.......... e comprendere la loro natura e pervenire a conoscere Dio"».[
Qui]
Durante il sogno l'uomo riceve informazioni in merito al
ruolo giocato dagli elementi della natura nella creazione del
mondo.
Una famosa visione alchemica fu descritta da Zosimo nella
sua opera Sulla uirtù (IV d.C. ). Egli narra di essersi addormentato
mentre stava recitando fra sé e sé delle formule alchemiche:
«Vidi sopra di me un sacerdote che stava compiendo un sacrificio
nei pressi di un altare a forma di calice. Quindici gradini conducevano
all'altare. Il sacerdote si levò i piedi e io udii una voce potente discendere
dall'alto e dirrni: "lo ho completato l'atto di discendere i quindici
gradini, camminando nell'oscurità, e l'atto di salire i quindici gradini
in direzione della luce. E il sacrificante che mi rinnova respingendo la
densità corporea. Perciò, consacrato per necessità da un sacerdote, io
divengo uno spirito".
«Avendo udito la voce di colui che stava sopra di me sull'altare a
forma di calice, io pretesi di sapere la sua identità. Egli, con voce acuta,
rispose così: "lo sono Ion, il sacerdote dei santuari, e ho subito una violenza
inaudita. Qualcuno è venuto all'improvviso di mattina e mi ha
preso a viva forza, dividendomi di netto in due con una spada, smernbrandomi,
secondo le regole della combinazione. Mi ha completamente
scotennato con la spada che teneva in mano, ha mescolato le mie
ossa con la carne e le ha bruciate nel fuoco deI processo. Fu così che
appresi, attraverso la trasformazione del corpo, come divenire uno spirito,
tanto insopportabile fu la violenza".
Mentre lo inducevo a parlarmi
in questo modo, i suoi occhi divennero iniettati di sangue ed egli
vomitò tutta la sua carne. E lo vidi assumere l'aspetto di un uomo
molto piccolo, che si sbranava con i suoi propri denti e scompariva.
«Pieno di terrore, mi svegliai e pensai: "Non è forse questa la composizione
delle acque?". Mi dissi che avevo compreso ciò molto bene e
piombai di nuovo neI sonno».
Seguono molte altre visioni, che Zosimo interpreta come
insegnamenti sulla natura dell'acqua divina, che gli fornisce
una perfetta chiave per il processo di trasformazione alchemica:«In una parola, quando tutte le cose sono portate alla concordia
tramite la divisione e l'unione, senza trascurare il procedimento, la
natura è trasformata; la natura, infatti, ritornando a se stessa, si trasforma
e questo riguarda la qualità e il legame della virtù in tutto l'universo
»,
Zosimo converte poi l'intera visione da lui ricevuta in una
descrizione simbolica del processo alchemico, perché possa fungere
da modello per altri ricercatori:
«In breve, amico mio, costruisci un tempio di un solo blocco, simile
a piombo bianco, alabastro, che non abbia principio né fine. Dovrebbe
avere al suo interno una sorgente d'acqua pura, che sfavilli come il
sole. Osserva attentamente su quale lato del tempio si trova l'ingresso
e, tenendo in mano una spada, cerca l'entrata, poiché l'apertura è davvero
molto angusta. All'ingresso si trova un serpente che dorme, posto
a guardia del tempio. Afferralo e sacrificalo; dopo avergli tolto la pelle,
prendi le sue ossa e la sua carne e smembralo. Riunisci poi le sue parti
con le ossa all'entrata del tempio e, muovendo un passo nella sua direzione,
sali il gradino ed entra; là troverai ciò che cerchi. Il sacerdote,
l'uomo di rame, che vedrai seduto alla sorgente mentre raccoglie tutto
il suo colore, non dovresti considerarlo un uomo di rame, poiché ha
cambiato il colore della sua natura ed è divenuto un uomo d'argento.
Se lo desideri, diventerà ben presto, per te, un uomo d'oro».
La visione descritta è molto più efficace di un puro esperimento
chimico esposto in termini molto coloriti. Ciò che per gli
alchimisti è vero a livello fisico, o chimico, è altrettanto vero
anche a livello emozionale e spirituale, e il loro scopo è quello
di raggiungere contemporaneamente la trasformazione in tutti
e tre questi livelli. A questo punto è chiaro perché il linguaggio
dei sogni e delle visioni sia un registro espressivo assai appropriato
per l'alchimia, dal momento che i simboli possono contenere
tutti questi diversi livelli di significato simultaneamente.
Un'altra ben nota visione alchimistica è quella di George
Ripley, che visse nel XV secolo. Egli scrisse in The Twelve Gates
[Le dodici porte]:
«Quando una certa notte ero intento al mio Libro,
Questa Visione apparve nitida alla mia vista attenuata:
Vidi un tondo Rospo rossastro, che bevve così veloce il succo
dell'Uva,
Finché abbondantemente ripieno di brodo, tutte le sue Viscere
scoppiarono:
E dopo di ciò, fece cadere il suo Veleno dal suo ammasso avvelenato di carne,
E per il Dolore e l'Angoscia tutte le sue membra incominciarono a
gonfiarsi;
Con gocce di sudore avvelenato appressandosi in tal modo alla sua
Tana segreta,
La sua Grotta egli allora fece diventare bianca con sbuffi di Aria
piena di fumo:

E dal quid nello spazio derivò un Umore Dorato,
Le cui gocce pioventi dall'alto chiazzavano il suolo di un liquido
rossastro.
E quando la forza vitale del suo respiro cominciò ad abbandonare il
suo Corpo,
Questo Rospo morente divenne subito nero come Carbone;
Affogò così nel flusso avvelenato di sangue delle sue vene;
Per Ottanta e Quattro giorni esso rimase a putrefarsi
Infine io volli espellere questo suo Veleno con un esperimento;
Per la qual cosa aftìdai la sua Carcassa ad un Fuoco dolce:
Ciò fu fatto, una Meraviglia per gli occhi, ma molto più da elencare;
il Rospo era perforato da ogni lato da svariati Colori
E il bianco appariva quando erano ormai passati tutti i raggi squarcianti
del sole:
E dopo essere stato tinto di Rossastro, durava ancora di più;
Allora con il Veleno così ottenuto fece una Medicina;
Che uccide il Veleno, e salva ciò che è caduto fatalmente sotto
l'azione del Veleno:
Sia gloria a colui che garantisce vie così segrete,
Dominio e Onore, Adorazione e Lode.
Amen