Il-Trafiletto

13/05/14

Utilizzare i gusci dei pistacchi per riscaldare una città: accade in Turchia

 Usare i gusci dei pistacchi per produrre energia alternativa, un progetto green in Turchia

Se pensiamo al pistacchio probabilmente ci viene in mente uno sfizioso modo per fare un aperitivo con gli amici, oppure se siamo attenti all'alimentazione, sappiamo come usare il pistacchio in cucina e conosciamo le sue innumerevoli qualità. Di certo non abbiamo mai pensato che i gusci dei pistacchi possono essere utilizzati, in modo alternativo, per produrre una buona energia pulita e riscaldare addirittura una città.

Ci hanno invece pensato in Turchia, precisamente nella Turchia del Sud, in un'area di circa 3.200 etttari che si trova  tra la città di Gaziantep e Kilis, al confine con la Siria, dove si sta creando una vera e propria Green City.  Non a caso la città di Gaziantep,  è famosa per la produzione di pistacchi, la qualità Antep, e la produzione dei pistacchi in questa zona è anche la maggior fonte di guadagno economico della regione. E' stata una società d'ingegneria francese, Burgeap, che ha deciso che di questo frutto nulla dovesse andar sprecato  e ha pensato di sfruttare i gusci dei pistacchi, per bruciarli e produrre energia pulita in loco.
Pistacchi
immagine presa dal web

Dagli studi fatti, gli ingegneri francesi hanno scoperto che i gusci del pistacchio di Antep con il loro potere calorifico di 19,26 Megajoule per chilogrammo, sono una fonte di energia utilizzabile. In base ai test effettuati dalla società di ingegneria francese, il valore calorifico della biomassa prodotta dai pistacchi basterebbe a riscaldare ben 55 ettari di edifici pubblici. Entro il mese di maggio se la municipalità di Gaziantep riceverà lo studio di fattibilità del progetto, si passerà alla fase operativa, un progetto che dovrebbe realizzarsi in 5 anni.

La città di Gaziantep, secondo quanto dichiarato dal responsabile dell'energia, Aysegul Tekerekoglu, diventerà un modello e un esempio di pratiche green, come l'uso dei pannelli solari, il corretto smaltimento dei rifiuti e la raccolta e il recupero delle acque piovane. Intanto, mentre si attende il via a questo interessante progetto, a Gaziantep si lavora  alla rivoluzione ecologica:  sono in fase di  costruzione  bioarchitetture ad alta efficienza che hanno risvegliato l'interesse internazionale e sono state destinatarie di premi .

13/5/1974 – 13/5/2014: Il referendum sul divorzio compie 40 anni.

Il divorzio compie 40 anni. Esattamente il 12 e 13 maggio 1974 il popolo italiano, chiamato ad esprimersi sul referendum abrogativo della legge Fortuna-Baslini di quattro anni prima, risponde con uno schiacciante 60% di “NO”, e la legge resta in vigore. La Democrazia Cristiana di Amintore Fanfani e il Movimento Sociale di Giorgio Almirante, assistiti dai movimenti cattolici e dal Vaticano, furono sconfitti. Gli italiani che si presentarono alle urne furono 38 milioni e fecero registrare un’affluenza altissima di oltre l’87%. Questo risultato fece registrare una svolta del popolo italiano che venne riconosciuto dagli altri Paesi europei come un popolo in piena trasformazione capace di separare l’ambito religioso da quello dei diritti civili che uno Stato può e deve garantire. Sul piano politico fu una cocente sconfitta per l’allora partito di governo, la Democrazia Cristiana e la Destra in genere, la quale faceva leva sui movimenti cattolici e soprattutto sull’aiuto del Vaticano per fronteggiare le forti convinzioni divorziste della sinistra e soprattutto dei Radicali già da una decina di anni. Anche il Partito comunista - pur appartenendo al carro vincente - all'indomani del voto dovette fare autocritica, in quanto, pur schierandosi a favore del divorzio, aveva paura di una frattura tra sinistra e credenti. Per la cronaca la legge sul divorzio venne approvata in maniera definitiva dalla Camera il 1° dicembre 1970 con 319 voti favorevoli e 286 contrari, al termine di una seduta terminata alle 5,40 del mattino con il voto dei parlamentari iniziato alle 10 del giorno precedente. Molti anni più tardi, nel 1987, tale legge venne modificata riducendo agli attuali 3 gli iniziali 5 anni di separazione richiesti prima di poter accedere al divorzio.

PEPERONCINI CON TONNO E ACCIUGHE

PREPARATE QUESTA CONSERVA E TENETELA DA PARTE PER IMPROVVISARE UN ANTIPASTO RUSTICO. COME PIATTO FORTE SERVITE CARNI MISTE ALLA GRIGLIA E VERDURE CRUDE IN INSALATA.  kcal per bocconcino 56

Ingredienti per 20-25 bocconcini • 600 G DI PEPERONClNI TONDI • 200 G DI TONNO SOTTOLIO • 100 G DI FILETTI D'ACCIUGA SOTTOLlO • 4 DL DI ACETO BIANCO • 50 G DI CAPPERI SOTTACETO • 2,5 DL CIRCA DI OLIO EVO SALE 

LAVATE i peperoncini, aiutandovi con un cucchiaino e un paio di guanti in lattice, eliminate il gambetto, i semi e le fibre bianche, facendo attenzione a non romperli (devono diventare delle specie di ciotoline).

PORTATE a bollore l'aceto bianco con 2 di d'acqua e cuocete i peperoncini per 2-3 minuti; scolateli, stendeteli su dei canovacci (con la parte tagliata rivolta verso il basso) e lasciateli asciugare per 12 ore circa.

PEPERONCINI CON TONNO E ACCIUGHE
FARCITE metà dei peperoncini con il tonno sminuzzato e l'altra metà con le acciughe e i capperi; man mano che sono pronti, disponeteli dentro i vasi da conservoa con la parte farcita rivolta verso l'alto. Quando li sistemate, cercate di non lasciare spazi liberi tra uno e l'altro

RABBOCCATE i peperoncini con l'olio, scuotete il barattolo in modo da fare uscire le bollicine d'aria, chiudete ermeticamente i vasi e sterilizzateli per circa 30 minuti immergendoli completamente in acqua a bollore. Riponeteli al buio in un luogo fresco e asciutto; lasciateli riposare per un mese circa prima di consumarli.

VARIANTI APPETITOSE 
l •  Mescolate il tonno sottollo, dopo averlo sbriciolato, con 1-2cucchiai di prezzemolo tritato, quindi farcite i peperoncini.
2 • Aggiungete al composto di capperi e acciughe l cucchiaino di origano secco

SAPER SCEGLIERE
IL CAPPERO Più i capperi sono piccoli, più sono saporiti. Questa affermazione vale per i boccioli, conservati sottosale o sottaceto, che devono essere tondi e piccolini perché significa che sono stati colti prima che si formi il fiore. Sono invece "frutti del cappero" quelli più grossi, dalla forma allungata e conservati in salamoia. Entrambi sono annoverati tra le erbe aromatiche

Perchè si parla di "zucchero-dipendenza"

Il dolce richiama quanto di più piacevole si possa immaginare. Eppure il sapore regalatoci soprattutto dal prodotto derivato dalla barbabietola, raffinato bianco, nasconde non poche insidie. E diventa addirittura una vera e propria droga 

Il primo sapore che sperimentiamo è dolce. Il primo bisogno vitale del neonato è data dal latte materno che sazia, è caldo ed è leggermente dolce. Le papille gustative della lingua distinguono quattro sapori: dolce, salato, amaro e acido. Ma solo nel corso del tempo impariamo ad apprezzarli tutti; all'inizio si distingue quello che è dolce da quello che non lo è.
Da qui il detto «Ai bambini piace il dolce» e la tendenza a infilare loro in bocca un ciuccio cosparso di miele o simile, quando il loro pianto si fa insistente. Molto presto, addirittura nelle prime settimane di vita, si può innestare un meccanismo di riflesso condizionato che il bambino memorizza così: «Quando sono triste, quando mi sento solo o quando mi faccio male, arriva una consolazione. Sotto forma di sapore dolce». Più tardi, il premio per i primi successi o le piccole cortesie, assume molto spesso lo stesso aspetto.
C'è da stupirsi se un legame tanto radicato ha effetto anche nella vita adulta? Si può parlare di "Un vero e proprio condizionamento psicologico, spesso, senza esagerare, di un «effetto droga»". Per premiarsi o per consolarsi moltissime persone - consapevolmente o inconsapevolmente - ricorrono a torte, caramelle e cioccolata. L'industria dei cibi, con la presenza costante dello zucchero raffinato in quasi tutti i cibi confezionati, ci influenza inconsapevolmente. Lo zucchero è un ottimo antimicrobico e conservante per confetture, succhi e altri derivati della frutta (molto spesso il vasetto di marmellata contiene il 60 per cento o più di zucchero).
È possibile invece preparare ottime confetture e succhi con quantità molto minori di zucchero, basta il 30% del peso della frutta. Questa pratica industriale ha contribuito a un diffuso appiattimento del gusto. Siamo convinti di scegliere tra una moltitudine di prodotti alimentari, ma in realtà la gamma di sapori è limitata e piuttosto uniforme. Il cibo preconfezionato tende ad «amrnaestrarci» e a formare determinate preferenze.
Quanti bambini e adolescenti non sono più disposti ad assaggiare alimenti semplici dal sapore «vero», e chi prepara loro da mangiare si sente costretto ad adoperare miscele di condimenti, salse e intingoli già pronti in commercio e che ripropongano appunto questi sapori standardizzati
Un equilibrio delicato 
Glicemia o livello glicemico sono termini che indicano la quantità di glucosio nel sangue. il glucosio è una forma di zucchero semplice, l'unica utilizzabile dal nostro organismo, e la quantità presente nel sangue è soggetta a variazioni, secondo il 'momento della giornata, 1'attività svolta, il tipo e la quantità di cibo consumato. Idealmente, però, la glicemia dovrebbe rimanere relativamente stabile durante il giorno. 
Forti cali (ipoglicemie) vengono avvertiti con senso di fame ma anche di stanchezza e difficoltà di concentrazione. Forte sete o stato confusionale possono essere invece segnali di picchi marcati (iperglicemie). È abbastanza tipico il fenomeno dell'alternanza, una ripetuta oscillazione tra ipoglicemia e iperglicemia favorita soprattutto dalla presenza dello zucchero raffinato nell' alimentazione. Essendo ad assorbimento rapidissimo, lo zucchero puro o comunque presente in buona dose, alza la glicemia nel giro di pochi minuti e quindi richiede un forte rilascio di insulina per controbilanciare questo stato. L'organismo interpreta il richiamo come un segnale di emergenza e mette in circolazione una quantità di insulina tale da far scendere la glicemia in poco tempo e anche oltre il livello medio ideale. A questo punto si innesta un meccanismo pericoloso «ad altalena»; se esso si verifica di frequente (ed è probabile che avvenga ogni giorno, secondo le abitudini alimentari) si arriva, nel corso di pochi anni, a un affaticamento del pancreas e in seguito a varie forme di diabete.
Buon umore, senza sbalzi 
Sentirsi costantemente svegli e attivi è possibile con alcuni accorgimenti dietetici. Il primo passo è un taglio drastico su tutti i prodotti che contengono zucchero industriale. Non meno importante è la riduzione di tutti i carboidrati raffinati. Sono invece ammessi pane, riso e pasta integrali. Il miele è permesso in piccole quantità purché vergine integrale. È preferibile quello di acacia o di castagne perché prevale la parte di fruttosio, un tipo di zucchero che non incide sul livello glicemico. Via libera invece alla frutta fresca, dal sapore dolce naturale. Però è importante il momento: meglio consumarla come pasto a se stante, per esempio come spuntino a metà mattino o metà pomeriggio. Occorre invece moderazione per la frutta secca (uvetta, prugne secche e simili) e per i succhi di frutta: vengono assimilati troppo velocemente e possono mandare in tilt i segnali inviati al pancreas.
Segnale d'allarme 
immagine presa dal web
La frase «non posso fare a meno di ...» oppure «ho proprio bisogno di ...» vi suona familiare? Attenzione: ogni necessità irrinunciabile si avvicina pericolosamente alla dipendenza, con un effetto droga. Tra l'altro, questo effetto può essere accompagnato da un fenomeno curioso: in caso di intolleranza alimentare, un disturbo sempre più diffuso ma spesso non diagnosticato, la persona può avvertire un' attrazione irresistibile proprio verso quel tipo di alimento. Questo cibo le conferisce uno stato di euforia e di benessere momentaneo, seguito purtroppo ben presto da uno stato di debolezza o da altri sintomi sgradevoli che le fanno desiderare una nuova «dose » della sostanza incriminata. 



Dati essenziali | Parte seconda | Le 10 cose che accadono quando il fuoco arriva dal cielo.

Lago Cebarkul (immagine dal web)
Bene, dopo avere visto come si è giunti alla traiettoria del meteorite che si è abbattuto sulla città di Celjabinsk in Russia, vediamo di parlare della seconda delle 10 cose che ci ha lasciato i resti di questo corpo celeste. I dati essenziali!

La seconda cosa che ci raccontano i resti del meteorite sono i dati essenziali.
Da questo materiale ottenuto possiamo dedurre che un bolide largo 20 metri è sfrecciato dal cielo alla velocità di 69,524 km/h, quasi sessanta volte la velocità del suono. E' giunto a un angolo molto basso, meno di 20°, e si è vaporizzato ad un'altezza di 20 km, grazie a ciò appena lo 0,05% del materiale è arrivato a terra sotto forma di meteoriti.

Il frammento più grande, un macigno di 570 kg è stato rinvenuto in seguito nel vicino lago Cebarkul, dove aveva sfondato uno strato di ghiaccio di 70 centimetri! (science)
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