Il-Trafiletto

03/06/14

Trichomonas vaginalis | Parassita che favorirebbe il proliferare delle cellule malate.

Trichomonas vaginalis, è un microrganismo che favorirebbe il proliferare delle cellule malate. Il parassita che si trasmette attraverso i rapporti sessuali, darebbe luogo ad un aumento di cellule cangerogene. 

I sintomi non sono sempre evidenti, ma quando nel momento in cui si manifesta la tricomoniasi, un'infezione di cui possono essere affetti, sia la donna che l'uomo, essi manifestano bruciore e prurito. Effettivamente la tricomoniasi potrebbe avere a che fare con il cancro alla prostata. Si tratta dell'ipotesi riproposta da uno studio effettuato dall'Università della California eseguito insieme ai ricercatori italiani dell'Università di Sassari.
Trichomonas vaginalis
(immagine dal web)

Il vincolo tra microrganismi patogeni e il cancro alla prostata era già stata proposta da altri studi. Il team internazionale, di cui fanno parte i nostri ricercatori Pier Luigi Fiori, Daniele Dessì, Paola Rappelli e Anna Rita Cocco dell'Università di Sassari, ha cercato ulteriori conferme a tal proposito. Nello studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, gli scienziati hanno provveduto ad eseguire un test su cellule umane della prostata, venendo a conoscenza del fatto che il protozoo Trichomonas vaginalis favorisce il cancro nella sua crescita. Il microrganismo, infatti, rilascia una proteina che favorisce l'infiammazione e aumenta il caos cellulare come nel caso del cancro.

Un'infezione alquanto comune
La tricomoniasi è l'infezione non virale più comune tra uomini e donne: colpisce circa 275 milioni di persone e si trasmette nei rapporti vaginali. Non è sempre che produce sintomi evidenti, ma quando si manifestano il più delle volte sono dolore o bruciore mentre si urina sia per l'uomo che per la donna, dolore dopo l'eiaculazione, perdite vaginali o dall'organo sessuale maschile, bolle, prurito e irritazione, crampi ai genitali per la donna.(ilsole24ore)

Ma non finisce qui | iOS 7 ne propone ancora di novità!

Centro notifiche di iOS 7
(immagine dal web)
Se quelle che abbiamo citato finora sono le novità più di peso del sistema, non ne mancano altre che, pur se meno incisive, cambieranno iOS. 

Il Centro notifiche, per esempio, ci aiuterà a mettere ordine nelle nostre giornate offrendoci una panoramica degli impegni e anche delle ricorrenze. Un'occhiata mattutina ci preparerà anche per affrontare informati il traffico e il meteo. Anche l'App Store ha ricevuto attenzioni: ora offre la possibilità di ricercare le app più utilizzate nei paraggi in cui ci troviamo, proponendone specifiche per i più piccoli e, cosa molto importante, aggiorna le applicazioni in automatico.

Sul fronte sicurezza, segnaliamo un potenziamento per la funzione "Trova il mio iPhone". In caso di smarrimento, iOS 7 può rendere la vita più complicata ai disonesti richiedendo Apple Id e Password per disattivare la funzione e anche per cancellare il contenuto dal dispositivo. Infine, tra le funzioni più desiderate e finalmente aggiunte, dovrebbero esserci la Blacklist dove confinare i numeri indesiderati. la schermata per il controllo dei dati cellulare divisi per applicazione, una riorganizzazione delle cartelle per le app, che ora potranno espandersi su più pagine. Abbiamo scritto "dovrebbero esserci", perché l'uso del condizionale è d'obbligo.(computeridea)

Chi era davvero il grande Bardo?

“Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte.”
(Antonio: atto I, scena III)

William Shakespeare è stato un drammaturgo e poeta inglese, considerato come il più importante scrittore in lingua inglese e generalmente ritenuto il più eminente drammaturgo della cultura occidentale. Persino chi non ha mai letto nulla di Shakespeare conosce le sue opere anche solo per sentito dire.

Il libro di cui vi parlerò oggi però non è un'opera del noto Bardo inglese, ma a suo modo ne è il protagonista. Prima di cominciare va detto che quando si comincia a parlare di Shakespeare si finisce inevitabilmente per impelagarsi in discorsi infiniti, perché la figura del Bardo è tanto nota quanto misteriosa, tanto che ha finito per dare spazio a numerose ipotesi e teorie, tra le quali che a scrivere le opere di Shakespeare non sia stato lui ma qualcun altro.

William Shakespeare
William Shakespeare
Il libro di oggi, scritto dall'esordiente Jennifer Lee Carrell, si intitola W. e pesca a grandi mani proprio da queste teorie e dalla possibilità di ritrovare una delle tante e possibili opere perdute del sommo Bardo.

“Cominciai a chiedermi come sarebbe stato riuscire a ritrovare una delle opere scomparse di Shakespeare. Dove la si sarebbe potuta scovare? Che cosa si sarebbe provato nell'attimo del ritrovamento? E come poteva cambiare la vita una scoperta del genere, al di là dell'immediato riscontro in termini di ricchezza e fama?”

Da queste domande la Carrell inizia la sua storia. Protagonista del romanzo è Kate Stanley studentessa di Shakespeare e registra dell'Amleto. La sera del 29 giugno 2004 il Globe, il famoso teatro elisabettiano di Londra, viene divorato dalle fiamme come accadde lo stesso giorno nel lontano 1613. Tra le rovine del teatro però viene ritrovato il cadavere della professoressa Roz Howard, eminente studiosa shakesperiana, nonché insegnante di Kate. Poco prima di morire, la professoressa Howard aveva lasciato a Kate un misterioso pacchetto, accompagnato da un'enigmatica frase: “Se lo apri devi seguirne la traccia”. Dietro quel pacchetto e la morte della professoressa si celano segreti e verità talmente importanti che più di qualcuno è disposto ad uccidere pur di tenerli nascosti.

W.
W.
“Con l'egoismo di chi vive un sogno a occhi aperti, iniziai a domandarmi dove si sarebbe potuta mai trovare un'opera di Shakespeare al di fuori dei confini del Regno Unito, anzi, in un posto dove l'avrei potuto rintracciare io, ovvero il New England o i deserti del Sudovest. […] A un certo punto presi coscienza del fatto che non avrei mai trovato un'opera perduta shakesperiana e decisi che, comunque, sarebbe stato più divertente far diventare questa ricerca un racconto, in cui avrei potuto decidere io lo svolgimento dei fatti e i movimenti dei personaggi. E poi mi sono detta: perché non inserire la caccia al manoscritto all'interno di un mistero ancor più grande, ovvero: chi era Shakespeare?”

Sono le domande giuste che l'autore si pone prima della stesura di un libro a fare di un romanzo, un ottimo romanzo, e la Carrell si è decisamente fatta le domande giuste.

E' giusto spendere due parole sulla fatidica domanda che la Carrell ha voluto inserire nella trama del suo romanzo, ovvero chi era Shakespeare. Ora, la maggior parte di noi (me compresa prima di leggere questo libro) non ha dubbi su chi sia Shakespeare e ci viene da chiederci quale mistero possa mai esserci da riuscire anche a scriverci un thriller. Come vi dissi all'inizio di questo post esistono delle teorie secondo cui il Bardo fu solo una facciata, uno zotico ignorante messo lì per nascondere il vero autore, o i veri autori, delle opere passate alla storia. Verità? Paranoie di persone fissate? Lo lascio decidere a voi, così come lascio cercare a voi i dettagli di queste teorie quantomeno interessanti, io sono qui per parlarvi di W.

“Siamo tutti perseguitati. Non da scricchiolii inesplicabili o da aure spettrali né tanto meno da cavalieri senza testa o regine inconsolabili. Nei tortuosi corridoi della memoria si aggirano fantasmi molto più reali, che sussurrano senza posa: ricordati di me”

Jennifer Lee Carrell
Jennifer Lee Carrell
La ricerca della protagonista Kate (alter ego della scrittrice) su una delle tante opere perdute di Shakespeare è già un tema importante, fatto di indizi, false piste, inseguimenti ed enigmi sparsi tra i versi dello stesso Bardo, ma se si unisce anche la fatidica domanda di chi fosse Shakespeare allora la faccenda si fa davvero seria. C'è molta carne al fuoco e l'autrice poteva correre il rischio di fare un vero scivolone e rovinare il romanzo. Per nostra fortuna non è stato così, anzi, la Carrell si è dimostrata all'altezza delle aspettative considerato anche che è il suo primo romanzo.

La Carrell scrive il suo romanzo scrivendo in parallelo sia la storia di Kate e della sua ricerca, sia alcuni fatti salienti del 1613, a partire dal rogo del Globe. Questi stacchetti bisogna ammetterlo disturbano un po' il libro e si fa un po' fatica a seguirli, ma proseguendo il romanzo i pezzi cominciano ad incastrarsi e seguire le due storie in parallelo non è più così difficile.

In generale il romanzo della Carrell merita davvero di essere letto anche se di Shakespeare non si conosce nulla e non si ha mai letto niente, anzi, vi farà venire voglia di leggere qualcosa, tanto per colmare qualche lacuna. Il modo di scrivere è semplice e scorrevole, senza intoppi o eccessi che rischiano sempre di rovinare un romanzo.

Alla fine del romanzo troverete le note dell'autrice riguardanti le sue ricerche per la stesura del romanzo dove vi spiegherà cosa è vero e cosa invece si è inventata di sana pianta così che possiate decidere se credere o meno alle teorie su Shakespeare.

Un'ultima cosa prima di lasciarvi. Molti lettori considerano questo romanzo della Carrell una brutta copia del Codice da Vinci. Ora, onde evitare di sbilanciarmi e perdere la mia solita obiettività sui libri che leggo e vi recensisco, vi dico: leggeteli entrambi e poi onestamente ditemi se possono sul serio essere messi sullo stesso piano.

(Le immagini presenti in questo post sono state prese da internet. Le informazioni generali su William Shakespeare sono state prese dalla Wikipedia. Le citazioni presenti sono state prese dal libro di cui si parla nell'articolo e dalla Wikipedia)

02/06/14

L'umanità è l'espressione di un numero

 LA VOCE DEGLI ZOIT
 We have been through two severe recessions since 1973. There could be a third one in 1985-86. If the present upturnfalters before capital spending can gather momentum, the cycle of'the past will repeat on schedule. Perhaps this is unavoidable. The Sun s effect on the consciousness ofmankind may force periodic global economie shifts. 1986-1987 is next predicted sunspot low. The business boom of 1982 signals yet another historic conversion of ideologies. As the IndustriaI Age gives way, corporate mergers, an uncertain economy, and increased demand and competition are changing the way we live. Enter the Age of Information. We are in the throes of an economie, socio-political renaissance. 1989 marks the two and a half century journey of Pluto around the Suno In this year, Pluto will be closer to the Sun than its nearest neighbour, the planet Neptune. Historically, the Pluto perihelion has been associated with rapid cultural changes. Advancements are made in science, medicine, and the arts. Wealth radically restributes. Wars and migrations ofpeople increase. A revoludon of bold, new ideas sweep through institutions. It is a time of challenges, difficulties, and tremendous opportunities. Only those withforesight and keen sense will understand what the transition represents. They will prepare and ride the storm, as other like them have in the past, to greater wealth and fortune. 
"The Occult Review" Summer 1985 

L'umanità è l'espressione di un numero la cui "intelligenza" dipende dall'invisibile e sconosciuta realtà parallela. All'uomo è stata data l'intelligenza affinché imparasse a conoscere il momento in cui vive, invece l'individuo, ingannato dalla percezione degli illusori spazio e tempo, cerca di vivere nel passato e nel futuro, sforzandosi di possedere le cose che, passato il "valore del momento", non hanno più alcun valore per la vita. Questo è il peccato mortale contro lo Spirito Santo. Su di una spiaggia deserta dell'isola di Timor, tre individui da anni lanciano segnali verso le stelle, verso l'anima delle stelle. Leggere imbarcazioni dalle vele colorate partono da Dili per le isole del mare di Banda, per il mare di Arafura, per il mare di Ceram, e vaste triangolazioni offrono alla Realtà Parallela l'immagine di una umanità che cresce, che cresce ... I corpi di cristallo, sospesi nella realtà del Continuo Infìnito Presente, ispirano chi pensa con semplicità e coscienza. Negli infiniti strati della coscienza umana già filtrano i raggi del Sole Nero, dell'invisibile sole che sta per modificare la Terra.
Il dio Bacca, che gli antichi
egiziani hanno chiamato
Dioniso, nato dalle
ceneri di sua madre, come
Esculapio, il creatore della
medicina (colui che
disse: "la malattia viene
per guarire'), è anche il
simbolo del Rebis alchemico.

La Natura ha cominciato a difendersi. Uomini di buona volontà, uomini di buon senso, uomini semplici che hanno sviluppato le percezioni delle cose che non vanno, denunciano le negatività del momento. Una silenziosa armata sta camminando verso le strade del futuro, e ha fiducia nel futuro. Nel mar Mediterraneo e in molti altri mari del mondo stanno morendo le poseidonie, le fanerogame benefiche che producono ossigeno, nutrono i pesci e difendono le coste dalle mareggiate. Furono queste piante verdi d'acqua che, con le alghe, iniziarono a produrre l'aria, miliardi di anni fa, permettendo all'uomo di apparire sulla Terra. Il dio Nettuno è in collera il troppo benesserebasato sul più colpevole egoismo, sta portando la nuova peste, l'AIDS un male prodotto dal benessere, dall'uso colpevole di questo benessere. Il sesso tanto reclamizzato ha preso il posto dell'amore; il vuoto dei sentimenti ha portato la gioventù e i deboli a drogarsi. Non sono gli omosessuali e i drogati a diffondere l'AIDS, bensì la vita contro natura, Il cibo troppo raffinato, la sofisticazione e l'ignoranza vestita di sicurezza che crea i ghetti, le ingiustizie, le confusioni, tutte le negatività.

Gli omosessuali e i drogati sono le prime vittime di questa società egoistica e ignorante. Queste vittime sono come i topi che, nei tempi passati portavano attorno la peste. Non erano colpevoli i topi se la società di allora viveva nella porcizia fisica e morale. La peste era un castigo. L'AIDS è un castigo e i colpevoli sono gli egoisti che producono cibo inscatolato privo di prana, che producono medicinali che arricchiscono le ditte farmaceutiche e i farmacisti ma tolgono le difese naturali del corpo umano, che producono quella pubblicità che induce a ricorrere al sesso, alla violenza, alla guerra, come se queste cose negative fossero le cose più necessarie all'uomo. Dalla Realtà Parallela le energie elementali, che un tempo gli uomini erano in grado di vedere, osservano il cammino dell'uomo verso il traguardo del 2000.

Vedono più uomini cattivi che uomini buoni, più ignoranza che buon senso e desiderio di comprendere. Gli elementali cercano di aiutare ma l'uomo è troppo indaffarato a rovinare la sua vita per vedere le mani tese per un aiuto spirituale. L'umanità corre freneticamente verso un abisso (illusorio come tutte le cose del trimundio, ma troppo reale per chi crede solo nel materialismo). Gli elementali sono indaffarati a gettare ponti su questo abisso. Ponti leggeri su cui potrà salvarsi sull'altra sponda solo chi non porterà alcun peso sulla propria anima. I pesi più grandi sono i rancori, le invidie, i pregiudizi, gli egoismi irragionevoli. C'è nel mondo gente ricca che ha tutto e che tuttavia si dispera per il proprio futuro. Sono il cancro della società, sono gli ammalati di materialismo che ignorano la Realtà Spirituale da cui tutto deriva, anche la loro vita.

Ma tutto è illusione, ed essi fanno parte di quella particolare illusione che inconsciamente genera tutti i mali. Sono agenti del karma. Sull'umanità grava il mito di Dioniso-Bacco, il dio della gioia e del benessere fisico. Solo chi lo sa adorare nelle sue forme pure e liberatrici contribuisce al vivere costruttivo. Chi degenera il suo culto in un baccanale, avvelena la vita. Non sono gli atti in sé che contano, ma i pensieri e i sentimenti che danno origine alle azioni della vita. Chi avvelena il vino di Dioniso, chi maneggia il tirso come un emblema del piacere smodato, allontana i valori costruttivi della vita e diventa schiavo degli inganni della materia. Il dio Dioniso, che i Romani chiamarono Bacco, figlio di Giove e di Semele, è il divulgatore della civiltà e dei miti costumi. Sua madre Semele mori in Tebe nel dare alla luce il bambino, che fu allevato da Ino, sposa di Atamante, ad Orcomeno, e poi dalle ninfe della valle boscosa di Nisa che lo nascosero in una caverna. Licurgo, re degli Edoni, nella Tracia, cacciò da Nisa le Ninfe e il loro allievo, ma fu punito dagli Dei. Anche Penteo, re di Tebe, si oppose al dio, e fu per castigo ucciso dalla stessa sua madre. Dioniso trasformò in delfini i pirati del Tirreno che volevano depredarlo, eccettuato il timoniere che lo riconobbe per dio.

Dioniso, con una schiera obbediente di menadi o baccanti, di satiri, di sileni, girò la Grecia e passò in Asia, arrivando sino in India, introducendo ovunque il suo culto. Sull'umanità grava oggi anche il mito di Poseidone, il dio del mare che i Romani chiamarono Nettuno. Il mare oggi, per l'umanità che attende il suo castigo, è l'elemento che potrebbe salvarla. Nel passato l'umanità fu distrutta dal diluvio. L'umanità del 2000 può essere distrutta dal fuoco prodotto dal Sole Nero. Se Poseidone fosse amico dell'umanità potrebbe spegnere parte degli incendi, anche cambiando forma ai continenti. A Poseidone, figlio di Crono e di Rea, fratello di Giove, dopo aver vinto i Titani, toccò, nella divisione del mondo, la signoria del mare e di tutte le deità marine.

Aveva il suo palazzo nelle profondità del mare, dove viveva con la sua sposa Anfitrite, da cui ebbe un figlio, Tritone. Fece vagare a lungo Ulisse per i mari, perché aveva accecato Polifemo, che era suo figlio; fu nemico di Troia avendogli il re Laomedonte negato la pattuita mercede quando gli fabbricò le mura della città; mandò anzi un mostro marino a mangiare Esione, figlia di Laomedonte. Il suo culto era diffuso per tutta la Grecia, ma il Peloponneso era la regione che aveva più templi in suo onore. Erano a lui sacri il delfino e il pino. La mitologia di tutti i popoli descrive con simboli archetipici l'inizio del complesso evolversi delle energie Yin e Yang. Per gli alchimisti Dioniso è lo stesso di Adone, del Sole, di Osiride e di tanti altri nomi, come testimonia Orfeo nel suo inno ad Adone, nel quale dice che tutti questi differenti nomi indicano la stessa persona, lo stesso archetipo.

È il Rebis androgino, giovane e vecchio, perché la materia nell'athanor sembra ringiovanita. Poseidone trasportato su di una conchiglia marina tirata da cavalli neri è anche il simbolo delle parti volatili della materia. L'illusione che mantiene il trimundio si regge su questi antichi simboli. È giunto il tempo che l'uomo si liberi dal giogo di questi simboli e, sulle spiagge del nuovo mondo, impari a giocare con l'illusione mentale e materiale. Il futuro è dell'uomo che sogna.
(di Bernardino del Boca)

La tavola periodica | Diamo i numeri | Anche i metalli vicini possono comportarsi in maniera diversa!

Il più serio di tutti i problemi, però, fu la fiducia incrollabile che Mendeleev riponeva nel valore crescente del peso atomico come principale criterio per l'ordinamento della sua tavola periodica.

Più era elevato il peso atomico di un elemento e più doveva comparire in posizione avanzata nella tavola, sosteneva Mendeleev. Era conscio egli stesso delle difficoltà, perché ammise un paio di eccezioni alla regola: la principale riguardava il tellurio, che pose prima dello iodio, nonostante un peso atomico pari a 127,6 per il tellurio e 126,9 per lo iodio. Giustificò questa inversione supponendo che il peso atomico di uno o entrambi gli elementi fosse stato determinato in modo erroneo. Ma il suo ragionamento si rivelò essere sbagliato. Sebbene il tellurio abbia un peso atomico maggiore dello iodio, infatti, adesso sappiamo che il suo numero atomico, 52, è minore di quello dello iodio, 53. A seguire il glossario per capire la tavola periodica:
Nucleo atomico
(immagine dal web)

NUMERO ATOMICO
Il numero atomico di un elemento è il numero di protoni del nucleo dei suoi atomi. Il numero atomico dell'ossigeno è 8, quello dell'oro 79. Molti elementi hanno forme diverse, dette lsotopl, con lo stesso numero di protoni ma numeri diversi di neutroni. Il carbonio ha due isotopi stabili, il carbonio-12 (il più comune) e il carbonio-13, e un isotopo radioattivo, il carbonlo-ld.

PESO ATOMICO
Detto anche massa atomica relativa, il peso atomico di un elemento è il rapporto tra la massa media di un atomo dell'elemento e un dodicesimo della massa di un atomo di carbonio, che ha un peso atomico approssimativamente uguale a 12. Il peso atomico dell'ossigeno è 16, quello dell'oro 197.

3 ELEMENTO
Un elemento chimico, come l'ossigeno o l'oro, è una sostanza che non si può scomporre in altre più semplici con mezzi chimici. Gli atomi di un dato elemento hanno tutti lo stesso numero atomico. Elementi diversi hanno numeri atomici diversi.

Il numero atomico era un concetto ignoto a Mendeleev. In alcune tavole periodiche del XIX secolo, gli elementi venivano semplicemente numerati in base al peso atomico crescente. Questo concetto di numero atomico deve la sua esistenza ai fisici, e in particolare al lavoro compiuto da Rutherford e da Henry Moseley tra il 1911 e il 1914. Rutherford scoprì il nucleo atomico, dotato di protoni carichi positivamente, attorno a cui gli elettroni, con carica negativa, orbitano in una sorta di "sistema solare". Moseley seguì il suggerimento di un economista e fisico dilettante, Antonius van den Broek, secondo cui il numero di un elemento doveva corrispondere alla carica del suo nucleo, e cioè al suo numero di protoni. Misurando le lunghezze d'onda delle linee spettrali caratteristiche nei raggi X di molti elementi, Moseley mostrò che queste lunghezze d'onda dipendevano in modo regolare dal numero atomico dell'elemento.

È il numero atomico, non il peso atomico, il principio in base al quale vengono ordinate molte versioni della tavola periodica moderna. Il motivo per cui il peso atomico dà ugualmente una buona indicazione delle proprietà di un elemento è che il peso atomico in genere va di pari passo con il numero atomico, perché il peso atomico è determinato dai protoni e dai neutroni del nucleo. AI crescere del numero dei pro toni, in generale, cresce anche quello dei neutroni. Quindi esiste una corrispondenza approssimativa tra il numero e il peso atomico. Ciò detto, la fisica dell'atomo non basta a prevedere il suo comportamento chimico come elemento. Per citare Il sistema periodico, il celeberrimo volume di racconti che dobbiamo a Primo Levi, chimico ebreo sopravvissuto ad Auschwitz, "occorre diffidare del quasi uguale".

Persino il potassio e il sodio, due metalli alcalini vicini nella tavola periodica, possono comportarsi in modo molto diverso pur nella stessa situazione: uno provoca un'esplosione, l'altro no. Alludendo a come scampò fortunosamente alla morte nel corso della Shoah, Levi aggiunge: "Le differenze possono essere piccole, ma portare a conseguenze radicalmente diverse, come gli aghi degli scambi" (dal racconto Potassio). Ed è una conclusione appropriata per la complessa vicenda della scoperta più significativa nella storia della chimica.(science)
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