Il-Trafiletto

03/07/14

CROSTATA DI MIRTILLI

È UNA TORTA DELIZIOSA, OTTIMA DA SOLA O ACCOMPAGNATA A PIACERE CON UNA PALLINA DI GELATO ALLA VANIGLIA OPPURE CON UN CIUFFO DI PANNA MONTATA ZUCCHERATA. kcal per porzione 327-245

Ingredienti per 6-8 porzioni  • 450 G DI MIRTILLI • 80 G DI ZUCCHERO • 3 BISCOTTI SECCHI • 2 CUCCHIAI DI ZUCCHERO AL VELO 
Per la pasta • 150 G DI FARINA BIANCA • 50 G DI ZUCCHERO • MEZZO LIMONE NON TRATTATO • 80 G DI BURRO  • 2 TUORLI • SALE 

PREPARATE LA PASTA: disponete la farina a fontana sulla spianatoia con una presa di sale, lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. Mettete al centro il burro a pezzetti e incorporatelo alla farina con una spatola, per non scaldarlo. Aggiungete i tuorli, impastate con le mani e formate un panetto.

SCIACQUATE velocemente i mirtilli, sgocciolateli, metteteIi in una terrina e spolverizzateli con lo zucchero. Stendete la pasta in un disco dello spessore di 3-4 mm, foderate lo tortiera rivestita di carta da forno e bucherellate con una forchetta la superficie della pasta.

CROSTATA DI MIRTILLI
SBRICIOLATE finemente i biscotti, distribuiteli in modo uniforme sulla pasta e copriteli con i mirtilli zuccherati.

PASSATE la crostata nella parte bassa del forno caldo a 200°C per 10 minuti e in quella centrale per 15 minuti. Toglietela dal forno, lasciatela raffreddare, spolverizzatela di zucchero al velo e infine servite in tavola.

VARIANTl APPETITOSE 
1 • A piacere potrete sostituire i mirtilli con frutti di bosco misti.
2 • Buona la versione con il ribes rosso, in questo caso aumentate a 100g lo zucchero da mescolare ai frutti, perché questi tendono a essere piuttosto aspri.

PERCHE' FA BENE 
SUCCO DI MORE E MIRTlLLI Per 1 porzione: frullote 100 g di mirtilli con 50 g di more, mezza mela pelata e tagliata a pezzetti, 1 cucchiaio di zucchero e 1-2 cucchiai di succo di limone; tenete da parte qualche frutto intero per decorare. Questa bevanda è un concentrato di vitamine C e A e contiene i pigmenti detti antocianine, che conferiscono il tipico colore ai due frutti viola.

Sedano, quanto è buono crudo

ANTIOSSIDANTE 
Un serbatoio di minerali
Negli ambienti vegetariani risulta particolarmente in auge da avergli dedicato dei ristoranti. Stiamo parlando di un vegetale particolarmente prezioso. La principale ricchezza del sedano (si segnala la varietà denominata sedano rapa o sedano di Verona) è sicuramente costituita dal suo patrimonio di minerali. Sodio, potassio, ferro, calcio, fosforo, magnesio, zinco, rame e selenio fanno di questo ortaggio un eccellente stimolante del metabolismo e in particolare del fegato, dei reni e delle vie respiratorie. Per questo il sedano è un eccellente depurativo dell'organismo.

Il consumo sistematico di sedano crudo, aggiunto alle insalate miste, è quindi indispensabile per aumentare l'appetito, migliorare le digestioni difficili, prevenire la carenza di minerali, affrontare i dolori di origine muscolare e articolare. Nel sedano è inoltre contenuta una buona quantità di vitamina E, un ottimo antiossidante, che previene i danni e le degenerazioni cellulari (anche di tipo tumorale).

Questa vitamina, inoltre, evita i danni provocati dall'aterosclerosi (embolie e trombosi), migliora la cicatrizzazione delle ferite ed è indispensabile per la fertilità e per tutte le funzioni attinenti alla sfera sessuale. Forse è proprio per questo che un proverbio francese suggerisce ai mariti di non mancare di coltivare il sedano nel loro orto.  

La ricchezza in minerali rende prezioso il sedano (ma anche il succo, ottenibile facilmente con una centrifuga e gradevole se aggiunto a succo di pomodoro e carota) per tutti coloro che svolgono una attività fisica intensa in un luogo molto caldo, come può accadere d'estate o in ambienti lavorativi particolari.

La sudorazione (necessaria per mantenere stabile la temperatura corporea) elimina molti minerali che possono essere reintegrati vantaggiosamente dal sedano. Infine, ancora un paio di suggerimenti. Spesso nelle ricette è proposto il consumo dei gambi di sedano.

Non dimenticate però le foglie, la parte più ricca di nutrienti. t meglio consumare il sedano crudo, ma se preferite cuocerlo, mettete lo in una minestra o stufatelo: in questo modo la perdita di minerali sarà praticamente nulla.

La morale e i mercati

Cosa ci accade quando diventiamo attori di uno scambio commerciale? Quali sono i meccanismi alla base di questo deterioramento dei valori morali?

I SOLDI CORRODONO LA MORALE. 
Per secoli questa è stata ritenuta una verità assoluta, ma finora nessuno studio aveva fornito un'evidenza empirica a questa affermazione. Adesso un esperimento condotto da due economisti tedeschi e descritto in un articolo su Science, ha dimostrato per la prima volta che, in un contesto di mercato, gli individui tendono a mettere in secondo piano i propri valori morali in favore del guadagno. Per capire quanto siamo disposti ad abbandonare la nostra etica e mettere a tacere la nostra coscienza nel corso di semplici scambi commerciali, i due studiosi hanno condotto un test in cui alcuni individui dovevano decidere se salvare un topolino oppure lasciarlo morire ricevendo in cambio del denaro.

A tutti i soggetti veniva inizialmente mostrata la fotografia di un topo e un video che mostrava come l'animale sarebbe stato ucciso nel caso in cui l'individuo lo avesse deciso. Come merce di scambio è stata appositamente scelta la vita dei topi (che, senza questo esperimento, sarebbero stati tutti uccisi perché non più utili per la ricerca scientifica) allo scopo di stabilire quanto gli individui siano disposti a danneggiare altri esseri viventi, esterni al processo di scambio, per ottenere un vantaggio personale. "Il concetto di morale varia da cultura a cultura. Noi abbiamo deciso di usare il cosiddetto paradigma del topo perché c'è un consenso universale sul fatto che danneggiare gli altri in maniera intenzionale e ingiustificata è un'attività immorale. È una decisione drastica e irreversibile", afferma Armin Falk, professore di Economia all'Università di Bonn e autore dello studio. I due economisti hanno confrontato le decisioni individuali dei soggetti con quelle prese in mercati bilaterali e multilaterali, cioè in cui vi sono rispettivamente due o più individui che interagiscono come compratori e venditori.

Nel caso di studio individuale, ai soggetti venivano offerte due opzioni: non ricevere denaro e salvare un topolino oppure ricevere 10 euro ma optare per la morte del povero animale. "Questo ci è servito per fissare un punto di riferimento per la prevalenza dei valori morali nella popolazione di riferimento, composta da studenti dell'Università di Bonn. Questo trattamento ci dà informazioni sulla frazione di soggetti che sono disposti a uccidere un topo per 10 euro e prepara la scena per la nostra analisi di cosa accade negli scambi commerciali", dice Falk. Successivamente i due autori hanno studiato le interazioni in un contesto di mercato. In questo ambito i soggetti, divisi in gruppi di venditori e compratori, potevano contrattare un affare stabilendo continuamente prezzi di vendita, ma potevano anche astenersi dal commerciare. Tutti però erano consapevoli del fatto che, se entrambe le parti si fossero accordate e avessero effettuato lo scambio, come conseguenza un topo sarebbe stato ucciso.
La morale e i mercati

"La nostra scoperta fondamentale è che la percentuale di soggetti che sono favorevoli a uccidere un topo per una determinata somma di denaro è in senso statistico significativamente più alta in un contesto di mercato che nella condizione individuale. Nel nostro studio abbiamo mostrato un effetto causale delle istituzioni di mercato. Esse portano all'erosione dei valori morali nel senso che più topi vengono uccisi in confronto alla condizione individuale", afferma Falk. Mentre, infatti, nella condizione individuale solo metà dei soggetti ha accettato di sacrificare la bestiolina in cambio di 10 euro, la percentuale sale al 76 per cento in un contesto di mercato e il prezzo per cui si è disposti a prendere decisioni immorali si abbassa drasticamente al crescere dei componenti nel processo di scambio. La domanda sorge spontanea: cosa ci accade quando diventiamo attori di uno scambio commerciale?

Quali sono i meccanismi che stanno alla base di questo deterioramento dei valori morali? Gli autori hanno un'idea chiara in merito. "La nostra ipotesi chiave è che vi sia all'opera un meccanismo di condivisione della colpa quando effettuiamo scambi commerciali. Nella condizione individuale sei solo tu che prendi una decisione, In un contesto di mercato, invece, ci sono almeno un compratore e un venditore e lo scambio avviene solo se i due si accordano per commerciare e uccidere il topolino", ipotizza Falk. "Di conseguenza, la responsabilità e. i sensi di colpa possono essere condivisi. Inoltre, in un mercato multilaterale, i soggetti pensano che se non uccidono il topo qualcun altro potrebbe farlo al posto loro. Questo rappresenta un'ulteriore giustificazione o un meccanismo per attenuare la responsabilità". Un importante risultato ottenuto dai due studiosi corrobora questa ipotesi: se nel commercio non sono coinvolti valori morali (in un'altra fase dell'esperimento per esempio viene invalidato un coupon se lo scambio va a buon fine) le differenze tra la condizione individuale e quella di mercato tendono ad appiattirsi perché non entra in gioco il meccanismo di condivisione della colpa.

Tuttavia, in questo sconfortante scenario, possiamo anche trovare uno spiraglio di speranza. Vi è, infatti, una percentuale di individui che si è rifiutata completamente di commerciare la vita di un essere vivente per denaro. "Quando abbiamo iniziato il progetto pensavamo che avremmo dovuto offrire più soldi ai soggetti per convincerli a uccidere il topo, quindi sono felice di vedere che, almeno per qualcuno, 10 o 20 euro non sono sufficienti a uccidere un animale", confessa Falk. Noi tutti ci indigniamo di fronte a fenomeni come il lavoro minorile, lo sfruttamento dei lavoratori, i disastri ambientali e le cattive condizioni degli anima negli allevamenti, ma poi quando agiamo come consumatori scegliamo prodotti a basso costo anche se violano apertamente tutti i nostri standard morali. "Il vero messaggio del nostro studio non è che i mercati sono tutti marci o che dobbiamo abbandonare l'economia di mercato in generale, ma che noi come società dobbiamo pensare seriamente a dove i mercati sono appropriati e dove non lo sono", conclude Falk. "Il mercato da solo non correggerà questi aspetti, ed è qui che li politica deve entrare in azione".(science)



Blitz Brigade

Blitz Brigade per Android e Apple
Sparatorie adrenaliniche e grafica da cartone animato. 

Blitz Brigade è un gioco pensato per le sfide on-line a più partecipanti, ma dispone anche di un centinaio di "missioni di addestramento" da giocare in solitario per sperimentare praticamente ogni situazione di gioco. Blitz Brigade è un vero First Person Shooter, uno sparatutto in prima persona.

I comandi touch, non proprio l'ideale per il genere, questa volta sembrano invece funzionare nel modo migliore e regalano una buona sensazione di controllo sul personaggio. La grafica in stile cartoon è decisamente azzeccata, e pur non mancando una certa dose di violenza, l'atmosfera rimane comunque piacevole e divertente. Ottimo, come ci si aspetta, il comparto multiplayer, con le classiche modalità Dominio e Deathmatch e la possibilità di scegliere il proprio ruolo: mitragliere, medico, cecchino e così via. Unico possibile problema è il "peso": il gioco occupa 1,3 GB di memoria. Li vale tutti, ma sono pur sempre un bel po'.(computeridea)






La teoria dei giochi

La teoria dei giochi
La teoria dei giochi è una branca della matematica nata nel 1944 con l'opera Theory ofgames and Economie Behavior di von Neumann e Morgenstern, che ha l'obiettivo di descrivere matematicamente il comportamento umano nei tipi di scambi che comportano una vincita o lo spartirsi di qualche risorsa. 

Sono considerati "giochi" le situazioni in cui i partecipanti prendono decisioni strategiche, quelle cioè in cui ogni giocatore tiene conto delle possibili scelte fatte dagli altri giocatori. Nel modello "a somma zero" di von Neumann, al guadagno di un partecipante corrisponde una corrispettiva perdita di un altro partecipante; in ogni scambio commerciale, in poche parole, vi sono quindi un vincitore e un perdente.

Il premio Nobel John Nash, reso celebre dal film A beautiful mind, ribalta invece questo modello dimostrando matematicamente che, nei giochi non cooperativi (in cui i partecipanti non possono accordarsi tra loro sulla scelta da prendere), esiste almeno una situazione di equilibrio che determina un vantaggio per tutti, o quantomeno limita lo svantaggio al minimo. In ogni interazione commerciale di questo tipo, quindi, esiste una scelta che non solo fa ottenere il massimo vantaggio al singolo individuo, ma anche alla collettività. Le uniche ipotesi che stanno alla base di questo ragionamento sono che i partecipanti conoscano bene le regole e che siano consapevoli di ogni singola mossa.(science)



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