Il-Trafiletto

01/05/14

CAFFE'- LATTE GHIACCIATO

CAFFE'-LATTE GHIACCIATO







INGREDIENTI
(PER 4 PERSONE)
1 tazza e 1/4 | 275 ml di caffè bollente extraforte
1 tazza e 1/4 | 275 ml di latte bollente
Zucchero a piacere
PER SERVIRE:
4 cucchiai da tavola | 60 ml di doppia panna,
leggermente montata
PREPARAZIONE
• Versate il caffè e il latte in un bricco. Dolcificate a
piacere, lasciate raffreddare e poi passate in frigorifero
finché la miscela è ben ghiacciata.
COME SI SERVE
Versate in quattro bicchieri tenuti qualche tempo in frigo
e guarnite con la panna montata.


TROTE AL ROSMARINO E MAGGIORANA

UNA RICETTA CLASSICA SEMPRE GRADITA E SEMPLICE DA PREPARARE. POTETE SERVIRE QUESTE TROTE GUSTOSE COME PIATTO UNICO PER LA CUCINA DI TUTTI I GIORNI. kcal per porzione 350

Ingredienti per 4 porzioni  • 4 TROTE DA PORZIONE DI CIRCA 300 G L'UNA • 5 RAMETTI DI ROSMARINO  • 4 RAMETTI DI MAGGIORANA • 600 G DI PATATE  • 4 CUCCHIAI DI OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA • 1 LIMONE NON TRATTATO • 2 SPICCHI O'AGLIO • 1 CUCCHIAIO DI PREZZEMOLO TRlTATO • SALE E PEPE

PELATE le patate, tagliatele a cubetti, lavatele e asciugatele bene. Bollitele per 5 minuti, scolatele e lasciate asciugare.Sistematele in una grande teglia rivestita di carta da forno, irroratele con 2 cucchiai d'olio, il succo filtrato di mezzo limone, distribuitevi sopra l rametto di rosmarino a pezzetti, salatele e passatele in forno caldo a 200°C per circa 30 minuti. Tiratele fuori dal forno e tenetele in caldo.

INDOSSATE i guanti di lattice per pulire le trote: tagliate lo pancia con delle forbici, svisceratele, lavatele bene e asciugatele con cura, usando della carta assorbente da cucina. Lavate il restante rosmarino, lo maggiorana e il limone. Mettete l rametto delle due erbe nella pancia dei pesci, unite anche mezza fettina di limone e qualche pezzetto d'aglio sbucciato, sale e pepe.

SISTEMATE le trote in una grande teglia rivestita di carta da forno, irroratele con l'olio rimasto, cospargete con il prezzemolo, coprite con un foglio di carta da forno e cuocete in forno a 170°C per circa 20 minuti. Gli ultimi 10 minuti scoprite le trote e rimettete in caldo anche le patate.

TROTE AL ROSMARINO E MAGGIORANA
SERVITE le trote intere contornate dalle patate, decorando a piacere con rosmarino e maggiorana freschi.
VARIANTI APPETITOSE 
1• Insaporite l'interno della trota con erbe di Provenza essiccate e fettine di scalogno fresco.
2 • Aggiungete alle erbe aromatiche indicate 2 rametti di timo (mezzo rametto per ogni. • pesce) e 4 foglie di salvia .

L'ESPERIENZA INSEGNA 
CUOCERE I PESCI INTERI Di mare o di acqua dolce, sono molti i pesci adatti alla cottura in forno. Per i tempi di cottura regolatevi calcolando 30-40 minuti per 1 kg di pesce; basteranno invece 15-20 minuti per i pesci più piccoli. In entrambi i casi ricordatevi di coprire Il pesce con un foglio d'alluminio per metà coltura oppure di cuocerlo direttamente in un cartoccio chiuso. I pesci grandi vanno cotti a 180 "C. mentre quelli piccoli a 160 "C. Per verificare lo cottura del pesce, incidete il dorso vicino alla testa: se lo carne si stacca bene dalla lisca centrale, significa che è pronto.

La fastidosa secchezza agli occhi | Rimedi artificiali e naturali

Se piangete, non è detto che siate per forza commossi. Infatti, le lacrime non rappresentano solo un'espressione di emotività. Esse sono garanzia di vitalità dell' occhio a tutte le età. Possono aumentare o diminuire in caso di irritazioni o infiammazioni: quando diminuiscono, possono verificarsi seri fastidi a carico dei bulbi oculari. 

Durante una crisi di lacrimazione, sia per infiammazioni locali, sia per dispiaceri o altri eventi della sfera affettiva, il naso e poi la bocca si riempiono di lacrime. Lo si avverte per il sapore nettamente salato che non appartiene né alla secrezione nasale né alla saliva. In condizioni di normalità le lacrime, che servono a tenere umido il globo oculare e la cavità che lo contiene (davanti alla palpebra e dietro l'orbita), arrivano e se ne vanno grazie a questa canalizzazione. Se questa non ci fosse si avrebbe una lacrimazione continua. .In assenza di stimoli irritativi, le lacrime costituiscono un piccolo strato davanti all' occhio, detto film lacrimale: sono lacrime costanti, che rivestono tutto l'occhio e la cavità .
immagine presa dal web
• In presenza di irritazione o lesioni, ma anche di fatti emotivi, se ne formano altre su base riflessa, una sorta di riserva idrica per le emergenze. Per sfruttare al meglio la loro funzione, le lacrime devono rivestire tutto l'occhio e tutta la cavità orbitaria che lo contiene. Le palpebre, con il loro continuo movimento di apri e chiudi (il cosiddetto «ammiccamento»), contribuiscono a distribuire le lacrime in tutta la zona. Questo movimento facilita anche la nutrizione di queste strutture (nelle lacrime sono infatti contenuti minerali, enzimi e vitamine). La pellicola di lacrime che riveste occhio e orbita può in condizioni particolari diminuire e provocare un quadro detto «sindrome dell' occhio secco».
Può causare secchezza agli occhi: 
*Una eccessiva ventilazione. Irradiazione solare intensa.
*Aria condizionata (soprattutto impianti di riscaldamento).
*Smog. Inquinamento ambientale. In questi casi c'è un aumento dell'evaporazione delle lacrime per una sorta di prosciugamento.
*Irritazioni e traumi a carico dell'occhio (stropicciamento continuo con le dita, urti accidentali dei bulbi oculari... ).
*Uso eccessivo e continuato delle lenti a contatto. Un valido contattologo potrà valutare per tempo la consistenza del film lacrimale e consigliare le lenti a contatto più adatte con rispettive soluzioni detergenti.
*Impiego prolungato del computer può ridurre e frammentare il film lacrimale con conseguente aggressione delle strutture oculari.
*Età avanzata: la normale involuzione dell'organismo induce anche una degenerazione e un' atrofizzazione delle ghiandole lacrimali.
*Uso eccessivo di farmaci particolari, quali: Decongestionanti (colliri). Antistaminici (colliri e non). Diuretici. Antidepressivi. Immunosoppressori. Cardiotonici. Antiulcerosi. .Malattie particolari, soprattutto su base autoimmune. Fra queste, causano più facilmente secchezza lacrimale: Lupus eritematoso sistemico. Artrite reumatoide. Sclerodermia. Sindrome di Sjògren (o cheratocongiuntivite secca). La secchezza è data sia dall'evoluzione della malattia, sia dai farmaci che si usano per curarla.
Che succede quando le lacrime diminuiscono? Mancando o riducendosi il sistema di umidificazione e lubrificazione, l'occhio si comporterà come una pallina che raschia una cavità asciutta: l'attrito da sfregamento aumenterà e l'occhio si irriterà.
*I sintomi sono caratteristici:
*Si avverte come un corpo estraneo nell'occhio che buca come un ago ogni volta che si spostano i globi oculari. .
*L'occhio prude e induce a stropicciarselo, aumentando l'infiammazione.
*Col tempo il prurito può trasformarsi in dolore.
*La luce disturba più del solito: si ha cioè una fotofobia.
*Le palpebre fanno fatica ad aprirsi.
*Può subentrare un certo annebbiamento della vista che, se non si trova il modo di umidificare l'occhio, darà fastidio per lo svolgimento delle comuni attività. Tutto questo avviene solo per difetto di lacrimazione. In più possono concorrere fattori di aggravamento della situazione: fra tutti, l'esposizione eccessiva degli occhi all'aria aperta o indotta da impianti di ventilazione. 
Come intervenire  
Soluzione naturale: In natura esistono alcune piante che possiedono un' azione antinfiammatoria specifica per le mucose dell'occhio. Fra queste, il primo posto spetta certamente all'eufrasia (Euphrasia officinalis), dotata pure di un' azione antisettica, capace cioè di disinfettare bene le mucose in genere. Spesso essa viene associata alla camomilla (Matricaria cbamomilla), forse ancora più efficace dell'eufrasia come antinfiammatorio ma meno come antisettico. In commercio esistono colliri a base di eufrasia e camomilla insieme, il cui scopo è triplice: *Tenere bagnato l'occhio. *Migliorare l'infiammazione e ridurre l'arrossamento locale.
(Detergere e disinfettare bulbo oculare e cavità orbitaria. .Una fialetta al giorno, metà in un occhio e metà nell'altro, sarà efficace per umidificare l'occhio e iniziare a risolvere il problema).
Un errore molto grave consiste nel tamponare gli occhi arrossati o con scarsa lacrimazione con batuffoli di ovatta imbevuti di infuso di camomilla. La manovra è ad alto rischio infettivo perché non si svolge in situazione asettica, indispensabile per organi così delicati come gli occhi.

Soluzione artificiale. In commercio esistono anche prodotti a base di lacrime artificiali. Si tratta di liquidi inerti, della composizione delle lacrime fisiologiche, senza alcuna aggiunta di farmaci o sostanze estranee alla normale composizione delle lacrime. Per tutta la durata del problema, gli occhi saranno innaffiati con varie gocce di questi colliri. il loro uso presenta alcuni vantaggi: .
*Ripristinano la componente acquosa e consentono una normale diluizione di tutte le componenti naturali delle lacrime (enzimi, altre proteine, anticorpi, minerali), che si saranno eccessivamente concentrate . *Mantengono integro il film lacrimale; durante la notte, datal'assenza dell'ammiccamento, può essere utile applicare soluzioni più dense, che agiscono dolcemente per tutta la nottata. Se le si usassero di giorno, comporterebbero problemi alla funzione visiva. *Riescono a stabilizzare lo stesso film lacrimale, distribuendosi un po' su tutta la superficie, ma anche introducendo alcune sostanze andate perdute con la riduzione del flusso lacrimale. Ogni ulteriore intervento medico non potrà fare a meno di manovre che tendano a ridare acqua all'occhio. Una cura, a base di antibiotici o cortisonici, avrà l'unico scopo di curare eventuali complicazioni dell'occhio secco, che di per sé può essere corretto solo recuperando le proprie lacrime.

Intelligenza | Quella degli elefanti è eccezionale!

Elefanti
Gli elefanti sono davvero animali eccezionali sotto ogni punto di vista! Vivono in gruppi affiatati, aiutano i loro simili feriti, portando cibo ed acqua. Avvertono dolore quando un loro membro della famiglia muore e a volte provvvedono anche alla sua sepoltura, coprendolo con delle foglie. Sono davvero intelligenti!

Hanno una memoria eccezionale (da qui il detto: che memoria di elefante!) e mappe mentali complesse, sanno venire a capo di problemi usando rami e pietre come utensili: ad esempio impilano blocchi per poi usarli per raggiungere il cibo! Appare eccezionale e straordinario la loro capacità di comprendere il significato di un gesto che indichi qualcosa, cosa che per noi potrebbe apparire scontato vista l'esperienza con i cani nostri fedeli amici, ma per altre specie, inclusi gli scimpanzè, non è affatto possibile riuscirci.

Ancora più sbalorditiva è la capacità di imitare i suoni di altri elefanti e anche certe parole umane. Possono perfino riconoscersi allo specchio, il che sta ad indicare un livello di coscienza di sè che è riscontrabile soltanto nelle grandi scimmie, nei corvi e nei delfini dal naso a bottiglia.

Cibo poco sano | L'evoluzione dei cibi poco sani | Perchè questa crescita?

Dolciumi
Perchè si è evoluta la predisposizione verso i cibi poco sani? La risposta può apparire complessa e lunga, vasta quanto l'universo, ma in realtà è più semplice e scontata di quanto non si possa immaginare.
Perchè quando ci siamo evoluti non vivevamo in un mondo ricco di zucchero!

Peer i nostri progenitori in Africa, lo zucchero di un frutto maturo o di un prezioso alveare rappresentavano un vera e propria prelibatezza, fondamentale a causa del suo contenuto energetico. Quelli che apprezzavano il gusto dolce e ricco di piacere dello zucchero, mangiandolo potevano godere di un vantaggio e, quindi, hanno trascorso questa debolezza per il dolce tramite i geni.

Oggi lo zucchero è presente in quasi tutti i cibi industriali, oltre che nei dolci, creme, marmellate, biscotti e bevande gassate. Lo zucchero non fa bene, in quanto provoca un aumento dell'ormone insulina nel flussso sanguigno che a sua volta fa si che il corpo passi dal bruciare i grassi al bruciare gli zuccheri depositando i grassi come riserve. Per tale motivo mangiare zucchero fa ingrassare! In elevate quantità altera le funzioni naturali dell'insulina e può condurre anche al diabete.

Ma non finisce qui il danno che provoca lo zucchero, al peggio non c'è mai fine, come si usa dire: ci si adatta velocemente al sapore dello zucchero e ne serve di più per raggiungere lo stesso piacere. Insomma ne diventiamo cosi dipendenti in un modo che per i nostri antenati era semplicemente impossibile che accadesse.
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