Il-Trafiletto

03/09/14

Waterfootprint: la nuova norma ISO

Vi sono zone del mondo in cui le attività di produzione relative a materiali e servizi hanno un forte impatto sulle risorse idriche. A questo proposito per dare un'indice a questo impatto e misurarlo arriva la waterfootprint, ovvero l'impronta idrica, cioè "la traccia"  che consente la valutazione  reale della portata dei processi di produzione sulle risorse idriche, ne definire gli eventuali danni e programma le possibili strategie per evitare neagtive ricadute sull'ambiente e sulla qualità della vita.

Oggi la water footprint  è oggetto di una norma internazionale, la ISO 14046 "Environmental management, Water footprint, Principles, requirements and guidelines", che ha visto la luce proprio nei giorni che hanno preceduto l'avvio della World Water Week, in programma a Stoccolma dal 31 agosto al 5 settembre, organizzata dal SIWI, Stockholm International Water Institute. Acqua ed energia sono i temi portanti dell'edizione 2014, che riunisce oltre duemila tra esperti, operatori, manager e imprenditori di tutto il mondo per scambiare idee, confrontarsi sulle nuove tecnologie, trovare insieme nuove soluzioni.

Waterfootprint Logo
immagine presa dal web
Alessandro Manzardo del CESQA (Dipartimento Ingegneria Industriale dell'Università di Padova) e coordinatore del Gruppo di lavoro UNI sulla gestione ambientale di prodotto, che ha contribuito alla stesura della norma ISO spiega chiaramente: "Sono due i principi fondamentali della norma: l'analisi dell'impatto sull'intero ciclo di vita del prodotto, dall'inizio alla fine, e la completezza della valutazione. L'intero processo viene infatti analizzato in tutte le sue sfaccettature, tenendo conto delle diverse modalità di interazione".

Grazie alla water footprint vengono analizzati non solo i prelievi di risorse idriche, ma anche l'inquinamento delle acque generato dalle attività umane, oltre a prendere in considerazione diverse categorie di impatto, dalla degradazione all'eutrofizzazione, dalla tossicità all'acidificazione delle acque. Conoscere l'impronta idrica di un processo aziendale è un vantaggio non solo per i consumatori ma anche per le aziende.

Vantaggio che si traduce in efficienza dei processi produttivi, risparmio di risorse idriche e possibilità di conquistare nuove fette di mercato, attirando i clienti e i consumatori più sensibili alle produzioni sostenibili. "In alcuni Paesi come la Francia,  sono già stati varati dei provvedimenti legislativi (legge Grenelle, ndr) che prevedono che tutti i prodotti in vendita debbano riportare in etichetta la carbon footprint , ossia quanta CO2 viene emessa per produrre quel bene o fornire quel servizio, e la water footprint. Lo scopo della norma ISO appena pubblicata è proprio quello di definire un quadro che renda più consapevoli i consumatori, i produttori e i rivenditori in fase di scelta e di acquisto dei prodotti"  conclude Manzardo.

Ecm | Tutto ciò che avreste voluto sapere

L'Ecm, ovvero sia la Commissione nazionale, decide di intervenire riguardo gli esoneri, le esenzioni, il tutoraggio singolo, la formazione all'estero, l'autoapprendimento, la modalità di registrazione e la certificazione. 


A seguito di una lunga e paziente attesa, nel mese di luglio (e resa pubblica verso la fine di settembre 2013) la Commissione nazionale Ecm per la formazione continua ha provveduto a fornire adeguate risposte alle costanti e continue domande che provenivano dal mondo professionale con una determina che da vita a nuovi orizzonti per la stessa Ecm.

È un documento che le professioni sanitarie aspettavano con grande interesse. Perché? La domanda è per Gennaro Rocco, vicepresidente della Federazione nazionale Ipasvi e tesoriere Cogeaps. «Perché vengono finalmente chiarite le perplessità che in questi mesi hanno animato il confronto tra gli operatori sanitari, creando anche un certo allarme. La determina, benché ancora suscettibile di modifiche migliorative, in corso di valutazione, risponde ai molti dubbi interpretativi e fornisce indicazioni precise in ordine a esoneri, certificazione e registrazione dei crediti formativi. Certamente si tratta di un passaggio importante per restituire certezze a tutti i professionisti sanitari impegnati del Programma Ecm». Ma adesso c'è forse bisogno che l'Ecm faccia un "salto di qualità"...
Ecm la Commissione nazionale
interviene riguardo esoneri
esenzioni etc etc

«Sì. L'auspicio è che l'Ecm diventi sempre più uno strumento efficace e dunque pienamente utile per il professionista e che il Programma di educazione continua non sia concentrato meramente sulla raccolta dei crediti e sul loro numero. L'Ecm ha piuttosto una grande funzione sociale e si pro¬pone come uno sperimentato sistema di accreditamento delle competenze per poter garantire un'elevata qualità delle cure ai cittadini e la massima sicurezza agli stessi operatori». La Federazione Ipasvi condivide questa impostazione? «Certamente sì. Su questo fronte la Federazione Ipasvi è impegnata in un'in¬tensa attività di promozione e auspica fortemente un consistente ampliamento delle attività formative sul campo, riconoscendo il grande sacrificio compiuto da tanti colleghi sui rispettivi luoghi di lavoro. Uno sforzo fondamentale per cogliere le nuove sfide che l'infermieristica ha di fronte e che è determinata a vincere».

Insomma, gli esami non finiscono mai? «La professione rivendica una nuova e più adeguata modalità di svolgimento del Programma Ecm, con corsi effettuati nelle strutture sanitarie in cui esercita l'operatore coinvolto, prevalentemente in orario di lavoro e senza gravare sulla tasche del personale. Gli infermieri hanno raccolto da subito e con grande entusiasmo la sfida dell'Educazione continua: chiedono di poterla affrontare al meglio. E ciò che vogliono i professionisti sanitari, è quanto serve ai cittadini». La Determina in FAQ La Determina è piuttosto complessa. Abbiamo provato a farne una sintesi di facile consultazione, rispondendo alle domande più frequenti. Sono previsti esoneri dall'obbligo formativo Ecm? In quali casi? Sono esonerati i professionisti che frequentano, in Italia o all'estero, corsi di formazione post-base propri della categoria alla quale appartengono. Esonerati anche i professionisti sanitari domiciliati o che esercitano la propria attività nelle zone colpite da catastrofi naturali in virtù dell'Accordo Stato-Regioni del 19 aprile 2012 e della decisione della Commissione nazionale per la formazione continua del 20 giugno 2012 (per il sisma in Emilia-Romagna), limitatamente al periodo definito con determina della stessa Commissione.

Esonerati, infine, anche i professionisti che frequentano corsi di formazione manageriale ai sensi dell'articolo 16 quinquies del decreto legislativo n. 502/92. Quali sono i corsi considerati di formazione post-base? Sono considerati tali, per esempio:
• i corsi di specializzazione universitaria, i dottorati di ricerca, i master universitari, i corsi di perfezionamento scientifico e laurea specialistica, previsti e disciplinati dal decreto del Murst del 3 novembre 1999 n. 509, pubblicato nella CU. n. 2 del gennaio 2000 e del decreto 22 ottobre 2004, n. 270 e successive modifiche e integrazioni;
• la formazione complementare;
• i corsi di formazione e aggiorna-mento svolti ai sensi dell'art. 1, comma 1, lettera d) del Piano di interventi contro l'Aids di cui alla legge 5 giugno 1990, per tutto il periodo di formazione (anno di frequenza).

In che misura è previsto l'esonero? L'esonero riguarda l'intero periodo di formazione nella misura di quattro crediti per mese, ma solo se il corso di formazione ha durata superiore a 15 giorni per ciascun mese. Per esempio, un corso di formazione della durata di un mese e dieci giorni dà diritto all'esonero di quattro crediti Ecm. Chi è esentato dall'obbligo formativo Ecm? Sono esentati, nella misura di quattro crediti per ogni mese, i professionisti che sospendono l'attività professionale per più di 15 giorni a causa di:
- congedo di maternità obbligatoria;
- congedo parentale;
- adozione e affidamento preadottivo;
- adozione internazionale (aspettativa non retribuita, durata espletamento pratiche);
- congedo retribuito per assistenza ai figli portatori di handicap; - aspettativa senza assegni per gravi motivi familiari (secondo quanto previsto dai rispettivi Contratti collettivi di lavoro);
- permesso retribuito per i professionisti affetti da gravi patologie (secondo quanto previsto dai rispettivi Contratti collettivi di lavoro);
- assenza per malattia (secondo quanto previsto dai rispettivi Contratti collettivi di lavoro);
- richiamo alle armi o servizio volontariato alla Croce rossa;
- aspettativa per incarico di direttore sanitario aziendale e direttore generale;
- aspettativa per cariche pubbliche elettive;
- aspettativa per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e distacchi per motivi sindacali (secondo quanto previsto dai rispettivi Contratti collettivi di lavoro).

Cosa si intende per "mese"? L'unità "mese" è considerato il periodo di sospensione dell'attività professionale non inferiore a 16 e non superiore a 31 giorni. Per esempio, il professionista che sospende l'attività professionale per un mese e dieci giorni ha diritto al-l'esenzione di quattro crediti Ecm. I periodi di esonero e di esenzione sono cumulabili? Sì, ma non sono sovrapponibili nell'arco del triennio, fatta eccezione per gli esoneri definiti dalla Commissione nazionale per le catastrofi naturali. Quanti crediti sono riconosciuti a chi svolge attività di tutoraggio individuale? Sono riconosciuti quattro crediti per mese di tutoraggio a coloro che svolgono formazione pre e post laurea prevista dalla legge e a coloro che svolgono attività di tutoraggio all'interno di tirocini formativi e professionalizzanti pre e post laurea previsti dalla legge. Inoltre, sono riconosciuti anche a chi svolge attività di tutoraggio nell'ambito di specifici Pfa, ma solo se le attività svolte sono inquadrate nel programma formativo del professionista interessato.

Ci sono limiti ai crediti acquisibili con il tutoraggio individuale? Sì. I crediti così acquisiti, calcolati insieme a quelli ottenuti per docenza, pubblicazioni scientifiche e ricerche, non possono superare il 60% del monte crediti triennale al netto degli esoneri, delle esenzioni e delle riduzioni di cui sopra. Sono previste esclusioni per il ri-conoscimento di crediti da tutoraggio individuale? Sì. Sono esclusi gli assegnatari di uno specifico incarico istituzionale di insegnamento, anche a titolo gratuito. Sono previsti crediti per formazione all'estero? Sì. Fermo restando quanto stabilito dall'accordo Stato-Regioni del 5/ 11/2009, per corsi di formazione individuale all'estero (non accreditata in Italia) sono riconosciuti crediti nella misura del 50% dei crediti attribuiti dal singolo evento. Anche in questo caso è previsto un limite: i crediti così acquisiti non possono superare il 50% dell'obbligo formativo triennale.

Inoltre, il massimo dei crediti Ecm attribuibili è di 25, anche se l'evento accreditato all'estero supera i 50. Tuttavia, in caso di accordi specifici e riconosciuti tra regioni transfrontaliere possono essere riconosciuti tutti i crediti dell'evento fino a un massimo di 50. Quali sono i Paesi esteri dove è possibile acquisire crediti? Sono i Paesi dell'Unione europea, la Svizzera, gli Stati Uniti e il Canada. Cosa bisogna fare per farsi riconoscere i crediti di formazione al-l'estero? Ultimata la frequenza, bisognerà inoltrare la documentazione sul-l'evento (programma, contenuti etc.) e quella attestante la frequenza e il superamento del test di apprendimento all'ente accreditante di riferimento (Cnfc, Regione, Provincia autonoma) o a quello da questo indicato (per esempio, l'ufficio formazione dell'azienda dove si presta servizio). I liberi professionisti potranno inoltrarla anche al proprio Ordine, Collegio, Associazione professionale, oppure tramite portale Cogeaps per coloro che svolgono professioni sanitarie regolamentate, ma non ordinate e non iscritti alle Associazioni.

Gli enti, valutata la documentazione, inseriranno le attività nel tracciato record da inviare alla Cnfc, alle Regioni e Province autonome e al Cogeaps. I provider italiani possono realizzare progetti formativi aziendali all'estero? Sì, a certe condizioni, in settori e tecnologie innovative non applicate o implementate nel nostro Paese, sempre che siano compatibili con l'esercizio della professione per la quale sono erogati. In questi casi, l'accreditamento segue lo stesso iter procedurale dell'accreditamento degli eventi all'estero accreditati in Italia. C'è un limite di tempo per i crediti maturati all'estero negli anni passati? Sì. Possono essere registrati solo quelli maturati a partire dall'I gennaio 2008, fatto salvo quanto già precedentemente riconosciuto in carenza di una normativa più specifica. Sono previsti crediti per l'autoapprendimento dei liberi professionisti? Sì: per l'utilizzazione individuale di materiali e sistemi di supporto per la formazione continua preparati e distribuiti da provider e per lettura di riviste scientifiche, di capitoli di libri e di monografie non preparati e distribuiti da provider e privi di test di valutazione, ma con il limite del 10% dell'obbligo formativo individuale triennale (e comunque fino a un massimo di 15 crediti nel triennio).

Quali sono gli enti che possono ri¬conoscere esoneri, esenzioni e crediti di cui alla determina? Sono l'Ordine, il Collegio e l'Associazione professionale di riferimento, a cui il professionista dovrà presentare la documentazione (come, per esempio, l'attestato di frequenza a corsi di formazione post-base, la documentazione comprovante il periodo di sospensione del¬l'attività professionale, l'attestazione di svolgimento dell'attività di tutoraggio rilasciata dall'ente per il quale si è esercitata; e così via). L'Ordine, il Collegio e l'Associazione di appartenenza provvedono quindi alla valutazione di coerenza della documentazione con le disposizioni in materia di Ecm e alla registrazione nella banca dati Co-geaps della posizione del proprio iscritto in riferimento a esoneri, esenzioni e ai crediti acquisiti. E prevista qualche riduzione del-l'obbligo formativo per il triennio 2011-2013? Sì.

L'Accordo Stato-Regioni del-l'aprile 2012 ha fissato a 150 crediti il debito formativo complessivo per il triennio 2011-2013, ma ha anche previsto la possibilità di ripor-tare dal triennio precedente (2008-2010) un massimo di 45 crediti. La riduzione, calcolata con il criterio proporzionale, è fissata nel modo che segue (vedi Tabella 1): -15 crediti nel triennio 2011-2013 se il professionista ha acquisito da 30 a 50 crediti nel triennio 2008-2010; - 30 crediti se ha acquisito da 51 a 100 crediti; - 45 crediti se ha acquisito da 101 a 150 crediti. E possibile discostarsi dall'obbligo formativo annuale? Sì, in misura non superiore al 50%. L'obbligo annuale è un terzo di quello triennale, al netto delle riduzioni per esenzioni ed esoneri (vedi Tabella 1). È possibile registrare crediti acquisiti nel 2008-2013 che non sono re-gistrati nella banca dati Cogeaps? Sì. Gli interessati devono presentare la richiesta, completa di attestato di partecipazione e di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, all'Ordine, Collegio o Associazione di appartenenza. Sono riconosciuti crediti per attività di docenza e tutoraggio Ecm svolte prima del 31 dicembre 2010? Sì, purché accreditati al sistema nazionale e regionale Ecm, sono attribuiti due crediti per evento, a pre-scindere dalle ore di docenza effettivamente svolte (salvo rettifiche individuali che i professionisti devono comunicare all'Ordine, Colle-gio, Associazione, sulla base dei relativi specifici attestati). Come si fa a collocare corretta¬mente gli obiettivi con le aree alle quali vanno riferiti? La Determina definisce ulteriormente gli obiettivi 10, 20, 14 e 17 per poter "costruire" e gestire cor¬rettamente il "dossier formativo".

A questo scopo sono state realizzate apposite tabelle per ciascuno degli obiettivi indicati. Come avviene la certificazione dei crediti? Per i professionisti iscritti agli Ordini, Collegi e Associazioni viene effettuata tramite il portale Cogeaps. La certificazione, riferita al triennio di riferimento, prevedere due li¬velli. Il primo, a opera di Ordini, Collegi e Associazioni, per l'attestazione dei crediti formativi effettivamente registrati; il secondo per il raggiungimento dell'obbligo formativo triennale, anche questo ri-lasciato da Ordini, Collegi e Associazioni. Per entrambi i livelli, a coloro che svolgono professioni regolamentate, ma non ordinate sarà rilasciata dalla Segreteria della Cnfc.(l'inferniere)


Ravioli di carne al vapore | Cucina cinese

Ravioli di carne al vapore
Tempo di preparazione: 2 ore Tempo di cottura: 20 minuti
*Lavorate la pasta a forma di grosso salame
*Tagliatela in 24 pezzi tutti uguali
Dosi per 30-35 ravioli
*450 g di farina
*450 g di carne di maiale (o di manzo, o di agnello)
*225 g di germogli di bambù
*3 cipolline tritate
*3 fette di radice di zenzero tritata un cucchiaino di sale
*2 cucchiaini di zucchero
*2 cucchiai di salsa di soia leggera
*2 cucchiai di vino di riso o di sherry secco
*2 cucchiai di brodo
*un cucchiaino di olio di sesamo
*un piccolo cavolo
Per la salsa: *3 cucchiai di salsa di soia *un cucchiaio di aceto  
Mettete la farina in una terrina, aggiungete 3 dl di acqua e lavorate per 5 minuti fino a ottenere una pasta morbida; coprite con un panno umido e lasciate riposare per l0 minuti. Intanto preparate la farcia: tritate la carne di maiale con i germogli di bambù, unite le cipolline, la radice di zenzero, il sale, lo zucchero, la salsa di soia, il vino, il brodo e l'olio di semi di sesamo. Amalgamate bene. Dividete il panetto di pasta a metà e ogni metà in 16-18 pezzi. Schiacciate ogni pezzo di pasta con le mani per ottenere un disco di 7 cm di diametro. Mettete al centro di ogni disco una piccola quantità della farcia preparata e raccogliete la pasta sopra il centro del ripieno, chiudete bene facendo una leggera pressione con le dita. Foderate il ripiano del cestelIo del wok specifico per la cottura a vapore con le foglie del cavolo, adagiatevi i ravioli, coprite con l'apposito coperchio e cuocete a vapore per 5 minuti. Serviteli caldissimi.


La cura della pelle per mantenere la freschezza

La cura della pelle continua da Qui


Per una buona cura della pelle il punto di partenza è un' adeguata protezione dal sole. Oggi si sa che i raggi ultravioletti sono cumulativi, quindi ogni ora di esposizione al sole si aggiunge alle precedenti. Questo va tenuto presente per ogni età ma, i danni maggiori, a parità di durata di esposizione, si verificano durante la prima parte della vita, poiché le nostre cellule sono più sensibili ad alterazioni quando siamo molto giovani. E per questo molto importante insegnare ai bambini a usare buoni prodotti di protezione solare. Per ottenere una pelle bella e per conservarla tale sono indispensabili le vitamine, A, B, BJo B], PP, E, F, G, H che sono contenute nei porri, olio di fegato di merluzzo, carote, sedani, cavolfiori, cavoli, indivia, spinaci, banane, tarassaco, prezzemolo, ananas, cicoria, agrumi, castagne, pere, noci, mele, burro fresco, riso integrale, fegato, lievito di birra, lattuga, germi di grano, yogurt, uova, fagiolini, piselli. Necessario anche lo zolfo che è contenuto nelle cipolle, aglio, rape, cavoli, cavolini di Bruxelles, lattuga, asparagi, ravanelli, patate, carote, mele e porri. Adolescenza e problema dell'acne
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Durante l'adolescenza la pelle ha bisogno di particolari attenzioni perché i cambiamenti ormonali che si verificano durante e dopo la pubertà in molti casi causano acne e pelle grassa. Bisogna tenere la pelle pulita, lavandosi con prodotti che tengano conto del grado di acidità della pelle, si può usare una pezzuola inumidita e insaponata o una spazzola a setole corte per ridurre al minimo la formazione di comedoni.
Consigli dietetici: In caso di acne (non solo per quella giovanile, ma per tutti i tipi, a tutte le età) bisogna diminuire l'apporto di sale, eliminare le salse, le spezie, il caffè, il tè, i grassi animali, gli oli di semi, i dolci confezionati (che possono essere preparati con grassi di qualità scadente), gli alcolici ad alta gradazione, il cacao e il cioccolato. La masticazione deve essere lenta e accurata e i pasti vari. La digestione deve essere perfetta, l'intestino regolare e giornalmente svuotato. Il fegato crudo contiene molta vitamina H che agisce positivamente sul metabolismo della pelle: lo si lascia macerare per tre ore in un battuto di limone e olio d'oliva extravergine (con l'aggiunta di poco sale) e lo si consuma. Il riso è un ottimo rinfrescante e si consiglia quindi di farne un largo uso.

Bollito e condito con olio o burro crudo e parmigiano o grana grattugiato, riso e ceci (i ceci fanno molto bene all'apparato genito-urinario), riso e prezzemolo, riso e malva, riso e punta d'ortica ecc. Ottime anche le patate, lessate e condite con olio e sale. Per combattere tutti i tipi di acne servono alimenti ricchi di vitamina A, di vitammina B6 (piroxdina); di vitamina D2, di vitamina H e di zolfo. Sono indicate le carni alla griglia e lessate, le uova alla coque, pesce lessato o ai ferri, formaggi freschi e magri, molta frutta e verdura sia cruda sia cotta. Maschere Si possono applicare sui punti neri delle fettine di limone, oppure delle fettine di pomodoro. Preparare una maschera a base di succo di lattuga e bianco d'uovo montato a neve e applicarla la sera, per circa mezz'ora, sul viso. Detergere poi la pelle con due terzi di latte e un terzo di succo di limone mescolati insieme.

Per chi interessa tutto l'argomento inizia da QUI segue QUI QUI e QUI

Il genocidio degli Armeni raccontato in un film di Fatih Akin

Il genocidio degli armeni, argomento spinoso che colpisce, e non solo l’entità dei morti che comunque sono stati due milioni, ma l’ostinazione con la quale la Turchia ancora oggi, non vuole sentirne parlare. Hitler lo prendeva a canone del massacro che serbava in mente: "chi parla ancora oggi del genocidio degli armeni?". I responsabili sono rimasti pressoché impuniti, i manuali di storia hanno esitato a raccontare ed il governo turco lo nega esplicitamente ancor’oggi.


The Cut di Fatih Akin il regista tedesco di origine turca aveva vinto il premio speciale della giuria nel 2009 con la commedia "Soul Kitchen" e si era caparbiamente incagliato su questo progetto. ''Ci ho impiegato 7-8 anni, per poter realizzare la mia idea, e ho avuto anche minacce, ma sono insignificante di fronte a questo film sulla storia dell'umanità, che parla al cuore. Non ho avuto dubbi ad andare avanti perchè per l'arte e la verità vale la pena di morire'', dice con la passione cui ha abituato il suo pubblico sin dalla "Sposa turca". E' uno dei film più attesi della Mostra del cinema di Venezia quest'anno.

Con il passare del tempo il film è diventato un kolossal infinito, una storia di dimensioni bibliche e dall'esito non felicissimo. Il genocidio di un popolo, del popolo armeno, un viaggio incredibile dalla Turchia all'America del Nord passato per la Siria, il Libano e Cuba, per ritrovare la sua famiglia.
E' del grande regista americano Scorsese la dedica più preziosa ricevuta dal film, definito ''di intensità e bellezza grandiose'' ed è di un collaboratore storico di Scorsese, l'anziano Mardik Martin di origine armena (autore di Mean Streats, New New New York, Toro Scatenato) la co-sceneggiatura di the Cut.''Ho seguito le regole del film di genere - osserva Akin - per raccontare questa storia e provocare l'empatia verso questo eroe e arrivare ad un pubblico più vasto possibile''.

Fatih Akin e Tahar Rahim
Il protagonista Nazaret, Tahar Ramin (l'attore francese di origine algerina lanciato dal Profeta di Jacques Audiard), è un fabbro di un piccolo villaggio. Ha una moglie e due figlie gemelle, ha la croce cristiana tatuata sul braccio e una vita felice. Siamo nel 1915, scoppia la prima guerra mondiale e da quel momento la minoranza cristiana degli armeni è in pericolo in quello che è l'impero ottomano della mezzaluna islamica. Strappato alla famiglia, costretto a lavorare nel deserto, Nazaret è sempre sul rischio di morire, di percosse, di sete, di fame o di fatica. Lo tiene vivo la fede e il desiderio di ricongiungersi alla famiglia. La sua gente è sterminata, il campo profughi è un lazzaretto, i suoi parenti morti ma le due gemelle vive da qualche altra parte del mondo. Le cercherà letteralmente per mare e per terra dall'altra parte del globo fino a che non le troverà. , Nazaret perde la fede, si libera dei dogmi religiosi ma è guidato dalla speranza'', spiega Akin. Uno dei suoi attori, Simon Abkarian dice ''è il primo film sul genocidio armeno, un massacro che alcuni non vorrebbero neppure riconoscere. Ne sono felicissimo, spero sia l'inizio di una serie anche se la lobby del governo turco si opporra'''.

Chi erano gli armeni?:
Gli armeni erano stati i primi al mondo a dichiarare il Cristianesimo religione ufficiale del proprio Paese, nell’anno 301. Secondo la tradizione la fondazione della Chiesa armena viene fatta risalire a Taddeo e Bartolomeo (due apostoli di Gesù), ma fu solo all’inizio del IV secolo che San Gregorio Illuminatore battezzò il re armeno Tiridate III. Da allora il Cristianesimo è diventato il pilastro dell’identità armena. Religione e cultura furono i segni distintivi degli armeni, per secoli sotto dominazioni straniere. In ogni casa, anche la più povera, non mancano mai i libri e nelle biblioteche è possibile scovare antichi volumi a forma di bottiglia per nasconderli meglio dal furore distruttivo degli invasori e preservare la propria storia e il proprio futuro. Prima di convertirsi al Vangelo, Tiridate aveva fatto rinchiudere San Gregorio in un pozzo sul quale oggi sorge il monastero di Khor Virap, dal quale è possibile ammirare il Monte Ararat, simbolo dell’Armenia. Secondo la Bibbia fu proprio sulle alture dell’Ararat che l’arca di Noè si sarebbe fermata.

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