Il-Trafiletto

10/06/14

Justin Bieber non è razzista, lo confermano 50Cent e Chris Brown

Justin Bieber non è razzista! E questa volta non ci sono solo le scuse del cantante Canadese ma anche i famosi 50Cent e Chris Brown lo difendono.

Il giovane divo continua a far rumore e in questo ultimo periodo il tema è il razzismo. Dopo la difusione virale di un video di 5 anni fa dove Bieber continua a ripetere ridendo la parola n*gro si è da poco scusato davanti a tutti spiegando che a quei tempi era una bambino e non capiva il peso delle parole.

Ma dopo poco è arrivato un secondo video virale (sempre di 5 anni fa) e Justin, ancora una volta, si è dovuto scusare per i suoi atti passati.

Questa volta però arrivano i soccorsi e a farsi sentire sono 50Cent e Chris Brown che giustificano l'addolescente star spiegando che lui non sa quello che dice, lui non è razzista è solo un ragazzino.
Tra i due è 50Cent che approfondisce di più il discorso e dice:
Justin Bieber non è razzista, lo confermano 50Cent e Chris Brown
Justin Bieber

      "Non penso sia razzista, non credo che nemmeno che lui sappia chi sia, è questo il punto. È talmente giovane. È difficile gestire il successo quando arriva che sei ancora adolescente. Bisogna crescere con un mare di aspettative addosso. Penso che Justin sia ancora un bambino e si sia perso per strada. Ogni volta che l'ho visto mi ha dato l'impressione di una persona che vuole semplicemente divertirsi. L'ho invitato a fare un giro con me dopo l'incontro di boxe nel 2012. Tutto quello che ho visto è un giovane ragazzo che voleva rilassarsi. All'epoca era già una grande star eppure aveva solo bisogno di un po' di svago. Se tutti gli dicono che è razzista possono effettivamente influenzarlo e trasformarlo in una persona veramente accecata dal pregiudizio. Io mi sono spesso trasformato in quello che non ero perché la gente continuava a ripetermi che ero quella persona lì".

Insomma, le forti e obbiettive parole del rapper ci fanno pensare che sicuramente Justin Bieber non è razzista ed è solo un giovane che ancora non sa chi sia ma...per quanto tempo durerà ancora questo periodo? (Gossipblog)



RATATOUILLE ALLE MELANZANE

È UNA RICETTA SEMPLICE SOLO IN APPARENZA: INFATTI UNA BUONA RATATOUILLE PREVEDE TANTI PASSAGGI CHE DEVONO ESSERE RISPETTATI. SERVITELA CON PESCE ARROSTO. kcal per porzione 245

ingredienti per 4 porzioni • 700 G DI MELANZANE • 300 G DI ZUCCHINE • 300 G DI CIPOLLA • 1 PEPERONE • 8-9 CUCCHIAI DI OLlO EVO • 3 SPICCHI DI AGLIO • 1 GRANDE MAZZETTO DI ERBE AROMATICHE MISTE (BASILICO, TIMO, PREZZEMOLO) • 400 G DI POLPA DI POMODORO A CUBETTI • SALE E PEPE 

 LAVATE, asciugate tutte le verdure e tenetele separate. Spuntate le melanzane e le zucchine, con un coltello ben affilato tagliate le prime a fette spesse e poi a cubetti; le seconde a rondelle. Sbucciate le cipolle, quindi dividetele in 6-8 spicchi e tagliate ogni spicchio a metà. Togliete il picciolo al peperone, eliminate semi e filamenti, poi affettatelo

 SCALDATE in un grande tegame 3 cucchiai di olio, unite l'aglio tritato con le erbe aromatiche, tenendo da parte l ciuffo di basilico. Aggiungete lo polpa di pomodoro e lasciate sobbollire per circa 30 minuti, mescolando di tanto in tanto.

CUOCETE nel frattempo le altre verdure: in un altro tegame scaldate 3 cucchiai d'olio e rosolatevi le melanzane per 10 minuti, su fiamma vivace e rigirandole spesso. Ripetete lo stesso procedimento con cipolle, peperoni e zucchine.
RATATOUILLE ALLE MELANZANE

TRASFERITE le verdure, man mano che sono cotte, in una terrina, sgocciolandole bene dall'olio in eccesso. Quindi versatele insieme nel tegame con il pomodoro, mescolate bene, scaldate il tutto per 5 minuti e servite, decorando con le foglioline di basilico fresco tenuto da parte.

VARIANTI APPETITOSE .
1  • Se non amate il sapore amarognolo delle melanzane, pelatele prima della cottura e otterrete comunque un'ottima ratatouille.
2 • Per un misto di verdure ancora più ricco, aggiungete agli ingredienti indicati 200 g di fagiolini verdi.

L'IDEA VELOCE 
INSALATA DI BARBABIETOLE Per 4-5 porzioni: spellate 2 barbabietole cotte al forno, riducetele a cubetti e trasferiteli in una terrina. Sbucciate 1 barbabietola cruda, tagliatela a Iistarelle, poi unitele ai cubetti. In una ciotola emulsionate 4-5 cucchiai di olio d'oliva con 1 cucchiaino di senape di Digione, 1 cucchiaio di aceto di vino bianco, 1 spicchio d'aglio tritato, sale e pepe, poi condite le barbabietole.

MOVIMENTI FLUIDI

Ormai ogni attività da svolgere a terra ha il suo corrispettivo in piscina. Importante è sapersi orientare. Senza seguire solo la moda del momento La ginnastica in acqua è ormai diffusa in ogni centro sportivo in cui sia presente una piscina (indipendentemente dalle dimensioni che può avere) e soprattutto in tutte le piscine. 

Il segreto della sua popolarità? È presto detto: Gli innumerevoli benefici che si traggono dalla pratica del movimento in immersione, con o senza 1'ausilio di attrezzature specifiche, sfruttando le resistenze offerte dal- l'elemento acqua senza il rischio di incorrere in eventuali infortuni.

Ma oggi è che non si può più parlare solo di ginnastica in acqua, il termine più giusto per racchiudere tutte le tipologie esistenti è aquafitness. Che comprende la tradizionale ginnastica in acqua, 1'aquaerobica, l'hydrostep, e le emergenti aquaflap, hydrobike, watercombact, la ginnastica per la terza età e la ginnastica dolce pre-parto. Si affiancano poi settori e tipologie di fitness acquatico in crescendo come l'aquatraining, il watsu, la riabilitazione in acqua (quest'ultima potremmo addirittura considerarla madrina della stessa ginnastica in acqua). Esiste perciò un fitness in acqua per ogni esigenza, per ogni età e per ogni gusto.

Ma come scegliere 1'attività più adatta alle proprie esigenze? Perché, nonostante la grande diffusione di questa attività, spesso non vi sono veri esperti che sanno indicare le differenze tra le varie tipologie di aquafitness; non esiste ancora un' adeguata specializzazione da parte di chi insegna e i media (giornali e televisione) ne parlano saltuariamente. Vediamo allora insieme come trovare l'attività che più si addice alle caratteristiche personali.

Più o meno profonda Prima di tutto è bene sapere che il fitness in acqua, che sia ginnastica o aquaerobica, o altro viene eseguito in varie profondità e che mentre ci sono alcune attività come quelle appena citate che possono adattarsi a tutte le altezze di acqua semplicemente scegliendo gli esercizi più appropriati o l'uso di ausili galleggianti, altre ne richiedono di specifiche per poter essere svolte al meglio. Per esempio, l'hydrostep si può praticare dagli 80-90 cm fino a 130 cm; l'aquaflap permette una vasta gamma di esercizi se praticato in vasca profonda oltre 150 cm; ecc. Altre ancora richiedono temperature adeguate: il watsu, o più semplicemente tecniche e movimenti di rilassamento in acqua, perché si possano raggiungere gli effetti che porta, deve essere praticato in vasche con temperature comprese tra i 30-34°C. Stessa regola vale anche per i corsi di ginnastica in acqua pre-parto. Occorre considerare che il variare della profondità in cui si pratica l'attività acquatica determina una risposta fisica differente poiché è diversa l'incidenza della gravità e della spinta di galleggiamento a cui si è sottoposti. Più l'acqua è bassa, più si è vicini a una condizione simile a quella terrestre, e articolazioni e colonna vertebrale sono sottoposti a un carico gravitazionale maggiore rispetto a quando si è in acqua alta con immersione fino alle spalle o fino al collo dove vi è uno scarico quasi totale.

Troppa o poca confidenza La prima cosa da tenere in considerazione quindi, quando ci si avvicina a un' attività acquatica, è di verificare in base alle proprie caratteristiche fisiche ed eventuali patologie, il tipo di vasca in cui viene praticata nel centro prescelto. Al momento dell'iscrizione a un corso, quindi, è bene chiedere informazioni relative a:.Tipologia di lezioni proposte (aquagym, aquaerobica, ecc.). Profondità della vasca in cui si svolge l'attività. Inoltre specificate sempre se avete paura o confidenza con l'elemento acqua e, in particolare, se presentate particolari patologie a carico dell'apparato osteo-articolare o cardiocircolatorio per conoscere eventuali controindicazioni dell'attività prescelta.

ginnastica in acqua
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Se siete tra coloro che temono un po' l'acqua e non praticate attività fisica da tempo, il consiglio è di scegliere un corso di ginnastica in acqua di base, in acqua bassa o media (si intende di altezza fino al petto) a intensità non elevata, dove non è indispensabile seguire il ritmo della musica e potete eseguire i movimenti con l'intensità a voi più adeguata senza la preoccupazione di non stare dietro al gruppo. Aquaerobica, hydrostep, acquaflap, watercombact, sono sicuramente proposte più dinamiche dove è richiesta una discreta padronanza dell'utilizzo dell'acqua poiché gli esercizi sono a tempo di musica, a impatto, intensità maggiore, richiedono più coordinazione motoria e grande motivazione. Sono questi presupposti che non lasciano tempo alla preoccupazione di dover stare a galla durante lo svolgimento della lezione perché l'attenzione deve essere rivolta esclusivamente all'istruttore e alla musica.

Quando invece si hanno obiettivi ben specifici di carattere sportivo, e lo scopo è il miglioramento nel breve tempo delle proprie prestazioni atletiche, e capacità condizionali, l'attività in acqua deve sicuramente essere più individualizzata e mirata per ogni praticante. In questo caso meglio avvicinarsi all'aquatraining, o allenamento in acqua: l'istruttore diventa allenatore e vi è un monitoraggio della risposta fisica individuale anche attraverso l'uso di cardiofrequenzimetri.

Seconda parte | Feedback virtuale | Finalmente è giunta la realtà virtuale.

Tecnologia aptica
Ci sono anche alcuni interessanti progressi nel feedback aptico per le interfacce tattili in cui si usa un segnale elettronico variabile mentre il polpastrello si muove sullo schermo, per creare l'illusione di superfici diverse.

In futuro, si potrebbe per esempio, sentire la stoffa di una nuova giacca prima di ordinarla online. Grazie a questi nuovi approcci le interfacce aptiche diventeranno molto più comuni di oggi e andranno al di là dei loro usi nella realtà virtuale. La possibilità di toccare oggetti visualizzati dal computer in uno spazio simulato aumenta di molto l'impressione di essere presenti e potrà rendere ben più realistiche importanti simulazioni mediche o tecniche.

Ma le nuove tecnologie aptiche non solo permettono di farci toccare oggetti che non ci sono. Abbiao giù usato la grafica e l'audio per creare nuove metafore per l'interazione con i nostri telefoni e computer, e non ci vorrà molto tempo perchè un'interfaccia a gesti con la possibilità di tatto virtuale si aggiunga alle icone e ai segnali sonori che adesso ci piacciono (o sopportiamo). Immaginiamo che l'arrivo di ogni tweet o mail sia accompagnato da un fastidioso sbuffetto d'aria, o che ogni "like" di Facebook, ci dia un colpetto in fronte, o che un annuncio pubblicitario ci mandi nell'occhio un soffio d'aria ben calcolato per costringerci a guardarlo.(science)


Feedback virtuale | Finalmente è arrivata la realtà virtuale!

Feedback virtuale
La realtà virtuale è finalmente arrivata! Per quanto riguarda Oculus Rift illude i nostri occhi che gli oggetti virtuali siano reali, mentre i dispositivi per seguire i movimenti, come Kinect e Omni, trasformano i nostri gesti fisici in azioni virtuali.

Ma c'è ancora un elemento che manca da questi mondi virtuali: non abbiamo il senso del tatto.
E' qui che entrano in gioco le interfacce aptiche, ossia quelle che danno un feedback tattile alle interazioni virtuali. Nel caso più semplice la tecnologia aptica ci aiuta a digitare più velocemente emettendo una vibrazione ogni volta che premiamo un tasto su uno schermo tattile. Nei casi più avanzati si possono simulare interazioni fisiche, come colpire una palla da tennis, grazie a guanti "intelligenti". Ma la tecnologia sta per compiere un balzo in avanti, perchè i ricercatori sperano adesso di dare un feedback fisico senza bisogno di mouse, joystick o guanti.

Uno degli approcci più promettenti fa uso di sbuffi d'aria. Una squadra di ingegneri della Disney Research ha sviluppato un prototipo detto "Aireal", che simula la presenza di oggetti solidi usando vortici di aria che traggono in inganno le terminazioni nervose della pelle facendoci credere che stiamo toccando un oggetto. i vortici vengono generati usando un ugello con cinque motorini che spostano l'aria con grande precisione, montato su un giunto cardanico mobile per emettere il vortice verso un punto specifico. Chi l'ha provato afferma che l'esperienza è convincente.(science)


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