Da un diario
VIAGGIO A PUTTAPARTI
di Carla de Paolini
Domenica, 23 luglio 1985
Sono le 14, aeroporto di Bangalore, India. Fa caldo, un caldo mai provato. Il
viaggio è stato terribile e non è ancora finito, Come mai sono qui?
Un momento fa sono stata presa dal panico: mi sono trovata sola tra le gente
all'uscita dall' aereoporto e non riuscivo a vedere nessuno del gruppo. Centinaia
di occhi nerissimi, ma tranquilli mi guardavano. Poi ho trovato un
signore di Verona che mi ha tranquillizzata e condotta ai taxi pronti per noi.
Ma sono stanca e la mente non riesce a mantenere la calma.
Lunedì 24 - ore 21.45
Sono seduta sul tuo materassino, amore, e piango. È da stamattina, prima
ancora di arrivare a Puttaparti, che sono vinta da una oscura emozione. Mi
ripeto: cosa sono venuta a fare in India? Ho già visto Sai Baba e ho pianto, e
basta che pensi a Lui che mi prende la commozione.
C'è stato ben poco di previsto finora, compresa la fatica e la commozione.
Devo ammettere che siamo proprio pazzi, soprattutto chi torna due, tre e più
volte. Mi dico che io sono venuta per curiosità, ma poi ammetto a me stessa
che sono venuta per chiedere qualcosa. E mi ritrovo a dormire all'aperto, per
terra, proprio come gli indù. Dopo l'ottima cena all'Ashok Hotel di Bangalore
(65 rupie), con tutti gli ingredienti turistico-mondani del caso, ora sono
qui che dormo per terra.
A pochi chilometri da Puttaparti mi ha preso più forte l'emozione, fmo alle
lacrime, inevitabili e irrefrenabili. Puttaparti non mi ha meravigliato: era
come me l'aspettavo: un villaggio di bancarelle, pieno di gente. Ma entrata
nell'ashram tutto era diverso: silenzio, pulizia, ordine, serenità. Ma noi non
eravamo serene. In sette dovevamo sistemarci in un locale grande come un
ripostiglio. Nuove lacrime e profondo sconforto. Ora mi trovo a dormire con
una compagna di viaggio, fuori, su di un balcone.
Ci sono due scimmiette che saltano da un ramo all'altro del grande albero di
mango che sta davanti al balcone. Perché sono qui?
Martedì 25
I corvi mi hanno svegliata alle quattro. Non è stata una notte felice e neppure
riposante. Al darshan sono arrivata in ritardo. Le lacrime mi scorrono a
fiumi, senza motivo, come sempre. Mi piace vedere Sai Baba anche se non
mi ha ancora aperto il cuore. Nel pomeriggio ho sistemato la piccola camera
un po' meglio. Ho fissato delle tende con dei fili. A cena nella canteen ho
mangiato del riso condito con l'olio e un formaggino. Marmellata dal sapore
di mostarda, ottima con i biscotti.
Mercoledì 26
Sono le 8.15 e siamo nel mandir per cantare i bagian. Stanotte è andata
meglio. Ho dormito nella
piccola camera e sono
stata bene. Abbiamo dormito
in sette e non avevamo
lo spazio per muoverci.
Tutto è difficile, ma
sopravvivo. Il canto dei
bagian è molto dolce e
tranquillizza la mente. lo
non so cosa pensare. Sono
qui e aspetto.
Alla sera siamo stati ricevuti
da un anziano dell'ashram
che, con la traduzione
di Polenghi, ci
ha ricordato le regole di
condotta di questo luogo
sacro.
Giovedì 27 - ore 16.50
Una bella mattinata. Dopo
un darshan (essere presente
ad una persona spirituale e riceverne l'influsso benefico se si è in armonia
con la vita) deludente (perché ero in una brutta posizione ed ero seduta in
modo scomodo) durante il canto dei bagian, Sai Baba si è molto avvicinato a
noi che eravamo in prima fila e gli ho potuto dare le lettere che avevo portato
dall'Italia. Avevo il cuore in gola e... naturalmente piangevo. Le lacrime mi
escono e scivolano giù in modo impressionante. Tutti dicono che mi sto purificando.
Comunque le lettere sono arrivate a destinazione!
Ho scattato le foto a due bambini indiani e uno di questi si è avvicinato a Sai
Baba per farsi scrivere l'AUM sulla lavagna.
Non sto male.
Venerdì 28 - ore 8
Dopo il darshan, Anna e Guido sono stati chiamati per l'intervista con Sai
Baba. Sono felice per loro.
Ieri sera è capitata una cosa strana: il figlio di Carla, Vito, ed Andrea (quel
ragazzo che io chiamo acquariano) sono venuti nella nostra camera a mangiare
gli spaghetti. Abbiamo chiacchierato a lungo fino alle 22! Andrea ha
letto libri di Steiner e della Blavatsky, ed ha le orecchie come dice Bernardino
e gli occhi che ridono. Gli ho detto che lo vedo ambientato in un bosco e
gli ho parlato di Bernardino. Poi ho preso "La casa nel tramonto" e lui ha
aperto il libro a caso. La pagina parla di Pan e di Sai Baba! Non è stata una
coincidenza ... Credo che Bernardino sappia ... Stamattina, dopo una notte
discreta, ho piantato altri chiodi e tirato un filo nel bagno, creando così un
nuovo armadio pensile. Pian piano comincio ad abituarmi. Ieri sera (verso le 18, poiché alle 19 andiamo nella canteen) abbiamo fatto
acquisti: sete molto belle a 60-65 rupie al metro. Sono soddisfatta, ma è
tutto qua?
Nell'anello che Sai Baba ha materializzato per Flavia (uno zaffiro abbastanza
grande) pare si veda Sai Baba. Lei dice di averlo desiderato con un
pensiero fuggevole, senza calcolo, e che all'improvviso ha visto la Sua
figura, intera o a metà. Molti di noi lo vedono. lo no.
Ora siamo seduti nel mandir. Baba dà l'intervista. Noi aspettiamo per cantare
i bagian e rivederlo uscire. Sono seduta in prima fila. Stranamente un
indiano mi ha guardata e mi ha fatto cenno che mi lasciava il suo posto in
prima fila... Silenzio assoluto. Solo i corvi si fanno sentire. Non riesco a conciliare tutto ciò che ho letto su di Lui e il Suo pensiero e il suo amore per LUI,
con la sua presenza fisica. È veramente strano. Piango e basta.
Sabato 29
Niente da dire. Nell'ashram la gente aumenta perché domani c'è la festa del
"Gurupurnima", cioé Sai Baba diventa il tuo maestro. Vengono da tutte le
parti del mondo e dai dintorni di Puttaparti. Si teme che i proprietari del
nostro appartamentino possano arrivare da un momento all' altro per questa
festa e che quindi ci faranno sloggiare. Alcuni di noi si si sono già trasferiti nei capannoni e lì certo non sarà piacevole: tante persone assiepate e con servizr
igienici scarsi e primitivi, ma puliti. E una dura lezione di umiltà.[...]