Il-Trafiletto

18/11/14

Quei vecchi rimedi della nonna che funzionano davvero

Milioni di persone continuano a spendere soldi in prodotti di bellezza  con l'intento di eliminare tutta una serie di inestetismi che rendono la loro vita un piccolo inferno. Ma avete mai pensato a come facevano le nostre nonne nel passato senza tanta abbondanza di prodotti cosmetici e soprattutto senza soldi da spendere? Ebbene ecco alcuni consigli per voi, quelli veri, genuini e soprattutto efficaci, davvero!

La nonna
immagine presa dal web

1) Curare la tosse con le cipolle: tagliate a fettine sottili delle cipolle, lavatele e disponetele sul fondo di uno scolapasta. Coprite il primo strato con un po' di zucchero e continuate a formare strati finché avrete esaurito le cipolle. Appoggiate lo scolapasta su un recipiente, posiziona un piatto nella parte superiore e fai una forte pressione, in questo modo raccoglierete tutto il succo rilasciato dalle cipolle. Consumatene 3-4 cucchiai al giorno. Adio tosse!

2) Combattere la stanchezza con il sale grosso: un bagno di sale marino è l’ideale per riposare la mente e recuperare le forze.

3) Emicrania e menta: diffondete gli oli essenziali in qualsiasi punto della casa e il mal di testa sparirà. Oppure applicatelo sulla sommità della fronte.

4) Sonno perfetto? Provate con l’aceto: prima di coricarvi, bevete un bicchiere di acqua calda con un cucchiaio di aceto e un po’ di miele. Felice notte

5) Guanto di crine e pompelmo e addio cellulite: tutti i giorni, sotto la doccia, strofinate la pelle con una spugna vegetale: riattiverai la circolazione prevenendo la formazione di cellulite. E, per un trattamento completo, mangiate mezzo pompelmo ogni mattina e vedrete che la buccia d’arancia non sarà più un incubo.

6) Pancia gonfia? No, se aggiungi un pizzico di bicarbonato nei tuoi piatti.

7) Pelle da sogno?  Sale marino: serve per rimuovere le cellule morte, se usato come scrub. Mescolatelo con dell’olio d’oliva e utilizzalo sotto la doccia massaggiando il composto su tutto il corpo.

8) Distorsioni: un mix di acqua e argilla va applicato sulla zona e poi circondato da un panno pulito. Lasciate  riposare un paio di ore e riapplica più volte al giorno se necessario

9) Le afte : diluite il succo di un limone in un po’ di acqua e applicate direttamente sulla piaga.

10) Capelli stanchi e spenti:  sbattete due tuorli d'uovo e applicateli sui capelli leggermente umidi. Lasciate agire per una decina di minuti prima di sciacquare e fare il suo shampoo.

Il male è in agguato sulla Route 50

Mai titolo fu più azzeccato per il romanzo Desperation di Stephen King, che in mezzo al nulla mette in scena il suo teatrino dell'orrore.

Il Nevada è una grande distesa desertica di nulla, se si esclude Las Vegas. Tra il nulla e il dimenticato c'è però la piccola cittadina mineraria di Desperation. Collie Entragian, agente di polizia di Desperation, ha un modo tutto suo di compiere il proprio lavoro, in particolare con quanti si ritrovano a passare sulla Route 50 diretti altrove, dove lui li aspetta e li cattura per portarli alla sua Desperation.

Parte col botto questo romanzo, nel vero senso della parola. Niente preamboli, niente quattro chiacchiere per mettersi a proprio agio. Si parte in quarta e si arriva alla fine in un lampo, sconvolti e stravolti, ma felici di averlo letto.

Desperation non è solo il titolo del libro, è anche la chiave di tutto il racconto. Disperazione, ecco quello attorno cui ruota tutta la storia. Un romanzo a tinte forte, sporco, la cui tematica divina è molto forte, esposta e confutata nel classico stile di King.

Come sempre, uno stile scorrevole e alla mano quello del Re del Brivido, con personaggi tipici dei suoi libri, un soprannaturale da brivido e il bene sconquassato. Sul finale King perde un po' di colpi, lasciando forse un po' insoddisfatti, ma al Re gli si perdona tutto, proprio perché sa regalare romanzi terrorizzanti e piacevoli da leggere.

(Le immagini presenti in questo post sono state prese da internet)

Progetto enorme per un enorme fabbisogno | La Cina pensa ad un colossale canale idrico

A fare fronte all'enorme fabbisogno d'acqua in Cina si pensa a realizzare un colossale canale idrico.


Si tratta del sogno dell'ormai ex dittatore cinese Mao Zedong che negli anni ’50 del secolo precedente, aveva fatto presente al fine di “farsi prestare la fornitura idrica dalla parte meridionale del paese” e dirigerla alle regioni più settentrionali che erano in maniera critica rimaste a secco. Sono dovuti passare più di 40 anni dalla sua morte, prima che il suo successore possa realizzare il suo sogno. Un colossale canale idrico che farà sì di fornire costantemente la capitale, Pechino, di acqua proveniente dai fiumi che del sud.

Ci sono voluti oltre 10 anni di lavori, prima di arrivare alla fine di ottobre, data in cui è stato inaugurato il primo di tre percorsi di convergenza dell’acqua che metteranno fine alla carenza idrica di Pechino. Questi innovativi corsi d'acqua artificiali, prelevano l’acqua dalla riserva di Danjiangkou, una riserva idrica situata nella provincia centrale di Hubei. Partendo da qui, l’acqua percorre 1,264 km verso nord. I canali traghetteranno nella fase iniziale ben 9.5 milioni di metri cubi d’acqua ogni anno centro urbano di Pechino. La topografia del percorso centrale ha reso più semplice il lavoro degli ingegneri. Iniziando dai 147 metri al di sopra del livello del mare, infatti, l’acqua attraverserà per un pendio che risulterà per la maggior parte del percorso uniforme per poi finire in discesa fino a 48 metri dal livello del mare. 
I tre canali che porteranno acqua nella capitale cinese Pechino
I tre canali che porteranno acqua nella capitale cinese Pechino
Dovrebbero essere tre i colossali canali d'acqua che dovrenno provvedere a portare acqua a Pechino (Legenda: Rosso - Via Centrale, Giallo - West Route, Verde: Route orientale).

Ad aggiungersi a questo percorso centrale ci sarà una variante ad est ed una a ovest. 
La realizzazione del percorso a est, della lunghezza di 1,150 metro, è stata terminata lo scorso anno, e unisce il fiume Yangtze, nella provincia di Jiangsu, alla città portuale di Tianjin. Alcune parti di questo progetto hanno provvedeto ad integrare il canale che era stato realizzato 2.000 anni fa per agevolare gli scambi fra la Cina settentrionale e quella meridionale. La presenza di forti pendenze pari a 60 metri, a causato una modifica ulteriore del progetto che ha dovuto introdurre l’installazione di 30 pompe.

Ad essere ancora in fase progettuale sono ancora i 500 chilometri della tratta ovest. 
Questo canale, destinato alla fornitura che provvederà il fiume Yantze, il fiume giallo a nord, provvederà a deviare l’acqua dalle pianure tibetane per provvedere a rifornire le provincie a ovest della capitale. La tratta è ritenuta la più impervia, perché necessiterà della costruzione di una mezza dozzina di dighe! Tale intervento potrebbe generare terremoti e frane.

Per la sua vastità, è il progetto più colossale mai esistito al mondo. 
Se si riuscirà a completare tutte e tre i percorsi, il progetto potrà contare svariate migliaia di km in linee d’acqua, formate da tunnel, canali e acquedotti, per un computo totale di 44.8 milioni di metri cubi d’acqua. Fino ad oggi, la realizzazione di questo colossale progetto è constata 79 miliardi di dollari, una cifra già di per sè stellare che va a superare abbondantemente la soglia preventivata inizialmente. Molti critici affermano che questi soldi si sarebbero potuti investire in tecnologie a basso consumo di acqua, invece che sostenere le industrie e i loro rifiuti. L'intersecare fra i tragitti volti in direzione del fiume giallo, il secondo fiume più grande della Cina dopo il fiume Yangtze, sono apparse particolarmente dispendiose. In due tunnel della lunghezza rispettiva di 4.5 chilometri, l’acqua condotta viene fatta passare a 23 metri sotto il letto del fiume. Tale intervento ha necessitato l'eliminazione di quasi 17 milioni di metri cubi di sabbia. Il braccio est del tunnel arriva a scorrere fino a 70 metri sotto il livello del fiume.

La maggiore difficoltà che gli ingegneri hanno incontrato è stata quella legata al terreno umido e morbido. 
Per cercare di eludere perdite o infiltrazioni, gli ingegneri hanno inglobato i canali in strutture ad anelli di cemento. Le attrezzature pesanti che sono state utilizzate in questo fase realizzativa, hanno necessitato l’installazione di strutture di sostegno per far sì che potessero sprofondare nel terreno troppo morbido, generando notevoli ritardi nei lavori. Indipendentemente dalla fine della tratta centrale, l’idea che la carenza d'acqua di Pechino possa essere risolta, viene seriamente messa in discussione da vari punti di vista che hanno mostrato alcuni esperti, in base ai quali la riserva di Danjiangkou, che alimenta il fiume artificiale, non avrebbe a disposizione la quantità di acqua necessaria. “Negli anni caratterizzati da insufficienti piogge, la sua acqua è sufficiente giusto per alimentare le città vicine e raggiungere il livello minimo della riserva per cercare di non comprometterne l’ecosistema”, ha dichiarato il professore di geologia Huo Yougang, dell’Università di Jiaotong a Xi’an. Huo ha investigato per anni le conseguenze di questo progetto sulle persone e sulla natura.Allo scopo di potere usufruire di una quantità d’acqua utile a favorire il convogliamento a nord, la diga è stata aumentata e sono state introdotte altre dighe sopra la riserva di Danjiangkou.

Nonostante tutto ciò, la quantità di acqua nella riserva continua a rimanere invariata, spiega Huo, perché il flusso afferente scarica pure al suo interno pure sabbia e fango. Il convogliare di acqua a nord ha condotto verso una notevole riduzione del deflusso nel fiume Yangtze, perciò ora questi detriti tendono a depositarsi sul fondo della riserva.

17/11/14

Arabia Saudita | toglie il velo alla moglie dopo il matrimonio e chiede subito il divorzio

Si sono sposati senza essersi mai visti, ma quando la neo moglie ha tolto il velo per la fotografia ufficiale, l'uomo l'ha ripudiata e ha chiesto il divorzio.

 “Non mi piaci, non sei la donna che volevo sposare”. Con queste parole un uomo saudita ha chiesto il divorzio dalla moglie pochi attimi dopo averla sposata. E’ accaduto in Arabia Saudita, e precisamente nella città di Medina, nella regione saudita del Hijāz, versante occidentale dello Stato arabo.

Come è consuetudine in molti stati del Medio Oriente le coppie contraggono matrimonio anche senza essersi mai visti, ed è stato così anche per la coppia in questione. Pochi attimi dopo aver contratto il matrimonio i novelli sposi si apprestano a prendere posizione per le foto di rito, e qui il colpo di scena. Come la donna si toglie il velo per sorridere all’obiettivo della macchina fotografica, il neo marito mostra un senso di ribrezzo: “Mi dispiace ma chiedo il divorzio – avrebbe detto alla moglie – non sei la donna che avevo in mente di sposare”. Matrimonio e divorzio nella stessa cerimonia quindi, un vero record.

Dopo la richiesta del divorzio da parte del marito, la sposa è scoppiata in lacrime e ha avuto un esaurimento nervoso, mentre gli invitati si adoperavano al massimo per ricomporre la situazione. Inutilmente.

 Sui social network i media si sono scatenati contro il marito della povera donna, definendolo insensibile e incosciente, incapace di prendersi le sue responsabilità.

La Camerata Fiorentina era un'accademia | L'Alchimia

............... compositori come Monteverdi la trasportarono in un campo culturale più vasto.[Qui]


Monteverdi era un individualista; pur consapevole dei progressi che nel suo campo erano stati fatti da altri compositori, riteneva comunque di dover procedere in modo autonomo alla propria salvezza con l'aiuto di tradizioni quali il neoplatonismo e l'alchimia. I più antichi sviluppi della musica barocca alla fine del XVI secolo furono ispirati da tutta una serie di studi. Un gruppo in particolare è ritenuto l'anima di questo movimento; esso è noto come «la Camerata Fiorentina», un'attiva compagnia di musicisti, studiosi e nobili, il cui intento dichiarato era quello di riportare la musica ai fasti dell'antica civiltà classica, non solo grazie all'aiuto di filosofi del tempo, ma anche attraverso un'ampia gamma di studi metafisici, mistici e magici, in cui l'alchimia trovava una sua collocazione naturale.

La figura centrale, responsabile dell'organizzazione degli incontri all'interno del gruppo, fu Giovanni Bardi, il cui figlio in seguito ebbe a scrivere: «Mio padre, Signor Giovanni, che provò grande diletto per la musica e fu ai suoi tempi un compositore di una certa reputazione, ebbe sempre intorno a sé gli uomini più famosi della città, dotti in questa professione, che egli invitava a casa dove si era costituita una sona di piacevole accademia permanente, da cui erano banditi qualsiasi tipo di vizio e di gioco. La nobiltà fiorentina era attratta da questo gruppo con grande beneficio personale, e passava il proprio tempo non solo nelle attività musicali, ma anche nella discussione e nell'apprendimento della poesia, dell'astrologia e di altre scienze che di volta in volta nobilitavano questo amabile ritrovo».

 La Camerata Fiorentina era un'accademia (di fatto consistette di due o tre gruppi che si succedettero l'uno all'altro) sorta sulla scia di una tradizione inaugurata a Firenze nel 1459 da Marsilio Ficino. Ficino era venuto incontro ad una richiesta del duca regnante, Cosimo de' Medici, di fondare una nuova scuola di studi che si occupasse degli scritti platonici e dei testi ermetici che erano stati riportati alla luce. In questa scuola gli studi di Kabbalah e di astrologia si intrecciavano con questi temi classici ed ermetici, e i suoi membri tentavano di dimostrare che non c'era sostanziale conflitto fra tali dottrine e il cristianesimo. Questa originale Accademia Fiorentina ebbe un enorme impatto sulla visione religiosa e artistica del tempo. Fu seguita da un gran numero di altre accademie, ciascuna animata da un'intenzione diversa.

La Camerata Fiorentina, anche a distanza di un secolo, conservò questa più ampia prospettiva, ma la applicò a scopi ben precisi nel campo della musica. La sua produzione fu in un primo tempo piuttosto di maniera e risultò, come era naturale attendersi, dal momento che si trattava di musica su commissione, per certi versi artificiosa. Ad ogni modo, certi principi asseriti dai suoi membri cominciarono a dare i loro frutti; lo stile declamatorio (in seguito noto come recitativo) fu concepito a partire dall'interpretazione del dramma greco e diede così modo di tradurre musicalmente l'espressione appassionata del discorso. La creatività individuale iniziò ben presto a fare la sua comparsa in compositori come Giulio Caccini e Jacopo Peri, le cui opere hanno dimostrato di possedere un valore non effimero.

I loro scopi, nel rispetto della tradizione di sapienza a cui si ispirarono, erano di carattere spirituale: Caccini scrisse che lo scopo della musica era quello di sembrare «un modello e una riproduzione fedele di quelle eterne armonie celesti da cui provengono così tanti benefici effetti sulla terra, che innalzano ed incitano le menti degli ascoltatori à contemplare le infinite delizie che il Cielo offre". In termini generali e per fare un parallelo, questi erano gli stessi scopi dell'alchimia. Come nella pratica alchimistica, i membri della Camerata credevano anche che gli uomini potessero partecipare attivamente e direttamente al processo di creazione dell'universo, che non si è soltanto spettatori passivi, ma che si possono ordire personalmente delle magie, e invocare presenze divine e angeliche.

Si diceva che gli dei fossero influenzati dalla nostra musica. Un antecedente di questa opinione si ritrova negli scritti di Marsilio Ficino, che raccomandava l'uso della musica come mezzo per far discendere sulla terra le divinità dei pianeti. (F. Yates, Giordano Brunono e la tradizione ermetica). A sua volta questa concezione è mutuata dalle pratiche orfiche, che sono cronologicamente e contestualmente legate ai testi ermetici e ci riconducono, a completamento del cerchio, all'alchimia.

Si può giudicare l'interesse per l'ermetismo, che fu dominante nell'Italia rinascimentale, anche dalla pavimentazione marmorea della Cattedrale di Siena, dove si possono ammirare impressionanti ritratti di Ermete Trismegisto c delle dieci profetesse Sibille.

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