Il-Trafiletto

10/04/14

Curare il fegato: ci vengono in aiuto erbe, piante e frutta.

Il fegato è un organo dotato di numerose funzioni indispensabili all’organismo umano, tra cui quella depurativa e quella di immagazzinare riserve per l’organismo. Secerne inoltre, la bile. Le piante benefiche per il fegato sono numerose. Le seguenti sono note a tutti e non richiedono particolare preparazione perché si mangiano normalmente crude o cotte: il CARDO MARIANO: supporta i processi di detossificazione epatica, da assumere come estratto opportunamente titolato; il CARCIOFO: ottimo per migliorare la digestione, le parti che fanno meglio sono le foglie, ma si può assumere anche come tisana; il ROSMARINO: ha un effetto depurativo e protettivo grazie all'attività antiossidante specifica per la cellula epatica; il TARASSACO: amaro ma non troppo, facile da reperire, ha un'attività diuretica, coleretica ed epatoprotettiva; ed ancora l’agretto, l’asparago, la barbabietola rossa, la carota coltivata, il cavolo, il cerfoglio, la cicoria, il crescione, i fagiolini verdi, la melanzana, il ravanello.Tra i frutti preferire: l’arancia, il melone, la susina e l’uva. Si possono prendere anche 2 cucchiai al giorno di succo di lassana. Tutte queste piante sono coleretiche, cioè stimolano la secrezione della bile. Inoltre disintossicano. Ecco alcuni preparati per la cura del fegato da bere tre tazze al giorno, di cui una a digiuno: infuso misto di carciofo e di bosso; lasciare 20g di foglie in infusione per 10 minuti. infuso misto di melissa e tiglio; lasciare 20g di sommità fiorite e foglie di melissa e 10g di fiori di tiglio in un litro d’acqua bollente per 10 minuti. infuso di noce; lasciare 25g di foglie in un litro d’acqua bollente per 10 minuti. decotto misto di ribes nero, carciofo, tarassaco e calendula; bollire 15g di ognuna di queste piante essiccate, in una tazza di acqua per un minuto e lasciare in infusione per 10 minuti. infuso di sambuco; lasciare 50g di fiori in un litro d’acqua bollente, mescolare e filtrare subito. infuso di robinia; lasciare 50g di fiori in un litro d’acqua bollente per 10 minuti. infuso di corbezzolo; lasciare 50g di foglie in un litro d’acqua bollente per 5 minuti.

CURIOSI GIOCHI E INDOVINELLI 10^ PUNTATA

CORDE, ANELLI,INDIGENI ED ESPLORATORI - OVVERO PROBLEMI TOPOLOGICI E LOGICI

1) Le corde e l'anello
Problemi di tipo meccanico con corde ed anelli spesso hanno stretti legami con la teoria del nodi topologici. Uno di questi di facile realizzazione è il seguente:
1) Procurarsi un un pezzo di cartoncino, un pezzo di corda, ed un anello.Il cartoncino abbia dimensioni 7x 15 cm. (Le dimensioni possono anche essere leggermente diverse)
2) Praticare al centro del cartoncino un foro rettangolare di dimensioni 1x2 cm.
3) Assicurarsi che l'anello sia abbastanza grande da non passare attraverso il buco centrale del pannello. Più largo sarà il cartoncino e pesante la corda, più facile sarà manipolare il giochetto. Il problema è:  far passare l'anello dall'ansa A a quella B senza tagliare la corda né scioglierne le estremità. Per capire come sistemare e fare passare la corda attraverso il foro del cartoncino, seguire le indicazioni della fig.1.
fig. 1 - PUO' PASSARE L'ANELLO da A a B?
Soluzione: Allargate il cappio centrale quanto basta perché l'anello vi passi attraverso. Tenete l'anello di fronte al pannello mentre afferrate la doppia corda nel punto dove esce dal foro centrale. Tirate verso di voi la doppia corda. Dal foro centrale uscirà un doppio cappio. Passate l'anello attraverso questo doppio cappio. Ora tirate da dietro al pannello il doppio cappio in modo che la corda ritorni nella posizione iniziale. Non rimane che far scivolare l'anello lungo il cappio centrale e il gioco è fatto.
È interessante notare che il problema non ha soluzione se la corda è legata in modo che il cappio X  passi una volta sopra,così come è rappresentato nella fig.2. 
fig.2
2) L'esploratore, l'indigeno sincero e l'indigeno bugiardo.
Un indovinello logico scelto fra i molteplici basati su personaggi che dicono il vero o che mentono. Esempio classico è quello che succede ad un esploratore in una regione abitata da due tribù; i membri di una mentono sempre, i membri dell'altra dicono sempre la verità. Egli incontra due indigeni. "Sei uno di quelli che dicono la verità? "- chiede a quello più alto- " Guum", risponde l'indigeno. " Volere dire ' ' ", spiega l'indigeno più basso, che parla la lingua dell'esploratore," ma lui essere grande bugiardo". A quale tribù appartiene ognuno dei due? La soluzione verrà data alla prossima puntata. Mr. Hyde

TERRINA DI VERDURE AL CURRY

TERRINA DI VERDUARE AL CURRY
 Preparazione: facile Tempo: 40 minuti Calorie a porzione: 280

Ingredienti x 4 persone
•400 g di ricotta • 2 grossi cetrioli. • 2 carote. • 2 cipollotti, • 1/2 peperone giallo, verde e rosso,• 8 patatine novelle, • 2 coste di sedano verde • 10g di gelatina in fogli • 2 cucchiai di panna • un cucchiaino di curry • menta 20 g di burro • sale e pepe 

TERRINA DI VERDUARE AL CURRY
TAGLIARE a dadini tutte le verdure tranne i cetrioli e cuocetele per 15 minuti con il burro a fuoco dolce. Salate. Sbucciate i cetrioli e affettateli finissimi.

METTERE a bagno la gelatina in acqua fredda.

FODERARE con carta da forno una pirofila di20cm di diametro e ricoprite fondo e pareti di fettine di cetriolosovrapposte .

STRIZZARE la gelatina. fatela sciogliere a fuoco bassissimo con la panna e unitela alla ricotta. Unite ora il curry e le verdure cotte, salate e pepate.

VERSARE nella pirofila. livellate e fate rapprendere in frigo per almeno 2 ore. Sformate aiutandovi con la carta, decorate con la menta e servite.
preparazione

Il messaggio dentro alla bugia | Il piccolo "pinocchio"

Il piccolo "pinocchio"

I bambini, soprattutto piccoli, mentono per incapacità di discernere il falso dal vero o per difesa? Giudicarli con il metro,della morale degli adulti, non solo è sbagliato, ma non ci aiuta a comprenderli 

Una bugia è un'affermazione falsa, una dichiarazione che nasconde la verità per trarre altri in errore, di solito a proprio vantaggio. Nel caso in cui una bugia venga detta da un bambino, però, occorre tenere conto del fatto che il confine fra fantasia e realtà è, almeno fino ai 4-5 anni, assai labile. Un bambino fa cadere una tazza e questa si rompe. «Non sono stato io!" è la tipica protesta del piccolo colpevole colto in flagrante e che lascia indispettiti gli adulti; «non volevo farlo» è la giustificazione del bambino che riesce più accettabile agli adulti. In questi due casi possiamo pensare che i due bambini abbiano età diverse: il primo, più piccolo, è ancora immerso in una specie di procedimento magico di pensiero mentre il secondo, più grandicello, attraversa una fase in cui comincia a capire la differenza fra azioni e intenzioni.

Questa distinzione è importantissima per la nostra concezione della morale, delle regole, dei divieti, delle lodi e delle punizioni in una parola di ciò che è buono e cattivo Quindi il significato delle bugie cambia secondo l'età e dello stadio dello sviluppo psicologico del bambino. Fino a 4-5 anni il «pensiero magico», permette al bambino di modificare realtà spiacevoli che non è ancora in grado di fronteggiare. A questa età il piccolo è convinto che basti pensare o desiderare una cosa perché questa avvenga. «Non sono stato io a rompere la tazza» fa sì che il bambino stesso si autoconvinca di non essere stato lui a compiere quella cattiva azione. Così il giudizio degli adulti non deve essere semplicistico e basarsi solo sulle azioni osservabili, ma deve tener conto anche delle intenzioni. Il bambino di 4/5 anni sa che mentire è sbagliato, ma questa idea è indotta soprattutto dalle reazioni negative dei genitori di fronte alla scoperta della bugia e non tanto dall'effettiva consapevolezza del perché mentire sia male. Inoltre il bambino tende a considerare una bugia tutto ciò che non corrisponde a verità e non solo ciò che viene detto con l'intento deliberato di ingannare. Molto spesso il bambino dice le bugie per paura delle reazioni dei genitori e per timore di perdere il loro amore soprattutto se sa di aver fatto qualche guaio. Meglio quindi sorvolare sulle prime bugie e dimostrare, piuttosto, al piccolo bugiardo che l'amore e la stima dei genitori restano in ogni caso immutati anche dopo una marachella. La vita immaginaria del bambino, così fervida a questa età, che comprende non solo le bugie in senso stretto ma anche un vasto repertorio di racconti fantastici e incredibili, non va ostacolata ma osservata attentamente e, ancora una volta, capita. I bambini attraverso questi racconti e, qualche volta, attraverso le bugie (soprattutto quelle che non sono dirette a evitare una sgridata o una arrabbiatura da parte di mamma e papà), ci comunicano le loro paure, i loro desideri, ci rivolgono, indirettamente, domande che non saprebbero altrimenti come formulare. Dopo questa prima fase, e quindi a partire da circa sei anni di età diventa importante proseguire quel processo educativo finalizzato a fornire al piccolo gli strumenti per comprendere e interiorizzare i valori della sincerità e della reciproca fiducia. Dall' età di circa otto anni il bambino diventa molto più abile sia a mentire deliberatamente sia anche a cogliere quei segnali che indicano una mancanza di sincerità da parte-degli adulti; -e impara a distinguere i vari tipi di bugie: dalle bugie di «convenienza» a quelle, più «gravi", che minano più in profondità i rapporti di fiducia con gli altri. Come sempre appare fondamentale, accanto all'assunzione da parte dei genitori di atteggiamenti di fermezza nei confronti del «piccolo bugiardo» naturalmente consoni all'età del bimbo, fornire un buon esempio. È cioè bene che i genitori evitino di dire bugie e costruiscano quotidianamente in famiglia un clima di reciproca fiducia che comprenda tutti, grandi e piccoli.

Oltre il camminare | Oltre a camminare per un robot c'è molto di più!

Oltre a camminare per un robot esiste ben altro! Dopo averli visti dunque camminare e barcamenarsi in terreni più o meno stabili e sconnessi, i robot possono andare ben oltre tutto ciò, in quanto si sa, con le gambe non si risce a fare tutto.

Per essere utile un robot ha la necessità di avere la padronanza anche delle braccia e delle mani. Decenni di robotica industriale ci hanno fornito moltissima esperienza su come controllare e manipolare gli oggetti con un braccio robotico. Adesso esistono anche mani robotiche molto realistiche, dotate di 5 dita, come quelle del robot SAR-401, un robot umanoide per la telepresenza, sviluppato in Russia, che quest'anno andrà con gli astronauti sulla Stazione spaziale internazionale per assisterli nelle operazioni più pericolose nello spazio.
SAR-401

SAR-401 è capace di sollevare 10kg nella gravità terrestre dimostrandosi forte ed abile, potendolo telecomandare con un'apposito guanto. Qualunque movimento si compia con le mani, quelle di SAR-401 lo imiteranno! Ma nonostante tutta l'agilità, queste mani robotiche sono prive di sensori che permetterebbero agli astronauti di provare le stesse sensazioni delle dita artificiali.

Tuttavia, c'è sempre spazio per migliorare perfino la deambulazione, come spiega Raibert: "ci servono fonti di energia migliori, attuatori migliori e sistemi di controllo migliori. Tutte queste cose devono collaborare per consentire ai robot di percorrere distanze utili, portare carichi significativi e lavorare in ambienti complessi
Nel prossimo post proveremo a vedere come pensa un robot!
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.