Il-Trafiletto

14/11/14

Morta per 45 minuti, poi si risveglia

Succedono casi quasi incredibili, come quello accaduto a Ruby Graupera-Cassimiro, di 40 anni, che si era ricoverata al Boca Raton Regional Hospital per un parto cesareo. La bambina è nata sana e vispa, ma la donna ha invece avuto da subito dei problemi respiratori e il suo cuore si è fermato per 45 minuti; praticamente morta. In realtà Ruby si è poi svegliata, facendo gridare i medici al miracolo. Anzi, in realtà i medici ne avevano certificato la morte dopo l'assenza del battito e l'inequivocabile bip del macchinario. In effetti la donna non ha respirato per tre ore.

Ruby Graupera Cassimiro
immagine presa dal web
Ma lo stesso bip sul monitor, improvvisamente ha ripreso a suonare e indicare che era ancora viva. Questa strana e allucinante avventura è accaduta il 23 settembre scorso. Dopo un esame approfondito fatto dai medici sembra che la donna abbia sofferto di una rara condizione chiamata  “embolia del fluido amniotico” che si verifica con perdite del fluido nel flusso sanguigno e che provoca la formazione di coaguli del sangue. Tale situazione porta immancabilmente l’arresto cardiaco che nel caso della donna è stato quasi di 1 ora. “Di solito viene diagnosticata post mortem”, ha detto il portavoce dell’ospedale, Thomas Chakurda. Lo staff dell’ospedale ha definito quanto accaduto “un miracolo”. Scontata la soddisfazione della donna e della sua famiglia e siamo sicuri che da grande anche la sua bimba, ascoltata la storia della sua mamma e della sua morte apparente, prenderà il tutto con un bel sorriso e un sospiro di sollievo.

Roberto Mancini torna sulla panchina dell’Inter dopo l’esonero di Walter Mazzarri

La decisione è già stata comunicata al tecnico toscano. Roberto Mancini firmerà un contratto di 2 anni e mezzo. La notizia apparsa questa mattina sul sito ufficiale della società.

 Da tempo camminava sul filo del rasoio, ogni domenica ci si aspettava il suo esonero, e puntualmente è arrivato questa settimana. La decisione è stata presa nella notte: mister Walter Mazzarri non è più l’allenatore dell’Inter. Gli ultimi sconfortanti risultati della squadra allenata dal tecnico toscano hanno indotto il vertice della società con a capo il nuovo presidente dell’Inter Erick Thohir a sostituire l’allenatore toscano.

Al suo posto si rivedrà una vecchia conoscenza del calcio nerazzurro, Roberto Mancini. Il tecnico marchigiano ha già allenato la squadra meneghina dal 2004 al 2008, quattro anni coronati da tre scudetti ed un terzo posto. Il compito di Mancini sarà dunque di risollevare le sorti della sua ex/neo squadra dopo gli ultimi deludenti risultati, a cominciare dalla prossima partita di domenica 23 novembre dove a San Siro sarà di scena il derby della Madonnina. Mancini Firmerà un contratto di due anni e mezzo, l’accordo è stato già raggiunto.

  L’ufficialità dell’esonero di Walter Mazzarri da allenatore dell’Inter è comparsa sul sito della società nella tarda mattinata di oggi: F.C. Internazionale comunica che Walter Mazzarri è stato sollevato dall'incarico di allenatore della prima squadra. La società ringrazia Mazzarri per l'impegno, la dedizione e la serietà con cui ha guidato la squadra in questi diciassette mesi. L'odierna seduta di allenamento sarà condotta da Giuseppe Baresi. Da oggi inizia la seconda avventura milanese di Roberto Mancini.

Nuovi orizzonti per la Ferrari | Sistemi telematici aggiornati la concorrenza senza speranza

Se parli di supercar in mente ti viene subito la Ferrari! Lo sanno tutti che la "Rossa" è celebre per via delle sue supercar, ma stavolta pare abbia voluto sorprendere l'opinione pubblica e la concorrenza aggiornando i propri sistemi telematici. 


Prima di tutto, per l'appunto, ha provveduto di rendere disponibile sulla FF il sistema Car Play di Apple, un'interfaccia intuitiva e facile da usare, per connettere lo smartphone all'auto e iniziare ad utilizzarlo al meglio delle proprie potenzialità, rispettando in pieno la legge e in particolare la sicurezza stradale.

A tal proposito ha fatto il suo ingresso nel Quattroruote Lab una splendida FF per dare vita ad un test, che contrariamente a quelli che si effettuano quando giunge la "Rossa" non hanno visto pneumatici fumanti, bensì la prova sul campo di come l'utilizzatore di un iPhone 5, 5S o 6 con un semplice cavetto Lightning connesso ad una opportuna presa Usb nel tunnel centrale, possa essere in grado di fare una piccola magia. Le app del telefono “autorizzate”, perciò compatibili con la guida (telefono viva voce, navigazione, messaggi vocali, musica) fanno la loro apparizione sul display anche con la stessa grafica del telefono, in maniera tale che non è necessario cambiare le proprie abitudini imparando forma e colore di nuove icone. Car Play naturalmente non è riservato alle Ferrari, ma è uno standard che è stato adottato da quasi tutte le Case automobilistiche e anche da costruttori di impianti audio del calibro di Alpine e Pioneer e nel 2014 debutterà su molti altri modelli.
Il sistema Car Play di Apple sulla Ferrari
Il sistema Car Play di Apple sulla Ferrari
Il sistema di conettività in abbinamento alla FF è veloce ed intuitivo da usare mettendo a disposizione ben integrato pure l'assistente vocale Siri, che riesce a rispondere alle domande più comuni e conosce persino l'indirizzo di Quattroruote!

Risotto alla parmigiana

Un "classico" della nostra tradizione, giocato sul gusto superbo del parmigiano.
INGREDIENTI Per 4 persone
Preparazione e cottura: circa 30 min.

• 350 g di riso per risotti
(Arborio, Maratelli, Vialone, Carnaroli) 
• 100 g di parmigiano grattugiato
• 1 piccola cipolla
• 100 g di burro
• 15 cl di vino bianco
• 8 di di brodo
• sale, pepe

1. Sbucciate la cipolla e tritatela molto finemente. Portate a ebollizione il brodo (che eventualmente potrete preparare con 2 dadi).
2. Fate sciogliere in una capace casseruola 50 g di burro e soffriggete il trito di cipolla, avendo cura che non prenda colore.
3. Unite al fondo di cottura il vino bianco e lasciatelo evaporare completamente, prima di versare nella casseruola il riso, che farete insaporire per circa 5 minuti, continuando a mescolare.
4. Proseguite la cottura del risotto, aggiungendo a poco a poco il brodo bollente e mescolando spesso con un cucchiaio di legno.
5. Dopo circa 15 minuti di cottura, regolate di sale e insaporite con una buona macinata di pepe. Levate la casseruola dal fuoco e mantecate il risotto con il burro rimasto e con il parmigiano grattugiato.
6. Mescolate con cura, coprite la casseruola con un coperchio e lasciate riposare il risotto per 4-5 minuti prima di servirlo in tavola.

Il più giovane cardiochirurgo pediatrico è italiano ed è primario in Inghilterra

 «Non trovo lavoro in Italia, allora me ne vado». Chirurgo pediatrico ha 37 anni e un curriculum straordinario, ma se ne deve andare, e se ne va all'estero dove diventa il più giovane cardiochirurgo pediatrico della Gran Bretagna 

 
È italiano e si chiama Simone Speggiorin, nel 2010, ha fatto fagotto e se n'è andato a cercar fortuna all'estero. Oggi lavora al Glenfield Hospital di Leicester, a 140 chilometri da Londra, è un chirurgo “strutturato” (ossia ha una sua sala operatoria, i suoi pazienti, un'equipe che lo supporta) ed è stimato a livello internazionale. Opera bambini a cuore aperto o con malformazioni alla trachea.
Fa anche parte di “Healing Little Hearts”, un'organizzazione di beneficenza con la quale opera in diversi ospedali in India. Quattro volte l'anno, prende qualche giorno di ferie e va a curare i bambini più bisognosi.

Lui esce dalla sala operatoria alle 15, dove ci arriva alle 7 del mattino. Ha operato 500 bambini in 4 anni di carriera. E' giovane Simone ed è quasi impossibile un trguardo del genere per un chirurgo così giovane. Figlio di un ex calciatore, di Olmo di Martellago (VE), Speggiorin si laurea in Medicina a Padova. Fa tutto in sei anni. Discute la tesi in cardiochirurgia pediatrica e subito dopo entra all'ospedale di Padova per la specializzazione.  L'incognita di quello che avesse fatto dopo era la costante del suo pensiero «Cosa faccio dopo? Il mio primo mentore, il professor Giovanni Stellin, sapeva che finita la specialità non avrebbe potuto offrirmi un lavoro in Italia e mi invitava a partire per completare il training. Uscire ti apre la mente, capisci come si fa e poi ti metti alla prova». Così Speggiorin inizia a studiare medicina sui testi inglesi e perfeziona la lingua. A 28 anni ha un dottorato di ricerca in anatomia cardiaca. E' già stato a Londra e a Boston. Poi, torna a Padova dove finisce la specialità. E si mette a cercare lavoro in Italia. Nulla.

La sua prima occasione: il professor Martin Elliott, direttore del Great Ormond Street Hospital di Londra (uno dei 5 migliori ospedali pediatrici al mondo) che conosce Speggiorin a Padova e lo invita a seguirlo. "Sono partito lasciando a casa tutto. Gli affetti e le mie abitudini". Arrivato a Londra mi hanno detto: ok, ora ricominci da zero. "Praticamente ti rimbocchi le maniche e ritorni a fare lo specializzando. Devi imparare come stare in una sala operatoria, che è un posto dove vige una disciplina quasi militare. Devi capire tutto quello che gira intorno a quel tavolo e non è detto che tu sia bravo. E poi pensavo di saper l'inglese, mi sbagliavo. Ho passato le sere dei primi tre mesi in terra straniera con il mal di testa". Intanto partecipa a un concorso per un posto all'ospedale di Ancona. Gli rispondono 3 anni dopo. "Avrei dovuto mettere la mia vita in modalità pausa per tre anni e aspettare la loro risposta? Non era nei miei piani".

"Se vuoi fare il chirurgo devi fare pratica, e il professor Elliot gli parla dell'India dove nascono tanti bambini con malformazioni al cuore. Al Narayana Hrudayalaya Hospital  di Bangalore, si fanno 2500 interventi l'anno. Cercano chirurghi con o senza esperienza, sono troppo i bambini da salvare. Speggiorin decide di partire, ha 33 anni e in tasca un biglietto di sola andata. Arrivato in India vive un'esperienza durissima. "Non ho trovato l'America, ma un Paese povero. Lavoravo 18 ore al giorno, 6 operazioni ogni giorno per 6 giorni la settimana. Guadagnavo 300 euro al mese. In 10 mesi, ho operato 350 bambini". Poi quella voce comincia a rifarsi sentire: “cosa faccio dopo?”

Simone Speggiorin
cardiochirurgo infantile.
 Manda 30 curricula a tutte le unità di cardiochirurgia pediatrica del mondo. Lo chiamano un po' da tutto il mondo ma lui sceglie di stare vicino a casa il più possibile, con l'India nel cuore (infatti entra a far parte di una charity) sceglie Leicester, in Uk. "Me ne sono andato dall'Italia perché il nostro non è un Paese per giovani i miei compagni di università sono quasi tutti all'estero. Del gruppo, io non sono il più bravo. Tra i miei amici c'è Paolo De Coppi, lo scienziato di 41 anni che ha scoperto le cellule staminali nel liquido amniotico. Lavora a Londra. Ho un amico in Silicon Valley che crea una startup dopo l'altra. Un altro mio coetaneo di Padova è professore di economia in Australia".

Noi italiani all'estero, rappresentiamo solo un campanello d'allarme di un malessere tutto italiano. Il livello che ho raggiunto qui, in Italia sarebbe stato impossibile, purtroppo vige un sistema gerarchico che non da sbocco al merito. Il sistema inglese mette tutti sullo stesso piano, ti pagano bene ma devi essere pronto sempre e distinguerti. Entri in ospedale con molte più responsabilità, nessuno ti protegge, inizi a non dormire la notte, ci metti la faccia, c'è un alto livello di stress. A 60 anni ti considerano “temporaneo”, a 65 ti mandano in pensione. C'è un'attenzione maniacale ai protocolli, ai dettagli, alla soluzione dei problemi. Tutti possono esprimersi. Anche chi pulisce i pavimenti può segnalare un medico che non si lava le mani, prima di toccare un paziente, come impone il protocollo". fonte Sole24Ore
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