Il-Trafiletto

07/09/14

Soltanto vivande purissime sono destinate al brahmano vegetariano | LE TRE VIE

...........pelle e mucosa inghiottono la natura circostante, fino a diventare tutt'uno con essa.[Qui]

Ciò che plasma e articola il carattere di una casta è l'alimento, principio centrale del sistema indù, come dimostra Malamoud in Cuocere il mondo. Soltanto vivande purissime sono destinate al brahmano vegetariano, il quale può cuocere per tutti, dato che lui solo attende con scrupolosa, rituale attenzione al fuoco. Spezie e cibi aggressivi aizzano la furia del guerriero. Cereali, carni e vini ecciteranno laboriosità e voluttà nel contadino. Nisargadatta Mahàràj ripete che, attraverso i succhi, essenza del cibo, viene in essere la consapevolezza che dice: «io sono». E aggiunge: « L'atman, il vero Sé, vede l'io sono attraverso i succhi o l'essenza del cibo». L'essenza nascosta del cibo è l'io sono, l'esistenza in quanto tale.

Questa si attua nel mondo attraverso l'attività e si inorgoglisce attribuendo si la paternità delle azioni. Tutto questo gioco promana dal cibo, base dell'esistenza. «A causa del fatto che c'è la conoscenza io sono, svolgi ogni attività. Al mattino quando ti svegli ottieni quella prima garanzia, la convinzione dell'io sono. Poi, siccome non sei in grado di ottenere o tollerare quell'io sono, ti agiti. Ti alzi di nuovo, ti sposti di qua e di là, ti coinvolgi in tutta l'attività, perché vuoi sostenere quell'io sono. Più tardi quell'io sono dimentica se stesso nel sonno profondo. Solo allora sei in pace». Per affrancarsi da questa conseguenza del cibo, occorre non considerarsi l'agente delle proprie azioni. Le azioni si manifestano nostro tramite; una volta che si sia persuasi di non averne responsabilità, di non esserne i padri, il primo soffio di liberazione ci può investire.

Bisognerà rimuovere ogni nome e ogni forma, ogni parola e ogni immagine e si sarà fuori della stretta. L'io sono o esistenza è il principio del mondo; c'è la possibilità di esserne i testimoni, è come essere testimoni del sonno profondo. Soltanto da questa condizione suprema si saprà capire come il mondo della veglia e i sogni non differiscano se non perché del sogno ho prova che è inesistente non appena mi desto, mentre nella realtà di veglia m'incaponisco a investire la mia capacità di fede. Finché ci si ritiene degli individui, si è condannati a morire; una volta spersonalizzati, identificati con io sono, la morte perde ogni realtà. Ma io sono è esso stesso un'illusione. la prima e primaria illusione, che i Veda chiamano « uovo cosmico », perché in essa tutto è contenuto; soltanto nel sonno profondo la si dimentica.

L'attenzione è l'ultima illusione, al di là di essa c'è la consapevolezza del sonno profondo: una volta raggiunto questo vertice, si è liberati. Si cessa di ripetere « sono questo » o «sono quello », di farsi coinvolgere dalla coscienza. lo sono è la puntura di spillo o la stretta di chele dello scorpione da cui tutto nasce, attenzione a quel primario dolore! Che si superi l'io sono, e la libertà potrà inondare; è un punto simile al punto geometrico, non occupa spazio, ma determina ogni costruzione spaziale: si disciolga, si cancelli. Come? Tornando innanzitutto fanciulli: «Prima della comprensione io sono, c'è Balakrsna, l'ignoranza infantile. Più tardi essa comprende se stessa - quella è conoscenza. La conoscenza cancella l'ignoranza, Balakrsna. In questo stato di krsna, il Signore Krsna espose la conoscenza e dopo si fuse nel suo stato originale, l'Assoluto ».

Nisargadatta parlava quando aveva toccato i settantaquattro anni, diceva di sentirsi infante ed esortava a tornare a quello stato di puro essere, nel quale l'io sono è ancora puro, anteriore alla maculazione di sono questo o sono quello, e ad abolire in ultimo anche io sono. Alla fine si potrà veramente ripetere con Nisargadatta Mahàràj: «Sto parlando da un punto di vista in cui non conosco me stesso, in cui non so di essere. Non appartengo al regno della veglia e del sonno». Da questa condizione egli rammenta senza tregua che ci si identifica con i propri pensieri, ma questi sono generati dal corpo e il corpo è generato dal cibo, è cibo nato dal sole.

Nausea e vomito da chemioterapia | Gestione dei sintomi anticipatori

A dispetto degli importanti passi avanti fatti nel settore oncologico da 20 anni a questa parte, purtroppo il vomito, e in particolare la nausea, continuano ad essere i due effetti più avversi e frequenti, causati dal trattamento chemioterapico.


La nausea e il vomito assumono un aspetto di grande rilevanza riguardo la qualità di vita dei pazienti che sono soggetti a chemioterapia. Un trattamento antiemetico non adeguato può influire in maniera importante nei pazienti e nel loro modo di fronteggiare la terapia propinatagli nelle sedute a venire, facendo aumentare il rischio di mancata compliance e inducendo i pazienti a troncare i trattamenti potenzialmente utili a loro salvavita.

In base alle linee guida della Multinational Association of Supportive Care in Cancer e della Società Europea per l'oncologia medica, la nausea e il vomito anticipatori compaiono in una proporzione di pazienti che può raggiungere il 20% entro il quarto ciclo di trattamento. Studi più recenti registrano un tasso di nausea e vomito anticipatorio più basso rispetto a quello osservato negli studi più datati, in quanto l'efficacia della profilassi antiemetica è migliorata negli anni. A oggi il tasso di nausea anticipatoria è intorno al 10% e quello di vomito anticipatorio intorno al 2%, e comunque tende ad aumentare con l'aumentare del numero di cicli effettuati: una volta instaurati sono difficili da trattare e possono persistere per un anno. L'insorgenza di nausea e vomito indotti dai farmaci antitumorali può essere influenzata da molti fattori dipendenti da caratteristiche soggettive del paziente e dal tratta-mento scelto per la cura del tumore.
Linea guida
riguardo i cibi da evitare
e quelli da assumere

Il rischio di avere nausea e vomito è più alto nelle donne e in particolare in quelle che in gravi-danza hanno sofferto di nausea e vomito. L'ansia può facilitare la comparsa di nausea e vomito e peggiorarne i sintomi già esistenti. Nei soggetti già sottoposti a tratta-menti chemioterapici e che hanno sofferto di nausea e vomito, il rischio di avere i sintomi è più alto. Infine la storia di cinetosi e di scarso o nullo consumo di alcol si asso-ciano più spesso alla comparsa di nausea e vomito da chemioterapia. Sembra che i sintomi anticipatori siano più frequenti nei soggetti di età superiore ai 50 anni e in quelli ansiosi. Inoltre la sudorazione do-po il primo trattamento chemioterapico è un evento che può far presagire lo sviluppo di nausea e vomito anticipatori. La scelta del tipo di trattamento, nella maggior parte dei casi, non è influenzata da nessuno dei fattori di rischio correlati alle caratteristiche soggettive del paziente.

E comunque importante conoscere i pazienti e i potenziali fattori che potrebbero influire sulla nausea e il vomito da chemioterapia. Le principali categorie di farmaci utilizzati nel trattamento di nausea e vo¬mito da chemioterapia sono: - gli antagonisti della dopamina che bloccano gli impulsi al centro del vomito, ma possono causare sedazione e reazioni extrapiramidali; - gli antagonisti della serotonina (5-HT3), ben tollerati dai pazienti; - i corticosteroidi utilizzati nella gestione di nausea e vomito acuti; - gli antagonisti dei recettori della neurochinina-1 (NK-1), in genere associati al desametasone, usati per la gestione dell'emesi acuta e tardiva indotta da chemioterapie ad alto rischio emetogeno.

I sintomi anticipatori sono difficilmente controllabili con metodi farmacologici. Le linee guida più recenti considerano come approccio migliore la terapia utilizzata per il trattamento dei sintomi acuti e ritardati. Le terapie comportamentali, e in particolare gli esercizi per favorire il rilassamento muscolare, possono essere consigliati per il trattamento della nausea e del vomito anticipatori. Le benzodiazepine sono l'unico farmaco in grado di controllare i sintomi anticipatori, ma l'efficacia tende a ridursi progressivamente man mano che si prosegue il trattamento chemioterapico. Per prevenire la nausea si ricorda di:
- consumare cibi facilmente digeribili specialmente in prossimità dei trattamenti;
- fare pasti piccoli e frequenti (5-6 volte in sostituzione dei 3 pasti principali):
- consumare i pasti possibilmente alla stessa ora, mangiare lenta-mente masticando con cura e prendendosi il tempo necessario per consumare il pasto;
- mangiare il pasto più abbondante quando è presente meno nausea;
- evitare dolci, spezie e grassi o cibi fritti;
- evitare di bere abbondantemente durante il pasto, ma bere lenta-mente sorseggiando liquidi durante la giornata;
- preferire le verdure cotte alle crude;
- farsi aiutare da amici e parenti a cucinare per evitare gli odori della cucina;
- mangiare cibi secchi come grissini, fette biscottate o toast, prima dei pasti;
- non sforzarsi di mangiare quando si ha nausea e di contro se si ha fame non aspettare che aumenti troppo perché potrebbe aumentare il senso di nausea;
- evitare di coricarsi per almeno due ore dopo aver mangiato;
- adottare l'abitudine di camminare dopo pranzo, per evitare reflussi, nausea e vomito;
- praticare con regolarità esercizi di respirazione, il rilassamento può prevenire la nausea. In caso di nausea si raccomanda di:
- fare profondi respiri e rilassarsi;
- masticare pezzettini di ghiaccio, fino al momento in cui la nausea non è regredita;
sorseggiare piccole quantità di cola sgasata;
- man mano che la nausea migliora assumere in modo graduale altri liquidi e cibi, iniziando con piccole quantità di liquidi a temperatura ambiente per poi passare a cibi liquidi, ma più consistenti (per esempio succo di frutta), per poi tornare gradualmente a una dieta normale;
- preferire le posate in plastica a quelle di metallo;
- ricordarsi di avvisare tempestiva-mente il medico o l'infermiere (più precoce è l'intervento, maggiore sarà l'effetto di controllo sulla nausea).(l'infermiere)


Muore Ahmed Godane capo carismatico somalo

Ahmed Godane, leader carismatico del gruppo militante somalo Al-Shabaab, è stato ucciso questa settimana in un'operazione militare americana, la notizia è stata data dal Pentagono, venerdì 5 settembre 2014. 


L'esercito americano era già da parecchio tempo sulle sue tracce e c’era una grossa taglia sulla sua cattura, il primo settembre sono scattate delle operazioni speciali che hanno portato a bombardare un’abitazione vicino a Barawe, la città della costa meridionale della Somalia, che era divenuta la roccaforte degli Al-Shabaab, in base ad alcune segnalazioni certe e l’esercito americano non ha fallito il colpo, uccidendo Godane e altri nove capi carismatici che facevano capo a lui. 

L’uccisione Godane è una grande perdita simbolica e operativa per Al-Shabaab e tutti coloro che si erano schierati con lui. 

Godane, era conosciuto anche come Mukhtar Abu Zubayr, divenne il leader di Al-Shabaab nel 2008, tradizionalmente la missione di Al-Shabaab si era concentrata sul portare il dominio islamico in Somalia, attirando su di se decine di etnie del popolo somalo e alcuni simpatizzanti occidentali.
Ahmed Godane capo carismatico

Studio rivela le differenze tra ciò che postano uomini e donne su Facebook

Magari qualche differenza l'abbiamo vista anche noi, ma forse solo distrattamente, perchè siamo presi da altro. Ma qualcuno ha voluto approfondire e così ne è nato uno studio. Sono stati analizzati i messaggi di circa  75.000 volontari per appurare le differenze tra ciò che postano gli uomini e le donne su Facebook.

I volontari si sono sottoposti anche ad un test di personalità, per vedere se ci è una correlazione  tra quello che si scrive sui social network ed il carattere o il sesso. E allora che cosa è emerso  da questo titanico studio?

Facebook brands
immagine presa dal web
Come probabilmente è prevedibile, dato che i social network sono nati proprio per esprimere se stessi, sono emerse delle significative differenze dalle diverse centinaia di migliaia di post analizzati. I risultati sembrano confermare tutti i luoghi comuni su uomini e donne (e non solo), con i primi che parlano di sport e videogiochi, mentre le seconde di bambini e shopping (e spesso rispondono tramite emoticon).

Anche le differenze tra estroversi ed introversi emerge chiaramente, con i primi che parlano di feste e i secondi di anime e computer. Forse più interessanti sono i risultati “secondari” della ricerca: ad esempio, è emerso che le persone nevrotiche tendono ad usare molto spesso parole come “stanco di” e “depresso”.

Oppure il fatto che gli uomini tenderebbero ad usare molto di più il possessivo quando parlano della fidanzata o della moglie, di quanto le donne facciano quando parlano del partner. E’ anche decisamente degno di nota che dallo studio è emerso che c’è una stretta correlazione tra una vita attiva e la stabilità emotiva, anche se dal tipo di analisi condotta non si può dedurre quale sia la causa e quale invece l’effetto.

7 oggetti di uso quotidiano trasformati in innovazioni che trasformano la quotidianità

Da matite da cui crescono  piante a palloni da calcio che generano l'elettricità, ci sono alcune persone geniali nel mondo che hanno avuto la lungimiranza di prendere oggetti di uso quotidiano e li hanno trasformati in strumenti per rendere il mondo un posto migliore. Preparatevi ad scoprire sette esempi di oggetti di uso comune trasformati in straordinari.

Pallone Soccket


1. IL PALLONE DA CALCIO CHE GENERA ENERGIA ELETTRICA: Utilizzando una tecnologia particolare, ma semplice,  il pallone da calcio Soccket distribuito da Uncharted Play sfrutta l'energia cinetica e la converte in energia elettrica. L'energia prodotta viene utilizzata per alimentare piccoli elettrodomestici utilizzando la lampada a LED che viene fornita con ogni palla. Basta una veloce partitella di calcio di 30 minuti in giro con gli amici per avere 3 ore di luce a LED, fornendo una soluzione sostenibile per i paesi in cui l'accesso all'energia elettrica è scarsa.

Matita Sprout


 2. LA MATITA DA CUI CRESCE UNA PIANTA: Grazie ai fantasiosi ricercatori di Sprout, il mondo ha ora matite che contengono al loro interno dei semi,  una volta che lamatita è finita basta piantare ciò che di essa rimane e cresceranno tante pianticelle. Ogni punta della matita Sprout  contiene semi biologici che richiedono solo il suolo, l'acqua e sole per farle crescere. Ci sono 11 varietà di erbe diverse, tra cui il basilico, pomodorini, menta e salvia per citarne alcuni.



Il sottobicchiere che ricarica il telefonino



 3. IL SOTTOBICCHIERE CHE RICARICA IL TUO TELEFONINO: i Laboratori Epiphany hanno rivoluzinato il concetto di produzione di energia in base alla differenza di calore grazie ad un dispositivo smilie ad un sottobicchiere che ricarica gli smartphone tramite una connessione USB. La potenza è generata poggiando una superficie calda sul lato rosso del disco, come una tazza di caffè caldo, o una superficie fredda sul lato blu del disco, ad esempio un limonata ghiacciata. Tutto quello che dovete fare è prepararvi qualcosa da bere, collegare il telefono e sedervi ad aspettare.









 4. IL PORTA CANDELE CHE PRODUCE NUOVE CANDELEil Candeliere Rekindle  del Designer Benjamin Shine, produce candele riciclate,  in maniera semplice come un gioco da ragazzi. Il Rekindle raccoglie la cera di una candela che brucia e alla fine, tutto quello che dovete fare è inserire un nuovo stoppino, e avrete una nuova candela. Il processo può essere ripetuto più volte, ma dovete tener presente che ogni volta  la candela saràleggermente più corta dato che la quantità di cera diminuisce.








Kangaroo Cup


 5. LA TAZZA A PROVA DI ROTTURA: La Kangaroo Cup, infrangibile, e impossibile da rovesicare è l'invenizione di una bambina  di 11 anni, Lily Nato, che l'ha inventata per suo nonno che soffre dìimorbo di Parkinson. Quando Lily si accorse che suo nonno versava spesso il contenuto della sua tazza, Lily ha avuto l'idea di renderla più stabile aggiungendovi delle gambe. Dopo varie modifiche e qualche aiuto da parte di suo padre, Lily ha creato l'innovativa Kangaroo Cup, che è fatto da plastica BPA-free ed è anche impilabile per occupare il minor spazio possibile.




Help Desk
 6. LA CARTELLA DI CARTONE CHE SI TRASFORMA IN UN BANCO:  lo zainetto che si trasforma in una scrivania potrà sembrare un po 'esagerato, ma Help Desk è una realtà nata per aiutare i bambini dell'India rurale ad ottenere l'istruzione che meritano. Realizzato in cartone riciclato, la valigetta-zainetto, può essere trasformata in una scrivania pienamente funzionante  comoda per i bambini che devono sedersi in terra, in modo che possano concentrarsi sull'apprendimento. La soluzione creativa è nata da uno sforzo congiunto dell'associazione no profit Aarambh e la società di marketing DDB India.

Tappo misuratore di temperatura


 7. IL COPERCHIO PER TAZZE CHE MISURA LA TEMPERATURA: un coperchio intelligente è sensibile al calore di una tazza da caffè e che impedisce di bruciarsi, poichè diventa  rosso acceso segnalando che il contenuto scotta.Quando la bevanda calda si raffredda un po ', il coperchio cambia nuovamente colore, indicando quando è sicura da bere, limitando quindi il rischio di ustioni e scottature. Non si ferma qui però - il coperchio ha anche la capacità di evitare fuoriuscite indesiderate chiaramente mostrando quando è sigillato correttamente sulla tazza.

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