Il-Trafiletto

04/10/14

Settima fatale al Perugia | Il La Spezia ridimensiona gli umbri | Secondo posto per tre. Tonfo Catania


La 7a giornata del campionato di calcio della serie cadetta risulta fatale agli umbri che subiscono 2 reti in terra ligure a mano del La Spezia, mentre in seconda posizione in classifica arriva un'inedito trio: Frosinone, Trapani e Carpi!


Il Perugia dunque subisce la sua prima battuta d'arresto in terra ligure per 2 reti a zero, prendono quota al secondo posto il trio formato da Frosinone, Trapani e Carpi. 

La 7a giornata del campionato cadetto registra la 1a sconfitta per i biancorossi umbri, che subiscono un rotondo 2-0, reti di Situm e Cisotti il La Spezia. La partita s'inasprisce nella ripresa, registrando i cartellini rossi per Taddei e Nicco

I calciatori dello Spezia esultano
In seconda posizione appare un'inedito trio, composto da Frosinone, Trapani e Carpi, con i ciociari che mettono a segno l'1-0 nel finale di partita, grazie a Paganini, affossando i siciliani del Catania, mentre l'altra Sicilia, quella che sorride con il Trapani di Mancoso ha la meglio battendo con lo stesso risultato i laziali del Latina grazie ad un penalty realizzato dal bomber Mancoso alla mezz'ora del 2o tempo. 

Emiliani vincenti per 1-0 ai danni della Pro Vercelli, con la rete messa a segno da Di Gaudio all’8’ del 1o tempo. Spettacolo a Pescara che strapazza la Virtus Entella per 4-0 con un'irrefrenabile Maniero (3 gol) e Pasquato

Sono anche per Vastola 3 gol grazie ai quali trascina il Lanciano alla conquista della... Cittadella. Il Bologna non si sbolcca e impatta per 0-0 a Vicenza, invece il Bari frena al San Nicola per 1-1 contro un coriaceo Modena. A Caputo, risponde Salifu. Di seguito risultati e classifica dopo la 7a giornata del campionato di calcio serie B:





CURIOSITA' E INDOVINELLI 34^ PUNTATA

LE DIMENSIONI DEL GIGANTE  NEMBROTTE  DESCRITTE DA DANTE ALIGHIERI NEL SUO INFERNO.COME CALCOLARLE PARTENDO DAI VERSI DEL POETA.

" La faccia sua mi parea lunga e grossa come la pina di San Pietro a Roma, e a stia proporzione eran 'laltr'ossa. "
(inf., XXXI, 58-60). 

Dante, nel descrivere il gigante condannato all'Inferno, usa proprio la parola “proporzione”, così come in matematica. Cercheremo quindi di  impostare correttamente questa proporzione per determinarne l'altezza . La “pina di San Pietro”, a Roma, è una gigantesca pigna di bronzo tuttora visibile in Vaticano, nel cortile che appunto per essa si chiama Cortile della PignaAi tempi di Dante questa pigna colossale era nell'atrio dell'antica basilica di San Pietro, dove Dante la vide rimanendone impressionato: allora essa era ancora più grande, giacchè ne venne più tardi mozzata un po' la punta. Ma calcoliamola a 4 metri, cioè quanto è alta adesso.
Illustrazione di Albrecht Dürer
Per “faccia”, Dante intendeva probabilmente significare la testa intera, poi che la paragona alla “pina” di S. Pietro. Dunque, sappiamo che il gigante Nembrotte misurava 4 metri dalla sommità del capo sino al mento. Leonardo da Vinci nei suoi canoni antropometrici, determina le dimensioni della testa (“dal di sotto del mento alla sommità del capo”),calcolandole come 1/8 della statura. Per cui la misura della testa, in un uomo di media statura, è di 22 centimetri, prendendo come statura media m. 1,76 di altezza. La chiesa di S.Pietro che noi ammiriamo oggi non esisteva al tempo di Dante, poi che la costruzione di essa fu iniziata il 18 aprile 1506. Nello stesso luogo sorgeva l'antica basilica, fatta costruire nel 324 da Papa Silvestro ed è quest’ultima che si riferisce Dante. Possediamo dunque 3 dati per risolvere il problema: “ Un uomo di media altezza, ossia della statura di m. 1,76, ha la testa alta 22 cm.; qual'era la statura di Nembrotte, se la sua testa misurava 4 metri? “.Ricapitolando, i termini noti sono: 1) la misura della testa in un uomo normale; 2) la statura di un uomo normale; 3) la misura della testa di Nembrotte. Il 4° termine, l’incognita del problema è la statura del gigante

La pigna di san Pietro
Il ragionamento va fatto così: Testa di uomo normale/Testa di Nembrotte= Altezza di uomo normale/ Altezza NembrotteI primi 3 termini li conosciamo, e possiamo perciò collocare al loro posto le cifre corrispondenti, riducendo tutte le misure in centimetri. La proporzione cui si riferisce Dante è la seguente: 22:400 = 176 : x
L'incognita x è la statura di Nembrotte, che siamo tanto ansiosi di conoscere. Risolvendo rispetto alla x avremo:
x= (176*400)/22= 70.400/22= 3200 cm
Abbiamo calcolato tutto in centimetri: Nembrotte dunque era alto 3.200 cm, cioè 32 metri. Risolto così il problema infernale e riconosciuto che Nembrotte aveva davvero una bella statura, possiamo abbandonare l’Inferno per uscire a riveder le stelle...
mr.Hyde

Il combattimento meditativo | LE TRE VIE

... a questo punto sopravvengono i testi dell.o yoga e del Tantra a promuovere infine la liberazione.[Qui]


IL COMBATTIMENTO MEDITATIVO
Fin dal VII secolo si ha testimonianza di yogin dediti alla lotta e alla vita militare, i loro luoghi di allenamento e di ascesi erano chiamati tane, àkhara. La loro trafila si faceva incominciare da Sankara. Spesso si trasformavano nello Siva furibondo, Bhairava. Su di loro scese inesorabile la repressione inglese. I lottatori indù sopravvivono oggi in associazioni legate a riti speciali in onore di Hanumat, celebri quelle del Kerala. La tecnica credo non si sia mantenuta saldamente, forse s'è sfaldata, ma è possibile ricostruirla raccogliendola là dove si diffuse col buddhismo lungo i secoli, prima in Cina, quindi in Giappone.

D'acchito una sorgente delle arti marziali si cercherebbe nella Cina stessa, l'adepto che me le illustrava a Taiwan si richiamava soltanto al taoismo; una fonte potrebbe sembrare Chenjaogou nello Henan, villaggetto di duemila abitanti di cui quasi tutti praticano intensamente il pugilato taiji. Il nome stesso taiji risale al Libro dei mutamenti, ma la tecnica non è di necessità cinese e la trasmissione, a partire da Chen Bu, dura soltanto da trecento anni. Consiste in un sistema di mosse sovrapposte alla lotta popolare wugong, prospettate entro un'ideologia perfettamente cinese di mediazione ininterrotta fra atteggiamenti aperti e chiusi, sciolti ed energici, lenti e rapidi, dritti e curvi; ma non è sicuramente e interamente cinese: l'origine mi pare si trovi in India e il tramite che ne permise l'introduzione furono i missionari buddhisti, si dice a principiare da Bodhidharma, nel VI secolo.

Il centro da cui si diffuse questa lotta fu il monastero di Shaolin, ancora oggi pienamente attivo, donde ebbe inizio la tradizione del gongfu e soprattutto il wushu, il cui fine è, come dice Yu Gongbao, raddolcire ogni movimento con mente sciolta e attenta, respiro lene e profondo. Ne sorsero truppe di monaci micidiali, che condussero campagne militari facendosi forti di questa loro tradizione. Imparavano e ancora imparano, commisurando la respirazione, a spezzare mattoni, un particolare che spinge a ravvisare nella loro lotta mistica l'origine del karate, tecnica adottata dai nobili di Okinawa, assai ligi alla Cina, allorché il loro sovrano vietò di portare armi. Il primo circolo di karate giapponese è addirittura del 1905. L'arte fu vietata dagli alleati, ripresa nel 1955, rifiorì in maniera sorprendente. Insegna colpi col pugno, col palmo, col gomito, con l'avambraccio.

L'avambraccio cala fendenti che spezzano mattoni o blocchi di legno. Dice un maestro giapponese: il vero combattente di karate si fonde con l'avversario, come in transe: è simile a un folto di alghe in fondo al mare, ogni fremito d'acque lo piega; sviluppa una sensibilità sottile. Chi risponde ai colpi inferti è sempre in ritardo, occorre avvertire la minaccia prima che si scatti, sviluppando questa trasognatezza sensitiva.

Il pugilato cinese, arma dei patrioti durante l'oppressione mongola e mancese, si fa risalire al monaco buddhista Bodhidharma. Nel VI secolo però lo si insegnava come esercizio di consapevolezza mattutino, per cui si situava nel punto fondamentale nella pancia per irradiarlo di lì nel palmo delle mani, a imitazione dell'oca selvatica. Fondamentale è mantenere la posa del cavallerizzo, eliminando ogni pensiero vagante, esalando con grande lentezza e inspirando di botto, imitando via via il drago, la tigre, il leopardo, il serpente e la gru.

Nella fase serpentina si diventa tutt'insierne un durissimo acciaio e una duttile corda, ma il culmine è l'imitazione delle gru: la forza si aspira dalla pianta dei piedi, le spalle cadono con dolcezza, la mente dardeggia dal cuore tranquillo e l'eccellenza si raggmnge quando le mosse scattino così svelte da non essere viste. La pratica fu importata in Giappone insieme allo Zen, informa Suzuki.

Mario Balotelli: Il "miglior" calciatore? No, provocatore

Mario Balotelli nominato
"Miglior provocatore"

Mario Balotelli non finisce mai di fare parlare di se: in Italia, nel proprio club, in Nazionale, insomma ne ha per tutti i gusti. 

Il suo comportamento da bullo e irrispettoso in campo gli ha fatto conquistare il titolo di "miglior provocatore".

La classifica alquanto originale è stata stilata da France Football e oltretutto immagino chei giornalisti d'oltralpe non si saranno chiusi per giorni dentro la stanza del loro conciliabolo per discutere e disquisire su chi sarebbe dovuta cadere la loro scelta per nominare il primo della lista. 

Purtroppo ahimè, noi italiani portiamo dunque la bandiera dei provocatori secondo il francesi che certamente non avranno mandato giù l'incontro ravvicinato tra Zidane e Materazzi, assegnando il 5o posto sempre al nostro connazionale Marco Verratti nei provocatori di Ligue 1: al suo fianco ci sono anche i compagni del Psg Ibrahimovic e Thiago Motta. Ibrahimovic si paizza soltanto 10o nella classifica di Ligue 1. Thiago Motta, invece, è davanti all'ex ct della Francia Domenech

Tra gli allenatori presenti anche Zeman per la sua "avversione" alla Juventus e Mourinho. Non poteva mancare dicevamo Materazzi che si è rimediato la testata di Zidane nella finale Mondiale. Ci sono anche Barton e Suarez tra gli altri.

Automobilisti intrappolati nel Catanese per forte nubifragio

L'intervento dei vigili del fuoco, ha messo in salvo alcuni automobilisti rimasti con l'auto in panne, per il forte nubifragio avvenuto in mattinata nella zona jonica della Sicilia.


Oltre 140 gli interventi ha interessato Catania e la costa nord. Le prime segnalazioni per allagamenti e altre criticità sono giunte al centralino già all’alba, mentre in mattinata i vigili del fuoco sono intervenuti per soccorrere cittadini a causa della portata d’acqua piovana accumulata lungo le strade.

Secondo il Comando dei vigili del fuoco, l’area più colpita oltre alla città di Catania e del centro storico, è la costa Nord, ma i vigili del fuoco sono intervenuti anche nei paesi dell’hinterland e nell’Acese. L’area più colpita è, infatti, il territorio che comprende Acireale, Capomulini, Mascali, Riposto

In particolare a Capomulini sono intervenuti i zommozzatori per soccorrere degli automobilisti che si trovavano in prossimità del letto di un torrente che sarebbe esondato, tuttavia al momento non si registrano né feriti né gravi danni.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.