Il-Trafiletto

20/09/14

In anteprima la tanto attesa Ford S-Max

La nuova Ford S-Max

Ancor prima del previsto, la tanto attesa Ford S-Max si presenta al pubblico: ultra spaziosa con maggiore sportività!


Sostanzialmente è del tutto similare alla S-Max Concept che fu presentata durante l'evento internazionale del Salone di Francoforte lo scorso anno.

Trascorso appena più di un anno da quando fu presentata a Francoforte, la nuova release di serie continua a mantenere le linee distintive principali che avevano più affascinato: tratti più tirati e attuali, un poco più di sportività e parecchia eleganza tanto da indurre in un prossimo futuro, pure una versione con un'allestimento extra-lusso firmata da Vignale.

Brevemente le novità. 
Indipendentemente dalle principali proprietà di guida, si presume, siano state ancor più migliorate a differenza del modello precedente, la neonata Ford S-Max esordisce con una inovativa piattaforma, altri motori, l'introduzione della trazione integrale sulle versione con motore diesel più prestanti e arredamento d'interni del tutto rivisitati per venire incontro più che si può alla flessibilità. Ogni azione suddetta è stata eseguita senza necessariamente dovere modificare rdicalmente le misure e gli spazi. I motori sono 3 a gasolio, posti sotto il cofano della S-Max: ognuno di essi TDCI di 2.0 litri di cilindrata e abbinati a trasmissione manuale a sei marce oppure, in opzione, al cambio a doppia frizione (sempre a sei marce) sulle due motorizzazioni più potenti.

Gli interni.
Chiaramente le postazioni a sedere sono 7, di cui gli ultimi 2 posti retrattili in un vano ricavato appositamente nel pianale, mentre i 3 posti appartenenti alla linea centrale si potranno regolare singolarmente. La nuova Ford S-Max, inoltre, disporrà dei sistemi di assistenza alla guida più avanzati, quali la frenata autonoma, il sistema di mantenimento della corsia di marcia e il dispositivo di parcheggio automatico.


Milan vs Juventus: una sfida nella sfida. Inzaghi vuole la partita perfetta

Milan vs Juventus non è una sfida come tante altre, è qualcosa di più: una sfida nella sfida. Pippo Inzaghi chiede di non sbagliare nulla, perchè contro questa Juve sarebbe fatale! 

«La Juventus ha dalla sua soltanto certezze, noi invece abbiamo bisogno soltanto di dare tutto il meglio che abbiamo, con l'aiuto dello stadio»

Alla squadra rossonera "servirà la partita senza errori" per attraversare indenni il match che li vedrà di fronte, domani sera, alla Juventus, e "Super Pippo" è talmente certo di ciò che chiede che dispensa tranquillità. "Non abbiamo perso già prima di iniziare ma scenderemo in campo per fare una grande partita - ha dichiarato il tecnico milanista
Allegri vs Inzaghi
Milan contro Juventus una sfida nella sfida

Sono lieto che dopo 2 giornate i miei ragazzi siano in cima alla classifica a bottino pieno al pari di Juve e Roma, potendo affrontare la gara contro la Juventus non avendo nulla da perdere. Probabilmente sarebbe stato meglio incontrarla fra qualche altra settimana, quando dentro di noi stessi avremmo avuto più certezze. La Juventus ne ha molte, ma un San Siro infuocato può darci una grossa mano a compiere l'impresa".

"Ma domani si tratta soltanto di Milan contro Juventus": Saggiamente Inzaghi da un taglio alla storia riguardo alla rivalità con il proprio avversario di stasera, già, quello che fino a qualche mese fa era il suo allenatore, quel Massimiliano Allegri con il quale non è mai corso un buon feeling. "Allegri è stato il mio mister, si sono verificate certi fraintendimenti ma dopo tutto sono state messe in chiaro" ha chiarito l'attuale tecnico del Milan. Cosa avrei imparato da Allegri? Credo che da qualsiasi allenatore ho imparato qualcosa. Poi ognuno deve mantenere la propria personalità, non credo sia opportuno imitare gli altri, bensi ognuno di noi deve mantenere la propria idea altrimenti i giocatori se ne accorgono. 

Allegri non è uno sprovveduto, so per certo che ci darà filo da torcere. Gli auguro tutto il bene possibile, ma non domani sera". Inzaghi è invece molto amico dell'ex allenatore bianconero Antonio Conte, corteggiato dal Milan alla fine della scorsa stagione. "È normale che una società come il Milan abbia pensato a Conte, è l'allenatore migliore degli ultimi anni" ha commentato l'ex attaccante, che secondo l'ad rossonero assomiglia al nuovo ct della Nazionale. "Io so che con Conte ci accomunano valori, principi e regole che- ha detto Inzaghi - sono basilari per creare qualcosa di positivo".


Io sono qui, tu dove sei?

È la frase che ogni giorno si ripete, cercando di sapere con esattezza, dove si trova l’altro e succede sempre spesso che gli indirizzi con tanto di codice postale si perdano nel nulla e la posizione esatta rimane spesso sfuggente. 


Chris Sheldrick era stanco di spendere il suo tempo raccontando ai fornitori, al personale e agli ospiti dove cercanlo e allora si è messo all’opera nel ricercare la giusta soluzione per essere reperibili e raggiungibili in tutto il mondo senza usare i lunghi codici dati da Google Maps, che resta comunque il piu' conosciuto e utilizzato nel mondo.

La start-up, co-fondata lo scorso anno da Sheldrick, ha diviso il mondo intero in una griglia di tre metri da tre metri quadrati e ogni quadrato è stato etichettato con una sequenza di tre parole.

 In piedi sotto la Torre Eiffel? Sei in "shut.tech.requests."
 Vuoi incontrarti sulla porta davanti a Buckingham Place? "sound.manual.lungs."
 Salita alla cima di Ayers Rock? Questo è "snake.removes.gymnast".

What3Words ha ricevuto $ 1,5 milioni di finanziamenti da start-up da quando è stata e l'azienda si sta espandendo per includere più lingue per ora l'Inglese, lo spagnolo, il tedesco, il russo, l'italiano, il francese, il turco e il portoghese sono già disponibili, con 40.000 voci già presenti.
La posizione esatta, dove ti trovi

19/09/14

La grande filosofia sivaita tantrica | LE TRE VIE

.... negli stessi anni Goethe si dedicava con identici princìpi a precisare l'idea di Natura.[Qui]

LA GRANDE FILOSOFIA SIVAlTA TANTRICA 
Tra le figure fondamentali dell'uomo ce n'è una che non si sente legata ai miti affetti, ma in sé osserva levarsi ondate furibonde di passione, che travolgono, esaltano, si svelano per le forze fondamentali dell'universo. Lo condurranno all'oltraggio, alla violazione d'ogni norma: soltanto seguendole, stringendo l'anima coi denti, egli si sente vivere. Osserva attorno a sé: non c'è uno Stato che si regga senza l'aiuto di gente come lui, la guerra è intrinseca a ogni convivenza; si sente confortato, si butta entusiasta nell'orrore della vita.

Per lui l'India ha provveduto a stendere una Scrittura, a elaborare la più raffinata filosofia. La bhakti sivaita porta ai margini di un corpo di Scritture che l'India vittoriana volle proscrivere, il Tantra che Arthur Avalon, pseudonimodi un giudice inglese, Sir John Woodroffe, seppe scoprire e divulgare all'inizio del XX secolo. Per riacquistare il significato che poté avere al momento in cui si formò il Tantra, giova discernere il mondo indiano come si presentò attorno all'anno mille, quando nel Kashmir Somadeva scrisse il Kathàsarusàgara. Allora induismo e buddhismo si integravano amabilmente e convivevano le pratiche religiose pie accanto alle cerimonie più sinistre. Si verificavano episodi affini alle consuetudini stregonesche d'Europa: in quest'India medioevale spesso le maghe appaiono legate alle sette macabre Madri, che tali si chiamano perché aiutano il devoto a superare la paura della morte; il loro aspetto terribile sgomina ogni paura, se si impara ad assimilarla.

Esigono sacrifici raccapriccianti: la devota traccia un cerchio, si spoglia, quindi armeggia con bastoni, ciuffi di capelli e teschi, disponendo nelle quattro direzioni vasi di sangue, e divora un cadavere mentre arde un fuoco. Il sangue per lei corrisponde ai fiori dei sacrifici ordinari, gli occhi all'incenso, la carne della vittima all'oblazione vegetale. L'azione culmina con l'offerta dei due «loti»: la testa e il cuore spiccati dalla persona immolata. Come effetto del rito la strega si solleva in volo o ne ha l'illusione. Altri riti assecondano quello centrale, come lo spargere granelli d'orzo per la casa: fatti lSermogliare con incantesimi, si convertono m un caprone.

Le varietà di culti e costumanze sono innumerevoli: le vie ascetiche del buddhismo sono pienamente accettate; l'alchimia sparge di una polvere il rame fuso, convertendolo in oro; l'ascesi rigorosa può aiutare a rendere un cadavere immarcescibile; frequenti sono gli amori con amanti invisibili: le dee appaiono agli uomini come donne incantevoli: guai a far loro domande, e gli dèi scendono come uomini avvenenti ad amoreggiare, spesso nel sonno, con le donne prescelte. Tutte queste immagini si accavallano via via che si è accarezzati dal ritmico, soave fluire di storie, in cui ogni evento si logora per essere subito incalzato e sospinto dal successivo, con uno svariare di personaggi che trascorrono come i passanti in un vicolo di bazar. Sono brahrnani, guerrieri, mercanti, pezzenti, eroi, impostori, uomini, donne, vecchi, giovani. Si trapassa di continuo da un piano all'altro.

Non soltanto dal vicolaccio alla reggia, dalla foresta al campo, dal sogno alla realtà, ma anche da un piano all'altro della coscienza. Accanto agli uomini scorrono le ninfe acquatiche (apsaras) nei fiumi, nelle nubi: sono le vezzose e travianti compagne dei « profumati » (gandharva), musici, medici, purificatori, regolatori delle costellazioni; aiuta a raffigurarli un destriero bianco come la luna, il suo nitrito melodioso richiama l'oceano di latte che solleva frastagli d'onde. Esistono anche i maghi soprannaturali (vidyadhara), festevoli, lieti, cangianti; un sovrano (cakravartin) è il loro signore, ed è in loro potere trasmettere magie agli uomini.

Esistono poi gli yahsa, spesso benevoli, talvolta causa di malattie e possessioni; le loro donne sono legate alla fioritura. Infine, insediati nei cimiteri, ci sono bhùta, dàkmi, pisaca, preta, orribili mescolanze di paura e voluttà. Possono viceversa aiutare, sollevare l'uomo i siddha, i « potenti » o «perfetti », maestri dai poteri magici, e i nàga, uomini-serpente che largiscono ai dominatori la legittimazione della loro autorità. Più in alto si stendono i mondi dei titani (asura) e degli dèi.

Costoro sono mantenuti in vita dai riti e dalle preghiere dei brahrnani, ma il giorno che i titani sconfitti, reincarnandosi come barbari, eliminassero la classe brahmanica, anche gli dèi dell'India sparirebbero. In un testo capitale del buddhismo Mahàyàna, il Saddharmapundarika Sutra o Sutra del Loto, l'intero conclave di naga,yaksa, gandharva, garuda, kimnara, asura e mahoraga è riunito ad ascoltare l'ultimo sermone del Buddha. Tutta la popolazione di spiriti va interpretata come un quadro trasposto delle possessioni, dei desideri, delle conquiste, delle paure umane.

Kia Sportage Rebel La Suv coreana top di gamma

Una Kia tutta Sportage e... Rebel! Per motore, un diesel 2.0 da 184 CV, punta di diamante della serie Sportage, equipaggiata con quattro ruote motrici al prezzo di 36.250 €


A differenza della 4WD Feel Rebel, il cui prezzo è di 5.500 € in meno, la Rebel appare essere dal punto di vista economico un'offerta da non sottovalutare per tutti coloro che siano interessato ad avere 3 optional di peso, che per l'appunto nel nuovo modello Kia propone inclusi nel prezzo:
  • cambio automatico (il valore è di 2.000 €
  • tettuccio apribile e navigatore satellitare (per un totale di 2.200 €
Tutti accessori che costano non poco, ma che contribuirebbero a fare alzare il prezzo di una Feel Rebel al di sopra di quello della Rebel. Per quel che concerne il nome identificativo, gli amanti delle auto americane del periodo anni '60 rammentano che il nome Rebel apparteneva prima ad un modello della AMC e poi della Rambler. Oltretutto, quella Rebel fu anche realizzata in Europa e venduta, per poco tempo, dalla rete Renault.
Kia Sportage Rebel

Andando su strada
Ma ritorniamo alla più recente Rebel, quella Sportage di nascita coreana, ma "cresciuta" in Slovacchia, ciò che più si può apprezzare sono il livello di qualità della guida percepita, la posizione di guida riposante e i comandi ogni funzione che oltretutto sono tante, giustificate pure senza dover seguire corsi di formazione. Le sospensioni in città sembrano un po’ rigide, ma quando l’andatura aumenta si apprezza il compromesso tra assorbimento e dinamica di guida. 

Altro fattore che si fa apprezzare per la sua fluidità e dolcezza funzionale è il cambio a 6 marce, con un classico trasformatore di coppia, perfettamente in sintonia con il motore diesel. Il modello del cambio, la cilindrata di 2 litri e le dimensioni della Sportage la rendono un'auto dai consumi ridotti notevolmente, indipendentemente dal tragitto dal traffico: se si trova coda in tangenziale o il traffico è nervoso si oltrepassa la soglia dei 9 l/100 km, mentre sui percorsi extraurbani, pur senza adottare particolari precauzioni nella guida, cala sopra la soglia degli 8 l/100 km.


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