Il-Trafiletto

29/04/14

BUDINO AL KUMQUAT

SI TRATTA DI UN DOLCE DAL SAPORE ESOTICO E RICERCATO: POTRETE PROPORLO DOPO UN MENU A BASE DI SPECIALITÀ' DELLA CUCINA CINESE OD ORIENTALE.

Ingredienti per 8 porzioni • l0 KUMQUAT (MANDARINI CINESI) • 8 G DI GELATINA IN FOGLI  • 2 MANDARINI • 2 BUSTINE DI TÈ AL BERGAMOTTO • 2 DL DI LATTE • 6 TUORLI • 300 G DI ZUCCHERO • 4 DL DI PANNA FRESCA • 2 CUCCHIAI DI RUM  • 2 CUCCHIAI DI ZUCCHERO AL VELO • 1 STECCA DI CANNELLA 

FATE ammorbidire la gelatina in una ciotola con poca acqua fredda. Portate a ebollizione 2,5 dl d'acqua con i mandarini lavati e tagliati a metà e le bustine di tè al bergamotto. Filtrate il liquido in una casseruola, aggiungete il latte e portate a bollore.

SBATTETE energicamente in una terrina i tuorli con lo zucchero, aggiungete il latte intiepidito e riportate il tutto sul fuoco, cuocendo a fiamma bassa finché non si addensa.

BUDINO AL KUMQUAT
STRIZZATE accuratamente la gelatina, aggiungetela alla crema e mescolate finché si sarà completamente sciolta.

INCORPORATE all'impasto la panna precedentemente montata e il Rum. Versate il preparato negli stampini e teneteli in frigorifero per almeno 3 ore.

PELATE i kumquat al vivo e cuoceteli per circa 20 minuti con poca acqua e lo zucchero al velo. Tenetene da parte 1/3 e frullate gli altri.

VERSATE lo salsina di kumquat fredda in coppette da dessert e rovesciatevi i budinetti. Prima di servirli, decorateli con fettine di kumquat tenute da parte e scagliette di cannella.

VARIANTI APPETITOSE 
l • Invece del tè al bergamotto potrete usare tè verde, particolarmente impiegato in Oriente come bevanda e talvolta in cucina.
2 • I budini saranno altrettanto squisiti anche utilizzando 2 lime non trattati al posto dei mandarini cinesi

LA SCELTA GIUSTA: KUMQUAT - È il nome inglese del mandarino cinese o del Giappone, un agrume di cui esistono due varietà: una a frutti tondi, chiamata dai giapponesi Narumi e una a frutti ovali, detta Nagami. Questo frutto va consumato intero: la sua buccia è spessa, dolce e aromatica, mentre la sua polpa è particolarmente acida Non è molto utilizzato nelle preparazioni di pasticceria Nella maggior parte dei casi viene candito oppure consevato sotto spirito.

Luke Skywalker vs Harry Potter

Avete mai immaginato cosa capiterebbe se i protagonisti dei vostri film preferiti combattessero uno contro l'altro? Beh un gruppo di ragazzi è riuscito a realizzare un emozionante e divertentissimo video che vede il combattimento tra Luke Skywalker e Harry Potter.

È una giornata tranquilla come tante altre con gli amici si trasforma in un combattimento entusiasmante per scoprire cos'è meglio: Star Wars o Harry Potter.
Il combattimento è fatto veramente bene, non manca di armi e colpi presi dai due film e con una battuta finale del Signore degli Anelli per concludere in bellezza.

Il video è stato realizzato dal canale youtube "RackaRacka". Hanno già realizzato tanti altri video molto divertente e comici ma questo, personalmente, li batte tutti.
Vi consiglio di guardare anche gli altri video di questi ragazzi molto creativi.

Antichi frutti e semi in difesa della biodiversità

Immagine presa dal web

Diventare paladino di antichi frutti in difesa della biodiversità di cereali, legumi, ortaggi e frutta, è stata lanciata in Italia, ormai da qualche anno, una campagna per mettere in piedi una rete di «salvatori di semi», sull'esempio di quanto è già in atto nel resto del mondo occidentale.

 


Ideatrice e sponsor dell'iniziativa è Civiltà Contadina, un'associazione che ha organizzato un gruppo di persone per trasformarle in sentinelle della biodivervità, sempre più minacciata dalle multinazionali del seme. La strategia? Ospitare nel proprio orto piante rare con l'obiettivo di costituire una banca genetica del seme, aperta e pubblica. Il progetto è di creare, in questa prima fase, cento orti conservativi, e in ognuno di essi, un «Seed Savers» di Civiltà Contadina dovrà adottare almeno una varietà destinata all'estinzione. E che non si tratta di un'idea campata in aria sta a dimostrarlo l'esperienza austriaca: dopo otto anni di sensibilizzazione i Seed sono 5.000 e le piante conservate negli orti ben 8.000. Tutti i soci che entrano a far parte della rete dei «SeedSavers» di Civiltà Contadina, pagando una quota di iscrizione, avranno a disposizione semi, conoscenzee strumenti indispensabili a mantenere integro e vivibile il pianeta.
C'è molto amore e poesia nelle storie dei "Seed Savers", i salvatori di semi. Amore per la ricerca di cibi perduti o diventati ormai rarissimi; poesia di sapori unici finora riservati solo alle generazioni passate, al massimo ai nostri padri. Quella di Nardello, pioniere di questa pratica, sono vicende solo apparentemente esclusive, riservate a pochi «fissati», romantici della biodiversità e dell'ecologia. Esse racchiudono in realtà elementi di grande modernità e alcuni preziosi insegnamenti. Tra questi ci sono la forza di volontà, la testardaggine, il lavoro umile ma tenace di chi da una manciata di semi ricava intere colture che si tramandano nei decenni. Colture ricche di... culture ben poco astratte. Dentro quei semi (di pomodori gialli o di aglio violetto) ci sono altre storie da raccontare, queste ancora più secolari. La storia di una popolazione che impara a selezionare quello che le serve, osserva come reagisce il terreno, conosce la specie più resistenti e, senza l'ausilio di armamentari chimici, riesce a resistere alle aggressioni esterne. In quei semi c'è la memoria di quello che poteva essere ma non è stato. È il prezzo del progresso, si dice. Che offre meno qualità, però la garantisce a tutti. Ma i conti non tornano. Perché dopo un secolo di chimica, siamo di nuovo a cercare la panacea dei mali di questo progresso ricorrendo alle promesse della genetica. Ogm o bio?. Potremmo dire a questo punto, sì al bio accompagnato da una maggiore attenzione alla biodiversità. D'altronde proprio la tenacia dei "Seed Savers" ci sprona a tentare di imboccare strade più impegnative che potrebbero portare molto lontano. Perché nella biodiversità è contenuto un altro importante insegnamento: il rispetto della differenza. E una civiltà che si ingegna a mantenerla e a ravvivarla, probabilmente acquisisce una maggiore sensibilità verso più ampie e profonde diversità che coinvolgono donne e uomini di altre culture e religioni.

(fonte Vita e Salute articolo di Ennio Battista)

Vaccini antinfluenzali | Ecco come vengono prodotti.

Vaccino antifluenzale
Vaccini antinfluenzali. Ecco come vengono prodotti. Ad ogni mese di gennaio, tutte le organizzazioni governative assieme ai ricercatori, si incontrano per valutare quali ceppi di virus influenzali rappresenteranno la minaccia maggiore per l'inverno che verrà.

I tre o quattro ceppi peggiori sono quindi iniettati in delle uova di gallina fecondate che vengono poi incubate per fare moltiplicare i virus al loro interno. Dopo qualche giorno, la proteina dell'albume che contiene le particelle virali viene estratta e resa innocua chimicamente, alfine di non causare essa stessa l'influenza. Il vaccino è una soluzione diluita di questa miscela, alla quale vengono aggiunti alcuni conservanti.

Nel 2013 è stata resa disponibile una nuova tecnica che introduce sequenze di DNA nei batteri per poterli stimolare a produrre proteine virali. Ciò ha lo scopo di riprodurre sul sistema immunitario umano, lo stesso effetto della stimolazione, ma è molto più veloce da riprodurre.

Il linguaggio umano | Quando si è evoluto il nostro linguaggio?

Evoluzione del linguaggio umano
Una domanda non da poco, quella riguardante l'evoluzione del nostro linguaggio! Si teorizza che l'Homo heidelbergensis, vissuto circa 600mila anni fa, facesso uso di una forma primitiva di comunicazione verbale.

Ciò che sappiamo è che sono state necessarie complesse modifiche di petto, gola e bocca perchè i nostri antenati potessero riuscire a parlare, mentre mangiavano e respiravano. Noi umani abbiamo molto più controllo sulla respirazione a differenza di altri primati, il che vuol dire che possiamo variare la lunghezza di ogni respiro mentre parliamo.
Le nostre lingue hanno una forma inusuale che ci consente di emettere i vari suoni vocalici, mentre le nostre labbra possono mutare forma alfine di riprodurre le consonanti. Lo studio di alcuni fossili ha dato la convinzione a molti esperti che mutamenti siano potuti avvenire all'incirca 160mila anni fa, quando gli uomini moderni coesistevano con quelli di Neanderthal. Nonostante ciò, non tutti sono in accordo con tale teoria.

Una ricostruzione delle ossa dell'orecchio di Homo heidelbergensis, vissuto circa 350mila anni fa, ha portato alla luce che il loro udito era simile al nostro, suggerendo che essi sarebbero potuti essere in grado di parlare. L'ipotesi più controversa viene da una ricerca eseguita sul cervello grazie a tecniche avanzate per immagini. Essa ha collegato l'abilità di costruire utensili al linguaggio, ipotizzando che il linguaggio potrebbe avere circa 1,75 milioni di anni.
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