta l'effetto sedativo nei primi e acidosi lattica e ipoglicemia nei secondi.

Non da meno è il pompelmo, che dovrebbe essere evitato in concomitanza di farmaci come ciclosporina, triazolam, buspirone, calcio-antagonisti e antistaminci. La cioccolata poi è assolutamente vietata se si assumono antidepressivi specifici come gli IMAO ( inibitori delle mono ammino ossidasi). Attenzione poi ad assumere farmaci a stomaco pieno o vuoto, anche in questo modo si può alterarne l'assorbimento e l'efficacia. L'interazione con i farmaci possiamo averla anche con gli integratori alimentari, come ad esempio l'Erba di San Giovanni, che può diminuire nel sangue le concentrazioni di digossina, lovastatina e sildenafil, mentre il Ginseng può aumentare gli effetti di sanguinamento dell'aspirina e dei Fans come ibuprofene e naprossene.(immagine presa dal web)
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