Il-Trafiletto

03/10/14

Lo hascisch è usato perché aiuta nella meditazione | LE TRE VIE

..................Come comprendere questo genere di uomo?[Qui]

Lo descrive al suo termine la Hathasogapradipikà:
 « È libero da ogni stato e da ogni pensiero, simile a un defunto, ma padrone della morte, del destino, dei nemici. I suoi sensi sono estinti, non conosce né se stesso né altri. È libero già in vita, essendo la sua mente né sveglia né assopita, libera dal ricordo e dall'oblio. on vive e tuttavia non è morto. E immune da calore e freddezza, dolore e gioia, onore e ingiuria. Sembra dormire eppure è desto. Sono cessate in lui inalazione ed esalazione. Non lo offendono le armi, nessun potere umano lo sopravanza. Sta al di là delle maledizioni e degli incantesimi. Ma finché il suo pràna non entri nel meato centrale della spina dorsale per attingere la corona del cranio, finché l'assoluto non gli si manifesti nell'estasi, ed egli non gli si sia unificato, chi parla di dissolvimento nell'essere è soltanto un chiacchierone e un prevaricatore ». 
L'Àyurveda tende a questa suprema condizione, fine proprio e ultimo che lo informa e pervade in ogni suo aspetto. Nei laboratori àyurvedici indugia l'attenzione sugli operai dai movimenti lievissimi, essi osservano con sguardi accesi le iridescenze delle materie che occhieggiano dalle coppe via via infrante. Sono uomini intrisi di Siva: di hascisch o carasa o bhang o ganja; ne proviene loro grazia e intelligenza. Sono pervasi da un oceano senza opposizioni, ritornano alle origini, oltre a dispiegare un'impeccabile efficienza nella trattazione di oro, argento, stagno, rame, ferro, mercurio e piombo, nonché di mica, arsenico, zolfo fusi con succhi vegetali. Lo hascisch è usato perché aiuta nella meditazione e nel compimento dei riti sivaiti, oltre che di quelli in onore di Hanumat. È distribuito all'intera famiglia alla festa di holì, impiegato sempre per alleviare la fatica e la malattia. La conoscenza dei suoi pericoli è antica ed esauriente, ma ci si rimedia trattando la pianta con latte purificato e spalmando di pasta medicata, aspergendo di canfora e acqua fredda chi ne sia rimasto offeso.

Il suolo dove lo hascisch si coltiva va curato con attenzione rituale. È del pari sfruttata anche un'altra pianta, la terminalia chebula, priva di ogni effetto tossico, equilibrante e rafforzante senza controindicazioni. Si pratica inoltre una terapia speciale, con piante sottoposte a trattamenti particolari, da eseguire in una casa senza spifferi o correnti, osservando la castità, alimentandosi soltanto di riso e latte. Scrive Bhagwan Dush dopo la sua esposizione dell'Ayurveda: la pratica meditativa di staccarsi dalle proprie azioni e dall'idea di responsabilità è efficace dopo quattro fasi. Nella prima la mente è ancora avvinta ai sensi e alla volontà di potenza, nella seconda dominano la trivialità e l'ozio, nella terza l'energia e la tendenza alla virtù, sicché ormai senza indugi si osservono gli oggetti sensibili, e infine fase ultima, si trattiene giusto l'energia necessaria, si è puri e in grado di indagare con attenzione un oggetto; a questo punto sopravvengono i testi dell.o yoga e del Tantra a promuovere infine la liberazione.

Prove di Suv e fuoristrada il 4 ottobre a Vairano | Il ritorno di 4xQuattroruote


Il 4 ottobre giornata speciale: non prendete impegni perchè a furor di popolo torna il 4xQuattroruote che a seguito l'enorme successo riscosso in passato, ripropone l'evento esclusivo degli amanti di Suv e fuoristrada, sulla pista di Vairano. 


Partecipare all'evento lo si potrà fare in maniera del tutto gratuita, l'ingresso, previa registrazione, dalle 8.30 alle 18.00, sarà libero.

Test drive e minicorsi. 
Avrete modo di vivere una giornata particolare ed unica, partecipando a test drive sia sul tragitto di Handling, sia sui percorsi selvaggi del tracciato di fuoristrada al fianco dei driver di Quattroruote. Oltretutto, avrete modo di partecipare a minicorsi - anche questi gratuiti - di guida fuoristrada tenuti dai nostri istruttori di Guida Sicura dell’ASC, Automotive Safety Centre.

Iscriversi e facile. 
Avrete a disposizione vari modelli: Mercedes GLA e GLK 220 CDI 4Matic, ML 350, Toyota RAV4 2.0 e 2.2 4WD e Land Cruiser e Ford Kuga 2.0 TDCi. Per prendere parte all'evento sarà sufficiente è sufficiente iscriversi sul sito dedicato. Al momento, le due edizioni precedenti questa, sono state abbracciate con enorme entusiasmo dal pubblico. Solo per dare qualche numero: nel 2013 sono stati più di 1.000 i partecipanti all’evento durante il quale sono stati effettuati circa 1.200 test drive.

Il Monte Rosa custodisce un giacimento d'oro di 20 km quadrati

Il Monte Rosa si sa, è famoso per il colore che assume quando il sole bacia la sua vetta. E' nelle Alpi Pennine, ed è un nostro orgoglio. Forse dopo questa notizia molti saranno ancora più orgogliosi perchè nelle sue viscere c'è un giacimento d'oro superiore addirittura a quelli presenti in Sudafrica. Lo afferma la geologa  Rita Mabel Schiavo che dice: "Si tratta di un giacimento di 20 Km quadrati che, a causa di problemi ambientali, di sicurezza e di costi, non è attualmente sfruttato". Poi prosegue: "Ben 60 km o forse più di gallerie testimoniano l'antico lavoro che si svolgeva soprattutto nella Valle Anzasca, a Macugnaga, in provincia di Verbania, dove l'ultima miniera fu chiusa nel 1961, a seguito di un incidente in cui persero la vita quattro persone".

Monte Rosa
immagine presa dal web

"Durante le fasi glaciali del Quaternario" , spiega la geologa, "i ghiacciai delle Alpi occidentali si sono man mano espansi e ritirati edificando cerchie moreniche formate dai detriti. Successivamente la rete fluviale ha aperto dei varchi in questi depositi che ancor oggi i fiumi erodono e trascinano a valle durante le piene. L'oro contenuto in tali depositi si presenta sotto forma di lamelle e di granuli: la forma a granulo è indice del basso tasso di trasporto che esso ha subito ad opera dei corsi d'acqua; in genere, infatti, i granuli subiscono in acqua corrente continue percussioni tra i ciottoli e per la loro elevata malleabilità si assottigliano assumendo una forma lamellare. Si sono così formati i giacimenti secondari".

Ma come si sa, tra i fiumi di origine alpina e cioè  Po, Dora Baltea, Adda, Serio, Oglio,anche  il Ticino è un bacino in cui è possibile trovare l'oro. Esiste una vera e propria documentazione di concessione per cercare oro nei greti del fiume risalente addirittura al Barbarossa, anche se già Plinio parla di diverse testimonianze in proposito. Le concessioni passarono di mano in mano tra feudatari ed ecclesiastici, fino a quando tutti i greti dei fiumi italiani passarono sotto il Demanio, che iniziò ad assegnare le licenze ai richiedenti. Fino alla Seconda Guerra Mondiale, da Varallo Pombia a Galliate, circa seicento cercatori trascorrevano la loro giornata chini sui setacci.

Il duro lavoro era ripagato dalla raccolta di 10-15 g al giorno del prezioso elemento. Alla fine dell'800, una compagnia francese, decise di avviare un'impresa di estrazione estensiva per mezzo di draghe a vapore, ma il tutto si risolse in un fallimento: nessun sistema industriale è infatti in grado di emulare la segreta capacità dei cercatori d'oro, tramandata di generazione in generazione. Per ovvi motivi lal situazione attuale è totalmente cambiata, le risorse sono nettamente diminuite e la ricerca dell'oro in Italia è diventata un hobby per i pochi che hanno un po' di tempo, molta pazienza e una grande resistenza fisica.

Dopo ore di lavoro è possibile andarsene senza nulla oppure trovare delle vere e proprie pepite fino a 14 grammi. Non è pensabile farlo per guadagnare, ma solo per collezionare. La Schiavo, che fa parte dell'Associazione Didattica Museale si è fatta promotrice di un evento straordinario nell'ambito della Settimana del Pianeta Terra: 'La Febbre dell'oro'.  E dice che: "la miniera d'oro della Guia nella frazione di Borca,  è oggi accessibile alle visite guidate, durante le quali è possibile scorgere lungo il percorso autentici filoni di pirite aurifera. Durante La Settimana del Pianeta Terra, armati di cappellino, barra, setaccio, canalina, tulin, secchi e pala, metteremo i piedi nelle acque del fiume blu, il Ticino a Pombia, per cercare l'oro".

E continua: "Il 12 ottobre tutti potranno cimentarsi, in questa attività e portare a casa le proprie pagliuzze, seguendo Pierpaolo, un cercatore d'oro dotato di licenza imposta da regio decreto. Dopo una breve passeggiata in piano, si raggiungeranno delle piccole aree sabbiose in un'ansa del fiume Ticino e, immersi in un magnifico paesaggio naturale, dotati di stivali di gomma, s'inizierà la ricerca". "Come succede durante le gare", ha chiarito, "che avvengono sia a livello nazionale che internazionale, alcune pagliuzze verranno aggiunte in loco, quindi nessuno si preoccupi, tutti potranno soddisfare la propria febbre dell'oro".


Cadillac ATS Coupé: impressioni alla guida

Un'auto come può essere la Cadillac, l'hai sempre sognata immensa, enorme ed in effetti appare esattamente cosi la ATS Coupé, tenendo fede alle premesse. Nata dalla berlina, la sua lunghezza è di 4,66 metri, ma conserva la stessa misura del passo, di 2,78 metri. 


Fondamentalmente, nonostante tutto, l'aspetto del tetto più abbassato e le fiancate più larghe, le conferiscono un'aspetto del tutto differente. Per carità, le linee sono quelle originali, pur apparendo differente, ma al tempo stesso elegante: tutto ciò può suscitare divergenze, può dividere, ma non passa di certo inosservata. Quanto al motore e al comportamento stradale, però, la ATS Coupé è ben più europea di quanto si possa credere. 

Proviamo solo per un'istante a fermarci sul primo fattore di analisi, in quanto nel cofano allocato c'è un 4 cilindri turbo con un tocco di americanizzazione impercettebile: un 2 litri a iniezione diretta e fasatura variabile da ben 276 cavalli, con 400 Nm di coppia. Numeri notevoli, quindi, che abbiamo saggiato su strada. Dove abbiamo riscontrato un assetto equilibrato e sportiveggiante, con una taratura delle sospensioni (regolabili, nel nostro caso) tutt'altro che turistica. Due le varianti, a trazione posteriore e integrale: noi abbiamo guidato la prima, in allestimento di punta Premium, che in Italia costerà 51.656 euro.
Cadillac ATS Coupé

Arredi interni di classe. 
La porta della vettura è lunga e la sua luce abbondante: nella Cadillac ATS Coupé ci si accede con estrema facilità e ci si accomoda come si fosse su di una poltrona, munita di regolazioni elettriche, come del resto è per il piantone. La sua guida può svolgersi parecchio in basso, ben mantenuti dalla linea avvolgente del sedile, particolarmente all'altezza dei fianchi. Ciò che si avverte in senso lato è di un lavoro ben fatto, con relativi materiali pregiati. Un esempio? Il rivestimento in pelle della plancia rivestita, con cuciture a vista e di tessuto morbido al tatto, gli inserti di legno, la pelle morbida sui fianchetti porta. Insomma, un ambiente che dà soddisfazione. A esser pignoli, l'hazard è un po' troppo spostato sulla destra, e la cintura di sicurezza un po' arretrata sul montante, e priva di braccetto. Ma lo spazio non manca, davanti; dietro, invece, il margine per le gambe può bastare solo se il sedile anteriore risulta abbastanza avanzato. Il tetto, poi, non è lontano. 

Un assetto piatto. 
Partiamo ordunque, il suo motore 2.0 turbo non registra alcuna vibrazione e tanta silenziosità, almeno finché non lo si tira per il collo. Volendo essere pignoli, avrebbero fatto cosa gradita ad introdurre un suono che desse più grinta. Ma non bisogna farsi ingannare: la ATS Coupé è molto brillante, e la spinta continua fin quasi ai 7.000 giri. E questo nonostante una massa comunque importante, dell'ordine dei 16 quintali. Anche se non è nata per i tornanti di montagna, la Cadillac si rivela comunque piuttosto agile e pronta in rapporto agli ingombri, con uno sterzo non chirurgico, ma adatto al suo spirito vivace. 

Il carico è un po' leggero in modalità normale (che qui viene chiamata "Viaggio"), e decisamente più corposo in Sport. In cui la ATS Coupé risponde in modo più reattivo, con le sospensioni tarate sul rigido, e caratterizzate da alcuni saltellamenti sui fondi non del tutto regolari.


Focaccia con la scamorza | Sapori in autunno

Ingredienti per 4 persone:

Focaccia con la scamorza
•  Per fare la pasta di pizza:
•300 g di farina
• 1/2 cubetto di lievito di birra
• 50 g di olio Evo
• 50 g di latte
• acqua circa g100+ 5g di sale
• 600 g circa di pasta da pizza
• 2 grosse cipolle rosse
• una scamorza affumicata
• un rametto di rosmarino
• olio, sale,pepe

Per fare la pasta in casa: Questo lo preparate la sera prima di fare la focaccia. Sciogliere nel latte tiepido il lievito di birra, impastare farina acqua (con il sale dentro) olio e latte con il lievito. Fate una bella palla soda ma non dura. Riponetela in un grande recipiente senza incoperchiarla la mettete dentro al forno chiuso e spento naturalmente, dove la farete riposare tutta la notte e tutta la mattina. Reimpastatela fatela lievitare 1/2 ora e stendetela nella teglia.
Altrimenti comprate 600 grammi di pasta per pizza già pronta.
Pulite le cipolle, affettatele non troppo sottili e fatele brevemente cuocere in padella con un filo di olio, il rosmarino, sale e pepe. Stendete la pasta e sistematela in un grande stampo da pizza unto di olio; fatela lievitare almeno un'ora e mettetela in forno a 200° fino a che la pasta non sarà ben lievitata (circa 15minuti) quindi distribuitevi sopra la scamorza affettata finèmente e le cipolle. Rimettete la focaccia in forno per circa dieci minuti e servite.
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