Il-Trafiletto

21/02/17

Prima giornata di test Fores detta legge

Fores, nella prima giornata di test in Australia con il team Ducati s'impone al comando, dettando legge sin da subito a dispetto della Kawasaki di Rea, mentre Melandri fa registrare un importante terzo tempo! 


Conclusa la tre giorni di test MotoGP a Phillip Island sono tornati in pista per le ultime prove generali prima del via del Mondiale, i piloti del Mondiale SBK.

Purtroppo ad accoglierli hanno trovato condizioni meteo estremamente variabili, caratterizzate da frequenti precipitazioni, vento forte e temperature intorno ai 15 gradi, che non hanno favorito i programmi di tutte le squadre.
Alla fine della prima giornata il più veloce è stato Xavi Forés (1'31.412) che con la Ducati del team Barni si è preso la soddisfazione di tenere testa alla Kawasaki del campione del mondo Jonathan Rea (1'31.823) e alla Ducati di Marco Melandri (1'32.216).

“È stata una giornata un po’ complicata, ha commentato Melandri. Le condizioni meteo cambiavano molto rapidamente ed anche il vento era davvero forte e soffiava da diverse direzioni, quindi non è stato facile trovare il feeling.

I tempi comunque sono destinati ad abbassarsi ancora molto, quindi non sono da ritenersi particolarmente indicativi.

In ogni caso abbiamo trovato un paio di soluzioni interessanti in ottica futura, ed è da lì che ripartiremo domani”.

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Guida alle feste pasquali

Le statue fuorescono dalle chiese sorrette a spalla, i canti popolari o gregoriani sgorgano dalle bocche, i passi rallentano, strisciano alla luce di ceri e torce. 



La processione diventa un mistero, recita in costume e rito divino, entro le mura del borgo, del quartiere, delle città italiane. Il santo teatro inizia dall' Ultima Cena, più spesso il banchetto segue la fine di ogni uffizio, la domenica di Pasqua, nella piazza principale o nelle singole case.

L'uovo sodo e l'uovo di cioccolato, la frittata e la frittella, i biscotti d'ogni sagoma sono le più diffuse ricompense dell'estro recitativo e scenografico, e le risposte, più o meno congrue, alla questua che riparava la fatica della penitenza. Da qualche decennio, sempre più forte è avvertita la pressione del turismo e del finanziamento pubblico: la Passione viene contaminata dal modello carnevalesco e rientra non solo nella liturgia ma negli stessi programmi delle aziende di soggiorno.

Le vetrine dei pasticceri, gli scaffali dei negozi, si son riempiti prima che la Quaresima termini e inizi la vacanza. Non di rado il lunedì dell'Angelo la festa continua nelle piazze. Nel compilare un registro dei luoghi, salta all'occhio una netta differenza fra i riti vivacissimi della Settimana Santa nell'Italia meridionale e insulare, e quelli, radi, rapidi o di recente recupero, al nord. Per il resto dell'Europa vale la medesima legge.

Adrano (Catania)
Nel giorno della Pasqua, la sacra tenzone
fra angeli e diavoli (La Diavolata e l'Angelicata)
ha luogo nella piazza principale,
con la sconfitta di questi ultimi.
Assisi (Perugia)
Vengono celebrati, il giovedì, nella cattedrale
di San Ruffino, la deposizione e il
dì seguente, in Santa Maria Maggiore, le
tre ore di agonia. Quindi la sera, si snoda
la fiaccolata per il Cristo morto.
Atri (Teramo)
Passione del Mercoledì Santo, con quadri
viventi nello scenario urbano ed ultimo
atto nella cattedrale.
Aquila
Processione del Venerdì Santo dal pomeriggio
al crepuscolo.
Bevagna (Perugia)
Come in molti borghi dell'Umbria, il Venerdì
Santo viene celebrato con la processione
della Confraternita della Misericordia
e la conseguente sacra rappresentazione.
Bitonto (Bari)
Nella notte del Venerdì Santo, lenta processione
dei penitenti.
Bormio (Sondrio)
Nella mattinata della Resurrezione, sfilata
di carri "pasquali".
Cagliari
La Confraternita della Solitudine organizza
la processione del Venerdì Santo,
con costumi e canti gregoriani, alla luce
dei ceri. Ben tre altri cortei sono previsti
per la domenica, organizzate da singoli
quartieri.

20/02/17

Novità scadenze revisione auto 2017

Novità, scadenze e molto altro ancora verrà introdotto in questo 2017 per quel che concerne la revisione dell'auto. 


Con il nuovo anno arrivano anche novità per la revisione dell'auto. Il primo gennaio di quest'anno è entrata in vigore una nuova direttiva europea che richiede una maggiore preparazione per il personale addetto alla revisione auto.

"Gli standard elevati dei controlli tecnici - si legge nel testo della direttiva 2014/45/UE - richiedono che il personale che effettua i controlli possieda un livello elevato di capacità e di competenze".
"È opportuno quindi introdurre un sistema di formazione che comprenda una formazione iniziale e corsi periodici di aggiornamento o un esame appropriato.

Dovrebbe essere definito un periodo transitorio per consentire il passaggio senza difficoltà del personale attuale addetto ai controlli a un regime di formazione periodico o di esame", recita il provvedimento.
"Al fine di assicurare standard elevati in materia di formazione, competenze e controllo, agli Stati membri - prosegue la direttiva - dovrebbe essere consentito di prescrivere competenze supplementari e corrispondenti requisiti in materia di formazione".
Nell'ambito della discussione sulla legge di bilancio 2017, la commissione Bilancio della Camera dei deputati ha bocciato l'emendamento presentato dal parlamentare del Pd Francesco Ribaudo, secondo il quale "gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri e le imprese autorizzate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti [...]

Prima di effettuare la revisione ai veicoli soggetti alla revisione obbligatoria" avrebbero dovuto "verificare l'avvenuto pagamento, dell'anno in corso e degli anni precedenti, della tassa di proprietà, della tassa di circolazione e della situazione di fermo amministrativo".

Al momento della revisione, dunque, non si controllerà il bollo auto .

REVISIONE AUTO: QUELLO CHE C'E' DA SAPERE...Leggi articolo originale

A tavola contenti come una "Pasqua"

La Pasqua

La partenza degli Ebrei dall' Egitto (ESODO XII), l'ultima cena e la resurrezione di Cristo (Vangeli di S. Matteo 26, di S. Marco 14,di S. Luca 22) e la determinazione della domenica successiva alla prima luna piena dell'equinozio di primavera: le origini della Pasqua tengo entro questi termini. Sui calcoli astrologici e sulle sacre scritture, s'è appuntata quindi un'interpretazione ibrida e mutevole: quaranta giorni di Quaresima e sette di Passione hanno suggerito precetti lassi o restrittivi, con lo sguardo rivolto ora al sacrificio ora al tripudio. 

Mosè ha dettato la scelta degli alimenti e la loro preparazione: "L'agnello maschio (d'età inferiore all'anno) arrostito intiero, con testa e visceri, il pane senza lievito e le erbe amare. Un cesto posto sulla tavola del Seder (pranzo pasquale) contiene tre azzime, una zampa d'agnello arrostita, un uovo sodo, qualche foglia di lattuga. Ogni commensale ha il suo bicchiere per il vino, più uno, sulla tovaglia bianca, per il profeta Elia". 

Di questa legge, ripetendo la Cena nel giorno della Resurrezione, i cristiani hanno serbato l'agnello e il vino, rinunciato alle erbe e aggiunto il lievito nella farina. Nella sua antica forma, la Pasqua è una festa parca, di pochi e meditati sapori. Cristo risorgeva con un corpo piagato e l'incertezza regnava sul suo ritorno: ascoltando i racconti di feroci torture, migliaia di cristiani .oscilleranno nel crederlo ora un uomo ora un dio. Austera nell'ispirazione, in seno alla chiesa di Roma questa ricorrenza s'è via via corrotta a contatto con il passato digiuno e liberata dai lacci della tradizione mosaica ed evangelica. Tutte le varianti, anche le più innocenti, sottolineate dalla pittura italiana del '400, pesce, crostacei e frutta, appartengono ad una gioia tardiva, istruita dal gusto e dal rapporto fra latitudine, ciclo stagionale e pregio delle derrate. La geografia della festa contribuisce molto al suo protocollo. Nelle valli alpine e subalpine, cinque secoli fà, si serviva un piatto di gamberi, sulle coste mediterranee la verdura si mostrava varia e bella mentre per molti fedeli regnava ancora l'inverno.

Pane, carne e vino sono le basi di una millenaria alimentazione cui l'affresco conferisce leggiadria nuova con un arredo talora prezioso e con qualche ghiottoneria d'autore. L'uovo e il dolce per la loro natura superflua o mediata, hanno invece un posto discreto, fuor della cena (sacra), entro il banchetto (profano). In una lenta muta, il serpente della gola è andato inghiottendo l'angelo dell'astinenza, favorito dalla terra che al sud produce già frutta quando al nord sbucano grame le erbette. In mancanza di ovini, si tira il collo al pollame, riservandone le uova, parte per la frittata e parte per dipingerle. Sulla domenica di Pasqua preme il ricordo del Carnevale, laddove era la Quaresima con pani e pesci ad anticipare la Resurrezione. Le processioni, in tutta Italia, portano le statue colorate di Gesù, della Madonna, di qualche Santo a visitare le vie e le case. Quelle grosse teste lignee, quegli occhi neri dietro veli d'argento si trascinano dietro un gran desiderio di spettacolo, consanguineo dei misteri e delle sceneggiate. 

In questo mito frugale e nel suo conseguente traviamento, hanno attecchito infinite varianti storiche, ed alcune recenti in cui l'ombra dei simboli eucaristici vela appena la presenza di un' offerta che si ripete nella cioccolata, in forma d'uovo, o nel coniglio, avvolto nella stagnola, con sorpresa. Come per gli ebrei era un rito di partenza (dall'esilio) e per i cristiani la scoperta di un mondo (provvisoriamente) senza l'Uomo-Dio, oggi la vacanza e il viaggio sanciscono l'abbandono della propria comunità e l'avventura in un altro deserto, fitto di oasi turistiche, e di alberghi dispensa tori di manna. Il precetto dietetico cede tutta la sua forza al simbolo che diviene moneta e consumo. Pasquale fa rima con ovale. Un neopaganesimo spiritualmente indigente, e una antropologia da rotocalco ripetono che nel tuorlo c'è sempre stata la cellula della rigenerazione, prima di Cristo e dopo. Ma conferire alla festa religiosa radicipaleolitiche, significa, il più delle volte, laicizzare il presente, legittimandolo in tutte le sue forme. 

Essendo tempo di pace o tregua di guerra, la colomba (più antica di Mosè) ha buon gioco nell'imporsi, non arrostita, ma soffice e zuccherina: è un prodotto dell'industria con varianti cremose, mandor/ate, e candite. Come già in occasione dell' Epifania e del Carnevale, il gusto dolce prevarica sugli altri, ultimo nel servizio, primo per volume d'acquisti, liberando il menù dalla sottile scelta delle erbe, crude, cotte o in torta, dall'alternanza di pesci e carne ovina, da un servizio avveduto e fantasioso di frittate. Viceversa, alcuni piatti regionali saldano l'inverno dell'anno passato con la primavera del futuro. La torta pasqualina, sfoglia e ricotta con qualche filo d'erba e fette d'uovo, farcia dalle mille ricette, si vende a fette in ogni rosticceria prima e dopo la Resurrezione. 

L'agnello da latte cede il suo posto alla faraona? Entrambi sono disponibili per dodici mesi. Sta forse spegnendosi il ricordo della Cena? Forse vacilla il lume della memoria,di un regime ciclico e forzato. Nessuno ignora la fine alimentare delle stagioni e dietetica della Quaresima, la semplificazione crescente della liturgia e la minore povertà sociale. Come rimettere ordine nella carnevalata pasquale, o punzecchiare l'apatia festiva? Si potrebbe consigliare di attenersi ai precetti: Niente gusci di cioccolato con anellini di plastica, una sola carne, quella più antica, e pane a volontà. Ma come persuadere chi ha già scelto, profittando della neve o di un viaggio di modico forfait? Che faranno i più avvezzi da anni a comperarsi qualche porzione di fricassea d'agnello, aggiungendo, se è il caso, una confezione di cuori di carciofo surgelati? Impartire il contrordine alle abitudini, è uno sforzo impari alla forza dell'inerzia e dei consumi agevolati. I simboli costano mille lire o milioni, vengono offerti ovunque. Per riequilibrare passato e futuro, occorre sapere, farsi una idea della Pasqua ampia e varia, soppesare tradizioni e novità, studiare il guado, scegliere per gusto. 

Un giro per l'Italia e per l'Europa; una sbirciata ai riti ebraici, cattolici, greci possono metter appetito di fare, dopo aver letto, e di godere, dopo aver meditato. Parrebbe inutile mettersi in viaggio, senza una terra promessa: si rischia di finire in quelle isole che pure vengon chiamate di Pasqua, dove i capoccioni neri e accigliati, guardano il turista come un sauro e dove mille lucertole crestate e antichissime paion fornire la prova che, prima della festa ebraica o cristiana, si celava un mondo cruento e tetro. 

17/02/17

Crema al basilico ⧫ Ricette per i giovanissimi

Crema al basilico ⧫ Ricette per i giovanissimi


Proteine gr. 7,34
Lipidi gr. 7,32
Glucidi gr. 0,67
Kcal 98


Dosi per quattro persone:
formaggio fresco primosale gr. 130
1mazzetto basilico
1/2 vasetto yogurt (gr. 75)
sale, pepe q.b.

Lavate e asciugate le foglie di basilico. Frullate tutti gli ingredienti fino ad avere un composto perfettamente amalgamato. Tenete in frigorifero qualche ora prima di servire.



Amore folle Bettarini e Mello: Isola dei Famosi dolce per Stefano e Dayane

Amore folle Bettarini Mello: Isola dei Famosi dolce per Stefano e Dayane la bellissima modella carioca che si è innamorata pazzamente dell'inviato speciale di Alessia Marcuzzi. 


In attesa di scoprire chi tra Nathaly Caldonazzo e Massimo Ceccherini sarà il prossimo concorrente ad andarsene sull'Isola dei famosi è scattata una scintilla.

Lei è Dayane Mello, la splendida modella brasiliana prima concorrente eliminata, lui Stefano Bettarini, inviato del reality condotto da Alessia Marcuzzi e giunto al terzo appuntamento su Canale 5.
Tra loro è scoppiata la passione, come mostrano in esclusiva le immagini pubblicate dal settimanale Chi che, nel numero del 15 febbraio, svela il clamoroso scoop...

Ospite in studio nella terza puntata del reality Dayane Mello, prima concorrente eliminata da quest'edizione, appena lasciata l'Isola è corsa tra le braccia di Bettarini e il settimanale diretto da Alfonso Signorini pubblica le immagini dei due mentre si baciano con passione sulla spiaggia di La Ceiba.
È la prima volta nella storia di un reality che una concorrente e l'inviato si innamorano. 
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16/02/17

Torta di carote senza farina ⧫ Ricette per i giovanissimi

Torta di carote senza farina ⧫ Ricette per i giovanissimi





Proteine gr. 15,7
Lipidi gr.25,08
Glucidi gr.30,3
Kcal403


Dosi per otto persone:
carote grattuggiate gr. 250
zucchero di canna gr. 200
mandorle frullate (o nocciole) gr. 200
7 uova
poco burro
la scorza grattugiata di 1/2 limone

Lavorate zucchero e rossi d'uovo finché il composto diventa spumoso. Aggiungete le carote, le
mandorle, la scorza di limone e le chiare montate a neve. Versate il composto in uno stampo di circa
26 cm di diametro, foderato con carta dall'alluminio imburrata, e fate cuocere in forno per 35-45
minuti a 180°. Sfornate immediatamente.
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