Il-Trafiletto

27/10/14

"giocavano al dottore" usando strumenti chirurgici | indagati due medici

Due medici lui 47enne e lei 40enne "giocavano al dottore" usando strumenti chirurgici dell'ospedale in cui lavorano. I due sono indagati per foto choc ma loro si difendono:" Sono cose nostre siamo adulti e consenzienti e non abbiamo coinvolto nessun altro"


I due medici praticavano sesso estremo, pratiche sadomaso con strumenti chirurgici e sanitari.
La procura di Pisa  li ha indagati per il reato di peculato. Avrebbero utilizzato materiale medico e chirurgico dell’ospedale presso il quale entrambi lavorano per pratiche sadomaso.
Secondo quanto riporta il quotidiano Il Tirreno, il tutto è venuto alla luce grazie ad una chiavetta Usb trovata in un una tasca del camice di un medico, mandato a lavare in una lavanderia di Ponsecco.  La chiavetta conteneva foto relative a pratiche sessuali con strumenti medici e strumenti chirurgici, ma anche con primi piani di parti intime femminili con punti di sutura.
La chiavetta è stata consegnata ai carabinieri e le indagini hanno consentito di risalire a un medico 47enne pisano e a una radiologa 40enne livornese.

Nel corso di perquisizioni, riferisce ancora il quotidiano, sono stati trovati pc portatili, chiavette, foto e oggetti usati per pratiche sadomaso. I due medici avrebbero spiegato che quelle immagini riguardavano i loro momenti di intimità, senza che fossero coinvolte altre persone. Il reato di lesioni personali non può reggere, visto le dichiarazioni della radiologa. I due indagati, infatti avrebbero spiegato di aver scattato le foto nei momenti di intimità, senza il coinvolgimento di altre persone.Da accertare se sono stati usati materiali dell’ospedale di Pisa dove entrambi sono dipendenti o di studi medici privati dove svolgono anche la loro opera.





26/10/14

Che serata al San Paolo...tornano a sorridere i ragazzi di Benitez | Tramortito il Verona con 6 reti dei suoi campioni

Che serata al San Paolo... ritorna il sorriso tra i volti dei ragazzi di Benitez dopo la delusione in Europa League, grazie al campione argentino e al nuovo capo cannoniere del campionato.


La squadra partenopea mette da parte la delusione in Europa League a suon di gol. Travolto come da una slavina il Verona, alla conclusione di un'altra serata appassionante. Una vittoria ottenuta con la forza di volontà e con cuore per mettersi alle spalle il periodo negativo e volgersi al futuro con positività. 

Il team di Benitez tira fuori un carattere da vera "grande" grazie ai suoi cannonieri in un colpo solo. Hamsik bussa 2 volte mentre Higuain 3 che fa il paio con la stoccata, la 5a fin'ora, di Callejon, il nuovo capocannoniere della serie A. E' proprio grazie al ritrovato smalto vincente di quei due, i campioni con cui più si identifica il Napoli che si sbloccano in campionato dopo ben 2 lunghi mesi di "assenza", nervosismi e complicanze. Il Verona perde 6-2, ma gioca una partita coraggiosa per un'ora e venti prima di crollare sotto i colpi dei padroni di casa. 

Contro la furia di questo Napoli, c'era ben poco da fare. Quel che ne è venuta fuori, è stata una partita piacevole, sempre viva, mai noiosa che ha visto trionfare semplicemente la squadra più forte.

Intanto la Juventus liquida la pratica Palermo per 2-0 con le reti dei redivivi Vidal e Llorente, riportandosi a +3 sui giallorossi della Roma

A seguire i risultati dell' 8a giornata e la classifica di serie A:






La storia e i simboli dell'Alchimia

............... e anche le loro facce brillavano come la luce ...»[Qui]

DALL'ISLAM ALL'EUROPA MEDIEVALE
Gli Arabi ricevettero l'alchimia dai Greci e dagli Egizi per poi ritrasmetterla a loro volta all'Europa. A partire dal Vll secolo, gli Arabi consacrarono gran parte del proprio tempo e dei loro studi non solo all'alchimia, ma anche alla matematica, all'astronomia e all'astrologia. La nascita della nuova religione, l'Islam, fondata dal profeta Maometto, diede grande carica alle tribù arabe, che furono in questo modo aiutate a consolidare la propria identità. Gli Arabi portarono il loro impero islamico ad espandersi in Spagna nell'VIII secolo e questo, sebbene abbia causato anche molte lotte, agevolò il passaggio della cultura e delle idee della civiltà araba nel resto d'Europa. Gli Arabi tradussero dal greco molte antiche opere di alchimia; certi testi greci ci sono giunti, anzi, solo tramite la versione araba, rendendo così molto difficile agli studiosi la datazione e la determinazione del materiale originale.

I più famosi alchimisti arabi a noi noti sono Khalid ibn Yazid (m.704), Abu Musa Jabir (ca. 760) e Al-Rhazi (n. 864). Khalid fu un principe, che visse a Damasco e che si diceva fosse stato il primo musulmano ad interessarsi di alchimia e ad esserne stato iniziato ai segreti per opera di un eremita cristiano di nome Morienus. Jabir, noto spesso anche come Geber, fu venerato dai successivi alchimisti europei più di qualsiasi altro scrittore arabo; è probabile che una scuola, o tradizione, di Geber portò avanti il suo lavoro, dando il suo nome anche a testi tardivi. Geber visse nell'VIII secolo; era membro di una tribù dell'Arabia meridionale, proveniente dalla Persia a causa di sommovimenti politici. Pare che avesse studiato con alcuni importanti capi religiosi dell'epoca e che fosse divenuto un Sufi, membro di quella setta mistica: che fiorì all'interno dell'Islam. Oltre all'alchimia studiò medicina, arte della guerra e musica, e sappiamo che fu molto stimato a corte per la sua attività di studioso. Delle sue idee, quelle che ebbero un influsso maggiore furono probabilmente quelle che modificarono la teoria aristotelica degli elementi.

Geber introdusse nell'alchimia parte della numerologia propria degli Arabi. Egli elaborò vari e complicati sistemi per calcolare le quantità esatte di sostanze e di materiali da impiegare nel procedimento alchimistico. Cercò di trovare il perfetto equilibrio fra sostanze ed elementi e nella sua opera si approssimò, più di qualsiasi altro alchimista contemporaneo o posteriore, al moderno principio della equazione chimica. Alcuni dei metodi alchimistici da lui descritti sono così complessi e tortuosi che il suo nome ha generato il termine «geberico». Una leggenda racconta che circa duecento anni dopo la sua morte, nel corso della demolizione di alcune case, venne scoperto il suo laboratorio a Kufa, che fu portato alla luce unitamente ad un mortaio d'oro, pesante più di dodici chili!

Al-Rhazi, conosciuto anche con il nome di Rhases, nacque intorno al1'864 e trascorse la maggior parte della sua vita a Ray, vicino a Teheran, lavorando per alterni periodi anche a Baghdad. Viene ricordato come uomo di grande scienza, specializzato in medicina ed alchimia, ma è noto anche per la sua filosofia e per la sua abilità come musicista. I suoi scritti sulla medicina resistettero alla prova del tempo fino al XVI-XVII secolo; quando era ancora in vita fu circondato da molti giovani studenti ed eruditi che venivano a fargli visita, a cui impartiva i suoi insegnamenti. E.J. Holmyard cita la seguente descrizione della sua vita da insegnante:
"Uno dei suoi biografi ha tracciato uno schizzo di Rhazi da vecchio, seduto sul pavimento del cortile dell'ospedale circondato dai suoi discepoli. Gli studenti del corso avanzato stavano seduti nel cerchio più  vicino a lui in cerchi concentrici esterni sedevano quelli che si potrebbero chiamare del primo e del secondo anno. Rhazi, che era la fonte della saggezza, stava al centro, dava gli insegnamenti a quelli della cerchia più vicina a lui, che poi passavano le informazioni, convenientemente semplificate, agli studenti con minore esperienza". 
Le sue opere furono largamente apprezzate dagli alchimisti europei, anche se Rhazi si occupò principalmente di chimica applicata, e oprattutto della classificazione delle sostanze e della messa a punto di tecniche di laboratorio.


"Rinnegare la pena di morte in ogni sua forma" | Questo il monito forte che giunge dal Vaticano

Niente più "pena di morte, che si tratti di una forma legale oppure no in ogni sua forma e modalità, ma pure per ottimizzare lo stato dei luoghi di detenzione nel massimo rispetto della umana dignità". 


Questo è l'appello forte e inequivocabile che dalla sede Vaticana, Papa Bergoglio, durante una riflessione avanzata all'Associazione Internazionale di Diritto Penale, affermando che "la pena dell'ergastolo è di fatto una condanna a morte celata".

Rinnegare pure le "meglio conosciute esecuzioni extragiudiziali o extralegali". "Una tortura sotto velata forma che certe volte - fa seguito al suo appello il Santo Padre- quella che si afferma tramite la detenzione in celle di massima sicurezza", con la "mancanza di stimoli sensoriali, la completa impossibilità di comunicazione e la mancanza di contatti con altri esseri umani".

Tutto ciò succede certe vote "pure in altri istituti penitenziari. Avvenimenti che si verificano non solo in centri abusivi di prigionia o in attuali campi di concentramento, ma finanche in carceri, istituti per minori, ospedali psichiatrici, commissariati e altri centri e istituzioni di detenzione e pena". Tale "ferocia", sottolinea Papa Francesco, "sono un vero e proprio 'supplemento' di dolore che va ad aggravare i già esistenti mali propri della carcerazione". "Il sistema penale sconfina oltre i limiti della sua funzione propriamente pecuniaria e si afferma sul terreno delle libertà e dei diritti delle persone, soprattutto di quelle più vulnerabili, in nome di una finalità preventiva la cui efficacia, fino ad ora, non si è potuto verificare neppure per le pene più gravi, come la pena di morte", ha precisato il Papa.
Papa Bergoglio incita ad
abolire la pena di morte

"Appare evidente che c'è il rischio forte - afferma Francesco - di non detenere neanche la giustizia riguardanti le pene inflitte, che la storia da sempre mostra la scala di valori tutelati dallo stato. Si è quasi spenta l'idea del diritto penale come fine ultimo, per ricorrere alla sanzione, entro i limiti delle azioni più gravi contro gli interessi del singolo o di quelli collettivi più degni di protezione. Si è anche affievolito il dibattito sulla sostituzione del carcere con altre sanzioni penali alternative". "La corruzione si esprime in un'atmosfera di trionfalismo perché il corrotto si crede un vincitore e si pavoneggia per sminuire gli altri", ha poi denunciato Papa Francesco.

Per il Santo Padre, disgraziatamente questo stato di fatto è la conseguenza dell'impunità facorita dal fatto che "la sanzione penale è selettiva, ovvero sia, è come una rete che imprigiona solo i pesci piccoli, mentre i grandi sono liberi di andare via nel mare". Non si ambisce allora "gravi frodi contro la pubblica amministrazione" come pure "l'esercizio scorretto dell'amministrazione ed ogni specie di impedimento frapposto al funzionamento della giustizia con l'intenzione di procurare l'impunità per le proprie malefatte o quelle di terzi".

Cucce ecofriendly, stile green anche per cani

Essere ecofriendly non è solo una prerogativa di noi umani, si può essere ecofriendly anche con i nostri amici pelosi. Infatti possiamo dotare i nostri  cani di una comoda cuccia ecologica. Quindi per noi che amiamo essere green a 360° abbiamo la possibilità di scegliere cucce con imbottitura di fibra bio.


Lou & Mi, è un marchio specializzato nella creazione di simpatici accessori per cani, realizzando infatti pouf ecologici morbidi e colorati dal gusto decor. Sono cucce dalle linee essenziali, sono morbide, leggere e progettate per il massimo comfort. Sono inoltre l'ideale per i cani più anziani, che spesso soffrono di artrosi. Gli interni sono eco, con un'imbottitura in fibra naturale biologica che viene dall’albero sudamericano della Paineira.

Si tratta di una fibra leggera, idrorepellente e biodegradabile che permetterà al vostro cagnolino di riposare con il massimo comfort e darà la consapevolezza di aver aiutato l'ambiente. Le fodere, confezionate artigianalmente, sono in puro cotone e presentano motivi decorativi simpatici e giocosi, pensati per rendere le cucce veri oggetti decorativi per la casa.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.