Il-Trafiletto

07/08/14

Todi città medioevale

Todi (m 400 s.m.; ab. 17.078) Si trova in Umbria, in provincia di Perugia da cui dista 45 km. È situata nella media valle del Tevere, alla sinistra del fiume su di una collina a forma triangolare, quasi al centro di un anfiteatro di monti, in posizione dominante la confluenza del torrente Naia col Tevere.
Todi città medioevale -.
Todi è uno dei più integri e solenni centri medioevali italiani. Indipendentemente dagli edifici monumentali, l' ambiente urbano è uno dei più caratteristici: vie anguste e tortuose, brune case, archi, piccoli pozzi medioevali nelle strade, i dislivelli creano prospettive varie, con improvvisi scorci panoramici sui colli circostanti.
Storia
Todi sorge in epoca assai remota, roccaforte degli Umbri e soggetta agli influssi e alla penetrazione degli Etruschi, che a poco a poco ne fanno uno dei loro centri maggiori. In seguito è una delle prime città umbre ad essere conquistata da Roma, intorno al 340 a.C., che la fortifica e la consacra al dio Marte. In seguito la città viene eretta a municipio ottenendo poi, col primo triumvirato, il privilegio di battere moneta. Per la sua alta posizione e per il suo forte sistema difensivo, Todi è in gran parte risparmiata dalle invasioni barbariche. Costituitasi in libero Comune nel secolo XII, è travagliata, come tutti i comuni umbri, da violente lotte interne fra le fazioni guelfe e ghibelline e da guerre esterne contro i comuni limitrofi. Nel 1237 entra a far parte della lega dei comuni guelfi e nel 1240, grazie ad un efficiente organismo militare, può sconfiggere le truppe di Federico II.

Il secolo XIII è quello del massimo splendore ma quello seguente segna l'inizio della decadenza. Todi è soggetta a varie signorie tra le quali prevale la famiglia Atti. Nel XIV secolo la città è assoggettata definitivamente alla Chiesa e gli Atti ne divengono vicari pontifici. Da allora segue le vicende dello Stato della Chiesa fino all'annessione al Regno d'Italia. Arte e monumenti

Le cinte murarie testimoniano le tre età e le tre civiltà che sono fiorite in Todi: l'etrusca, la romana e la medioevale. Quest'ultima è la più ampia e ancor oggi in gran parte delimita l'abitato. Vi si aprono tre porte: la Marzia, la porta della Catena, ad arco ogivale, e la porta Perugina. Dell'età romana, oltre a parte delle mura, restano quattro nicchioni sormontati da trabeazione dorica, resti di una grandiosa costruzione di età augustea, un arco della porta Libera e pochi ruderi dell' anfiteatro.
L'autentica atmosfera della città è però medioevale e si esprime particolarmente nella lunga e rettangolare piazza del Popolo, che un tempo era il foro, su cui prospettano il palazzo dei Priori, il palazzo del Popolo, il palazzo del Capitano e il Duomo, iniziato al principio del secolo XII a opera dei maestri Comacini e ampliato e rinnovato nei secoli XIII e XIV. La chiesa di S. Fortunato, a cui si accede dalla scenografica piazza per un'ampia scalinata, risale al 1292, eretta in forme gotiche e continuata fino alla seconda metà del '400. Altre chiese sono S. Ilario, sormontata da campanile a vela, S. Prassede, dalla incompiuta facciata a strisce bianche e rosse, S. Maria in Camuccia, romanica, S. Nicolò de Cryptis, chiesetta del 1093, costruita entro l'arco dell'anfiteatro romano, di cui resta parte della facciata con tre portali.
Nel palazzo del Capitano hanno sede la Biblioteca ed il Museo-Pinacoteca Civici, che comprende materiale archeologico etrusco e romano, una collezione di monete, dipinti di 'scuola umbra e toscana, oreficerie e ceramiche medioevali. Manifestazioni
Festa patronale di S. Fortunato (14 ottobre); il 30 ottobre festa al santuario di Collevalenza; nella settimana santa rappresentazione de "Il pianto della Madonna" di Jacopone da Todi. Rassegna antiquaria d'Italia (aprile); mostra nazionale dell' artigianato (fine agosto-settembre).
Prodotti enogastronomici Tra i formaggi è degno di nota il pecorino, mentre in campo dolciario troviamo il pane nociato.
In campo enologico, la vicina Orvieto produce l'omonimo vino bianco, famoso in tutto il mondo.

Spaghetti ai tartartufi neri
Valori nutrizionali Protidi 13 Lipidi 25 Glucidi 83 Kcal 609
Il tartufo nero pregiato umbro matura da novembre a marzo lungo le verdi vallate della regione fino ai mille metri di altezza. Questo tubero tipicamente umbro, per caratteri botanici e pregi intrinseci del tutto simile a quello francese di Périgord, per esprimersi al meglio ha bisogno di una scaldatina. È proprio per questo che eccelle sugli spaghetti fumanti.

Ingredienti per 4 persone: *400 g di spaghetti
*120 g di tartufi neri
*1 dl d'olio d'oliva *sale
Fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua bollente e leggermente salata, sgocciolateli al dente e metteteli in un piatto di servizio concavo e riscaldato. Nel medesimo tempo versate in un tegame l'olio e fatelo fumare. Gettatevi i tartufi precedentemente ben nettati e pestati a poltiglia nel mortaio. Ritirate immediatamente dal fuoco, mescolate e versate sugli spaghetti. Portate in tavola, date un'ultima rimescolata e servite immediatamente.

Si laurea nel 1999 ma per l'INPS è morto l'anno prima.

Dopo il termine Malasanità si potrebbe coniare anche “MalaInps”, visto che cose strane, e purtroppo non isolate, succedono anche all’interno di quell’istituto. Questa volta un uomo si è accorto di essere… morto nel 1998.  


E’ successo al signor Massimo Minotti, originario di Mantova, il quale, da persona normalissima qual è, è riuscito anche a laurearsi dopo la sua morte. Ripercorriamo i fatti. Il signor Minotti, che ora vive a Torino, è il tutore legale di due suoi fratelli, dei quali l’Inps le versa le pensioni di invalidità. Questo accredito improvvisamente viene ad interrompersi ed il Minotti si reca all’istituto di Previdenza Sociale per chiedere delucidazioni in merito.

A questo punto la sconvolgente scoperta: per l’Inps il signor Massimo Minotti risulta deceduto nel 1998, per la precisione il 30 di Ottobre. E pensare lo stesso Minotti, musicista laureato al Conservatorio di Torino, si è anche laureato in Scienze delle Comunicazione nel 1999, sempre nel capoluogo piemontese.

Il tutto probabilmente, anche se non si è certi, dovuto a un caso di omonimia, che si spera sia giunto al termine dopo la segnalazione dell'impiegata dell'Inps e che dal mese prossimo il signor Minotti possa di nuovo avere a sua disposizione quello che legalmente gli spetta.(immagine presa dal web)

Acaro delle ciglia | La pulce del gatto | Quali esseri vivono in casa nostra?

Acaro delle ciglia
Acaro delle ciglia. Per i minuscoli Demodex folliculórum, i nostri follicoli ciliari, ovvero le cavità cutanee che contengono i bulbi piliferi delle nostre ciglia, sono microambienti caldi dove abbonda il nutrimento.

Gli acari delle ciglia sono parenti dei ragni, e colonizzano anche i nostri follicoli nasali e del condotto uditivo. Si cibano di secrezioni oleose provenienti dalle ghiandole sebacee e di cellule epiteliali morte e, in genere, non sono dannosi. Tecnicamente si definiscono commensali: organismi che traggono beneficio da altri senza causare loro sofferenza né disturbo.
Talvolta, però, l'ospite umano può sviluppare un'allergia al Demodex che provoca perdita delle ciglia e altri sintomi tra cui acne.

Pulce del gatto
La pulce del gatto
Questi insetti altamente specializzati, privi di ali, sono ectoparassiti, ossia parassiti che vivono esternamente all'ospite.

Le mandibole (le strutture seghettate che sporgono dalla linea inferiore della mascella) perforano la cute dell'animale infestato consentendo alla pulce di nutrirsi di sangue. La pulce del gatto (Ctenocephalìdes felis) in genere non colonizza gli umani, però può morderci, e chi ha un gatto sa bene quanti danni può causare agli animali. Le pulci nascono da uova che si schiudono dando alla luce parassiti allo stadio larvale, simili a minuscoli vermi. Le larve si cibano di sangue semidigerito, che ricavano dalle feci di pulci adulte, prima di impuparsi e, infine, emergere come insetti pienamente sviluppati, pronti a saltare su un ospite.

Anche se possono essere vettori di malattie, questi organismi sono uno straordinario esempio di adattamento parassitario.(science)

La placca dentale | Larve di scarabeo dei tappeti | Chi vive in casa nostra

Placca dentale
La placca dentale. Tutti conosciamo questo biofilm batterico e colloso che aderisce ai nostri denti. 

La placca è una pellicola composta da ben mille specie di batteri contenuti in una matrice di glicoproteine (proteine alla quali sono legati polimeri di carboidrati).

Mentre si nutrono dello zucchero contenuto nei cibi che mangiamo, i batteri liberano prodotti di scarto acidi che corrodono lo smalto, causando carie dentaria. Un accumulo di placca dentale può anche condurre a patologie gengivali e alla caduta dei denti.

Larve di scarabeo dei tappeti
Larve di scarabeo dei tappeti
Le larve di scarabeo dei tappeti, in inglese soprannominate woolly bear, orsetti pelosi, maturano diventando insetti adulti.

Questi parassiti appartengono alla famiglia dei saprofagi Dermestidae, e anche le loro larve sono organismi opportunisti. Le uova vengono deposte in luoghi bui e indisturbati e dopo la schiusa, gli embrioni attaccano pellicceria, piume, mobili, abiti, coperte e tappeti. Soprattutto nei musei, dunque, un'infestazione da scarabeo Dermestidae allo stadio larvale può essere estremamente dannosa. Muovendosi, le larve perdono alcune delle setole che le ricoprono e che le rendono, appunto, "pelose". Questi peli possono causare irritazioni sia per contatto cutaneo che per inalazione.

Il contatto con la pelle può dar luogo a piccole piaghe pruriginose, talvolta confuse con morsi di cimici dei letti.(science)

Agenzia delle Entrate punta l'attenzione sui Big | Senato:Voto finale previsto per domani

Roma - Al via seduta no stop del Senato sulle riforme con l'obiettivo di approvare domani, venerdi' 8 agosto, il Ddl messo a punto dalla Commissione Affari Costituzionali.
E' la decisione presa questa notte dalla Conferenza dei capigruppo di palazzo madama. I lavori dell'Aula inizieranno alle 9.30 e proseguiranno, salvo pause tecniche, fino all'esaurimento di tutti gli emendamenti per arrivare alle dichiarazioni di voto e al voto finale sul provvedimento, venerdi', a partire dalle 9.30.
A seguire l'esame del Dl competitivita', licenziato dalla Camera, fino alla conversione.  fonte (AGI)

Roma -  L'Agenzia delle Entrate punta l'attenzione sui casi di evasione più gravi, con l'obiettivo di individuare i comportamenti più pericolosi tralasciando i controlli meno rilevanti per importi o sostenibilità. Grande cautela invece per gli accertamenti basati su presunzioni. Le indagini devono essere utilizzate evitando richieste di dettaglio su importi poco rilevanti e riferibili alle spese personali o familiari. Il redditometro scatterà solo nei confronti di coloro che presentano scostamenti significativi.

E' la nuova strategia dell'Agenzia delle Entrate contenuta in una circolare, dopo l'arrivo del nuovo direttore, Rossella Orlandi. Tutti i controlli - spiega l'Agenzia - devono basarsi su approfondite analisi del rischio "tarate" in base alle tipologie dei contribuenti.
Per i grandi, cioè quelli con volume d'affari sopra i 100 milioni di euro, l'Agenzia punta l'attenzione sui fenomeni di reale evasione, come per esempio la delocalizzazione dei redditi verso paesi a fiscalità più favorevole e la pianificazione fiscale aggressiva. Sempre con riferimento ai "big" continua la sperimentazione del "regime di adempimento collaborativo". Si accelera, quindi, sulle frodi che possono avere una forte ricaduta sulla competitività e nascondono fenomeni di corruzione: dalle false lettere d'intento alle compensazioni di crediti erariali inesistenti.  fonte (ANSA)

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