Il-Trafiletto

28/10/14

Se fosse San Gennaro a fare la grazia a Balo? | L'anno nuovo Balo vestirà la maglia Azzurra...del Napoli?

Per una "testa dura" come quella di Super Mario ci vorrebbe un miracolo! E se fosse San Gennaro a farlo? L'anno nuovo il nostro campionato potrebbe rivedere Balo tornare a vestire la maglia Azzurra...del Napoli.


A lanciare la notizia "bomba" è il noto tabloid inglese Metro, in base alla quale l'ex "SuperMario" potrebbe fare ritorno a casa già il mese di gennaio prossimo. La squadra del patron Aurelio De Laurentiis è pronto ad aprire la trattativa con il Liverpool per Mario Balotelli, definito ormai "un flop” dagli inglesi.

La società partenopea sarebbe disposta a concludere già dal prossimo mese di gennaio, in base alle indiscrezioni che giungono dal tabloid inglese Metro. Balotelli, al Liverpool da appena 90 giorni, non è stato in grado di integrarsi nell'ambiente, rimanendo ancora a secco di reti con la maglia dei Reds e “sta passando un periodo “demoralizzante”, denunciano in Inghilterra. “Nonostante il precipitare delle sue quotazioni di mercato nel Merseyside, rimangono contrariamente alte in patria”. La proposta che mister Benitez starebbe approntando, secondo quanto dicono a Metro, è di 10 milioni di sterline (quasi 12,6 milioni di euro). Tale offerta consentirebbe al club inglese di recuperare parte dell’investimento di 16 milioni di pound che ha dovuto improntare per acquistarlo dal Milan e di reinvestire l'incasso dal Napoli per acquistare l’attaccante del West Bromwich, Saido Berahino.

SCOMMETTIAMO CHE...
Mario Balotelli potrebbe vestire la maglia
azzurra...del Napoli!
Figuriamoci se i bookmakers inglesi, si siano fatti sfuggire la possibilità di dare vita alle quote riguardo la futura destinazione di Super "flop" Mario. Il Napoli è favorito a 3,50. Se non dovesse essere il club partenopeo, dichiarano ancora i bookmakers, il centravanti potrebbe finire ancora una volta alle direttive del suo ex c.t. Cesare Prandelli, in Turchia con la maglia del Galatasaray, possibilità che viene data a 4,00 come 2a opzione. Stessa quotazione sull'eventuale sbarco alla Fiorentina, mentre sono molto meno probabili le altre strade che lo vederebbero a Roma e men che meno all'Inter, riferisce Agipronews, si giocano a 10,00, Milan e Lazio sono date a 13,00.




Calorie: per consumarne di più correndo provate questi consigli

La corsa permette di calare di peso, perchè fa si di bruciare 1 caloria a chilometro effettuato per ogni chilogrammo della propria massa corporea. Per consumarne maggiormente provate questi consigli!


Mi spiego meglio riguardo a quanto detto sopra: se una persona di 100 kg effettua 1 km, ha consumato 100 calorie. Ma il dispendio calorico varia a seconda di molti altri fattori: come dunque possiamo cercare di consumarne di più correndo?

Prima di ogni cosa dobbiamo metterci bene in testa che è necessario allenarsi con dedizione e costanza in maniera tale da indurre il fisico a dovere lavorare in maniera variabile e con maggiore intensità. Toglietevi dalla testa che potrete essere in grado di iniziare a correre da un giorno all'altro. L’allenamento deve essere progressivo e graduale: s'inizia con una camminata veloce che successivamente in maniera graduale, si alternerà a frazioni di corsa. Dopo un paio di settimane di questo genere di allenamenti costanti, sarete nelle condizioni di potere iniziare a correre per 30-40' di fila.

Ma potrebbe capitare che la solita quotidiana corsa vi possa arrecare noia e vorreste mettervi in gioco maggiormente, bruciando ancora più calorie, quindi vorrei proporvi qualche utile suggerimento da navigati esperti della corsa.
Per prima cosa potreste, nel frattempo, allenarvi a giorni alterni in pista con sessioni di attività anaerobica con sedute in palestra o in casa come meglio credete o secondo le vostre possibilità, dedicandovi soltanto alla tonificazione muscolare. Una cosa importante e che non bisogna fare abituare il fisico a lavorare sempre alla stessa maniera, in quanto che prima o poi la noia avrebbe la meglio su tutto, sia perché si corre il rischio di abbassare il ritmo del metabolismo. Sarà dunque il caso, quindi, di dedicarsi alla corsa 3 o 4 giorni a settimana.

Altra cosa importante è che mentre vi state allenando, dovreste cambiare, ad intervalli, l’intensità e ma solo per pochi minuti. Fate la prova ad introdurre in una sessione di corsa da 45' alcuni secondi di scatti velocissimi. Chiaramente questo genere di esercizio è indicato solo per chi è veramente allenato, viceversa si rischia di sovraffaticare inutilmente il cuore.

Un'altro metodo per fare alzare il dispendio calorico, è quello di portare al minimo durante l’allenamento le flessioni verticali del baricentro. Non è facile, me ne rendo conto, perché questo genere di esercizio necessita di una concentrazione assoluta su movenze non troppo naturali. Il trucco è quello di chiamare in causa in particolare i quadricipiti, maggiorando di poco il tempo di appoggio del piede a terra. Ricordatevi, però, che questo esercizio va fatto per brevi tratti, all'inizio soltanto per qualche metro e, soltanto dopo qualche settimana, per poche decine di metri al massimo.

Lo potrete ripetere per 2 o 3 volte durante la vostra sessione di corsa, l'importante sarà che riusciate a tenere presente che correre per intero in tal modo, è potenzialmente deleterio per il fisico come, in fin dei conti, effettuare qualsiasi attività intensa a livello muscolo-tendineo al quale il corpo si deve ancora abituare. Concludendo, solo per veri impavidi e per fisici allenati sul serio, un altro modo per fare alzare il consumo calorico con la corsa è percorrere tragitti in salita!
Per avere un'idea della difficoltà di questo tipo di allenamento, provate prima con tragitti in salita dolce o allenatevi sul tapis roulant e affrontate le pendenze più impegnative solo quando sarete davvero pronti!

La chiamano anche la Magnesia universale | L'Alchimista

... perché possa seguirne la rigenerazione, corrispondente alla morte, il cui simbolo è il corvo. [Qui]

LA MATERIA PRIMA
Per poter dare inizio alle operazioni gli alchimisti devono disporre di una qualche sostanza. Ma quale dovrebbe essere questa «Materia Prima»? Ecco uno dei segreti più gelosamente custoditi dall'alchimia. In genere questa materia, poiché deve servire come punto di partenza per la Pietra e deve essere qualcosa di vile e senza valore, viene descritta come un materiale che gli uomini non degnano di un solo sguardo e tengono in grande dispregio - «la pietra angolare scartata dai costruttori». Le forme deteriori di alchimia, specialmente nel Medioevo, reputarono che si trattasse di una sostanza sgradevole, quali ad esempio «polveri varie, ceneri, letame, urina e creta» (Chaucer, The Canon Yeoman 's Tale), per non parlare del sangue, dei capelli, delle ossa e della saliva. Gli alchimisti più raffinati, che aborrivano questo genere di pratiche, intendevano invece la Materia Prima come un componente misterioso dell'universo.

Esso è: «familiare a tutti gli uomini, giovani e vecchi, lo si trova nelle campagne, nel villaggio,in città, in tutte le cose create da Dio; eppure tutti lo disprezzano. Ricchi e poveri lo hanno per le mani tutti i giorni. Le domestiche lo gettano tutti i giorni per strada. I bambini ci giocano. E tuttavia nessuno dà valore a questa cosa, che pure è molto vicina all'anima dell'uomo, è la cosa più bella e più ricca che ci sia sulla terra ed ha il potere di abbattere re e principi.  Nondimeno, di tutte le cose della terra è stimata la più bassa e la più spregevole».  Alcuni studiosi di chiara fama ritengono che, ai primordi dell'alchimia, il limo egiziano, con la sua straodinaria potenza fertilizzante, possa aver fornito l'idea di una sostanza vile dall'alto potere nutritivo e dalla forza creatrice.

Vero o falso che sia, questo concetto si fece molto più complicato nel XVI e nel XVII secolo. Altri scrittori reputano che la Materia Prima sia di natura metallica, perché non è possibile creare dell'oro senza che alla base del processo ci sia un metallo; essi, però, fanno cenno anche al fatto che l'aspetto di questo oro non sia quello abituale di un metallo. Alcuni testi sostengono che sia difficile delineare una precisa distinzione fra la Materia Prima e la Pietra stessa, che è l'esito finale del processo; in questo modo sembra si voglia suggerire che la Pietra viene liberata dalla sostanza vile mediante il procedimento alchemico, che la Pietra, cioè, è già presente nella sostanza, finché l'alchimista non interviene a liberarla:
«Questa Materia si trova in una cosa, e solo da questa viene preparata la nostra Pietra... senza mescolanza alcuna di una sostanza estranea; la sua qualità, il suo aspetto e le sue proprietà sono state esposte nella maniera seguente. E composta di tre cose, eppure è una cosa sola.... La chiamano anche la Magnesia universale, o germe del mondo, da cui hanno origine tutti gli oggetti della natura. Le sue proprietà sono di una specie singolare, perché, in aggiunta alla sua meravigliosa natura e al suo straordinario aspetto, non è né calda e secca come il fuoco, né fredda e umida come l'acqua, né fredda e secca come la terra, ma è un miscuglio perfetto di tutti gli elementi ... In quanto alla sua forma, al suo aspetto, alla sua figura e ai suoi connotati esteriori, la chiamano pietra e non è una pietra... La si trova potenzialmente in ogni luogo e in ogni cosa, ma in tutta la sua perfezione e pienezza la si trova in una cosa sola... Gli ignoranti e i principianti pensano che sia la più vile e la più meschina di tutte le cose. Molti Sapienti vanno alla sua ricerca, e solo pochi la trovano; quelli che ne sono molto lontani ne immaginano l'esistenza, quelli che sono vicini la ricevono; tutti la vedono, pochi la conoscono..»
È anche associata ad Ouroboros, il serpente che forma un cerchio tenendo nella bocca la propria coda. Questo simbolo risale all'alba dell'alchimia; in un testo greco, infatti, si legge: «Qui risiede il mistero: Il serpente Ouroboros [che morde la sua coda] è il composto che nella nostra [opera] viene divorata e mescolata, dissolta e trasformata nella fermentazione. Diventa di color verde scuro, da cui deriva il color oro. È da questo che proviene il rosso, chiamato il colore del cinabro; è il cinabro dei filosofi».
«Il suo stomaco e il suo dorso sono di color zafferano; la sua testa è verde scuro, le sue quattro zampe sono i quattro metalli imperfetti (piombo, rame, stagno, ferro); le sue tre orecchie sono i tre vapori prodotto di sublimazione [forse sale, mercurio e zolfo]. «L'Uno dà all'Altro il suo sangue; e Uno genera l'Altro. La natura gioisce nella natura; la natura incanta la natura; la natura trionfa sulla natura; e la natura domina la natura; e questo non deriva da una natura che si oppone a un'altra, ma attraverso una sola e identica natura, attraverso il procedimento a1chimistico,con attenzione e grandi sforzi».

Essere in forma: corri, immagina, puoi

Da che il mondo fu, correre è stato ritenuto da più parti uno dei metodi migliori calare di peso e al contempo rafforzare la propria forma fisica. 


Nonostante molti di noi non sono capaci di fare crescere l'amore per la corsa e conseguentemente non la praticano. In base ad una nuova ricerca, tuttavia, esiste un metodo che può supportarci a riconsiderare la corsa: l’immaginazione.

Lo studio che oltretutto è stato pubblicato sulla rivista Motivation and Emotion, è fondato su un’illusione, o meglio, sulla teoria che «incentrare» la propria attenzione verso a un obbiettivo visivo muta il concetto della distanza, della velocità e pure dello sforzo fisico. Tradotto in parole povere, tutti coloro che sono in grado di riuscire a concentrare la propria mente verso il proprio illusorio obbiettivo, avrà una maggiore motivazione per poterlo raggiungere. Sia chiaro, facendo fede a questo ragionamento, maggiore sarà la distanza del percorso, maggiori saranno i traguardi visivi che dovremo sviluppare. In base alla teoria suddetta, gli esperti affermano che un traguardo visivo può rappresentare qualsiasi cosa: un ciuffo d'erba del marciapiede, un'albero in mezzo del parco, un insegna pubblicitaria, un auto parcheggiata o il nostro bar preferito.

«La seguente strategia si basa sull’attenzione e per tal motivo necessita di un’esperienza di tipo visivo», ha chiarito bene Shana Cole, coordinatrice della ricerca. «Osservare un target e correre per raggiungerlo può essere molto più proficuo di un allenamento al chiuso, ad esempio sul tapis roulant o sulla cyclette. Queste attività, per l'appunto, implicano maggiori difficoltà nel riuscire a sviluppare una routine quotidiana di esercizio».

Ci tiene a precisare la Cole che, pur nonostante il training fatto all’aperto riesca a fornire gli elencati benefici, sarà possibile trovare degli «input» motivazionali pure per chi è costretto in casa o in palestra. «Determinate ricerche suggeriscono che distrarsi con qualcosa come la TV o la musica aiuti tantissimo durante gli esercizi al chiuso», ha concluso la Cole.


I 9 consigli che ti faranno diventare puntuale come un orologio svizzero

Quanti di noi possono dire di non essere mai stati in ritardo? Penso nussuno, anzi tanti lo sono spesso e i più di questi lo sono in modo patologico. Vuoi perchè quando suona la sveglia ci si gira dall'altra parte, vuoi perchè ci si riaddormenta seduti sul water, perchè si deve rientrare in casa di corsa facendo le scale trafelati per aver dimenticato qualcosa di importante a casa, (di solito il cellulare) sta di fatto che quasi tutte le mattine ci si deve scusare trafelati con la solita frase già pronta: " Scusate il ritardo!". Ecco che allora ci viene in aiuto Real Simple che ci spiega come ottimizzare il nostro tempo, per essere efficienti e sempre puntuali, che non dev'essere solo un'abitudine, ma un'arte che si impara con l'esperienza.

1. QUANDO è ora… ALZATI! – È inutile impostare la sveglia perché suoni all’ora giusta se poi, alla mattina, rimani a poltrire nel letto ben oltre il trillo della sveglia. Quei dieci minuti di sonno in più valgono tutto lo stress del ritardo che dovrai affrontare dopo?
2. PREPARA tutto la sera prima – Evita il panico mattutino davanti all’armadio: decidi la sera prima cosa indosserai, in modo da non perdere tempo. Se devi portare con te documenti o qualche oggetto particolare prepara e controlla tutto la sera prima, in modo da essere sicuro di avere tutto.
3. FATTI UNA tabella di marcia– E, sopratutto, cerca di rispettarla: se hai una consegna di lavoro entro una settimana dai priorità a quel compito. Se hai più appuntamenti nel corso della giornata non trattenerti più dello stretto necessario
4. CORREGGI i tuoi errori– Se tutte le mattine sei costretto a correre in casa di corsa perché hai dimenticato gli occhiali, il cellulare o la borsa con il pranzo prova a sforzarti di lasciarli sempre allo stesso posto, possibilmente vicino alla porta di casa.
5. SFRUTTA i tempi morti– È quando ti sembra di “avere poche cose da fare” che accumuli i ritardi peggiori: questo perché la mente si rilassa e si indulge in perdite di tempo. Quando ti capita una giornata del genere, perché non sfruttarla per fare un po’ d’ordine sulla scrivania, ad esempio, per ottimizzare il tuo lavoro futuro?
6. BASTA CON «un attimo e arrivo» – Se stai uscendo dall’ufficio per andare a un appuntamento di lavoro esci e basta. Non cadere nella trappola del “rispondo velocemente a questa mail ed esco”: in men che non si dica se ne sono andati 15 minuti. E tu sei improvvisamente in ritardo.
7. LASCIATI DEL TEMPO per i contrattempi– Quando programmi la tua giornata, o uno spostamento con più “tappe”, calcola sempre un margine di tempo in caso di contrattempi: mezzi pubblici in ritardo, traffico, una telefonata urgente. Così, anche se si verifica l’intoppo, minimizzerai il ritardo.
8. PIANIFICA il più possibile – La tua tabella di marcia deve essere precisa, calcolando anche elementi apparentemente irrilevanti come il tempo che ci metti ad attraversare i corridoi della metropolitana. Cerca di rispettare sempre la tua tabella di marcia: con il tempo imparerai ad ottimizzare i tempi.
9. SCOPRI QUANDO sei più produttivo – Se ti rendi conto che oltre una certa ora della sera non riesci più a concentrarti e a essere produttivo è inutile continuare a sforzarsi di lavorare, con il rischio di trascinarsi ancora di più i tuoi compiti e finire per consegnarli in ritardo.

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