Il-Trafiletto

04/09/14

Expo | Uno in esclusiva per il Pianeta!

L'edizione del Expo che si svolgerà in quel di Milano, sarà un'evento in cui verrà sottolineato in particolar modo, come l'Expo sia motivo unico ed esclusivo per contribuire a rilanciare la nostra Nazione. A patto che ognuno di noi reciti la propria parte. 


Da sempre le Esposizioni Universali sono un'occasione unica e straordinaria, valida sia per le città che le ospitano, sia per le Nazioni che hanno la possibilità di poterne condividere il meglio di quanto la propria innovazione tecnologica, della propria produzione nazionale e della propria tradizione culturale possa realizzare.

Non a caso i Paesi se le contendono da sempre con cavalleresca rivalità. Le Expo sono diventate infatti una importante occasione di riflessione sul futuro e sulla sostenibilità, un momento di incontro e di dibattito su questioni di interesse planetario. Per questo quella di Milano 2015 sarà un'Esposizione straordinaria, proprio in virtù del nostro bellissimo tema: "Nutrire il Pianeta, energia per la vita". A òggi abbiamo ampiamente superato il traguardo di adesioni che ci eravamo prefissati: con 147 Paesi oltre 1'80% della popolazione mondiale è già rappresentata all'Expo. Un vero record. Un altro record è rappresentato dai Paesi che costruiranno un proprio Padiglione (self-built), che saranno ben 55, il numero più alto raggiunto nella storia delle Esposizioni Universali.
Expo Milano 2015
Un'occasione di crescita globale

Infine, sono già oltre 3 milioni i biglietti venduti, una cifra che testimonia meglio di qualunque altra l'interesse del mondo per la nostra Expo. E questo deve essere per l'Italia un grande motivo d'orgoglio. Ma l'Expo si sta dimostrando anche uno straordinario attrattore di capitali stranieri. Gli Investimenti esteri stimati insieme a quelli dei grandi sponsor, supereranno il miliardo e trecento milioni di euro, una cifra equivalente a quella investita dall'Italia. Anche per questo non mi stanco mai di ripetere che i soldi stanziati per l'Expo sono un grande investimento per il futuro e non un costo. Per noi l'Expo deve rappresentare infatti una grande missione Paese, che sia di rilancio della nostra immagine globale. E di aiuto alla crescita del contributo del settore turistico al PIL.

L'Expo, coi sui 20 milioni di turisti attesi, di cui 7 milioni da tutto il mondo, potrà fare molto per cambiare questa situazione in modo duraturo se sapremo lavorare insieme e fare rete. In particolare, il Padiglione Italia sarà la vera porta d'ingresso del Paese, un luogo in cui metteremo in vetrina le nostre eccellenze culturali, paesaggistiche, produttive ed enogastronomiche. Altro obiettivo strategico da raggiungere, in particolare grazie alla vetrina del Padiglione Italia, è l'incremento delle quote di export delle nostre filiere produttive. Una rete di distretti e di eccellenze che spesso non riusciamo a portare all'estero come meriterebbero. Ma l'Expo 2015 sarà soprattutto una straordinaria opportunità anche per le nostre imprese. Uno studio commissionato dalla Camera di Commercio di Milano alla Sda Bocconi, ha dimostrato che l'Esposizione sarà un volano anticiclico e un'occasione concreta di crescita economica e occupazionale.

Secondo la ricerca i posti di lavoro creati tra il 2012 e il 2020 da Expo saranno 191 mila, con un valore aggiunto, cioè un margine economico effettivo in Italia di 10 miliardi di Euro. Insomma, nel 2015 l'Italia ha la possibilità di rilanciare la sua immagine nel mondo, a condizione naturalmente che ciascuno - le istituzioni nazionali, regionali e locali, il mondo produttivo e tutti i cittadini - faccia la proprio parte. Un bell'esempio in tal senso l'ha dato il Presidente del CONI Malagò, annunciando che il 7 giugno, in pieno svolgimento dell'Expo, la finale della Coppia Italia 2015 si terrà in via del tutto eccezionale allo Stadio di San Siro anziché all'Olimpico di Roma.(AM)


Freehold ricorda le vittime della guerra

Sessantanove anni fa finiva la guerra ed ecco un altro monumento, messo a Freehold, che vuole ricordare tutte le vittime ingiuste della seconda guerra mondiale. 


Tante sono state le vittime a Freehold, piccola cittadina di due chilometri quadrati e in questa lastra alta 7 piedi ci sono incisi, i 1.385 nomi di uomini e donne che tra il 1941-1945 sono partiti per la guerra e non sono più tornati e questo monumento è stato fatto per non dimenticare questi tristi momenti della storia ed essere un monito per le nuove generazioni, che la guerra porta solo vittime e terrore.

Mentre sull'altro lato si vede la famosa immagine fotografica dei marines che alzano la bandiera degli Stati Uniti sull'isola di Iwo Jima, ponendo fine a questa dolorosa guerra.
Una dedica formale è poi prevista per un'altra data significativa, il 1 settembre del giorno nel 1939, quando la Germania nazista ha dato il via alla guerra in Europa invadendo la Polonia.

Una volta completati i monumeti verrà fatta una pavimentazione in mattoni e saranno messe varie panchine, il progetto è costato circa 100.000 dollari.
Monumento in ricordo delle vittime della guerra

Foodsharing: come non sprecare il cibo e donarlo a chi ne ha bisogno

Uno degli obiettivi che dovremmo prefiggerci tutti è quello di ridurre al minimo lo spreco di cibo e far sì che ciò che avanza non venga buttato, ma donato a chi ne ha bisogno. A questo scopo il web può dare un forte contributo, se si pensa che  1,3 miliardi di tonnellate finiscono ogni anno nella spazzatura, e a domostrarlo è la piattaforma tedesca www.foodsharing.de

Come funziona? Il meccanismo è piuttosto semplice: attraverso la rete si mettono in contatto i consumatori che hanno avanzi da smaltire nel frigorifero o nelle dispense, con chi invece non ha i mezzi per fare la spesa. Pochi minuti di navigazione e il contatto è fatto. Attualmente la piattaforma www.foodsharing.de funziona in ben 52 città della Germania con oltre 50.000 utenti al giorno che la utilizzano: un ottimo risultato.

Foodsharing Italy
immagine presa dal web
Ma non esiste solo in Germania, c'è anche una  versione italiana di questo modello è www.ifoodshare.org, molto più piccola ma altrettanto efficace. Anche qui lo scambio avviene partendo dalla ricerca dei cestini di prodotti alimentari disponibili (circa una ventina al giorno), città per città, e dei possibili beneficiari che devono registrarsi. Speriamo che www.ifoodshare.org raggiunga presto la diffusione del modello tedesco.

Da segnalare, infine, sul fronte della lotta agli sprechi alimentari l’applicazione progettata a Seattle, in America. Si chiama Leftoverswap e funziona così: si scatta una foto del cibo disponibile in casa, compresi gli avanzi a tavola, e si indica la propria posizione su una mappa in modo che chi è interessato possa poi venire a ritirare. Anche questo è un passo avanti nella lotta agli sprechi sotto il segno del web.

Vinca il migliore! | Chi fa da se... | La vita sessuale nel mondo animale

Amplessi elaborati, furbizie da amatori navigati: l'evoluzione ha regalato agli animali una ricca vita sessuale. 


Mater semper certa, pater numquam dicevano i latini per chiarire che non sempre è possibile risalire a chi è il padre dei pargoli. E pare che gli animali maschi conoscano bene questa eventualità visti gli innumerevoli metodi che usano per assicurarsi che la prole partorita da una femmina sia proprio loro e non di un rivale che è giunto prima nell'alcova.

Calopteryx maculataprima di inserire il suo sperma
nella cavità femminile
 raschia via il seme già presente
Calopteryx maculata, una specie di libellula, prima di inserire il suo sperma nella cavità femminile raschia via il seme già presente. Il granchio Inachus phalangium secerne una sostanza gelatinosa e vi avvolge il liquido seminale di un altro maschio. Più radicale è il metodo dei fuchi che quando raggiungono l'orgasmo letteralmente esplodono nell'apparato genitale dell'ape regina bloccando così l'accesso ad altri visitatori. Il topo comune, appena finito di eiaculare, secerne un robusto tappo di muco che chiude la vagina della femmina. Questi stratagemmi vengono messi in atto in risposta alla promiscuità femminile; se le future madri si accoppiano con più maschi la competizione che questi ingaggiano per assicurarsi l'atto riproduttivo, e la tanto agognata paternità, diventa feroce.

Ma trovato il metodo c'è chi lo aggira; il ratto riesce, con l'ausilio di un pene prensile, a togliere il tappo dalla vagina della femmina e a concorrere per la paternità. C'è poi chi, se la dolce metà manca all'improvviso, si trasforma e assume le caratteristiche dell'altro sesso. Questo fenomeno, una forma di ermafroditismo, è comune tra gli invertebrati e tra molti pesci: e il simpatico e famoso pesce pagliaccio è un maestro nel diventare femmina se la sua compagna muore. Il maschio si trasforma fisicamente e fisiologicamente ed è in grado di produrre le uova che verranno poi fecondate da un altro maschio che prenderà il suo posto nel nuovo rapporto. Insomma, le strategie che l'evoluzione ha sviluppato per dare a tatti una chance di trasmettere il proprio patrimonio genetico sono così tante che moltissimi animali, soprattutto quelli più semplici, non hanno nemmeno il problema di trovare un partner e si arrangiano da soli: si tratta della moltiplicazione asessuata, presente in natura in molte forme diverse.

Per i nostalgici del sesso e per chi è abituato a complicarsi la vita alla ricerca del compagno perfetto sembrerà una stravaganza, ma alle stelle di mare, per esempio, è sufficiente staccarsi un braccio e aspettare che da esso si generi un altro individuo. Eliminando così corteggiamenti elaborati, dispendi di energia, maratone amorose e patemi d'animo bestiali.(science)


L'importazione dei prodotti alimentari nella cucina cinese

segue da qui

L'importazione dei prodotti alimentari era sotto stretto controllo governativo, con la supervisione di un dignitario chiamato «Maestro dei Cibi», assistito da otto dietisti e sedici maggiordomi, che avevano il compito di sovrintendere alla preparazione delle feste e del banchetti del «Figlio del Cielo» (l'Imperatore) con severa osservanza dei tabù stagionali. Difatti le regole igieniche che proibivano l'uso di certi cibi giocavano un ruolo preminente nella vita quotidiana dell antica Cina: «il mangiare e il bere - scriveva un celebre medico del II secolo - sono destinati al piacere del palato e al nutrimento della vita, ma se non sono ordinati correttamente quel che si mangia può risultare estremamente dannoso». 

Bisogna riconoscere che nessun popolo più dei cinesi ha prestato così tanta attenzione alla cottura del cibi. Non ci si riferisce in questo caso ai trionfi gastronomici della cucina cinese nota in tutto il mondo, ma piuttosto ai principi della cottura basata sull'uso di grandi quantità di olio ad alte temperature e sulla frittura realizzata in ampi tegami di ferro dalle pareti sottili. La desuetudine ai cibi freddi che sembra aver caratterizzato la cucina cinese per secol è stata sicuramente motivata da forti fattori igienici, con il preciso scopo di prevenire le infezioni. Gli, occidentali che ebbero modo di conoscere questo Paese, pur nelle condizioni tutt'altro che salubri dell antichità, si resero subito conto di quanto fosse igienica la maniera cinese di preparare i cibi. L'importanza della cottura è ben chiarita dall'affermazione che leggiamo in un trattato (sui riti) del primo periodo Han (206 a.c. - 220 d.C.): «Fu Sui Ren che per primo tagliò la legna per ottenere il fuoco e insegnò alla gente a cucinare i cibi crudi per far sì che non soffrisse di malattie dello stomaco e per innalzare gli uomini sopra il livello delle bestie». 

Da questa consapevolezza derivò, più tardi, il famoso detto bai fei wu tu che significa «tutto ciò che è perfettamente bollito o cucinato (cotto) non può essere velenoso». Altre condizioni ambientali hanno influenzato lo stile della cucina cinese: in alcune regioni, per esempio, la scarsità cronica di combustibile da cucina ha incrementato tecniche di cottura che ne assicurano il massimo risparmio. Tagliare i cibi a pezzettini rende possibile friggerli a fuoco vivo in pochi minuti, oltre a conservare la consistenza e la ricchezza vitaminica degli alimenti. La cottura al vapore richiede anch'essa una quantità minima di combustibile e mantiene i pregi degli alimenti, grazie alla delicatezza del metodo. Al di fuori dei giorni festivi i cinesi avevano (e hanno tuttora) un'alimentazione molto semplice costituita di riso condito con qualche verdura o con pezzettini di carne.

Come esemplificato dalla farmacopea, in cui i principali rimedi sono ottenuti dalle piante, i prodotti del regno vegetale hanno un'importanza primaria nell'alimentazione cinese: oltre alle erbe comuni, ai legumi e alle radici, vengono usati molti vegetali che non sono conosciuti in Europa. In un paese essenzialmente agricolo è il cortile che fornisce la maggior parte delle carni (galline, oche, anatre) o s'ono i pesci d'acqua dolce, come la carpa. Per i pranzi più ricercati si aggiunge la carne di maiale, di bue, di montone, di pecora, di cavallo o di cane che i cinesi chiamano «la carne profumata». Troviamo accurate descrizioni di questi banchetti negli scritti dei missionari cattolici che penetrarono in Cina a partire dal XV secolo. «In questi conviti hanno tutte le nostre vivande condite assai bene, ma di nessuna viene molta quantità, e si prezzano di molta varietà di cose, empiendo le tavole de' bacciletti, che sono assai piccoli sempre, sì de carne e pesce in ogni pasto e tutto mangiano; et una vivanda posta in tavola sta quivi fino alla fine senza toglierla da lì... Nessuno pane si pone alla tavola, nè gran riso che risponde al pane, in simili conviti».

Riguado alle bevande più usate in Cina ecco quanto ha da direi il padre gesuita Matteo Ricci, alla fine del XVI secolo: «Il loro bevere sempre è cosa molto calda, anca nel mezzo della state o sia quella loro decottione di cià o vino, o altre cose liquide; che pare cosa molto utile alla sanità. Per questo vivono molti anni di vita, e sino a settanta e ottanta anni sono assai più robusti che i nostri; e da qui anca penso viene che loro non hanno il male della pietra o di arenella, come hanno sì soventemente i nostri Europei, che sempre bevono cose fredde».

Fino a poco tempo fa la cucina cinese più diffusa in Occidente era soprattutto quella del Guangdong (Cantonese). In moltissimi casi quella che era definita «cucina cinese» era un'interpretazione occidentale e poteva essere considerata soltanto un sostituto della superba arte culinaria cinese. Secondo una recente indagine, in Cina esistono non meno di 5.000 varietà di piatti.
La cucina cinese può essere suddivisa in quattro principali categorie regionali:
Cucina settentrionale - Beijing (Pechino), alcune volte chiamata Mandarina, e Shandong (Shantung);
Cucina meridionale - Guandong (Cantonese);
Cucina orientale - Shanghai e Jiangzhe;
Cucina occidentale - Sichuan (Szechuan e Hunan).

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