Il-Trafiletto

04/09/14

Freehold ricorda le vittime della guerra

Sessantanove anni fa finiva la guerra ed ecco un altro monumento, messo a Freehold, che vuole ricordare tutte le vittime ingiuste della seconda guerra mondiale. 


Tante sono state le vittime a Freehold, piccola cittadina di due chilometri quadrati e in questa lastra alta 7 piedi ci sono incisi, i 1.385 nomi di uomini e donne che tra il 1941-1945 sono partiti per la guerra e non sono più tornati e questo monumento è stato fatto per non dimenticare questi tristi momenti della storia ed essere un monito per le nuove generazioni, che la guerra porta solo vittime e terrore.

Mentre sull'altro lato si vede la famosa immagine fotografica dei marines che alzano la bandiera degli Stati Uniti sull'isola di Iwo Jima, ponendo fine a questa dolorosa guerra.
Una dedica formale è poi prevista per un'altra data significativa, il 1 settembre del giorno nel 1939, quando la Germania nazista ha dato il via alla guerra in Europa invadendo la Polonia.

Una volta completati i monumeti verrà fatta una pavimentazione in mattoni e saranno messe varie panchine, il progetto è costato circa 100.000 dollari.
Monumento in ricordo delle vittime della guerra

Foodsharing: come non sprecare il cibo e donarlo a chi ne ha bisogno

Uno degli obiettivi che dovremmo prefiggerci tutti è quello di ridurre al minimo lo spreco di cibo e far sì che ciò che avanza non venga buttato, ma donato a chi ne ha bisogno. A questo scopo il web può dare un forte contributo, se si pensa che  1,3 miliardi di tonnellate finiscono ogni anno nella spazzatura, e a domostrarlo è la piattaforma tedesca www.foodsharing.de

Come funziona? Il meccanismo è piuttosto semplice: attraverso la rete si mettono in contatto i consumatori che hanno avanzi da smaltire nel frigorifero o nelle dispense, con chi invece non ha i mezzi per fare la spesa. Pochi minuti di navigazione e il contatto è fatto. Attualmente la piattaforma www.foodsharing.de funziona in ben 52 città della Germania con oltre 50.000 utenti al giorno che la utilizzano: un ottimo risultato.

Foodsharing Italy
immagine presa dal web
Ma non esiste solo in Germania, c'è anche una  versione italiana di questo modello è www.ifoodshare.org, molto più piccola ma altrettanto efficace. Anche qui lo scambio avviene partendo dalla ricerca dei cestini di prodotti alimentari disponibili (circa una ventina al giorno), città per città, e dei possibili beneficiari che devono registrarsi. Speriamo che www.ifoodshare.org raggiunga presto la diffusione del modello tedesco.

Da segnalare, infine, sul fronte della lotta agli sprechi alimentari l’applicazione progettata a Seattle, in America. Si chiama Leftoverswap e funziona così: si scatta una foto del cibo disponibile in casa, compresi gli avanzi a tavola, e si indica la propria posizione su una mappa in modo che chi è interessato possa poi venire a ritirare. Anche questo è un passo avanti nella lotta agli sprechi sotto il segno del web.

Vinca il migliore! | Chi fa da se... | La vita sessuale nel mondo animale

Amplessi elaborati, furbizie da amatori navigati: l'evoluzione ha regalato agli animali una ricca vita sessuale. 


Mater semper certa, pater numquam dicevano i latini per chiarire che non sempre è possibile risalire a chi è il padre dei pargoli. E pare che gli animali maschi conoscano bene questa eventualità visti gli innumerevoli metodi che usano per assicurarsi che la prole partorita da una femmina sia proprio loro e non di un rivale che è giunto prima nell'alcova.

Calopteryx maculataprima di inserire il suo sperma
nella cavità femminile
 raschia via il seme già presente
Calopteryx maculata, una specie di libellula, prima di inserire il suo sperma nella cavità femminile raschia via il seme già presente. Il granchio Inachus phalangium secerne una sostanza gelatinosa e vi avvolge il liquido seminale di un altro maschio. Più radicale è il metodo dei fuchi che quando raggiungono l'orgasmo letteralmente esplodono nell'apparato genitale dell'ape regina bloccando così l'accesso ad altri visitatori. Il topo comune, appena finito di eiaculare, secerne un robusto tappo di muco che chiude la vagina della femmina. Questi stratagemmi vengono messi in atto in risposta alla promiscuità femminile; se le future madri si accoppiano con più maschi la competizione che questi ingaggiano per assicurarsi l'atto riproduttivo, e la tanto agognata paternità, diventa feroce.

Ma trovato il metodo c'è chi lo aggira; il ratto riesce, con l'ausilio di un pene prensile, a togliere il tappo dalla vagina della femmina e a concorrere per la paternità. C'è poi chi, se la dolce metà manca all'improvviso, si trasforma e assume le caratteristiche dell'altro sesso. Questo fenomeno, una forma di ermafroditismo, è comune tra gli invertebrati e tra molti pesci: e il simpatico e famoso pesce pagliaccio è un maestro nel diventare femmina se la sua compagna muore. Il maschio si trasforma fisicamente e fisiologicamente ed è in grado di produrre le uova che verranno poi fecondate da un altro maschio che prenderà il suo posto nel nuovo rapporto. Insomma, le strategie che l'evoluzione ha sviluppato per dare a tatti una chance di trasmettere il proprio patrimonio genetico sono così tante che moltissimi animali, soprattutto quelli più semplici, non hanno nemmeno il problema di trovare un partner e si arrangiano da soli: si tratta della moltiplicazione asessuata, presente in natura in molte forme diverse.

Per i nostalgici del sesso e per chi è abituato a complicarsi la vita alla ricerca del compagno perfetto sembrerà una stravaganza, ma alle stelle di mare, per esempio, è sufficiente staccarsi un braccio e aspettare che da esso si generi un altro individuo. Eliminando così corteggiamenti elaborati, dispendi di energia, maratone amorose e patemi d'animo bestiali.(science)


L'importazione dei prodotti alimentari nella cucina cinese

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L'importazione dei prodotti alimentari era sotto stretto controllo governativo, con la supervisione di un dignitario chiamato «Maestro dei Cibi», assistito da otto dietisti e sedici maggiordomi, che avevano il compito di sovrintendere alla preparazione delle feste e del banchetti del «Figlio del Cielo» (l'Imperatore) con severa osservanza dei tabù stagionali. Difatti le regole igieniche che proibivano l'uso di certi cibi giocavano un ruolo preminente nella vita quotidiana dell antica Cina: «il mangiare e il bere - scriveva un celebre medico del II secolo - sono destinati al piacere del palato e al nutrimento della vita, ma se non sono ordinati correttamente quel che si mangia può risultare estremamente dannoso». 

Bisogna riconoscere che nessun popolo più dei cinesi ha prestato così tanta attenzione alla cottura del cibi. Non ci si riferisce in questo caso ai trionfi gastronomici della cucina cinese nota in tutto il mondo, ma piuttosto ai principi della cottura basata sull'uso di grandi quantità di olio ad alte temperature e sulla frittura realizzata in ampi tegami di ferro dalle pareti sottili. La desuetudine ai cibi freddi che sembra aver caratterizzato la cucina cinese per secol è stata sicuramente motivata da forti fattori igienici, con il preciso scopo di prevenire le infezioni. Gli, occidentali che ebbero modo di conoscere questo Paese, pur nelle condizioni tutt'altro che salubri dell antichità, si resero subito conto di quanto fosse igienica la maniera cinese di preparare i cibi. L'importanza della cottura è ben chiarita dall'affermazione che leggiamo in un trattato (sui riti) del primo periodo Han (206 a.c. - 220 d.C.): «Fu Sui Ren che per primo tagliò la legna per ottenere il fuoco e insegnò alla gente a cucinare i cibi crudi per far sì che non soffrisse di malattie dello stomaco e per innalzare gli uomini sopra il livello delle bestie». 

Da questa consapevolezza derivò, più tardi, il famoso detto bai fei wu tu che significa «tutto ciò che è perfettamente bollito o cucinato (cotto) non può essere velenoso». Altre condizioni ambientali hanno influenzato lo stile della cucina cinese: in alcune regioni, per esempio, la scarsità cronica di combustibile da cucina ha incrementato tecniche di cottura che ne assicurano il massimo risparmio. Tagliare i cibi a pezzettini rende possibile friggerli a fuoco vivo in pochi minuti, oltre a conservare la consistenza e la ricchezza vitaminica degli alimenti. La cottura al vapore richiede anch'essa una quantità minima di combustibile e mantiene i pregi degli alimenti, grazie alla delicatezza del metodo. Al di fuori dei giorni festivi i cinesi avevano (e hanno tuttora) un'alimentazione molto semplice costituita di riso condito con qualche verdura o con pezzettini di carne.

Come esemplificato dalla farmacopea, in cui i principali rimedi sono ottenuti dalle piante, i prodotti del regno vegetale hanno un'importanza primaria nell'alimentazione cinese: oltre alle erbe comuni, ai legumi e alle radici, vengono usati molti vegetali che non sono conosciuti in Europa. In un paese essenzialmente agricolo è il cortile che fornisce la maggior parte delle carni (galline, oche, anatre) o s'ono i pesci d'acqua dolce, come la carpa. Per i pranzi più ricercati si aggiunge la carne di maiale, di bue, di montone, di pecora, di cavallo o di cane che i cinesi chiamano «la carne profumata». Troviamo accurate descrizioni di questi banchetti negli scritti dei missionari cattolici che penetrarono in Cina a partire dal XV secolo. «In questi conviti hanno tutte le nostre vivande condite assai bene, ma di nessuna viene molta quantità, e si prezzano di molta varietà di cose, empiendo le tavole de' bacciletti, che sono assai piccoli sempre, sì de carne e pesce in ogni pasto e tutto mangiano; et una vivanda posta in tavola sta quivi fino alla fine senza toglierla da lì... Nessuno pane si pone alla tavola, nè gran riso che risponde al pane, in simili conviti».

Riguado alle bevande più usate in Cina ecco quanto ha da direi il padre gesuita Matteo Ricci, alla fine del XVI secolo: «Il loro bevere sempre è cosa molto calda, anca nel mezzo della state o sia quella loro decottione di cià o vino, o altre cose liquide; che pare cosa molto utile alla sanità. Per questo vivono molti anni di vita, e sino a settanta e ottanta anni sono assai più robusti che i nostri; e da qui anca penso viene che loro non hanno il male della pietra o di arenella, come hanno sì soventemente i nostri Europei, che sempre bevono cose fredde».

Fino a poco tempo fa la cucina cinese più diffusa in Occidente era soprattutto quella del Guangdong (Cantonese). In moltissimi casi quella che era definita «cucina cinese» era un'interpretazione occidentale e poteva essere considerata soltanto un sostituto della superba arte culinaria cinese. Secondo una recente indagine, in Cina esistono non meno di 5.000 varietà di piatti.
La cucina cinese può essere suddivisa in quattro principali categorie regionali:
Cucina settentrionale - Beijing (Pechino), alcune volte chiamata Mandarina, e Shandong (Shantung);
Cucina meridionale - Guandong (Cantonese);
Cucina orientale - Shanghai e Jiangzhe;
Cucina occidentale - Sichuan (Szechuan e Hunan).

Pelle grassa: manteniamo la freschezza

Pelle grassa segue da Qui
Fra i venti e i trentacinque anni si raggiunge il massimo livello ormonale. Le ghiandole che regolano l'emissione di grasso e sudore sono più attive. La pelle grassa è spesso in quest'età un problema costante: presenta un aspetto lucido, pori dilatati, punti neri (in particolare sul naso e sulla fronte), vi è inoltre una certa predisposizione alle infezioni cutanee (acne e seborrea). Bisogna lavarsi spesso la faccia con acqua e un sapone neutro, la pelle deve essere tenuta particolarmente pulita, risciacquarsi con acqua fredda e calda che aiuta a riattivare la circolazione. Due volte la settimana pulire il viso con una spazzolina apposita, con movimenti circolari, aiuterà la caduta delle cellule morte. È bene tener presente che le prime rughe compaiono in questi anni e ci sono alcune cose da fare per prevenirle.

Ridurre certe espressioni del viso troppo ripetute, smetter di fumare (perché provoca tante rughette sul labbro superiore e, a quanto pare, causa perfino le zampe di gallina), controllare l'efficienza della vista e degli occhiali, perché se non si vede bene i muscoli intorno agli occhi si contraggono e a lungo andare lasciano il segno. Soprattutto usare una buona crema protettiva quando ci si espone al sole, anche per poco tempo e anche d'inverno: questa precauzione aiuta a ritardare la comparsa delle rughe. Consigli dietetici Come per l'acne una corretta alimentazione è importante, per conservare l'indispensabile sebo della pelle è consigliabile mangiare carote, fegato di manzo, uova, latte magro, pesce, spremute di pompelmo, succhi di frutta in genere, germi di grano. Bere molta acqua fra un pasto e l'altro, serve a eliminare le tossine e a idratare. Evitare anche in questo caso spezie e cibi piccanti. Maschere Il succo dell'arancia usato per frizionare la pelle è un buon astringente. Anche il succo di cetriolo e il succo del limone che ha azione tonificante oltre a pulire, disinfettare e ammorbidire. 
Per fare i lavaggi: far bollire la nepitella per 15 minuti in g 500 di acqua (g 40 di pianta). Anche il timo (g 40 di pianta) bollito per 15 minuti in g 500 di acqua, è ottimo per i lavaggi. Dopo aver accuratamente pulito la pelle si può procedere all'applicazione di maschere. Per le pelli grasse è particolarmente indicata una maschera fatta con g 250 di polpa di arance unita alla polpa di un limone. Applicare per 45 minuti e detergere con acqua tiepida.
Cura anche l'acne. Maschera agli spinaci. Pestare degli spinaci in un mortaio e applicare il ricavato sul viso per un'ora, oppure tritare gli spinaci e cuocerli in tanto latte che basti per coprirli. Lasciarli sulla parte per un'ora.

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