Il-Trafiletto

30/07/14

Metamateriali per l'invisibilità

DEVIARE LE ONDE LUMINOSE PER FAR SPARIRE GLI OGGETTI. 
Le incredibili proprietà dei metamateriali non derivano dalle numerose parti che li compongono, ma dai modi complessi in cui queste parti formano un tutto. 

È questa complicata architettura che conferisce loro proprietà che non si trovano in natura: i metamateriali sono strani per definizione. "Di solito chi si occupa di scienza dei materiali studia una sostanza, ne determina le proprietà e poi trova un modo per usarla. Ma i metamateriali funzionano all'inverso", spiega lo scienziato dei materiali Costas Soukoulis dell'lowa State University.

Uno dei principali obiettivi della scienza dei materiali è una copertura che renda invisibili, che avrebbe innumerevoli usi militari e civili. Per farne una sorta di "mantello", il metamateriale deve contenere nanostrutture che gli diano un indice di rifrazione negativo, che devierebbe in modo innaturale la luce e la farebbe passare completamente attorno a un oggetto. Se ci si riuscisse, l'oggetto, che fosse un aereo o anche un essere umano, sarebbe invisibile. Per quanto possa suonare incredibile, non è fantascienza. Gli scienziati hanno già mostrato dei prototipi.
Metamateriali  per l'invisibilità

Finora, però, hanno avuto più successo nel deviare le microonde che la luce visibile, e questa deviazione è stata ottenuta con grandi apparati in grado di far sparire solo oggetti con dimensioni specifiche. Nel novembre 2012, però, i ricercatori dell'Università Yonsei a Seul, in Corea del Sud, e della Duke University negli USA hanno annunciato di aver messo a punto una copertura di un metamateriale in grado di adattarsi alle variazioni nella forma dell'oggetto. Ciò detto, le variazioni non possono essere di più di 10 millimetri e funziona ancora solo per luce nella frequenza delle microonde.

Quindi per ora dai nostri cieli non spariranno gli aerei, ma presto potrebbe accadere...(science)

APPLICAZIONI
• Dispositivi di occultamento
• Computer ottici
• Schermature dall'infrarosso e dalle radiazioni cosmiche per veicoli spaziali
• Tecniche diagnostiche

Pollo con peperoni o con noci del Sichuan | Cucina cinese

Petto di pollo con peperoni verdi
Tempo di preparazione: 20-25 minuti
*2 petti di pollo
*un cucchiaino e mezzo di sale
*un albume
*3 cucchiai di farina
*225 g di peperoni verdi
*una cipollina tritata
*2 fette di radice di zenzero tritate
*4 cucchiai di olio
*4 cucchiai di vino di riso o di sherry secco
*un cucchiaio di olio di sesamo
Per una buona riuscita di questa preparazione vi consigliamo di non cuocere eccessivamente la carne che deve rimanere tenera, mentre i peperoni devono risultare croccanti. Tagliate la carne a striscioline delle dimensioni di un fiammifero; mettete in una terrina l'albume, sbattetelo con il sale, aggiungete 2 cucchiai di farina e, quando avrete ottenuto un composto omogeneo, aggiungete i filetti di carne. Mondate i peperoni, lavateli e tagliateli a striscioline delle stesse dimensioni della carne. Fate scaldare l'olio nel wok o in una padella di ferro, unite il pollo e cuocetelo fino a quando sarà bianco; toglietelo dal recipiente con una schiumarola, alzate la fiamma e quando l'olio sarà di nuovo fumante immergetevi la cipolla, la radice di zenzero e dopo qualche secondo i peperoni e di nuovo il pollo. Mescolate bene e versate il vino o lo scherry. Diluite la farina con un cucchiaio di acqua e l'olio di sesamo, versate nella preparazione, mescolate e servite subito ben caldo.

Cubetti di pollo con noci del Sichuan
Da sinistra a destra: cubetti di pollo e noci del Sichuan,
petto di pollo con peperoni verdi.
Tempo di preparazione: 15-20 minuti
*225 g di petto di pollo
*mezzo cucchiaio di sale
*un albume
*un cuchiaio di farina
*un peperone verde
*50 g di gherigli di noce
*4 cucchiai di olio
*2 cipolline tritate
*2 fette di radici di zenzero tritate
*Per la salsa:
*un cucchiaio di salsa di fagioli di soia gialli
*2 cucchiai di vino di riso o di sherry secco
*un cucchiaio di salsa chili
*2 cucchiai di farina
Tagliate la carne di pollo a cubetti di circa un cm di lato; mettete in una terrina il sale, l'albume, e la farina, sbattete con una forchetta fino a quando avrete ottenuto una pastella omogenea. Immergetevi la carne e rigiratevela più volte. Tagliate il peperone mondato e i gherigli possibilmente delle stesse dimensioni della carne di pollo. Fate scaldare l'olio nel wok o in una padella di ferro, immergetevi il pollo e cuocetelo per 10 minuti. Toglietelo con una schiumarola, e al suo posto buttatevi le cipolline, lo zenzero, le noci e la salsa di fagioli gialli. Mescolate per pochi secondi, poi unite i peperoni e i cubetti di pollo. Mescolate di nuovo, aggiungete lo zucchero, il vino, la salsa chili e cuocete il tutto per 30 secondi. Infine amalgamate la farina con un cucchiaio di acqua, incorporatela alla preparazione, mescolate e servite ben caldo. Nota: al posto delle noci potrete utilizzare mandorle, noccioline o anacardi.

Robiola, Spressa, Taleggio, Toma: formaggi DOP

Si continua da qui
Robiola di RoccaveranoDOP
La Robiola è un formaggio di tradizione antichissima, tanto che già Plinio il Vecchio descriveva le caratteristiche della "Rubeola"; il nome deriva dal colore rosso (in latino "ruber") della crosta. Questa Robiola Dop si produce nell'Astigiano e nell'Alessandrino; la, sua patria d'elezione è Roccaverano, in provincia d'Asti. Si prepara utilizzando latte vaccino, (massimo 85%), ovino e caprino proveniente da due mungiture giornaliere che viene pastorizzato e addizionato di fermenti lattici; viene fatto coagulare a 18°C con caglio liquido. La cagliata si rapprende in 24 ore e si sistema, senza romperla, negli appositi stampi dove rimane per una giornata. La salatura si effettua a secco. Le forme maturano in 3/4 giorni. Di forma cilindrica con facce piane leggermente orlate, la Robiola ha un'altezza che non supera i 4 centimetri; il peso oscilla tra i 250 e i 400 grammi. La crosta è una pelle sottilissima di color bianco avorio che con il passar del tempo tende al paglierino o al bruno con striature rossicce. La pasta è bianca, tenera e compatta, il sapore è delicato, saporito e leggermente acidulo.

Spressa delle Giudicarie DOP
Il nome deriva da "spress", che in dialetto trentino indica la massa della cagliata coagulata e spremuta. È un formaggio piuttosto magro e lo era ancor di più nel passato, quando i contadini scremavano dal latte più materia grassa possibile per ricavarne burro da vendere. Oggi si produce nel periodo che va dal 10 settembre al 30 giugno nei territori delle valli Giudicarie e Chiese, Rendena e Ledro. Si prepara con latte vaccino Crudo che, parzialmente scremato per affioramento naturale, viene messo a riscaldare addizionato con caglio bovino. Dopo la rottura della cagliata si procede ad una semicottura della massa; la salatura viene effettuata in salamoia per quattro giorni. La stagionatura varia da tre a sei mesi. Il prodotto finito è di forma cilindrica a scalzo basso e il peso si aggira sui 7-10 chilogrammi. La crosta si presenta irregolare, elastica, di colar grigio brunato o ocra scuro. La pasta è compatta ed elastica, con occhiatura sparsa di piccola o media grandezza, di colore bianco o paglierino chiaro. Il sapore è dolce e più saporito nel prodotto stagionato, con un appena percettibile retrogusto amarognolo.

Taleggio DOP
Come ci dice il nome stesso questo formaggio nasce in Val Taleggio, in provincia di Bergamo. L'area di produzione oggi include gran parte della Lombardia e si estende anche a Novara e a Treviso. Viene chiamato Taleggio dagli inizi del '900: prima, infatti, questo era uno "stracchino", nome con cui si identifica tutta la grande famiglia dei formaggi molli a forma quadrata tipici della Lombardia. La produzione ha mantenuto inalterate nel tempo le proprie caratteristiche intrinseche, legate all'uso di tecniche consolidate e alla presenza storica di manodopera specializzata. Dopo la coagulazione del latte vaccino intero crudo, la cagliata è rotta e posta negli stampi, dove vengono effettuate la stufatura e la salatura. Alla salatura segue la stagionatura che si protrae per almeno 35 giorni, durante i quali le forme vengono periodicamente rivoltate e spolverate e infine avvolte in carta pergamenata. La forma è quadrangolare e il peso è variabile dagli 1,7 ai 2,2 chilogrammi. La crosta è sottile, morbida e asciutta, di colore giallognolo o rosato: non occorre toglierla, è sufficiente raschiarla. La pasta, molle un po' filante e con leggera occhiatura, è di colore paglierino. Il gusto è burroso, tendente al piccante con l'invecchiamento

Toma Piemontese DOP
Il termine Toma deriva dal francese antico "tumer" (cadere), che si riferisce alla caduta della caseina che avviene durante la coagulazione ad opera del caglio, ed indica un gran numero di prodotti, diversi per caratteristiche e pezzatura, aroma e sapore. Ci sono la toma della Valle d'Aosta e quelle della Valle dell'Arco, di Lanza, di Susa; ci sono infine quelle della Valle Stura, Val Sesia, del Maccagno. La Toma Piemontese Dop si produce in tutta la regione. È un formaggio semicotto a pasta morbida ottenuto da latte vaccino intero crudo proveniente da una o più mungiture consecutive. Dopo la rottura, la cagliata viene lasciata depositare. Si estrae con un telo bucherellato, si impasta e si modella a forma rotonda e poi lo si lascia scolare su tavole di legno per 24 ore. Matura in 30 giorni e stagiona tre mesi in cantina, dove viene pulita dalle muffe e rigirata ogni 2 o 3 giorni. La forma è cilindrica e il peso oscilla tra i 3 e gli 11 chilogrammi. La crosta è liscia e sottile, la pasta, fortemente occhiata, ha un colore giallo oro.

Poliuretano in copolimero a blocchi

Poliuretano in copolimero a blocchi
MATERIALE TRASPARENTE CHE FERMA LE PALLOTTOLE. Immaginiamo un materiale in grado di arrestare un proiettile che sfreccia a 350 metri al secondo con uno strato di poco più di 3 centimetri e che lo avviluppi senza che rimangano segni o crepe. 

Se il parabrezza della vostra limousine presidenziale o il veicolo corazzato in cui viaggiate sono fatti di questo materiale, potrebbe avervi appena salvato la vita. Il materiale in questione va sotto il nome complicato di poliuretano in copolimero a blocchi.

La sua proprietà di richiudersi nel punto di entrata si spiega, secondo Ned Thomas, professore di ingegneria presso la Rice University di Houston, con il fatto che si fonde quando entra in contatto con il proiettile ad alta velocità. A quanto pare ciò ha un ruolo nell'arresto del proiettile, dissipandone l'energia. Poi si richiude, otturando il foro che si era formato. Questa sequenza di eventi è stata decifrata solo di recente da Thomas, studiando il materiale con un microscopio elettronico. Oltre che per vetri protettivi, il poliuretano potrebbe essere usato per giubbotti antiproiettile e persino per l'esterno di veicoli spaziali e satelliti, dove assorbirebbe detriti spaziali e altri oggetti che potrebbero provocare seri danni.

"Una lastra di acciaio di dimensioni analoghe sarebbe meno efficace nel fermare proiettili veloci, nonché sette volte più pesante", spiega Thomas.

APPLICAZIONI 

  • Protezione delle lame di motori a reazione 
  • Protezione dei satelliti 
  • Vetri antiproiettile 
  • Giubbotti antiproiettile

Nanoparticelle d'oro | Nuova età dell'oro per i test per l'HIV

Gli artigiani medievali delle vetrate colorate furono i primi nanotecnologici. Saranno stati ignari degli aspetti fisici che facevano, ma le loro tecniche avevano come effetto di intrappolare minuscole particelle d'oro in un vetro che emetteva cosi un colore rosso rubino.

Adesso le nanoparticelle d'oro, anzichè dar vita alle scene bibliche, vengono utilizzate per nuovi test relativi a patologie letali, come l'HIV, più sensibili e facili da valutare dei test attuali. Su scala piccolissima, nel regno della nanotecnologia, i materiali acquisiscono nuove proprietà. Mentre un pezzo massiccio di oro è, ovviamente, dorato, le particelle minuscole possono generare colori diversi a seconda di come si uniscono. Un gruppo di ricercatori dell'Imperial Collage di Londra ha trovato un'applicazione importante.
Nanoparticelle d'oro

La loro soluzione per l'individuazione dell'HIV contiene ioni (atomi carichi elettricamente) d'oro. Quando vi si versano gocce di siero sanguigno, quello che accade dipende dall'eventuale contenuto di virus HIV. Se il virus è presente, il livello di perossido di idrogeno nella soluzione cala e si formano ammassi nanoscopici irregolari di oro, che producono una luce azzurra. Se non è presente l'HIV, la soluzione è allagata di perossido di idrogeno e si generano nanoparticelle d'oro sferiche, che producono una luce rossa. Questo test è cosi sensibile che può rilevare pochi attogrammi, cioè miliardesimi di miliardesimo di grammo, di proteina dell'HIV in un millimetro di siero umano, meglio dei migliori standard attuali.

E' l'aspetto cruciale è che il cambiamento di colore è cosi spiccato che si può osservare a occhio nudo, mentre i test attuali richiedono macchinari costosi per determinare la fondamentale variazione di sfumatura. Molly Stevens, che ha diretto le ricerche condotte all'Imperial Collage, dichiara che gli esperimenti pratici non sono lontani:
"Finora abbiamo sviluppato un prototipo che comprendeva test con campioni positivi di HIV umano. La tecnologia adesso dev'essere ottimizzata per diventare più portatile e di facile utilizzo. Speriamo che ci vogliano meno di cinque anni".

Non basta: il test si può modificare per individuare altre malattie tra cui la malaria, il cancro alla prostata e la tubercolosi.(science)
APPLICAZIONI

  • Individuazione dell'HIV
  • Individuazione del cancro alla prostata
  • Individuazione della tubercolosi a della malaria
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.