Il-Trafiletto

24/10/14

Disturbi dell umore "depressi" dal movimento fisico

In base ad uno studio eseguito allo University College della capitale londinese e successivamente reso pubblico sulla rivista Jama Psychiatry, gli esseri umani aventi un età che varia fra i 23 e i 50 anni, manifestano una quantità di distrubi dell'umore, se praticano con costanza attività fisica.


Contrariamente agli individui che preferiscono una sedentarietà maggiore che appaiono più vulnerabili e esposte a provare la sintomatologia relativa alla depressione.
I fautori dello studio hanno dato luogo ad analisi riguardo i dati di quasi 11000 individui nate nel 1958 di conseguenza sono stati a disposizione, informazioni riguardo il loro grado di attività motoria e dei sintomi depressivi all'età di 23, 33, 42 o 50 anni.

Passando ad esaminare gli individui che "praticavano" la pigrizia, che si sono decise a svolgere un'attività fisica costante, aldilà dell'età, hanno constato il fatto che si è notevolmente ridotto il loro pericolo di cadere in depressione durante l'arco di 5 anni del 19%. Coloro che rappresentano le vittime della depressione, sono apparse le meno propense all'attività in senso lato per tal motivo gli studiosi hanno concluso che l'attività fisica può alleviare i sintomi depressivi nella popolazione generale, ma la depressione in età adulta è un forte deterrente per l'attività sportiva.


La Corte di Cassazione ha assolto i due stilisti Dolce e Gabbana

La corte di Cassazione ha respinto la richiesta di conferma di condanna del sostituto procuratore generale della Cassazione Francesco Salzano, per i due stilisti Dolce e Gabbana, condannati per evasione fiscale. La Cassazione ha assolto gli imputati "Perchè il fatto non sussiste"




Una nuova attività per scolpire il nostro corpo | Il Buti yoga

Soltanto qualche tempo fa il bikram yoga, meglio conosciuto come hot yoga, era l'attività preerita dai VIP per ritornare in forma e definire in maniera scultorea la propria muscolatura. Recentemente in alternativa alla già citata attività, sta propagandosi un'altra disciplina inclusa l'Italia: si tratta del Buti yoga, un’attività che mette insieme l’allenamento pliometrico, la danza tribale e lo yoga. 


La durata di una lezione di Buti, generalmente ha la durata di 1 ora, suddivisa in varie sezioni, tra cui quella dedicata alla tonificazione consistente in contrazioni muscolari eccentriche e concentriche e danze tribali. Ma l'azione fondamentale del Buti Yoga è la concentrazione sul respiro, classica dello yoga.

L'inizio di ogni sessione ha inizio con i tradizionali 5' di riscaldamento per poi evolversi in danza la cui coreografia varierà in base al ritmo che preferisce l'istruttore. Ci sono i ritmi stile Miami, il Funk Brazilian, o l’Hip Hop o un mix di tutti e tre. Le movenze sono tutte concentrate sui muscoli del bacino e dei fianchi. Le coreografie non sono qualcosa di complicato, tutt'altro, altre sì sono molto rapide e veloci, al punto tale che necessitano di una certa coordinazione ed un minimo allenamento basilare. Tutti coloro che lo ha già praticato assicurano che già dopo un paio di settimane di attività il fisico avrà subito un mutamento, rinnovandosi e definendosi come mai avreste immaginato. Bizzie Gold, la trainer inventrice di questa innovativa disciplina fisica, afferma che attraverso il Buti yoga si riescono ad attivare e percepire quei muscoli che, ormai fermi da tempo, non sappiamo nemmeno di possedere. I puristi dello yoga tradizionale, invece, considerano questa attività una pagliacciata che nulla ha a che fare con il vero yoga che è solo incontro tra corpo e spirito.

Chiunque pratichi il Buti yoga con convinzione e perseveranza, tuttavia dichiara che è davvero possibile parlare di yoga dal momento che ad ogni sessione si termina con delle asana per procurare benessere e rilassamento nel meditare. Il Buti yoga è un'attività fisica idonea a tutti quanti, e può essere praticata senza alcun limite di età, senza particolari controindicazioni. Fa bene ed è un toca sana per il nostro corpo, esattamente come ogni altra disciplina che si pratica in gruppo fa bene anche all’umore perché permette di scaricare stress e tensione sia attraverso il lavoro intenso, sia attraverso il momento di meditazione finale. Il Buti permette anche di bruciare molte calorie nell’arco di una lezione quindi è un’attività particolarmente indicata per chi vuole perdere peso.
Lo Buti yoga
Nuova disciplina
per scolpire il nostro corpo

In alternativa al Buti yoga esiste un'altra disciplina che potete provare il Bikram yoga. Trattasi di una disciplina dove viene praticato lo yoga in palestre molto calde, in modo tale da favorire una copiosa sudorazione e conseguentemente un notevole bruciare di grassi. C'è soltanto un inconveniente, ovvero sia, questo tipo di attività non è assolutamente consigliato per chi soffre di pressione bassa o di problemi cardio-circolatori di qualsivoglia genere. La cosa importante comunque è quella di tenere bene a mente che anche praticando lo yoga classico vengono coinvolti i muscoli di tutto il corpo perché per assumere molte asana particolarmente complesse è necessario avere un corpo forte. inventato questa nuova disciplina, afferma che attraverso il Buti yoga si riescono ad attivare e percepire quei muscoli che, ormai fermi da tempo, non sappiamo nemmeno di possedere.

I tradizionalisti dello yoga classico, altresì, ritengono questa pratica una buffonata che non ha nulla a che vedere con il vero ed unico yoga consistente nel fare incontrare il corpo e lo spirito.
Vale la pena di ricordare che anche praticando lo yoga classico vengono coinvolti i muscoli di tutto il corpo perché per assumere molte asana particolarmente complesse è necessario avere un corpo forte.

"Alzati e comprendi ciò che sto per mostrarti" | L'Alchimista

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Sembra che gli alchimisti avessero le loro visioni durante i sogni o in uno stato di semicoscienza, spesso indotto dalle lunghe ore trascorse curvi a meditare sui libri o dai lunghi periodi passati a concentrarsi nell'attesa di osservare che si producesse un cambiamento nell'alambicco. Alcune visioni possono essere giunte senza che neppure fossero state richieste e accolte benevolmente come rivelazioni inattese, che finalmente fornivano l'intuizione necessaria; altre possono essere state indotte deliberatamente.

A chi o a che cosa gli alchimisti attribuivano queste visioni? Essi sapevano che ciò che vedevano e di cui facevano esperienza perveniva loro da una fonte di forza più vasta della loro immaginazione. Molti rendevano grazie a Dio riconoscenti per essere stati illuminati, mentre molti altri avevano la percezione di avere avuto come tramite uno spirito o una guida. L'autore del Corpus Hermeticum ottenne il suo sapere da Poimandres, «la Mente della Sovranità», che era percepito come un grande essere. Un'altra opera, che risale al periodo dello sviluppo dell'alchimia in Arabia, ma può anche essere più antica, è intitolata Il Libro dei trenta capitoli; qui, garante della visione è un essere senza nome, verosimilmente Ermete Trismegisto (il «santo protettore» dell'alchimia):

«Quando mi resi conto che il mio cuore era stato infiammato dall'amore per la Grande Opera e che le preoccupazioni che sentivo al riguardo avevano scacciato il sonno dai miei occhi e mi impedivano di mangiare e di bere, tanto che il mio corpo stava deperendo e il mio aspetto era orribile, mi abbandonai alla preghiera e al digiuno. Implorai Dio di allontanare le cure e gli affanni che ingombravano il mio cuore e di porre fine alla situazione travagliata in cui versavo. «Mentre stavo dormendo sul mio divano, mi apparve in sogno un essere che mi disse: "Alzati e comprendi ciò che sto per mostrarti". «Mi sollevai e mi misi a seguire questa persona. "Qui - disse la mia guida - si trovano i tesori della scienza che tu stai cercando". -"Grazie - risposi - ora guidami, così che io possa penetrare in questa dimora dove tu dici trovarsi i tesori dell'universo". «"Non penetrerai mai là - rispose - a meno che tu abbia in tuo possesso le chiavi di quelle porte. Ma vieni con me. lo ti mostrerò le chiavi di quelle porte"».

Ogni porta corrisponde ad un metallo associato ad un pianeta e ad ognuna di esse l'aspirante riceve un insegnamento. La nozione delle sette porte da attraversare è un evidente retaggio della tradizione mitraica, dove gli iniziati dovevano passare attraverso sette regni governati dai pianeti per poter fare ritorno alla fonte di tutta la creazione. L'alchimista poi impara la relazione sussistente fra corpo, anima e spirito e fra gli elementi, e viene istruito in molti altri aspetti dell'alchimia mediante parole e simboli. Infine, un 'altra guida, un vecchio, gli mostra un animale dai tre corpi, la «Chiave della Scienza», le cui parti si divorano a vicenda. «Il vecchio mi disse: "Uomo, va' a cercare quell'animale, dagli un'intelligenza al posto della tua, uno spirito vitale al posto del tuo; allora si sottometterà a te e ti darà tutto ciò di cui hai bisogno". «Mentre mi domandavo come potessi dare a qualcuno un'intelligenza al posto della mia, uno spirito vitale al posto del mio, un'esistenza al posto della mia, il vecchio disse: "Prendi il corpo che è simile al tuo, prendi da esso ciò che ti ho appena detto e porgiglielo". «Feci come il vecchio mi aveva ordinato ed acquisii allora l'intera scienza, completa proprio come me l'aveva descritta Errnete»."

Zosimo formulò una filosofia della rivelazione, in cui ipotizzava l'esistenza di un uomo universale, composto di corpo, anima e spirito; si tratta del «Grande Uomo», che viene sotto varie specie ad insegnare all'individuo: «In effetti il Nous, nostro dio, dichiara :
"Il Figlio di Dio, che può fare tutte le cose e divenire tutte le cose che desidera, si mostra come vuole a ciascun uomo. E fino al giorno d'oggi, sino alla fine del mondo, per vie segrete e nascoste, viene a coloro che sono suoi ed entra in comunicazione con loro, dando loro consigli, in segreto e servendosi del loro intelletto, per separarli dal loro Adamo l'aspetto vile ed ignorante dell'uomo, che li acceca e prova risentimento per l'uomo spirituale e luminoso?».

Milan? Chissà, mai dire mai | Cosi a SkySport il campione olandese

"Ho affermato che un giorno avrei potuto allenato il club di Berlusconi? Al momento non credo, ma comunque sia mai dire mai!". 



C'è chi compie il suo 50simo compleanno, un campione mai dimenticato in casa rossonera ma non solo: Marco Van Basten parla di se davanti ai microfoni di SkySport, iniziando dalla sua rinuncia della panchina dell'Az Alkmaar preferendo di rimanere come vice allenatore.

"Ho preferito fare un passo indietro e credo di avere fatto la scelta migliore, dal momento che mi sento più sereno, con meno responsabilità. La quotidianità di un allenatore è parecchio complessa, ardua, e impegnativa. Qualche mese addietro ho preferito di fare il mestiere di allenatore, ma non come in prima persona, ma come vice. Avevo problemi per la responsabilità e per lo stress, non dormivo bene, e da questo sono derivati alcuni problemi fisici, ma senza esagerare, non ho mai avuto problemi veramente, seriamente con il cuore".

Marco Van Basten
L'ex campione olandese entra più nei particolari della questione: "Si trattava più che altro del nervosismo, il giogo di essere il primo responsabile. Dunque abbiamo ragionato, ho fatto capire quelle che sono state le mie sensazioni, ed alla fine ho concluso che il mestiere che faccio è un bel mestiere, ma adesso non lo faccio più come prima, è meglio adesso rimanere secondo.

Si vive tutti una sola volta, quindi cerchiamo per quanto possibile di vivere bene. Ho passato una bella giovinezza, oggi sono felice: ho una moglie, tre figli, la mia vita è tranquillo, mi diverto qui con i giocatori. Quindi sono contento".

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