Il-Trafiletto

16/07/14

Cavolo all'agro | Maiale lessato | Tofu brasato | Cucina cinese

Cavolo all'agro 
Tempo di preparazione: 20 minuti circa
 Ingredienti 450 g di cavolo bianco un peperone verde un peperone rosso 2 cucchiai di salsa di soia 2 cucchiai di aceto 2 cucchiai di zucchero un cucchiaio di sale un cucchiaio di olio 5 peperoncini rossi piccanti un cucchiaio di olio di sesamo 12 granelli di pepe nero
Mondate e affettate le verdure. Mescolate in una ciotola la salsa di soia, l'aceto, lo zucchero e il sale. Fate scaldare l'olio nel wok con i peperoncini e il pepe nero, unite il cavolo e i peperoni e cuocete per un minuto circa. Versatevi il miscuglio preparato e amalgamate bene. Trasferite la preparazione su un piatto da portata, irrorate con l'olio di sesamo e servite sia caldo che freddo.

Maiale lessato
Tempo di preparazione: 20 minuti Tempo di cottura: un'ora e 15 minuti
Ingredienti 750 g di cosciotto di maiale disossato e con la cotenna
Per la salsa: 4 cucchiai di salsa di soia un cucchiaio di olio di sesamo un cucchiaio di cipolline tritate un cucchiaio di radice di zenzero tritata mezzo cucchiaio di aglio tritato un cucchiaino di salsa di chili (facoltativa)
Legate bene il cosciotto di maiale con refe da cucina. e immergetelo in una pentola con abbondante acqua bollente. Portate il liquido a ebollizione, schiumate. coprite il recipiente e cuocete per un'ora circa. Togliete la carne dalla pentola, passatela per un minuto in acqua fredda, eliminate lo spago e gran parte del grasso. Affettate il cosciotto, disponete le fette su un piatto da portata e servitelo con la salsa preparata mescolando gli ingredienti indicati.

Tofu brasato 
Tempo di cottura: 45 minuti Tempo di preparazione: 10-15 minuti
Ingredienti 4 panetti di Tofu (nei negozi specializzati) 175 g di braciole di maiale 2 cipolline 2 fette di radice di zenzero 50 g di pancetta 3 cucchiai di salsa di soia un cucchiaio di zucchero 2 cucchiai di vino di riso o di sherry secco 
 Mettete il caglio di fagioli in una casseruola, copritelo con acqua fredda e portate a ebollizione. A questo punto, coprite il recipiente e cuocete a fuoco vivo per l0 minuti fino a quando il caglio assumerà un aspetto spugnoso. Tagliate a bastoncini le braciole, quindi mettetele in una piccola casseruola, aggiungete le cipolline, la radice di zenzero, 3 dl di acqua e cuocete per 5 minuti a fuoco vivo. Sistemate sul fondo di una padella la pancetta a dadini, mettetevi sopra il caglio, quindi le braciole, sgocciolate. Aggiungete la soia, lo zucchero, il vino e l'acqua di cottura della carne con lo zenzero e le cipolline. Portate a ebollizione e cuocete a recipiente coperto per mezz'ora. Lasciate raffreddare, eliminate la carne e servite il caglio affettato.

PRESI PER IL NASO

Spieghiamo la fisiologia  degli odori.
Sentire un odore significa prima di tutto respirarlo: le cellule che recepiscono gli odori si trovano nella mucosa olfattiva, un'area specializzata all'interno del naso, che nell'uomo non supera i 5 cm² di superficie (mentre nel cane arrivaa 18 centimetri, nel gatto a 21). La mucosa olfattiva è composta da tre tipi di cellule: basali, di sostegno, e infine le cellule olfattive vere e proprie, dotate di ciglia cui aderiscono le molecole delle sostanze odorose. È da queste cellule che parte una fibra nervosa che si connette con il bulbo olfattivo, una struttura del sistema nervoso che si trova alla base del cranio: quando le molecole odorose entrano in contatto con i recettori presenti sulle ciglia delle cellule olfattive producono uno stimolo elettrico che raggiunge il bulbo olfattivo, e da lì le altre aree del cervello che hanno il compito di decodificare e interpretare i diversi odori. Il sistema olfattivo è direttamente legato al sistema limbico, che sovrintende agli stati emotivi: probabilmente è per questo che a volte gli odori provocano, senza che ne siamo consapevoli fino in fondo, reazioni emozionali così evidenti
Un vero «pronto soccorso» olfattivo
Poche gocce di profumo possono bastare per alleviare un mal di testa, ritrovare il sonno perduto o ridarci il buon umore? Sembra troppo bello per essere vero, eppure - anche se il termine è stato coniato intorno al 1920 dal chimico francese René Gattefossé - l'aromaterapia ha radici antichissime: sembra che siano stati gli antichi egizi a inventare il procedimento di distillazione necessario per ricavare dalle piante gli oli aromatici essenziali. E se i più recenti studi sulla memoria olfattiva sollevano qualche dubbio - per Rachel Hertz, per esempio, alcuni profumi ci ridanno il buon umore perché li associamo a ricordi piacevoli- altre ricerche confermano ciò che la tradizione popolare sapeva da sempre. Prendiamo per esempio la lavanda: un esperimento realizzato negli Usa all'università di Miami dimostra che questo aroma stimola la vigilanza e la capacità di concentrazione. Mentre gli studi effettuati all'università di Vienna ne confermano l'effetto sedativo, e una ricerca realizzata all'università giapponese di Hirosaki la segnala come rimedio efficace per ansia e depressione.
Non resta dunque che scegliere le essenze più duttili e gradevoli. Ricordando che possiamo utilizzarle (da sole o nella combinazione preferita) in vari modi: nel massaggio, in un bagno caldo, diffondendoli nell'ambiente con un apposito bruciatore o semplicemente mettendo qualche goccia nell'umidificatore del termosifone; a volte perfino ingerendoli (ma in questo caso è bene consultare un esperto). Per ottenere gli effetti migliori è bene scegliere prodotti di ottima qualità, se possibile provenienti da piante selvatiche o coltivazioni biologiche, e conservarli con cura. Ed ecco gli aromi più diffusi e versatili, un vero «pronto soccorso» olfattivo da tenere a portata di mano:
• Albero del tè: purificante, rinfrescante, per bagni e cura dei capelli, antibatterico.
• Bergamotto: migliora l'umore, antidepressivo, antivirale e disinfettante.
• Camomilla: rilassante, equilibrante.
• Cannella: rinforzante, stimolante (in dosi minime perché può irritare la pelle) .
• Eucalipto: purifica l'aria, rinfresca, stimola la percezione, utile per raffreddori, asma, bronchite.
• Gelsomino: euforizzante, rilassante.
• Lavanda: facilita il sonno, combatte lo stress, la tensione e il mal di testa, antibatterico,
disinfettante.
• Limone: rende attivi e stimola la concentrazione, antibatterico, antinfiammatorio e febbrifugo.
• Menta piperita: stimolante, chiarificante antinfiammatorio e antispasmodico.
• Neroli (arancio amaro): rilassa e facilita il sonno .
• Pino mugo: purifica l'aria e migliora la concentrazione .
• Rosa: rilassa e stimola i sensi; rinfresca e addolcisce la pelle .
• Sandalo: equilibrante e rigenerante.
• Zenzero: stimola l'appetito e la digestione.

La Tettonica oggi

La litosfera attuale è divisa in otto grandi placche e in molte più piccole. La loro velocità media è di circa 4 centimetri all'anno, più o meno la stessa a cui crescono le unghie. 

La cosa ancora non del tutto chiara, però, è perché alcune placche vadano più veloci di altre. In genere il fenomeno inizia con un riscaldamento alla base della crosta continentale, che la fa diventare più deformabile e meno densa. Dato che gli oggetti più densi salgono rispetto a quelli meno densi, l'area riscaldata diventa un'ampia cupola.

Via via che la crosta si gonfia, si formano delle fratture che gradualmente diventano fosse tettoniche che cominciano a dividere il continente. A un certo punto tra i frammenti continentali emerge materiale basaltico che li allontana ulteriormente fino a formare un oceano come l'Atlantico.

Con il tempo, un oceano antico come il Pacifico comincia a chiudersi. Le placche oceaniche scendono sotto i continenti formando un'enorme fossa, o zona di subduzione, profonda fino a 10 chilometri. Quando le immani lastre si addentrano nel mantello, alla superficie si hanno spesso terremoti profondi. I sedimenti in precedenza sul fondo dell'oceano cominciano a riscaldarsi, fondendosi e ascendendo all'interno della crosta fino a formare catene di vulcani lungo il bordo del continente.

La "cintura di fuoco" attorno al Pacifico, per esempio, è provocata dalla spinta della crosta oceanica sotto i continenti. Quando i continenti collidono tra loro, come quando circa 50 milioni di anni fa l'India finì contro l'Asia, si innalzano possenti catene montuose come l'Himalaya. In altri luoghi, come la faglia di Sant'Andrea, dove i continenti sfregano l'uno contro l'altro, terremoti meno profondi possono provocare danni immani in superficie. Per la fine degli anni Sessanta si era compiuta una rivoluzione in campo geologico, comparabile con quella avviata da Darwin cento anni prima in ambito biologico, quando propose la sua teoria dell'evoluzione. Oggi la grande teoria unificante della tettonica delle placche, come è chiamata oggi la deriva dei continenti, spiega praticamente ogni fenomeno geologico noto.(science)



Le strisce magnetiche | La loro importanza si chiari' negli anni '60

Nel 1962 Harry Hess, all'epoca direttore del dipartimento di geologia dell'Università di Princeton, negli Stati Uniti, avanzò un'ipotesi stupefacente.

L'espansione dei fondali oceanici, come fu chiamata la teoria di Hess, prevedeva che, via via che "sezioni in sollevamento delle celle di convezione del mantello" sgorgavano dalle profondità al di sotto delle dorsali medio-oceaniche, il nuovo materiale spingesse via il precedente in modo tale che metà si allontanasse da una parte della dorsale e metà dall'altra, ampliando così lievemente l'oceano. Prima o poi il flusso iniziale si sarebbe ritrovato a migliaia di chilometri dalla dorsale. I due continenti, un tempo uniti, sarebbero finiti a grande distanza. Inoltre, anziché avere continenti che arrancavano sulla crosta oceanica come proposto da Wegener, Hess li descriveva trasportati su un nastro trasportatore dato dai moti convettivi del mantello. Menzionò solo di sfuggita il lavoro di Holmes, precedente di 35 anni.

CODICE A BARRE DELLA TERRA 
L'importanza delle strisce magnetiche del fondo dell'oceano si chiarì grazie a due geofisici britannici, Fred Vine e il suo relatore di dottorato a Cambridge, Drummond Matthews. Nel 1963 ipotizzarono che se l'espansione dei fondali oceanici si svolgeva come immaginava Hess, le strisce dovevano rappresentare il ribaltamento periodico del campo magnetico terrestre, fossilizzato nei basalti via via che fluivano lentamente dalla dorsale medio-oceanica. Nel corso di milioni di anni l'orientamento del campo magnetico terrestre era rimasto registrato come un codice a barre. Nel gennaio dello stesso anno il canadese Lawrence Morley propose una spiegazione simile, ma il suo lavoro fu respinto dai giornali scientifici perché considerato troppo discutibile.

Nel 1965 venne svolto un nuovo studio magnetico della dorsale Juan de Fuca nel Pacifico nordorientale. Vine correlò i dati con i tempi delle inversioni magnetiche nella lava sulla terraferma e calcolò le epoche delle inversioni sul fondo marino. Fu immediatamente evidente che le rocce più giovani erano più vicine alla dorsale, mentre le più antiche erano le più distanti, adiacenti al continente. L'anno successivo i campioni da profondi carotaggi dal Pacifico mostrarono che la cronologia e la disposizione delle inversioni magnetiche nei campioni coincidevano con quelle determinate dalla lava sulla terraferma. Ciò confermava il lavoro di Vine e la teoria della deriva dei continenti diventava finalmente incontestabile.(science)


Protagonisti | Gli scienziati il cui operato ha forgiato un futuro brillante per la geologia

Antonio Snider-Pellegrini
Antonio Snider-Pellegrini '(1802-1885) era un geografo italo-americano che per primo visualizzò i continenti come un'unica terra emersa, sostenendo le sue idee con i fossili e le formazioni rocciose coincidenti sulle sponde opposte dell'Atlantico.

Alfred Wegener
Alfred Wegener (1880-1930) fu il meteorologo tedesco che per primo propose la teoria della deriva dei continenti. Raccolse ordinatamente i dati che sostenevano la sua teoria secondo cui i continenti si spostavano lentamente sulla Terra e un tempo formavano un'unica terra emersa. Mòri durante una spedizione polare e non visse fino a vedere come la sua teoria rivoluzionò le scienze della Terra.
Arthur Holmes 

Arthur Holmes (1890-1965) propose le correnti convettive del mantello come meccanismo che muove i continenti per il globo. Ma, come per Wegener, anche le idee del fisico britannico furono ignorate per decenni.

Harry Hess
Harry Hess (1906-1969) fu un geologo presso l'Università di Princeton che suggerì che la crosta terrestre si spostava lateralmente allontanandosi dalle dorsali medio-oceaniche attive vulcanicamente. La sua teoria dell'espansione dei fondali oceanici ne fa uno dei padri fondatori della moderna tettonica delle placche.

Fred Vine
Fred Vine (n. 1939) ipotizzò, insieme a Drummond Matthews (qui a destra di Vine), che le strisce magnetiche ai lati delle dorsali medio-oceaniche registrassero l'orientamento del campo magnetico terrestre: trovò prove che confermarono ia deriva dei continenti.
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