Il-Trafiletto

25/10/14

Budino al caffè

PREPARAZIONE: facile TEMPO: 30 minuti + la refrigerazione
CALORIE A PORZIONE:450
INGREDIENTI x 6 persone
*150 g di savoiardi,
*100 g di amaretti,
*300 g di mascarpone freschissimo,
*150 g di zucchero,
*3 tuorli d'uovo,
*1 tazzina di caffè ristretto,
*1 bicchierino di Caffè,
*1 bicchierino di cognac


SBATTETE i tuorli con gran parte dello zucchero e sempre sbattendo incorporate il mascarpone.
DIVIDETE il composto in due parti e alla prima aggiungete amalgamando bene il caffè. All'altra metà incorporate invece il bicchierino di cognac. Sia nella parte aromatizzata col caffè sia in quella profumata al cognac mescolate gli amaretti sbriciolati.
INZUPPATE i savoiardi nel liquore al caffè e foderate con esse uno stampo da charlotte. Riempite quindi lo stampo con le due creme alternate a strati e ponetelo in frigorifero alcune ore.
SFORMATE il dolce guarnitelo a piacere con cioccolatini e servitelo come dessert.

Linux libero e gratis per tutti presentato in 93 città d'Italia

Si ripresenta per il 2014 il "linux day" il sistema operativo libero. Incontri a tema in novanta città d'Italia per far conoscere com'è opportunamente vantaggioso il software 

Linux, il sistema operativo creato da Linus Torvalds "solo per divertimento" nei primi anni Novanta e che è alla base dei milioni di smartphone Android (84,7% del mercato) ed è leader nelle infrastrutture Cloud, è il sistema operativo alternativo a Microsoft Windows e Apple OS X che si presenta oggi in Italia.

Chiamati dall'Italian Linux Society (ILS) a festeggiare l'informatica libera, attira appassionati, curiosi e amatori a toccare con mano l'informatica libera ma anche per testare le potenzialità dei software nati dalla collaborazione di centinaia di sviluppatori sparsi in tutto il mondo, ma anche per ragionare su un altro modo di cultura aperta e condivisione.

Le regole degli organizzatori sono poche e semplici: ingresso libero e gratuito e disponibilità a spiegare al grande pubblico i vantaggi, non solo economici, di usare software open source. Ad ospitare gli eventi, che quest'anno sono 93, ci saranno scuole, università, associazioni e l'elenco completo è disponibile sul sito ufficiale gestito dalla ILS.

Protagonista comune di ogni evento sarà, appunto, Linux (o GNU/Linux, come vorrebbero i puristi), Linux è tuttavia solo la punta dell'iceberg di un movimento, quello del software libero, che spazia dalla tecnologia, alla società, al rapporto con l'informazione, alla privacy. Lo stesso Mark Shuttleworth, il creatore di Ubuntu, la più diffusa versione di Linux, disse una volta che "il software libero è più grande di Linux, è più grande di un singolo progetto: è nella sua globalità che cambierà il mondo".

Per beneficenza le aziende inglesi lasceranno arrestare i loro manager e doneranno fondi

L'Inghilterra è un paese dalle curiose iniziative come quella che stiamo per descrivere. Per raccogliere fondi per un'iniziativa benefica, pensa che ti ripensa, la polizia di Merseyside ha trovato un'idea decisamente originale.  Le aziende inglesi potranno fare una donazione a favore di un’organizzazione che supporta i giovani disagiati, e in cambio gli agenti arresteranno un loro manager, trattenendolo in prigione per un minimo di quattro ore, o anche di più a seconda dei fondi donati.

Un carcere
immagine presa dal web

Ovviamente  il tono dell’iniziativa è chiaramente scherzoso, e si basa sul fatto che in ogni azienda i dipendenti sognano in qualche modo di “vendicarsi” di qualche manager, per i motivi più disparati: la polizia di Merseyside conta sul fatto che questo incentiverà i dipendenti a raccogliere fondi da donare. “Speriamo che questa iniziativa catturi l’immaginazione delle imprese di Merseyside, che potranno proporre manager da mettere in prigione”, spiega l’ispettore Paul Court, che coordina l’iniziativa battezzata “Locked up for good”, nome che gioca sul doppio senso di “for good” che significa sia “a fin di bene” che “per sempre”.

Vibratori & C. nel palazzo del parlamento Siciliano

Palermo Sala Rossa di Palazzo dei Normanni, anticamente conosciuto come Palazzo Reale sede dell'Assemblea regionale siciliana, fanno bella mostra di sè vibratori, sfere in silicone, creme per le parti intime, oggetti che servono a migliorare il piacere femminile. Fra l'imbarazzo e lo stupore dei commessi e dei funzionari del Palazzo


Un campionario di oggetti atti a prendersi cura dei bisogni più intimi delle donne, che hanno ben poca valenza terapeutica, stimolano di più la curiosità e un sussurrato e imbarazzante dibattito nei corridoi, uffici, e locali dei gruppi parlamentari. Come di solito nel Palazzo dei Normanni per di più nella sala rossa non si sono tenuti dotti convegni sull'autonomia della regione, sul federalismo, sui problemi dei siciliani, ma una lunga argomentazione sugli inconfessabili pruriti delle donne.

Inizialmente era stata allestita una presentazione con i vari oggetti esplicitamente stimolanti del piacere erotico, nei corridoi del piano parlamentare, ma il turbamento dei funzionari ha riportato l'iniziativa dentro le mura della sala Rossa. "I prodotti erano esposti alla vista diretta dei turisti in visita nel Palazzo. In modo decisamente inopportuno", spiega Paolo Ruggirello, uno dei questori. L'illustrazione dei prodotti è andata di pari passo con un congresso sulle "innovazioni terapeutiche nella pratica clinica endocrino-ginecologica ed ostetrica".

(foto di Corrado Lannino / Studio Camera)
La Sala Rossa, l'ultima volta , era stata utilizzata per una affollata conferenza dei capigruppo per passare poi a un'esposizione di dispositivi per le parti intime. Per carità, non c'è stata alcuna forma di vendita a violare la sacralità dell'istituzione, e il tutto può ricondursi a un contesto scientifico.

"L'importante è che non sia stata un'iniziativa commerciale", si affretta a precisare il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone. Un fatto è certo, al di là di moralismi fuori luogo: si è parlato e si parlerà a lungo, dalle parti del Parlamento più antico d'Europa, di quel giorno in cui il vibratore soppiantò, nell'ordine del giorno, interrogazioni e disegni di legge.

"Lo scudetto si vince sul campo, e Moratti non l'ha sempre fatto" | Si toglie cosi il sassolino Agnelli nei confronti di Moratti

E' tempo di bilanci in casa bianconera, dopo le fatiche inutili di Champions. Approvato il bilancio 2013/14 con abbondante maggioranza: solo in 6 votano contrario. 


Nel mentre il Andrea Agnelli da luogo a vecchie ruggini nei riguardi nel neo ex presidente nearazzurro Massimo Moratti, fresco d'addio. In un intervista concessa a 'Sky Sport', il numero uno bianconero si toglie un sassolino infido nei riguardi di Moratti: "C'è da riconoscere a Moratti il grande amore nei confronti dell'Inter ed è il troppo amore che induce a fare delle follie".

Prosegue e chiarisce meglio il presidente della Juventus: "Non avrebbe dovuto accettare un titolo di Campione d'Italia che non è stato vinto sul campo". La scintilla è stata accesa, per rinnovare una polemica sempre attuale in casa bianconera. Dopo di che, il plauso nei riguardi di una persona che ha dato molto con la sua competenza e passione al nostro calcio: "Detto ciò, con il suo addio si perde un componente umano che ha amato la sua squadra come pochi avrebbero saputo fare, oltre che un grande uomo dell'economia italiana". Tutto questo mentre il bilancio approvato dall'assemblea dei soci che registra una perdita di soli 6,7 milioni di euro, una inezia se si pensa che solo un paio d'anni fa, nella stagione 2010-11 il bollino rosso-record toccava ben 95 milioni.

Il fatturato della "Vecchia Signora" è in netta crescita, ma non è abbastanza per mantenere il ritmo incredibile della concorrenza internazionale: "La Juventus da sola non avrà vita facile, serve l'aiuto dell'industria calcio intera, è il tutto il movimento che deve cercare di crescere, in caso contrario non potremo fronteggiare club che hanno un fatturato superiore al nostro. Real Madrid, Barcellona, Bayern e Manchester United sono troppo fuori portata per essere attaccabili nel medio periodo, bisognerà stare a vedere che cosa sarà in grado di fare il calcio italiano per cercare di colmare tra 5 anni parte del gap", ha spiegato il patron bianconero.
Andrea Agnelli presidente
della Juventus

In casa Juve intanto si è per la prima volta redatto il bilancio sociale, che ha ricevuto la certificazione del Global Reporting Initiative, come ha spiegato lo stesso Agnelli: "Sono poche le società di calcio che si sono incamminate verso una strada simile a livello mondiale, in quanto ché esso richiede un forte impegno a tutti i livelli aziendali".





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