Il-Trafiletto

28/07/14

Svelato il mistero di Tunguska | Notizie in breve

Tre rocce ritrovate nel letto di un fiume potrebbero finalmente risolvere il mistero del cataclisma avvenuto in Siberia oltre 100 anni fa. 

Nel mese di giugno del 1908, un'enorme esplosione in prossimità del fiume Tunguska Podkamennaya abbatté in un colpo solo 80 milioni di alberi su una superficie di 2150 chilometri quadrati. La teoria più accreditata è che lo scoppio sia stato causato dal disintegrarsi di una cometa o di un meteorite nell'atmosfera terrestre, benché mancassero finora prove dirette. Oggi, però. Andrei Zlobin, geologo dell'Accademia delle Scienze russa, dice di aver ritrovato nel fiume Khushmo tre rocce che presentano chiare tracce di fusione, oltre a segni superficiali provocati dall'attrito durante l'attraversamento dell'atmosfera.
Ora è necessario analizzare chimicamente le pietre per confermare l'ipotesi di Zlobin.(science)

Brevemente notiziando | Depressione e feromoni nel sudore

Nella mente dei depressi, i pattern 
di attività genetica sono diversi
La depressione altera l'orologio biologico.

Ricercatori statunitensi hanno osservato che i livelli di attività di gruppi di geni a livello cerebrale variano nel corso della giornata secondo modelli precisi. Nei soggetti depressi, però, il pattern di attività genetica è alterato. Questa scoperta potrebbe condurre a nuove cure per la depressione.
Androstadienone il feromone
dentro il sudore maschile

I feromoni aiutano a fare amicizia. 

Un feromone contenuto nel sudore maschile rende gli altri uomini più collaborativi. Lo conferma una ricerca effettuata presso l'Università di Turku, in Finlandia, nella quale è stato chiesto ad alcuni volontari di spartirsi 10.00 €. I più generosi sono stati quelli che avevano "sniffato" androstadienone in abbondanza.(science)


Formula 1 2014 | Classifiche costruttori e piloti

Dopo il Gran Premio di Ungheria di Formula 1 2014, queste le classifiche Piloti e Costruttori:
Classifica Costruttori Formula 1 2014
Classifica Piloti Formula 1 2014


27/07/14

Attenzione a quel che mangiate o indossate, il Nichel è in agguato con le sue reazioni allergiche.

Il nichel è un metallo di transizione di color bianco argenteo presente in concentrazioni minime nell’organismo umano mentre in natura è molto diffuso ed è presente in moltissimi oggetti usati comunemente. L'allergia a questo tipo di sostanza è abbastanza frequente, si calcola che ne soffra circa il 10% della popolazione, in massima parte di sesso femminile. Gli individui con problemi di allergia al nichelsi ritrovano ad avere, nei punti di contatto con oggetti contenenti questa sostanza, un arrossamento della pelle, con un leggero gonfiore e con bollicine che rompendosi possono dar luogo alla formazione di croste. Le zone interessate da questo tipo di allergia sono prevalentemente i lobi degli orecchi, probabilmente a causa degli orecchini, ed altre parti ben specifiche del corpo, come il centro schiena, causa il gancio del reggiseno, il collo per le collane indossate. La reazione allergica è dovuta ad una reazione di tipo immunitario; infatti il nichel viene riconosciuto come “corpo estraneo” e l’organismo attiva le sue difese, rilasciando istamina; questa sostanza provoca il caratteristico prurito allergico e determina un aumento della permeabilità dei piccoli vasi sanguigni che sono presenti nell’area interessata favorendo così l’accumulo di liquidi che danno origine alle bollicine. Il nichel è presente in numerosissimi oggetti di uso quotidiano, tra i quali fibbie, forcine da capelli, ganci del reggiseno, spille da balia, stanghette degli occhiali per quanto riguarda l'abbigliamento; anelli, bracciali e braccialetti, orecchini e tutti gli oggetti in oro bianco e argento per quanto riguarda la bigiotteria e gioielleria; inoltre oggetti più quotidiani come chiavi, cellulari, penne e quant'altro. In campo alimentare si dovrebbe innanzitutto fare attenzione ai cibi confezionati in scatolette di alluminio e lattine, nonchè ad alimenti come il cioccolato, pomodori e ortaggi, spinaci, frutta secca, cereali e frutti di mare, in particolare ostriche, salmone, cozze, gamberi. Non esiste una terapia che curi l'allergia al nichel, se non quella di evitare più che si può il contatto o l'assunzione di sostanze contenenti questa sostanza.(immagine presa dal web)

Il più grande impedimento alla vita è l'attesa, che dipende dal domani, perde l'oggi | Seneca

........la morte frattanto starà addosso, per la quale, lo voglia, non lo voglia tu, bisogna aver tempo. [qui]

9,1. Può esserci alcunché più stolto del concetto espresso da coloro, dico, che fanno sfoggio di esperienza di vita? più laboriosamente sono affaccendati: per essere in condizione di vivere meglio, a spese della vita forniscono del necessario la vita! i loro pensieri li dispongono per tempi lontani, ma la più grande perdita di vita è proprio il rinvio: esso sfila via ogni giorno più a portata di mano, esso strappa via il presente, mentre promette cose più lontane nel tempo. il più grande impedimento alla vita è l'attesa, che dipende dal domani, perde l'oggi. Ciò che sta in mano della fortuna tu l'organizzi, ciò che sta in mano tua lo lasci andare. Dove guardi? dove ti dispieghi? tutto ciò che verrà, giace nell'incertezza: immediatamente vivi la tua vita.
2. A gran voce, ecco, il grandissimo vate dice, e come ispirato da bocca divina canta un carme salutare: «I giorni migliori della vita, per i miseri mortali, sono i primi che se ne fuggono via». «Perché indugi» egli dice «perché ti attardi? se, prevenendo, non lo prendi, fugge via.» E quand'anche, prevenendo, tu l'abbia preso, tuttavia se ne fuggirà: pertanto, contro la celerità del tempo bisogna gareggiare con la velocità nel farne uso, e come da un torrente rapido, ma destinato a non scorrere sempre, bisogna attingere prontamente.
3. Anche questo con grandissima efficacia, per rimproverare un pensiero che non si pone limiti, dato che non ogni età migliore egli dice, ma «ogni giorno». Perché senza preoccupazioni e, pur in una così grande fuga delle stagioni, indifferente, tu mesi ed anni per te prolunghi in lunga serie, comunque è sembrato opportuno alla tua avidità? del giorno egli parla con te, e proprio di questo che fugge via.
4. È forse dubbio, dunque, che i giorni più a portata di mano, che sono i migliori, sfuggano ai mortali infelici, cioè affaccendati? ai loro animi ancora di bimbi cade addosso la vecchiaia, alla quale giungono impreparati e senza armi: nulla è stato infatti previsto; all'improvviso si sono imbattuti in essa senza aspettarsela; che essa si avvicinava ogni giorno, non se ne accorgevano.
5. Come o una conversazione o una lettura o qualche pensiero più impegnativo inganna chi fa un viaggio, e di essere giunti a destinazione lo sanno prima che di esserviciavvicinati, così questo viaggio della vita senza soste e frettolosissimo, che o da svegli o nel sonno con il medesimo passo compiamo, agli affaccendati non appare se non alla fine.

10, l. Quello che mi sono proposto di trattare, se volessi dividerlo in parti ed in prove, molti dati mi si presenterebbero, per mezzo dei quali potrei dimostrare come brevissima sia la vita delle persone affaccendate. Soleva dire Fabiano, non uno dei filosofi cattedratici dei tempi nostri, ma di quelli veri ed antichi: «Contro le passioni bisogna combattere con impeto, non con sottigliezze dialetti che e non con colpi di spillo, ma con un attacco frontale bisogna far voltare le spalle alla schiera; (non approva i sofismi) infatti deve essere rintuzzata, non punzecchiata». Tuttavia, affinché il loro errore sia a quelli rinfacciato, debbono essere ammaestrati, non solamente considerati perduti per il bene.
2. In tre stagioni si divide la vita: ciò che è stato, ciò che è, ciò che sarà; di queste, il tempo che viviamo è breve, quello che vivremo è dubbio, quello che vivemmo è sicuro. Su questo infatti la fortuna ha perduto il suo diritto, questo non può essere ridotto all'arbitrio di nessuno. Questo tempo, gli affaccendati lo perdono; non hanno infatti spazio per guardare indietro al passato, e quand'anche lo avessero, spiacevole è il ricordo di una cosa, di cui si ha motivo di lamentarsi.
3. Contro voglia, quindi, richiamano l'animo ai tempi male trascorsi, né hanno il coraggio di rimettere mano su fatti, i cui difetti (anche quelli che venivano nascosti alla vista da qualche momentaneo belletto di immediato piacere) si fanno evidenti maneggiandoli di nuovo. Nessuno, se non colui che ogni cosa ha compiuto esercitandone egli stesso la censura, cui nulla sfugge, si volge indietro volentieri al passato.
4. Chi per ambizione ha molto desiderato, per superbia ha disprezzato, senza sapersi porre un freno ha vinto, con insidie ha ingannato, con avidità ha rapinato, con prodigalità ha speso, deve necessariamente temere la propria memoria. Eppure, questa è la parte del nostro tempo consacrata con atto ufficiale, andata al di là di tutte le vicende umane, sottratta al regno della fortuna tale che non la povertà, non la paura, non l'attacco delle malattie può metterla in agitazione; non è possibile sia né turbata né strappata via, perpetuo e tranquillizzante è il suo possesso. Solo singoli giorni, ed anche questi ora per ora, costituiscono il presente; invece, tutti i giorni del tempo trascorso, quando voi lo comanderete, saranno presenti, permetteranno di essere osservati e tenuti saldamente, secondo l'arbitrio tuo: ma per far questo, gli affaccendati non hanno tempo.
5. È proprio di una mente non preoccupata e tranquilla correre qua e là per tutte le parti della propria vita; invece, gli animi degli affaccendati, come posti sotto un giogo, non sono in grado di piegarsi e di volgersi indietro. Se ne va dunque la loro vita nel profondo, e come a nulla giova, per quanto se ne getti dentro, se sotto non c'è un fondo che accolga e conservi, così nulla importa quanto tempo sia concesso, se non c'è dove si depositi: passa attraverso animi incrinati e forati.
6. Il tempo presente è brevissimo, a tal punto che a certuni appare inesistente: è sempre in corsa, fluisce e si precipita; cessa di essere prima di giungere, non sopporta indugio più di quanto lo sopportino l'universo e le costellazioni, il cui movimento sempre irrequieto mai resta nello stesso luogo. Solo il tempo presente compete dunque agli affaccendati, tanto breve, che non può essere afferrato, ed anche questo viene sottratto loro tormentosamente divisi in molti affanni.
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