Il-Trafiletto
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27/08/14

Il sentiero della beatitudine e l'opera occulta della natura | JINARAJADASA

......ed ogni cosa con lamento dolce intenerisce, dolore ed amor nel cuore istilla. [qui]

IL SENTIERO DELLA BEATITUDINE
La Vita concede a ognuno il meglio di sé: la Felicità ad alcuni, la Rinuncia ad altri, la Trasfigurazione a pochi. Noi che amiamo la Verità, di che «dobbiamo fare a meno?» Dedichiamo il nostro cuore e la nostra mente all'Opera e allora scopriremo che la Rinuncia ci porta alla Trasfigurazlone. C'è una sola via che conduce a Dio, e tutti la devono percorrere. È il Sentiero della Beatitudine ed i suoi passi sono: Felicità, Rinuncia e Trasfigurazione. Chiunque sacrificherà tutto sé stesso all'Opera, anche «perdendo la sua vita», pure la ritroverà ben presto e vi ritornerà «con gioia recando seco il covone maturo».

L'OPERA OCCULTA DELLA NATURA
Esiste una Luce Celata, la quale rivela agli uomini che la Natura non è che un'espressione di una . Coscienza all'opera, e che questa Coscienza svolge il suo Piano attraverso di noi. Quando comprendiamo il significato di questo messaggio della Luce Celata, il quale ci dice che le anime sono immortali e che non periscono con i corpi, possiamo desumere che, mentre la Natura conserva il tipo, non trascura affatto la singola vita. Scopriamo, in seguito, che la fase finale evolutiva della Natura necessariamente implica il riconoscimento degli uomini quali Anime, poiché sarebbe un lavoro inutile quello della Natura, che lentamente plasma un riformatore, se non progettasse di utilizzare le sue capacità e la sua esperienza in riforme sempre maggiori nel futuro. Quando verrà Colui che il mondo attende e che la Natura predestinò, quale sarà la sua Opera se non spingere l'Opera della Natura un passo più avanti nel progresso?
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26/08/14

La conversione e il significato del dolore | JINARAJADASA

............... "Il sentiero della rinuncia forse reca soltanto la disperazione"? [qui]

LA CONVERSIONE 
In molti modi gli uomini vengono distolti dagli interessi del piccolo sé personale per l'opera del Grande Sé. Alcuni, amando la Verità in veste religiosa, aprendo il cuore ad una Personalità che abbaglia la loro immaginazione. Altri studiano la scienza e la filosofia e scoprono lo stupendo piano evolutivo, giungendo all'inevitabile risultato che l'individuo non è che un'unità nel Grande Tutto e non il centro del cosmo. Se poi scrutano in modo appropriato, troveranno che nell 'universo opera una Volontà con la quale, a qualunque costo, vorranno cooperare. Ad altri capitano delle misteriose esperienze riguardanti il lato occulto delle cose ed in questo modo la vita incomincia a parlar loro un messaggio di rinnovamento. Molteplici sono le vie della conversione, identica in tutte le terre e in tutte le religioni. Un fattore però tutte hanno in comune: l'antica personalità si dissolve e una nuova viene integrata nel servizio della Grande Opera. Quando, per mezzo della Conversione, la nuova personalità si rende pronta, gli strumenti che deve usare devono essere puri. Questi strumenti sono i suoi pensieri ed i suoi sentimenti in cui incominciò lentamente un processo di purificazione.

IL SIGNIFICATO DEL DOLORE
A certuni il dolore indurisce il carattere; coloro, invece, che sono pronti ad entrare nella seconda fase, il dolore li purifica! Il tessuto stesso della carne di colui che soffre sembra più luminoso e puro, come se attraverso ogni cellula splendesse la luce di un fuoco nascosto. Tanto più ciò vale per la sofferenza mentale. Non siamo forse irresistibilmente attratti con riverenza, verso chi molto e nobilmente soffrì e talvolta persino non lo amiamo?
«...piangere vidi la fanciulla e la tristezza fiera scendere su quelle ciglia serene d'ogni perfezion adorne. Il volto ombrato di dolore pur più cuori avvince della gaiezza seducente. Serena la rese la mestizia, la passione, saggia; le lacrime la resero un incanto poiché il silenzio alto una rara saggezza dona. I suoi singhiozzi sono come un canto, ed ogni cosa con lamento dolce intenerisce, dolore ed amor nel cuore istilla ... »

25/08/14

Il livello della rinuncia e Il significato della vita | JINARAJADASA

.... Prima però che cominci a comprendere ciò, deve effettuare una Conversione.[qui]

IL LIVELLO DELLA RINUNCIA La vita sembra colma di giorni tristi a coloro che giungono alla fme della prima fase, ma la lezione.è chiara. La lezione è questa: Devi farne a meno, devi farne a meno! Questa è l'eterna canzone che ogni ora, per tutta la vita, ci canta con voce fioca. In effetti Carlyle esprime la saggezza dei secoli quando dice: 
«L'attimo della Vita può aumentare il valore non tanto elevando il numeratore quanto diminuendo il denominatore. Ora, se l'algebra non m'inganna, l'unità divisa per zero ci dà l'infinito. Rendi la richiesta tua uno zero e tutto il mondo avrai ai tuoi piedi».

IL SIGNIFICATO DELLA VITA Con la rinuncia, l'anima sulla soglia della grandezza scopre il significato della vita. Se è un religioso griderà «la Tua volontà sia fatta »; se è uno scienziato o artista, dirà «non io, ma l'Opera». In questo modo, le anime rinunciando alla vita, nella seconda fase, amano l'Opera. Sono mesti nel cuore, ma se sono leali all 'Opera, raggiungono uno stato che è più della Felicita; è la gioia della creazione. Essi manifestano tali meraviglie, che le loro opere magistrali rimangono enigmi per loro stessi. Negli incerti bagliori essi scorgono la luce e si rendono conto che per loro mezzo, di tanto in tanto, tale luce si manifesta al mondo. Diventano, in questo modo, perfetti Maestri nella tecnica, nella religione, nell'arte, nella scienza ed in ogni ramo di attività. Ma, proprio quando scoprono che cos'è la vita, che cosa significa creare, diventano vecchi, ed il ciclo si chiude, prima che sembri incominciato.
"Il sentiero della rinuncia forse reca soltanto la disperazione"?


24/08/14

La legge della rinuncia e il livello della felicità | JINARAJADASA

... Soltanto Colui conoscendo, la morte si vince, né altro sentiero alla salvezza conduce [qui]

LA LEGGE DELLA RINUNCIA
La gioia del vivere non è forse ovunque? Nella pianta, nell'animale e nell'uomo non vediamo forse un istinto per la felicità, che spinge tutta la creazione dal bene al meglio, dal meglio all'ottimo? Da quando Dio pronunciò le parole «sia la luce» non cercano forse tutti gli uomini di uscire dalle tenebre e di salire nella luce, ciecamente ed oscuramente scorgendo che la felicita dev'essere la loro meta? Pure, quanto rari sono coloro che trovano la felicità nella vita! È facile cantare: «finche Dio è nel suo cielo, tutto va bene sulla terra»! Ma per cantare in questo modo si deve essere ciechi per le cose che avvengono: la vita è una tragedia per molti! Tuttavia, tutti sentiamo che la felicità deve essere lo scopo della vita, e l'umanità non sbaglia nei suoi più profondi sentimenti. Ma perché, allora, il raggiungimento della felicità non deve essere più facile?

L'uomo è un'anima in evoluzione. Vi è una filosofia di vita che afferma che l'uomo è un'anima immortale, che non vive una sola vita sul la terra, ma molte, che cresce con le esperienze che . raccoglie sviluppando molteplici capacità e virtù. Questa filosofia postula che tutti gli uomini sono figli dell'Unico Padre, che creò l'universo affinchè le sue creature possano raggiungerlo nella beatitudine. Secondo questa teoria, lo scopo della vita non è quello di raggiungere una condizione stabile di felicità individuale, ma piuttosto nello svolgimento di un Piano o di un ideale futuro, trovando in questo lavoro una soddisfazione sempre crescente. Secondo il punto di vista del teosofo, tutti gli uomini operano per un ideale futuro preordinato; però operano a diversi livelli, conformemente alle loro diverse attitudini. La constatazione di questi differenti livelli e delle leggi di vita propria a ciascuno, rende la vita meno problematica. Ci sono tre livelli principali sul Sentiero della Beatitudine che conduce al Bene Altissimo e questi sono: Felicità, Rinuncia e Trasfigurazìene.

IL LIVELLO DELLA FELICITÀ
A questo livello, Dio richiama i suoi figlioli alla collaborazione offrendo loro la Felicità quale scopo dell' esistenza. Egli infuse nei loro cuori la brama di felicità e fornisce il mezzo con cui renderli felici. L'amore della donna, del bambino e dell'amico, la fama degli uomini, successi e agi tutto ciò costituiscono le ricompense che Egli riserva. Ci sono molti sentieri per le anime giovani, dove possono raccogliere felicità e provare tali piaceri. Il Sentiero che conduce alla Beatitudine, però, richiede lavoro e chi intende solcarlo deve specializzarsi per un lavoro più ampio di quello che fino allora svolgeva. Deve cioè salire al successivo livello e, per fare ciò, deve trasformarsi interiormente.

Fino a questo momento egli misurava uomini e cose con il criterio della sua piccola personalità, ma d'ora innanzi deve scegliere il criterio del suo Sé Superiore. Deve rompere ogni indugio e comprendere sempre più chiaramente quello che è importante nella vita e quello che non lo è; cioè, non è la sua felicità importante, bensì l'Opera da compiere. Prima però che cominci a comprendere ciò, deve effettuare una Conversione.

23/08/14

La visione dello spirito | JINARAJADASA

................. novello Parsifal, il «puro folle» e riceve la sua eredità [qui]

LA VISIONE DELLO SPIRITO

Quando l'uomo giunge a questo punto, sulla soglia lo attende Colui che sorvegliò i suoi passi per molte esistenze successive, e, pur restando invisibile, lo incoraggiò a continuare il suo cammino. Questi è il Maestro, «della Comunità dei Cavalieri del Bene, che il mondo ricorda». Nel Maestro l'Anima scorge la realizzazione di tutti gli ideali che rincorse lungo le sue esistenze. Con la mano nella mano di questo «Padre in Dio» solca il sentiero, mentre coglie nel suo Maestro la Visione dello Spirito. Chi può descrivere una simile Visione se non chi la ebbe e chi potrebbe parlarne con autorità se non un Maestro? E, da quando i Maestri di Saggezza mossero i loro passi fra gli uomini come Buddha, Krishna, Cristo, ci hanno fatto vedere, con la Loro vita, ciò che tale Visione deve essere. In questa Visione dello Spirito i Molti sono Uno.
«In questo universo, Egli, Unico, va e viene; Egli è come il fuoco o pervade l'acqua; Lui soltanto conoscendo, si supera la morte, né altro sentiero vi è al di fuori di Lui.»
Per l'Anima, che in questo modo ha finito di salire, ogni Anima non è «uno spirito che opera, non quello che era, ma quello che diviene». Non vi sono né alti né bassi nella vita, poiché in ogni cosa egli scorge il raggio dell'Unica Fiamma Divina. Tanto attraverso il più basso come attraverso il più alto «Dio si piega così da permetterei, con la Sua Luce, di elevar ci» . La vita così diviene un sacramento ed egli ne è il celebrante; con pensieri di amore e con atti di bontà egli celebra e si unisce con Dio e Dio si unisce con l'uomo. L'uomo allora rinuncia alla volontà di vivere e, in questo modo, attua la meta: «rinunziando al Sé, l'universo diviene il suo lo» Tuttavia, apprende che questo «lo» non è che un debole raggio della gran Luce. Da allora; egli vive soltanto allo scopo che uno più Grande di lui possa vivere per suo mezzo, amare per suo mezzo, agire per suo mezzo. Ovunque egli possa trovarsi, in cielo o all'inferno, dove la sua opera viene richiesta, il suo cuore bisbiglierà:
«Colui io conosco, l'Uomo Possente, che qual sole risplende, al di là delle tenebre. Soltanto Colui conoscendo, la morte si vince, né altro sentiero alla salvezza conduce».

22/08/14

La visione dell'intuizione | JINARAJADASA

......................purificata e resa impersonale nell'intelletto, albeggia la Visione dell'Intuizione.[qui]

LA VISIONE DELL'INTUIZIONE
«Prima che gli occhi possano vedere, devono essere incapaci di lacrime. Prima che le orecchie possano udire, devono perdere la loro sensibilità»
dice La Luce sul Sentiero; tutte le anime, che sono giunte a questo stadio, hanno appreso l'amara lezione che soltanto con la rinuncia s'incomincia effettivamente a vivere. Hanno però pure constatato, per propria esperienza, che quello che una volta appariva morte non è altro che una «contrizione della vita». Hanno scoperto finalmente il significato della vita: l'uomo è un figlio di Dio, che nasce per essere un collaboratore di suo Padre. Ad un tale uomo è noto che la finalità dei suoi pensieri e sentimenti consiste nell'azione a vantaggio del prossimo e che quest'azione deve essere priva di desideri e senza ricerca di ricompensa, ma colma di uno spirito di riconoscente sacrificio. L'uomo ormai possiede, in questa fase, la facoltà dell'intuizione, che trascende tanto la ragione quanto l'emozione, pur confermando il ragionamento. Egli vede e percepisce La Vita Unica.

Tutto quello che unisce lo attrae; e se è del tipo intellettuale, amerà fare delle sintesi scientifiche e filosofiche, mentre se è del tipo emozionale, si dedicherà all'arte ed alla filantropia. Gradualmente, per un tale uomo, i Molti diventano Uno! La scienza gli narra dell'unità della natura, la filosofia gli dice che l'uomo è una coscienza che si crea il suo mondo, l'arte gli rivela la bellezza e giovinezza di tutte le cose, la religione gli bisbiglia al cuore l'Amore per tutte le cose! Egli simpatizza con tutto e la sua volontà è sempre al loro servizio. Il tempo ormai non è più lontano quando per lui sorgerà l'alba della Visione dello Spirito. Ma, per condurlo a quel punto, occorre che nuovamente l'insoddisfazione ve lo spinga.

Tale insoddisfazione non è di carattere personale; la triste maturazione di dolori per il male operato è ormai superata e «soltanto i tormenti altrui proiettano la loro ombra su di me». Non è dovuta alla percezione della mutabilità delle cose, poiché fuori di ogni dubbio egli conosce la sua immortalità e, per quanto tutto cambi, egli percepisce quello che mai non muta. Tuttavia, per scalare l'ultima vetta, l'insoddisfazione sempre l'opprime. In questa fase egli diviene un Creatore. Con l'intuizione che lo guida, egli crea nei campi di attività nei quali si esercitò nelle vite passate, come poeta, artista, statista, santo o scienziato; diviene cioè un grande genio del mondo. Tuttavia, per quanto le sue creazioni sembrino per tutti un miracolo, per lui soltanto sono parzialmente vere e parzialmente perfette, poiché egli percepisce l'Ideale, cerca di tradurlo in realtà per gli uomini e perciò, egli più di ogni altro, scorge le sue manchevolezze.

Mentre così cresce, una vita dopo l'altra, quale scienziato o poeta, artista o santo, gradualmente si trasforma in un nuovo tipo d'uomo, che «vede con occhi diversi dai nostri»; riconquistata l'integrità del suo cuore e l'innocenza delle sue mani diviene come un «piccolo bambino» dalla «pietà illuminato», diviene il novello Parsifal, il «puro folle» e riceve la sua eredità.

21/08/14

La visione delle emozioni | JINARAJADASA

..........In questo modo incomincia ad albeggiare per lui la Visione dell'Intuizione.[qui]

LA VISIONE DELLE EMOZIONI 
Descrivendo il trapasso dalla prima alla seconda fase, dissi che nel mondo vi sono due tipi principali di anime: quelle che passano dalla visione del sé separato alla visione della mente e quelle che si evolvono lungo un sentiero parallelo, passando dalle emozioni all'intuizione. Abbiamo visto come le anime vengono allenate per mezzo dell' intelletto a superare il sé; ora vedremo come lo stesso risultato può essere raggiunto da coloro in cui le emozioni predominano sulla mente. Come i tipi intellettuali manifestavano, nella prima fase, un marcato sviluppo dell'intelligenza di specie bassa, così pure troviamo che le anime che ora esaminiamo, nella stessa fase iniziale, manifestano una grande sensibilità.

Non si può dire che questa sensibilità sia raffinata o altruistica, poiché in gran parte sarà lussuria e gelosia, con qualche traccia di emozione religiosa. Il carattere di questo tipo sarà facilmente agitato dalle emozioni e questa caratteristica dell'anima dovrà essere elaborata per renderla capace di passare alla fase successiva. Seguendo il suo impulso emozionale ed egoistico, quest'Anima cercherà di rendere, le anime più deboli, schiave dei suoi desideri. La passione ed il senso di possesso, però, la legheranno alle anime di coloro che servono alle sue brame, una vita dopo l'altra, fino a quando percepirà che queste sono necessarie alla sua vita emotiva e che non ne può fare a meno a volontà.

Gradualmente, le sue passioni impure si trasformeranno in effetti più puri, ma egli sarà sempre nuovamente portato in rapporto con coloro verso i quali, già altre volte, le sue emozioni impulsivamente lo spinsero. Il male, però, che egli fece loro nel passato, ora getterà un velo sui loro occhi, rendendoli indifferenti nei suoi riguardi. Egli li amerà e si sacrificherà per loro, allo scopo di espiare i mali passati, con servizi, ma riceverà in cambio soltanto ingratitudine. Quando cercherà di spezzare il vincolo che lo unisce agli altri, constaterà che non può farlo! Maledirà l'amore, soltanto per ritornare sempre di nuovo all'altare dell' amore, con le sue offerte. La vita sarà piena di disappunti e di disperazione per lui e, nei momenti più sereni, riconoscerà, malgrado le sofferenze, che la sua vita emotiva gradualmente aprì a lui un nuovo senso. Incomincerà ad afferrare, qua e là, degli sprazzi di una giovinezza immortale in tutte le cose ed il mondo, che sembrava orrido e decrepito, gli apparirà sotto l'impressione emotiva, come egli lo conobbe prima che per lui divenisse una tragedia.

Una vita dopo l'altra passa, nutrita dagli amori transitori, facendo crescere questo senso, trasformandolo infine in un senso di meraviglia. La natura, in seguito, gli rivela in tutte le cose della vita nuovi valori, di cui il significato egli non potrà più dimenticare. Quando l'amore scuote il suo essere, ogni filo d'erba ed ogni foglia e fiore acquistano per lui un nuovo significato; egli scorge ora la bellezza dove prima non la vedeva affatto. Vede tutto bello intorno a sé: un volto umano, un fiore, un tramonto, una melodia, e tutto ciò lo ricollega in un modo misterioso con tutti coloro che amò; ed il mondo cessa per lui di essere una pagina bianca. Accade che questo senso di stupore è intermittente, e vi sono dei periodi in cui il mondo sembra avvolto come in un velo; però il velo è di propria creazione e si deve strapparlo se si vuole raggiungere la Visione dell 'Intuizione.

Ancora un volta scende, nella vita di quell'essere, lo sconforto - sconforto dovuto al fatto che l'amore stesso è transitorio. Coloro che egli ama e da cui è corrisposto, gli vengono tolti, proprio quando la vita sembra fiorire per lui; gli amici che egli idealizza scuoteranno questo ideale, che egli con tanto amore formò. Per quanto crudele ciò possa sembrare, non è che la mietitura di quello che egli stesso una volta seminò. Però, questa maturazione ha un significato preciso. Egli amava fino ad ora non l'Amore, ma le sue ombre, non l'Ideale che è imperituro, ma le sue riproduzioni, che subiscono il decadimento. D'ora innanzi il carattere deve consolidarsi, per non oscillare dall'entusiasmo alla depressione, né egli deve accontentarsi di un vago misticismo che lo fa godere dei suoi sentimenti, piuttosto che sondare le cause che lo determinano.

In questo modo, egli consegue l'inevitabile purificazione per mezzo della sofferenza; le scorie del sé vengono bruciate, affinché non rimanga che l'oro del desiderio divino. Allora soltanto scopre i veri sentimenti, che sono quelli che contengono lo spirito di sacrificio. Per quest'Anima, purificata nel desiderio e per quella purificata e resa impersonale nell'intelletto, albeggia la Visione dell'Intuizione.

Lucertola preistorica | Perfettamente preservata


E’ stato rinvenuto lo scheletro di una minuscola lucertola messicana, fossilizzato in un frammento di ambra.

Se è relativamente comune ritrovare campioni di piante e animali imprigionati in questa resina, è però raro imbattersi in esemplari così ben conservati.

Il piccolo rettile, dell'età stimata di 23 milioni di anni, è antecedente all'evoluzione degli umani e di molti nostri predecessori. La lucertola, di dimensioni pari ad appena 1 x 4 centimetri, è stata riportata alla luce a Simojovel, nel sud del Messico, e benché piccola, è perfettamente conformata: ha mantenuto tutte le strutture scheletriche e perfino parte dei tessuti molli e dell'epidermide. Scienziati dell'Università Nazionale Autonoma del Messico, che hanno calcolato l'età del rettile datandone l'involucro di resina, ritengono che appartenga al genere anolide, ancora oggi comune in Florida.

I suoi discendenti moderni si distinguono per la tendenza al mimetismo, vengono talvolta venduti come animali da compagnia e possono raggiungere dimensioni anche cinque volte superiori. Il fossile è ora esposto nel vicino museo dell'ambra di San Cristóbal de las Casas.(science)

20/08/14

Continuerà a non vedere quanto poco comprende il mondo | JINARAJADASA

.......Esaminiamo dapprima quelle anime la cui l'Evoluzione avviene tramite l'intelletto.[qui]


LA VISIONE DELLA MENTE

Scopriremo che la maggior parte dell'intelligenza di queste anime è stata sviluppata nella prima fase, per mezzo dell'egoismo, che le rese solerti ed astute per cogliere le opportunità di soddisfare le loro esigenze. Tale intelligenza viene impiegata dalle invisibili Guide dell 'Evoluzione, ponendo l'anima nelle circostanze in cui l'astuzia animale possa svilupparsi nel vero intelletto. Il bene ed il male passati, seminati da quest'anima, saranno ricompensati in modo da conferirle delle occupazioni ed interessi, in cui dovrà pensare a delle cose intorno a sé, indipendentemente dai loro rapporti con essa.

Anziché valutare le esperienze in termini di vantaggi personali, incomincerà a raggrupparle in tipi e categorie e, in questo modo, gradualmente incomincerà a intravedere un ordine materiale e morale nel cosmo, più potente della sua volontà. Ogni nuova legge della natura, quando viene intravista dall'anima, viene temuta, poiché questa legge sembra esistere soltanto per ostacolarla. Raccogliendo però una maggiore esperienza del suo modo di procedere, incomincerà a fidarsi delle leggi e, quindi, ad usarle per raggiungere i suoi scopi. L'amore di apprendimento apparirà e per lei la natura non sarà più una pagina bianca; cesserà d'essere un paio di occhiali dietro ai quali non vi è l'occhio per vedere.

A questo punto, constatiamo che l'egoismo altera ancora i giudizi della sua mente. L'individuo sarà un dottrinario, un pedante combattivo e pieno di pregiudizi, poiché tutto il suo intelletto e il suo carattere dimostreranno una marcata debolezza e spesso proporrà dei principi di condotta, che non sarà in grado neppure di applicare a sé stesso. Continuerà a non vedere quanto poco comprende il mondo, poiché il mondo non è che una manifestazione della vita, che è più della mente e, chi la comprende soltanto con la mente, non la comprende affatto. L'eccesso di intelletto diviene un difetto di intelligenza, poiché l'uomo in tale caso osserva tutte le cose come attraverso un vetro colorato.

Passano molte vite prima che, gradualmente, raccolga esperienze per mezzo della mente e prima che le assimili formandosi un concetto chiaro della vita. Ora però incomincerà a prendere parte attiva nel mondo della vita intellettuale e, quando sarà sulla soglia della fase successiva, lo troveremo quale lavoratore nel campo della scienza, della filosofia e della letteratura. Il suo intelletto, però, ha ancora troppi pregiudizi personali e perciò deve rendersi impersonale e puro, prima che la visione successiva, quella dell 'intuizione, possa aprirsi. Ancora una volta, troveremo che nella sua vita entrerà l'insoddisfazione. Le strutture che aveva costruito con tanto travaglio, risultato di lunghi anni di lavoro, crollano ad una ad una, poiché la natura rivela sempre nuovi fatti per dimostrare, al mondo, che le sue generalizzazioni erano soltanto in parte vere.

Il mondo, per il quale tanto operò, un giorno lo dimenticherà e lavoratori nuovi riceveranno gli onori che a lui sarebbero dovuti; sarà incompreso dai suoi più cari amici. Questa sofferenza porta, con l'espiazione, presto o tardi un'elevata purificazione. Alla fine, l'anima apprende la grande lezione di dover operare per l'amore dell'opera e non per i frutti dell'azione. Ora conosce la gioia della dedizione altruistica di sé stesso nella ricerca della verità. È uno studioso delle filosofie, ma schiavo di nessuna; ora finalmente egli osserva la natura come «essa è» e, con una mente perfettamente impersonale, risolve i suoi misteri uno ad uno. In questo modo incomincia ad albeggiare per lui la Visione dell'Intuizione.

19/08/14

Visione del sè separato | JINARAJADASA

......................mancando di volontà per dirigere la sua evoluzione, egli agisce come il corpo comanda[qui]

VISIONE DEL SÉ SEPARATO 
Da tutto ciò deriva che i primi stadi dell'Anima e la sua visione della vita, mentre ascende, è quella del sé separato. «Mio, non tuo», rappresenta il principio della sua azione. Le brame lo dominano e la sete di sensazioni lo spinge; ed egli non bada se è ingiusto e crudele verso gli altri, mentre vive i suoi giorni e le sue notti di egoismo. Sembra avere una volontà tenace, poiché è in grado di schiantare il più debole, ma in realtà è del tutto privo di volontà, poiché non è che un trastullo dell'eredità animale, che non è ancora in grado di controllare.

Non ha maggiore libera volontà di quella della ruota da mulino che gira, spinta dalla corrente del fiume. Egli è soltanto un trastullo della volontà di vivere che, per suo mezzo, compie uno scopo che non è il suo. Quando però riconosciamo che ognuna di queste anime è immortale e che il suo futuro «è quello di una cosa di cui il crescere nello splendere non ha limiti», incominceremo a comprendere perché, in questo primo stadio, l'egoismo ha una parte tanto importante nella vita; per il fatto cioè che, nelle fasi successive, egli deve essere capace di stare solidamente sulla base di una coerente individualità.

Ora però giunge il tempo per lui di sviluppare l'iniziativa e la potenza; è pronto a vendicarsi, ma con ciò il germe della pronta decisione viene seminato è dominatore e crudele, ma con ciò viene seminato il germe dell'iniziativa intelligente, che deriva dall' astuzia animale che ancora dimostra. Ogni male, da lui operato nel passato, deve essere pagato con laboriosi servigi a favore delle sue vittime tuttavia, il male che opera in questa fase e minore per quantità e per forza, rispetto a quello che può fare nelle fasi successive, quando l'intelligenza è più acuta e l'emozione più potente. In un certo periodo dell'umana evoluzione, l'egoismo stesso ha la sua importanza nell'economia delle cose, poiché pure l'egoismo costituisce una forza necessaria per costruire le fortezze del cielo.

Le anime, che sono egoiste unicamente a causa della loro gioventù, in essenza sono però divine. In esse non c'è alcun male, poiché i loro vizi non sono che assenza di virtù; il loro male è quindi nullo, cioè un silenzio che comprende la presenza del suono. Una vita dopo l'altra, queste anime ritornano a nascere, ora quali uomini ed ora quali donne; vivono una vita di egoismo e quindi muoiono, e scarsi mutamenti nel loro carattere si possono notare in tale periodo. Ben presto, però, un sentimento di insoddisfazione opprime la loro vita. La mente è ancora troppo fiacca per comprendere che l'uomo «non vive di solo pane». L'individuo permane stabile sulla base creata dal suo egoismo. Ora però viene per lui il momento di incominciare il travaglio del superamento di sé e con ciò s'incomincia ad aprire davanti agli occhi della sua anima la visione della fase successiva. Secondo il tipo dell'anima, questa visione sarà quella della Mente o delle Emozioni.

Ci sono nella vita due tipi principali di anime, quelle in cui l'intelligenza controlla le emozioni e quelle in cui le emozioni dominano la mente. Un tipo non è più elevato dell'altro; entrambi sono fasi per cui si passa nello sviluppo delle facoltà più elevate, per raggiungere l'intuizione. La visione della terza fase è, appunto, quella dell' intuizione; a questa però le anime pervengono sia tramite l'intelletto, sia tramite l'emozione. Esaminiamo dapprima quelle anime la cui l'Evoluzione avviene tramite l'intelletto.

Notizie in breve | Curiosità in sintesi

Curiosità in sintesi
Un piazzista nel cervello 
È stata identificata l'area cerebrale che "si accende" quando ascoltiamo qualcosa che intendiamo condividere con altri. Psicologi dell'Università della California, a Los Angeles, hanno osservato che la giunzione temporo-parietale si attivava quando i partecipanti a un esperimento sentivano parlare di un'idea ritenuta consigliabile. Questo risultato potrebbe rivelarsi utile per i pubblicitari che devono scegliere il più efficace tra diversi messaggi promozionali.

Mistero extragalattico
Gli astronomi hanno rilevato quattro misteriose emissioni di onde radio da una sorgente posta oltre la Via Lattea. Le esplosioni, della durata di pochi millesimi di secondo, sono state osservate in dati memorizzati dal Radiotelescopio Parkes, in Australia. La loro causa resta ignota, anche se potrebbero essere attribuibili a una magnetar, una stella di neutroni caratterizzata da un intenso campo magnetico.

Umani, evoluzione in corso
II colera miete migliaia di vittime ogni anno, ma il corpo umano si sta attrezzando per combatterlo. I genomi di abitanti della regione del Delta del fiume Gange, in Bangladesh, un'area dove la malattia è endemica, sono stati confrontati con quelli di persone residenti nell'Europa nord-occidentale. L'esposizione al colera sembra aver modificato nel tempo il codice genetico della popolazione del Bangladesh per renderla più resistente all'infezione.(science)


18/08/14

Rendere la dottrina dell'evoluzione più conforme alla logica | JINARAJADASA

........Tutta la natura, visibile e invisibile, costituisce un campo di evoluzione della vita, attraverso le serie successive di forme evolventi.[qui]

Le fasi principali di questa vita evolvente vanno dal minerale al vegetale, dal vegetale all'animale, dall'animale all'uomo. La Dottrina della Vita che si evolve attraverso le forme evolventi, risponde a quei problemi che tormentano i biologi d'oggi. Molti fatti, che fino ad ora venivano considerati fuori dal dominio della scienza, vengono spiegati dalle nuove leggi, e le lacune esistenti vengono superate per rendere la dottrina dell'evoluzione più conforme alla logica. Questa dottrina, inoltre, ci dimostra che la vita non è affatto distruttiva e che è soltanto in apparenza crudele, poiché nulla può andare perduto, dato che ogni esperienza, in ogni forma che fu distrutta, nel processo della selezione naturale, viene tesaurizzata dalla vita stessa.

Le vite passate si manifestano ancora nel presente, per dimostrare che lo scopo della natura non è quello della distruzione mortale, ma della vita sempre trionfante sopra la morte, per creare l'uomo immortale. In ogni essere umano vediamo lo stesso principio della vita evolvente ed imperitura. Poiché l'uomo è una vita individuale cosciente, un' anima immortale, capace di vivere indipendentemente dal corpo, che di solito chiamiamo «uomo».
In ogni anima il processo evolutivo è all'opera.
Al momento, quando viene in esistenza come Anima, questo è debole e caotico nella sua coscienza, vago ed indefinito nella sua comprensione del significato della vita e capace soltanto di pensiero e di sentimento ristretti. Ma egli pure si evolve, dall'indefinito al definito, dal semplice al complesso, dal caos all'ordine. L'Evoluzione dell'uomo avviene per successive manifestazioni in corpi di carne, passando dopo un certo tempo, in un altro corpo per incominciare la vita. Questo aspetto dell'evoluzione della vita, che gli uomini subiscono, viene chiamato Rincarnazione. Come l'Evoluzione investe tutte le forme distribuite per specie e generi, famiglie e ordine classe e gruppo, sottoregno e regno, formando un'unica catena senza soluzione di continuità, così pure la Rincarnazione collega tutte le esperienze umane in un'unica coerente filosofia di vita.

Immaginate con me che l'esistenza sia simboleggiata da una montagna che milioni di esseri scalano per raggiungerne la sommità. Molti giorni devono passare prima che il viandante raggiunga la sua meta. Mentre però sale, giorno per giorno, la prospettiva delle cose sotto di lui e sopra di lui cambia gradualmente; nuove vedute allieteranno la sua vista, i suoi occhi incominceranno ad adattarsi a nuovi orizzonti e, dopo ogni passo, gli oggetti muteranno forma e proporzione. Infme, raggiungendo la sommità, un vasto panorama si estenderà davanti a lui e chiaramente vedrà la via da lui percorsa e perché ha dovuto scendere in quella valle e aggirare quel burrone. La montagna rappresenta l'esistenza e gli scalatori di tutte le sue pareti sono gli uomini e le donne, che sono anime immortali. Immaginiamoci per il momento i pellegrini che si trovano alla base della montagna e che sono in procinto di salire verso la sommità.

Possiamo ben immaginarci quanto limitato sarà il loro orizzonte e quanto poco potranno intravedere del lungo sentiero che sta davanti a loro. Immaginiamoci che questi pellegrini rappresentino l'umanità più arretrata, cioè gli esseri umani più selvaggi e meno intelligenti, che oggi possiamo trovare sulla terra. Secondo la teoria della Rincarnazione, questi sono anime bambine, che entrano appena nell'esistenza allo scopo di incominciare l'evoluzione per rendersi anime perfette. Allo scopo di comprendere il processo evolutivo, osserviamo uno di questi esseri mentre s'inerpica sulla montagna. La prima cosa che potremo notare è che quest'anima-bambina manifesta una dualità.

Poiché è anima e corpo nello stesso tempo, come anima deriva da Dio, ma come corpo deriva dal bruto. Il corpo che egli occupa porta impresso un forte istinto di auto conservazione, dovuto alla fiera lotta per l'esistenza del suo progenitore animale, mentre egli, quale Anima derivante da Dio, possiede l'intuito del bene e del male, ma ben scarsa volontà. Il corpo richiede, per la sua conservazione, che egli sia egoista e, mancando di volontà per dirigere la sua evoluzione, egli agisce come il corpo comanda.

16/08/14

Stephen Baxter ci porta nel futuro

Che cosa ne sarà della vita e della coscienza in un futuro lontano? Lo scorso mese di marzo, la notizia era su tutti i giornali: è stata pubblicata una nuova mappa della "radiazione cosmica di fondo", residuo luminoso del Big Bang. 

Ottenuta a partire dai dati registrati dal telescopio spaziale Planck europeo, ha dimostrato che l'Universo ha 13.820 milioni di anni, ed è dunque più vecchio del previsto di 50 milioni di anni. Si tratta di una variazione pari ad appena un terzo dell'un per cento, a dimostrazione di quanto possa essere precisa la scienza. Il futuro dell'Universo, invece, è molto più incerto.

La vita sulla Terra terminerà probabilmente tra un miliardo di anni, man mano che si riscalderà il Sole. Ma finirà anche l'Universo vero e proprio? E se sì, in che modo? Che cosa ne sarà della vita e della coscienza in quel futuro tanto lontano? Le nostre risposte a queste domande si modificano di pari passo con il progredire della cosmologia, 10 studio dell'evoluzione universale. La scienza della fine del tutto è nata verso il 1860, con la teoria dell'entropia di Rudolf Clausius. In base alla Seconda Legge della Termodinamica, le fonti di energia utilizzabile (per esempio, le stelle) tendono necessariamente a dissiparsi, in maniera graduale. Il destino ultimo dell'Umanità sarebbe stato dunque una "calda morte", dovuta a una generalizzazione dei livelli di energia. Negli anni Trenta del secolo scorso, i cosmologi scoprirono che il nostro Universo si espande in tutte le direzioni. Sembrava aver ragione Clausius: il Cosmo, in un remoto futuro, sarebbe stato un vuoto buio e in espansione.

Tuttavia, nel 1979, il fisico Freeman Dyson dimostrò che durante l'espansione dell'Universo un computer potrebbe in teoria continuare a funzionare all'infinito. Il trucco? Rallentare il ritmo di lavoro man mano che si esaurisce l'energia. E se un computer può sopravvivere per un tempo indefinito, allora potrebbe farlo anche la coscienza. LUniverso subirebbe una massiccia espansione, le stelle sarebbero ormai morte da moltissimo tempo, la materia sarebbe fredda e rarefatta e l'energia residua molto scarsa: nulla di assimilabile a un organismo umano potrebbe sopravvivere. Le ultime intelligenze ad abitare questo ambiente sarebbero entità simili a immense nubi gassose, di dimensioni misurabili in anni luce. E visto quanto occorrerebbe ai segnali per attraversare un tale "cervello diffuso", completare un solo pensiero richiederebbe più tempo di quello intercorso tra la nascita e l'estinzione di un'intera specie sulla Terra...

Eppure le facoltà di computazione, forse anche la coscienza, potrebbero persistere. L'alternativa è che potremmo vivere in un Universo chiuso, che alla fine cesserà di espandersi e collasserà con un "Big Crunch". Nel 1994, il fisico Frank Tipler, quasi rovesciando le conclusioni di Dyson, dimostrò che le intelligenze di un lontano futuro potrebbero manipolare il collasso finale per creare una fonte di energa sufficiente ad alimentare un numero infinito di fasi di programmazione informatica. Anche in questo caso, se un computer riuscisse a sopravvivere potrebbe farlo anche la coscienza, formulando un'infinità di pensieri e conquistando perfino la vita eterna, per quanto nel tempo finito a disposizione prima del Crunch. Tutte prospettive non umane, che però offrivano perlomeno la speranza di un futuro fondamentalmente senza fine.

La previsione, però, è diventata più negativa nel corso degli anni Novanta, quando gli astronomi hanno scoperto che l'Universo si sta espandendo più rapidamente di quanto già teorizzato. La causa è l'energia oscura. Alla fine, secondo quanto suggerito da Richard Caldwell del Dartmouth College nel 2003, tutto verrà lacerato da quest'energa, a partire dai supergrappoli di galassie e fino a coinvolgere stelle, pianeti, l'Umanità e perfino gli atomi. Neppure le nubi coscienti di Dyson riuscirebbero a sopravvivere. Il Grande Strappo, previsto tra trilioni di anni, sembrerebbe pone fine ad ogni previsione per il futuro, lo, però, non dispererei.

Gli urtimi risultati di Planck contengono nuovi calcoli delle quantità di massa e energia universali. Visti i recenti, rapidi progressi della cosmologia, mi sento abbastanza fiducioso del fatto che la storia del futuro ci riserverà ancora morte sorprese.(science)


15/08/14

La scienza delle nostre origini

La scienza delle nostre origini

La scienza delle nostre origini di C. Tuniz, G. Manzi, D. Caramelli Editori Laterza, 12,00 euro (185pp, 2013). 

La scienza progredisce attraverso le domande. Alcune trovano risposte che sembrano essere definitive, ma spesso sono destinate a essere confutate da scoperte successive. Così è soprattutto per la paleoantropologia: basta un nuovo ritrovamento, o la messa a punto di un innovativo metodo di indagine, a scardinare anni e anni di convincimenti.

Tre scienziati italiani, Claudio Tuniz, Giorgio Manzi e David Caramelli, spiegano l'impatto dell'evoluzione dei metodi scientifici sulla scienza delle nostre origini. E partono proprio con alcune questioni che caratterizzano il dibattito odierno. "Quali sono i confini (fisici, morali ecc.) tra noi, le scimmie antropomorfe viventi, gli umani arcaici e le antropomorfe bipedi che ci hanno preceduto? In altre parole cosa significa essere umani? Quali sono le implicazioni filosofiche, teologiche ed etiche delle recenti scoperte sull'esistenza di diverse specie umane, ancorché estinte? È stata l'evoluzione biologica oppure quella culturale a produrre le nostre inclinazioni religiose ed etiche?

Ebbene, in questo libro non troverete risposte, ma tutto quello che ora, attraverso i nuovi strumenti tecnologie, si è in grado di capire della storia dell'uomo. Per esempio, l'analisi del DNA di una falange di una mano e di un dente molare scoperti in Siberia, antichi di 40mila anni, ha dimostrato che si trattava di una nuova specie umana, diversa sia da noi sia dai Neanderthal. E, ancora, la microtomografia computerizzata con luce in sincrotrone, che permette di ricostruire con grande precisione la forma dell'endocranio degli esseri umani arcaici e delle specie pre-umane, ha messo in luce che il cervello di una "scimmia bipede" di due milioni di anni fa aveva lobi frontali simili ai nostri, suggerendo che si stavano già sviluppando abilità cognitive di tipo umano.

Ci aiutano anche i satelliti che permettono di cercare nuovi siti con resti fossili e le analisi sulla radioattività naturale che datano i reperti fino a milioni di anni. Anche se il cammino di Homo sapiens resta tuttora misterioso, le indagini moderne stanno illuminando la sua strada.(science)


24/07/14

Apre il MUSE | Il nuovo museo delle scienze di Trento

Il MUSE è un sogno che si realizza. È il sogno di avere un nuovo grande punto di riferimento per la divulgazione scientifica in Italia, ancor più importante oggi che il nostro Paese è diventato orfano della Città della Scienza di Napoli. 

Le porte dell'avveniristica ed ecologica struttura architettonica firmata da Renzo Piano si apriranno il 27 luglio a Trento. E qui, i visitatori potranno scoprire exhibit multimediali, giochi interattivi, laboratori, collezioni storiche. "Il MUSE è un'orma di dinosauro, il racconto dell'evoluzione, delle origini dell'uomo e del suo interagire con l'ambiente circostante. È anche un ghiacciaio delle Alpi, è una serra tropicale, è un bosco interattivo, dove i bambini si mettono in gioco e vanno alla scoperta della natura e del mondo, è la stampante 3D di un FabLab, dove l'ingegno e voglia di superare vecchie barriere portano l'uomo a pensare a un futuro diverso", racconta la suggestiva presentazione del Museo delle Scienze.
MUSE
Il museo delle scienze di Trento

Ma non chiamatelo solo museo. Perché dentro si conducono attività di ricerca multidisciplinare, di base e applicata nel settore delle scienze naturali, con lo scopo di indagare, interpretare, educare, dialogare e ispirare sui temi della natura, della scienza, dell'innovazione e del futuro sostenibile. Per questo, con le sue dieci sezioni di studio e gli oltre 40 ricercatori coinvolti, è il fiore all'occhiello del Sistema Trentino della Ricerca e dell'Alta Formazione. Nel MUSE, i contenuti degli studi condotti sul campo sono il fil rouge del percorso espositivo, che dedica ampio spazio alla natura alpina, alla biodiversità, alla storia del primo popolamento umano, alle intersezioni e influenze reciproche tra scienza, tecnologia e società. In ogni piano, infatti, si trovano approfondimenti legati alle tematiche studiate dai ricercatori e si possono ascoltare dalla viva voce degli stessi alcune spiegazioni, aneddoti e curiosità sugli exhibit e sui contenuti in mostra.

Un'occasione unica e preziosa per vivere in prima persona l'emozione della scoperta e il desiderio dell'approfondimento. Finalmente una buona notizia per il nostro Paese.(science)


10/01/14

Nella nube di Magellano scoperta una fabbrica di polveri

Come hanno avuto origine le galassie? Sono le polveri delle supernove. Pare che le supernove siano anche alla base dell'origine dell'Universo primordiale. Ma fino ad ora questa era solo una teoria, adesso non più.  Già questa affascinante scoperta è stata fatta dal telescopio Alma al quale l’Italia partecipa attraverso l’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) e con la Thales Alenia Space, che ha realizzato parti delle antenne. I risultati della ricerca e’ in via di pubblicazione sulla rivista Astrophysical Journal Letters. Il telescopio dell’Eso ha catturato per la prima volta i resti di una recente supernova, chiamata Sn1987A, ricca di polvere, situata nella Grande Nube di Magellano, a circa 160.000 anni luce dalla Terra.

Se una quantita’ sufficiente di questa polvere, riesce a completare il rischioso passaggio verso lo spazio interstellare, potrebbe spiegare come molte galassie abbiano acquisito il loro aspetto scuro e ‘polveroso’. Le galassie infatti possono essere luoghi decisamente polverosi e si pensa che le supernove siano una delle principali fonti di questa polvere, soprattutto nell’Universo primordiale. Ma finora le dimostrazioni dirette della possibilita’ di produrre polvere da parte delle supernove sono state poche e non erano in grado di giustificare le abbondanti quantita’ di polvere viste nelle galassie giovani e distanti. ”Abbiamo trovato una massa di polvere incredibilmente grande concentrata nella zona centrale del materiale espulso da una supernova relativamente giovane e vicina”, ha detto uno degli autori, Remy Indebetouw, astronomo all’Osservatorio Nazionale di Radio Astronomia degli Stati Uniti e universita’ della Virgina, entrambi con sede a Charlottesville. ”E’ la prima volta – ha aggiunto – che siamo in grado di produrre un’immagine della zona in cui si forma la polvere, un passo importante per comprendere l’evoluzione delle galassie”. Gli astronomi hanno previsto che quando il gas si raffredda dopo l’esplosione si formano grandi quantità di polvere poichè gli atomi di ossigeno, carbonio e silicio si legano tra loro nelle regioni interne e fredde del resto di supernova.
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