Il-Trafiletto

05/08/14

Gamberi rossi e bianchi con verdure e in agrodolce | Cucina cinese

Gamberi rossi e bianchi con verdure
Tempo di preparazione: 25-30 minuti
*2 cucchiaini di sale un albume
*450 g di gamberi sgusciati
*un cucchiaio di farina
*225 di taccole (o broccoli)
*6 dl di olio *2 cipolline tritate
*2 fette di radice di zenzero
*2 cucchiai di vino di riso o sherry secco
*un cucchiaio di passato di pomodoro
*un cucchiaio di salsa di chili 
Mescolate in una terrina metà sale con la farina, aggiungete l'albume e sbattete bene con una forchetta, quindi immergetevi i gamberi. Mondate le taccole, oppure, se usate i broccoli, divideteli a cimette. Fate scaldare 3 cucchiai di olio nel wok o in una padella di ferro, unite le verdure con un pizzico di sale e cuocete per 2 minuti circa. Togliete le verdure dal recipiente e tenetele da parte. Lavate il wok, asciugatelo, quindi mettetevi l'olio rimasto. Quando sarà fumante mettetevi i gamberi e friggeteli per un minuto; toglieteli con una schiumarola e eliminate quasi tutto l'olio. Unite a quello rimasto nel wok le cipolline, lo zenzero e di nuovo i gamberi; bagnate con il vino, mescolate, disponete metà dei gamberi su un piatto da portata, aggiungete a quellì rimasti in padella il passato di pomodoro, la salsa chili, mescolate e disponeteli sull'altra metà del piatto. Al centro sistemate i piselli tenuti da parte. Servite subito.
Dall'alto in basso:
gamberoni all'agro dolce,
gamberi bianchi e rossi con verdura.

Gamberoni all'agrodolce
 Tempo di preparazione: 10-15 minuti
*225 g di gamberoni un albume
*un cucchiaio di farina olio
*una cipollina tritata
*2 fette di radice di zenzero tritata
Per la salsa: *2 cucchiai di zucchero
*un cucchiaio di vino di riso o sherry secco
*un cucchiaio di salsa di soia
*un cucchiaio di aceto
*2 cucchiai di farina (2 cucchiai di brodo pago 28) 
Togliete ai gamberoni le teste, le zampette e le antenne, lasciando il guscio intatto. Quindi dividete ogni gambero in 2 o 3 pezzi. Sbattete l'albume con la farina, immergetevi i gamberi, rigirandoveli più volte. Fate scaldare l'olio nel wok, aggiungete i gamberi e friggeteli fino a quando saranno dorati; toglieteli con un mestolo forato. Buttate tutto l'olio meno un cucchiaio, fatelo scaldare di nuovo poi aggiungete lo zenzero, la cipolla, lo zucchero, il vino, la salsa di soia e l'aceto. Mescolate bene e quando lo zucchero sarà sciolto rimettete i gamberoni nel recipiente e legate il tutto con la farina sciolta nel brodo. Mescolate velocemente e servite quando la salsa sarà densa.

Erice città medioevale

Erice
(m 751 s.m.; ab. 25.275) Si trova in Sicilia, in provincia di Trapani da cui dista 14 km.
E' situata sulla sommità del monte cui da il nome, che si eleva presso la costa mediterranea, alle spalle di Trapani.
Erice città medioevale . Distesa su un alto, isolato monte calcareo, Erice disegna con il suo edificato medioevale un triangolo regolare, denso di significati simbolici.
Le architetture medioevali sono disposte secondo modi che ricordano vagamente la civiltà islamica. Le strade pavimentate a riquadri, sembrano lunghe tovaglie pulite; i curatissimi cortiletti fioriti, raggiungibili attraverso archivolti, avvolgono il visitatore in un'atmosfera d'altri tempi.
Storia . Di origine assai antica, Erice è abitata dagli Elimi, che la rendono celebre erigendovi un tempio dedicato alla dea della fecondità (denominata di volta in volta Astarte, Afrodite e Venere), quindi appartiene ai Cartaginesi e ai Romani che sempre vi mantengono vivo il culto per quella divinità femminile. Dopo la decadenza di quell' antichissimo tempio, Erice ricompare come un grosso centro normanno con il nome di Monte San Giuliano. Ed è proprio ai Normanni che si deve la rinascita urbana, con il potenziamento della poderosa cinta di mura e la costruzione di un forte-castello. Fino al secolo XV, Monte San Giuliano rimane un baluardo di alto valore strategico; in seguito l'affermarsi di Trapani segna il declino della città, che segue le vicende del più importante centro.

Arte e monumenti Della città del periodo greco sussistono resti monumentali, e precisamente le grandi mura del secolo V a.C. con torri, porte e cortine, ben conservate sul lato nord-orientale, ma con rifacimenti romani e soprattutto normanni. Ma il castello che domina la città con grandiose torri merlate, diviso in vari nuclei, è più tardo e risale ai secoli XII e XIII ed è tra i più interessanti castelli siciliani.
La chiesa madre dell' Assunta Iniziata nel 1314, si presenta in forme gotiche, rese ibride e teatrali all'interno da un rifacimento del 1865. Tra le altre numerosissime chiese, spesso caratterizzate da singolari cupolette di derivazione arabo-medioevale, vanno ricordate: S. Antonio, del secolo XIII; l'Annunziata, con interessanti resti d'età gotica; S. Cataldo, d'origine medioevale ma rifatta nel periodo barocco; S. Martino, con pregevoli decorazioni; S. Giuliano, a cupola e S. Pietro, con elegante interno ellittico.
Cenno particolare meritano la chiesa dell' Addolorata, di forme gotico- rinascimentali con un'interessante cappella dell'epoca, e quella di , S. Giovanni Battista, con portale medioevale, strutture barocche e pregevoli opere rinascimentali.
Manifestazioni Festa patronale della Madonna di Custonaci (ultimo mercoledì di agosto); tradizionale la processione dei Misteri il Venerdì Santo. Estate Ericina con manifestazioni varie (luglio-agosto).
Prodotti enogastronomici Data la vicinanza col mare, sono da ricordare la bottarga, uova di tonno salate ed essiccate al sole nel loro involucro, e il musseddu, filetto di delfino o di tonno salato ed essiccato. Vi si trova dell'ottima pasticceria e, soprattutto, una cassata ripiena di pasta reale. In zona vi è una certa produzione vinicola che però non offre vini DOC.

Cuscusu Erice  
Valori nutrizionali Protidi 36 Lipidi 28 Glucidi 69 Kcal 672
Come indica chiaramente il nome, il piatto è di origine araba e altro non è se non il cuscus tunisino che, varcato il Canale di Sicilia, si è attestato nella zona di Marsala e di Trapani. L'apposita pentola, detta coscoussier, qui è chiamata mafaradda.
Ingredienti per 6 persone:
*500 g di cuscus medio
*1,300 kg circa di pesce di varie qualità
*olio d'oliva
*2 cipolle
*1 spicchio d'aglio
*prezzemolo tritato
*alloro
*4 pomodori ben maturi
*1 bustina di zafferano
*mandorle tritate *sale *pepe
Pulite e lavate il pesce e tagliatelo a pezzetti. Fate soffriggere, in 7-8 cucchiai d'olio, le cipolle affettate, lo spicchio d'aglio tritato e un cucchiaio di prezzemolo. Unite una foglia d'alloro e i pomodori tagliati a pezzetti. Adagiate il pesce nel recipiente e ricopritelo a filo con dell'acqua. Salate, pepate, stemperate lo zafferano in un po' d'acqua calda. e aggiungetelo alla preparazione assieme alle mandorle tritate. Portate a cottura a fuoco moderato. Quando il pesce sarà cotto e il sugo convenientemente addensato, togliete dal fuoco. Bagnate con parte della salsa di cottura la semola che, nel frattempo, avrete cotto al vapore. Disponete il pesce al centro di un grande piatto di portata e versatevi sopra la salsa rimasta. Contornatelo con la semola e servite.

Il tempo è denaro | La felicità si può comprare

Liz ha da poco avuto un bambino e si è ritrovata a trascorrere sveglia un gran numero di nottate. Dopo aver sperimentato tutte le possibili strategie scovate su Internet per mettere a nanna il piccolo, ha deciso di far intervenire l'artiglieria pesante: nella fattispecie, una signora, Claudia, diventata famosa perché sa come abituare al sonno qualsiasi neonato. 

Ma le consulenze di Claudia non sono a buon mercato: chiamarla per una notte costa all'incirca quanto quel fantastico impianto audio al quale Liz fa la posta da mesi. Ma insegnando al piccolo come addormentarsi, Claudia ha centrato un obiettivo impossibile per qualsiasi diffusore audio: ha trasformato le notti di Liz da veglie angosciose in ore e ore di appagante riposo. Molti dei nostri acquisti, compresi quelli piacevoli come un impianto di audiodiffusione, non ci cambiano la vita più di tanto in una giornata qualsiasi.

Il tempo è denaro
E' facile, però, sovrastimare i potenziali benefici  di un allettante nuovo gadget, amplificati dalle strategie di shopping comparativo, che presentano un impianto da dieci casse acustiche come incomparabilmente migliore rispetto a uno da sei casse e sicuramente meritevole di quei 200 euro si spesa supplementare. I ricercatori dell'Università di Chicago hanno scoperto che, quando proviamo a visualizzare il modo in cui queste differenze ci potrebbero migliorare la vita, tendiamo a ingigantire la sensazione di benessere procurata da quei quattro altoparlanti in più. Quando valutiamo un possibile acquisto, dunque, è consigliabile sottoporlo al "test del martedi": ovvero, pensare a come quell'oggetto cambierà il modo in cui trascorreremo una delle prossime, normali giornate infrasettimanali.

Lo studio ha dimostrato che questo semplice esercizio mentale elimina il rischio di sovrastimare l'impatto di quell'articolo sulla nostra felicità. Valutare come un oggetto cambierà il nostro quotidiano, infatti, trasforma una decisione relativa al denaro in una decisione relativa al tempo. Questo spostamento di accento nasconde un vantaggio: quando ci concentriamo sul tempo, invece che sulla spesa, tendiamo a dedicarci ad attività più piacevoli. In uno studio svolto in una caffetteria di Philadelphia, i ricercatori incoraggiavano i partecipanti a preoccuparsi di questioni relative al tempo, oppure al denaro.

Le persone invitate a pensare al denaro erano molto più portate a lavorare mentre si trovavano al caffè, mentre quelle indotte a pensare al tempo si dedicavano per la maggior parte alla socializzazione, una delle attività più soddisfacenti per gran parte di noi.(science)


Il CV delle esperienze | Il prezzo della felicità

Il CV delle esperienze
Alcuni perseguono attività estreme, memorabili, o addirittura spiacevoli, solo per rimpolpare ciò che i ricercatori chiamano "il CV delle esperienze". 

In Kenya, Nicole e Dean soggiornavano presso un hotel particolarissimo chiamato "The Ark", dove è consuetudine far alzare gli ospiti in piena notte. Un brusco risveglio non è certo auspicabile in vacanza, ma Nicole e Dean ne sono stati entusiasti volevano vedere i Big Pive, i cinque animali più ambiti (elefante, rinoceronte, bufalo africano, leopardo e leone) ed erano dunque prontissimi a rinunciare al sonno per aggiungere un nuovo esemplare alla loro "collezione".

Un cartello sulla parete dell'hotel informava che un avvisatore acustico avrebbe suonato una volta per un elefante, due per un rinoceronte, tre per un leopardo, e quattro per un "avvistarne insolito". Alle 3 del mattino, sentendo quattro richiami, Nicole e Dean si sono precipitati fuori per vedere quell'animale fuori dal comune. Che cos'era? "Era", ride Nicole, "un istrice!". Ecco un'altra caratteristica delle esperienze, che le superiori ai prodotti: spesso riusciamo a vederne il lato positivo, o perlomeno sorriderne, anche quando tradiscono nostre aspettative. Ripensando al viaggio fatto, Nicole dice di non avere rimpianti.

Una recente ricerca condotta presso la Cornell University mostra che le persone tendono a rimpiangere l'acquisto di esperienze molto più raramente rispetto all'acquisto di oggetti. I ricercatori hanno chiesto agli studenti di ripensare ad alcune spese decise in passato e di parlare del loro più grosso pentimento. In tema di beni materiali, la maggior parte dei partecipanti ha descritto qualcosa che avrebbe preferito non acquistare, ma in tema di acquisto di esperienze, oltre l'80 per cento degli studenti ha invece raccontato un'esperienza mancata e che invece avrebbero voluto concedersi. Le esperienze sembrano talmente uniche e irripetibili da suscitare maggiori rimpianti quando non le viviamo. Nicole è felice di aver partecipato a un safari, anche se l'appartamento, a distanza di anni, è ancora da ristrutturare. Lei, però, commenta così: "Per nulla al mondo rinuncerei ai ricordi di quel viaggio. Né per un bagno, né per un'intera casa nuova".

Oltre a consentirci di partire per emozionanti avventure, il denaro ci aiuta a trasformare la nostra quotidianità, affidando ad altri l'esecuzione di compiti particolarmente odiati. Un nostro collega, Mike, riferisce di provare "terrore esistenziale" ogni volta che lava i piatti. Se non tutti provano un sentimento così forte di fronte al lavello pieno di schiuma, uno studio di caratterizzazione di una giornata tipo effettuato dallo psicologo Daniel Kahneman ha dimostrato che, prevedibilmente, i lavori di casa figurano tra le attività meno piacevoli. Le ultime ricerche condotte dallo stesso Kahneman suggeriscono anche che il nostro umore dipende, più che dalle circostanze generali della nostra esistenza, da come e con chi trascorriamo il tempo che abbiamo a disposizione. Invece di acquistare auto sempre più lussuose e case sempre più grandi, dunque, dovremmo spendere il nostro denaro per tenere lontano tutto ciò che interferisce con la nostra felicità quotidiana.(science)


Il genio incompreso del padre della narrativa gotica

Nella pittura del periodo impressionista, ma anche in altri periodi particolarmente attivi dell'arte, è accaduto spesso che pittori straordinari venissero completamente ignorati e bistrattati, tanto da regalare i propri quadri per un tozzo di pane. Quei quadri così bistrattati e ignorati possiedono oggi un valore monetario da capogiro. Per l'editoria è avvenuto, e avviene ahimè ancora, la medesima cosa. Autori ignorati, incompresi ed emarginati, che sono poi diventati invece delle pietre miliari della letteratura. Autori bistrattati da case editrici senza lungimiranza, divenuti famosissimi, i cui libri, nonostante gli anni trascorsi dalla morte del loro autore, continuano a vendere moltissimo.

L'autore di oggi è proprio uno di questi autori emarginati, che il mondo non riconobbe e non accettò se non quando ormai era troppo tardi. Allora l'editoria non comprese il suo genio, mentre oggi è considerato uno dei padri della narrativa gotica americana, uno degli autori più affascinanti di tutti i tempi. Il suo nome è Howard Phillips Lovecraft, e il libro di oggi è Le Montagne della Follia.

Ambientato in Antartide, Le Montagne della Follia racconta le vicende relative ad una spedizione scientifica che, durante le sue ricerche, scopre dei reperti antichissimi, vestigia di una civiltà, scomparsa millenni prima, e giunta sulla Terra dalle profondità del Cosmo. Quella civiltà però si sta risvegliando catapultando gli scienziati della spedizione in un incubo che li porterà sull'orlo della pazzia.
Le Montagne della
Follia

“Mi sento obbligato a parlare perché gli scienziati si sono rifiutati di seguire i miei avvertimenti senza sapere perché. Ed è contro la mia volontà che spiegherò le mie ragioni per essermi opposto alla proposta invasione dell'Antartico, all'avventata caccia ai fossili, ed alla perforazione ed allo scioglimento dell'antica calotta di ghiaccio. E sono ancora più riluttante poiché questi miei avvertimenti potranno anche risultare del tutto vani.”

L'intento di Lovecraf per la stesura di questo romanzo era di raccogliere, in una sola opera, tutte le diverse sfaccettature che caratterizzavano i suoi racconti: il “cosmo” dell'orrore, un pantheon fantastico, la storia da lui inventata sui Miti di Cthulhu, nonché l'elaborazione dello stile stilistico di Poe altro grande della narrativa gotica.

Lovecraft ci lavorò per diverso tempo a questo romanzo per lui così importante, quando però arrivò alla versione definitiva, nel 1931, e lo propose, tra i tanti anche alla rivista Weird Tales, la sua delusione fu grande. Le Montagne della Follia venne giudicato inadatto e Lovecraft finì per dubitare di se stesso e della sua capacità di scrittore, tanto che negli ultimi anni della sua vita, scrisse sempre meno opere. Le Montagne della Follia alla fine venne pubblicato, nel 1936, in versione ridotta dalla rivista Astounding Stories a quel tempo la più nota rivista americana di fantascienza. Una pubblicazione arrivata tardi perché ormai il danno era fatto.
Howard Phillips Lovecraft
Howard Phillips
Lovecraft

Le Montagne della Follia è romanzo non molto grande scritto interamente in prima persona, un modo per abbattere completamente la barriera tra scrittore e lettore e trascinarlo nei recessi del proprio inconscio dove il desiderio della conoscenza si scontra con la paura dell'ignoto. Perché come disse Lovecraft: “L’emozione più vecchia e più forte del genere umano è la paura, e la paura più vecchia e più forte è la paura dell’ignoto.”

Questo romanzo racchiude in se una metafora, il resoconto di un viaggio verso l'inconscio dove Lovecraft è il traghettatore e il battello su cui ci conduce è la paura. Paura che non è il fine che si ripromette, ma il mezzo per sviscerare la natura dell'essere umano.

Le Montagne della Follia è caratterizzato da descrizioni minuziose e ricche di particolari, fatto di atmosfere gelide ed irreali, pervaso da un orrore strisciante, che si insinua nelle pieghe dell'animo, portando il lettore affrontare la dura realtà: per quanto l'umanità possa rincorrere la conoscenza alla fine si scontrerà sempre con una realtà costituita da un universo freddo, impietoso, impersonale e caotico. Un baratro fatto di orrore e paura.

Se tutti coloro che hanno rifiutato Le Montagne della Follia di Lovecraft avessero saputo quanto famoso sarebbe diventato l'autore nel tempo, probabilmente si sarebbero mangiati le mani fino al gomito per il grave errore di giudizio che fecero; magari avremmo avute anche altre opere del grande Lovecraft, ma non avvenne niente tutto questo e ci ritroviamo così ad assaporare questo romanzo come un lascito di uno scrittore incompreso, che come tutti i grandi soffrì per la sua arte e per il suo genio.


(Le immagini presenti in questo post sono state prese da internet. Le informazioni riguardanti l'autore sono state prese dalla Wikipedia, mentre le citazioni dal libro di cui il post parla)
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