Il-Trafiletto

30/03/14

Madernassa: la pera nel piatto

Madernassa, la pera delle colline del Cuneese. Una varietà storica di frutta di una pianta rustica e fertile dalla chioma inconfondibile 

Nei giardini delle Tuileries, il giardiniere del Re Sole, Jean Baptiste de la Quintinie ne aveva selezionato cinquecento varietà, un numero strabiliante per l'epoca, incoraggiato dallo stesso Luigi XIV che era ghiotto di pere. 
Oggi sono cinquemila le varietà commercializzate nel mondo, ma ben poche quelle che troviamo sui mercati. Coscia, Kaiser, Williams, Spadona, Abate, Decana, Conference sono le più diffuse. E si alternano un po' tutto l'anno, perché la pianta è generosa, sempre pronta a offrire i suoi frutti succosi e salutari. Certe varietà locali come la Martin sec, piccola e adatta alla cottura, sono quasi sconosciute fuori del Piemonte, figuriamoci la Madernassa, che già nel nome denuncia la sua rustica origine e non brilla per eleganza. Eppure è un frutto di gran valore, non solo per le sue qualità organolettiche: buccia sottile e dura, di un verde scuro che a maturazione diventa giallo con sfumature rosse e ruggine, pasta bianca croccante, poco granulosa e delicatamente profumata, dolce al gusto e con leggera tannicità.
Pera Madernassa
 L'attrattiva più forte della Madernassa viene dall'ambiente in cui è coltivata e dalla sua storia. Originaria della provincia di Cuneo, è una cultivar spontanea, nata da un probabile incrocio naturale di un seme di 'Martin sec' con il selvatico. Ha preso il nome dalla località Madernassa di Vezza d'Alba, dove è nata la pianta madre, un grande albero isolato, dal tronco solido e i rami molto sviluppati orizzontalmente, sotto il quale si era soliti darsi appuntamento. Peri così, inconfondibili per la forma della chioma, se ne vedono ancora nel paesaggio agricolo del Piemonte sudoccidentale, come le Langhe meno battute dove i vigneti non sono totalizzanti, o il Roero e la Valle Grana, ai margini dei campi e dei vigneti, anche se ormai dominano quelli moderni, introdotti nel 1940, su portinnesti nanizzanti, molto più bassi e facili da potare e coltivare. Biologica è ancor più succosa Protetta dalle Alpi Marittime e dalle Cozie, la Valle Grana, nota soprattutto per lo straordinario formaggio Castelmagno, si è specializzata nelle colture biologiche: sono oltre 160 le aziende agricole che hanno fatto questa scelta, fra le quali si contraddistinguono quelle di frutta. Qui la 'Madernassa' "moderna" caratterizza oggi quasi tutta la bassa e media Valle, e qui ogni anno la celebrano con una popolare sagra nel centro di maggior produzione, il comune di Valgrana. Ma per riscoprire le origini più autentiche di questa varietà bisogna andare poco lontano, nella bellissima campagna roerina, al confine tra la provincia di Cuneo e quella di Asti, dove un comitato di produttori associati alla Cascina Cornale ha scelto di tenere in vita il maggior numero possibile di piante storiche e di reimpiantarne altre con successo. Il comitato ha inoltre costituito un disciplinare volontario per la coltivazione, nel quale vengono definiti anche criteri precisi per la potatura che assicurino il mantenimento della forma tradizionale degli alberi, con i caratteristici rami sviluppati in larghezza, ariosi e aperti. Quelli che si vedono al Cornale hanno un'affascinante imponenza naturale: isolati oppure accostati in filari semplici e doppi, sono vere sculture rurali, oggetto di cure amorose. I numeri sono modesti, ma la Cascina Cornale è riuscita a farsi conoscere e a interessare coltivatori che arrivano da varie parti d'Europa e del mondo, perfino dal Giappone. Zuccherina, si sposa con il vino La raccolta va da settembre a novembre, ma le pere si conservano per lungo tempo, molto più di quelle moderne. E in cucina? Per la ricchezza zuccherina della polpa, le 'Madernassa' si mangiano crude, ma sono sempre state destinate soprattutto alla cottura. Sono un classico con il vino, danno sostanza alla cugnà, la mostarda piemontese, e sapore alle torte. Come per tutte le pere, l'eccellenza è data dall'unione con il cioccolato. Entrano anche in preparazioni salate, come nel ripieno della faraona. Da provare, tagliate a fettine e passate nel burro, come contorno del cotechino, oppure con formaggio caprino o gorgonzola, nel ripieno dei ravioli.

Auto ed elettronica | Un binomio ormai imprenscindibile!

Le automobili ormai sono sempre più ricche di componentistica elettronica, vincolate ad un binomio, da cui ormai non si può più prenscindere.

In fin dei conti per potere fare fronte alle esigenze riguardo la visualizzazione delle informazioni a bordo, per l'intrattenimento, senza parlare della sicurezza attiva e passiva e il supporto alla guida, servono necessariamente dei chip dedicati, la cui presenza è sempre più spesso nelle auto che si muovono sulle strade.

Basta dare un'occhiata gli ultimi eventi e non può passare inosservato come nelle fiere dedicate in esclusiva all'elettronica di consumo, sia solito vedere annunci di produttori di auto, e viceversa nei saloni automobilistici, come quello appena conclusosi a Ginevra, siano sotto i riflettori i produttori di chip e di soluzioni informatiche a proporre novità nell'automotive. Tra i più attivi in questo settore vorei citare Nvidia con la sua piattaforma Tegra3, che oltre a equipaggiare smartphone, tablet e computer, si troava già all'interno di molte auto di caratur elevata come Audi, Bmw, Volkswagen, Mini, Tesla, Lamborghini, Aston Martin, e Skoda. Pronti al lancio ci sono anche colossi dell'auto di lusso come Bentley, Porsche e Rolls Royce.
Cruscotto digitale della Tesla Model S

Senza entrare nel particolare delle statistiche, ci può far comprendere meglio tale tendenza: ad oggi ci sono quasi 4 milioni e mezzo di auto che integrano nella propria struttura le soluzioni proposte da Nvidia, ma nei prossimi anni questa cifra è pare sia destinata a salire arrivando a toccare oltre le 25 milioni di unità. Oltre allo schermo touchscreen di notevole impatto estetico da 17 pollici presente nell'abitacolo della Tesla Model S, due delle espressioni più avanzate di questa integrazione tra auto e chip, si sono viste nella Lamborghini Huracàn e nella Audi TT, presentate a Ginevra.

Il cruscotto è del tutto digitale, con la totale abolizione degli strumenti analogici e la grafica non ha nulla da invidiare a quella di uno schermo del computer: tutte le operazioni di calcolo sono gestite dal chip Nvidia. Tegra3, integrato nel modulo Vcm, Visual Computing Module, in particolare si occupa dell'elaborazione grafica in alta risoluzione, dell'audio 7.1, della riproduzione dei video sui display di bordo. Oltretutto gestisce in maniera davvero sorprendente la visualizzazione della grafica 3D di un sistema di navigazione, per esempio integrando le riproduzioni in 3D da Google Maps e Google Earth. Grazie agli algoritmi "material definition" il chip è in grado di ricreare superfici fotorealistiche all'interno dell'abitacolo.

Il modulo di Nvidia ha inoltre la caratteristica di poter essere "scalabile", questo vuol dire che i produttori potranno effettuare un vero e proprio "upgrade" nelle auto come nel mondo dei personal computer, per passare a soluzioni più performanti. In Nvidia si guarda infatti anche al futuro con Tegra K1, che apporterà notevoli migliorie rispetto a Tegra3. Intanto avrà un'architettura completamente rinnovata basata su Nvidia Kepler e sarà molto più potente, ma con un'attenzione particolare al risparmio energetico. K1 integra ben 192 core grafici (rispetto ai 12 di Tegra3), e una Cpu quadcore.

Supporterà nativamente Cuda, la piattaforma di calcolo parallelo sviluppato da Nvidia, per raggiungere un livello più alto nella riproduzione grafica. Ma con K1 per esempio si gestiranno, in un solo chip, anche le operazioni basate sulle immagini di una videocamera come il rilevamento dei pedoni, il monitoraggio dei punti ciechi, la segnalazione dei cartelli stradali e il salto di corsia. E se ci si spinge anche più in là, sempre in casa Audi, il progetto di automobile a guida autonoma, zFas, sfrutterà proprio le capacità di calcolo del chip Nvidia K1. Al punto che non è più un paradosso pensare all'automobile come a una delle espressioni più costose di "computer mobile". (il sole 24 ore)

Il ritorno di un mito | Al Salone di New York rifelttori sul ritorno della Alfa Romeo.

In occasione dell'evento automobilistico del Salone di New York che si terrà dal 18 fino al 27 aprile verrà festeggiato il ritorno di un mito negli Stati Uniti, ovvero sia della Alfa Romeo e della supercar 4C.

La macchina sportiva biposto in carbonio, per l'appunto, è stata oggetto di consensi già  da tempo dai vertici del Gruppo FCA per rappresentare l'icona del ritorno del mitico marchio sportivo negli States, per proporre in seguito alcuni modelli di grande diffusione come la prossima Giulia e gli annunciati crossover.

L'Alfa Romeo, per adesso, non ha dato informazioni dettagliate riguardo la data dell'inizio effettivo delle consegne della 4C e con quale prezzo verrà introdotta nei mercati USA che potrà comunque sia contare su circa 500 esemplari l'anno, sui 3.500 totali prodotti. Anche le specifiche tecniche non sono state ancora rese note, ma non si prevedono modifiche ecclatanti rispetto alla vettura proposta nei mercati Europei.
Alfa Romeo 4C

Resta sempre aperta di quale entità sarà la rete vendita: assente per ora quella Alfa Romeo, si sono susseguite anticipazioni circa la disponibilità della vettura presso i concessionari Maserati o presso i più grandi punti di vendita Fiat, senza per adesso arrivare ad alcuna conferma ufficiale. (il sole 24 ore)

"Piu' democrazia in economia"lo dice Poletti | "Gocce" di notizie

"La crisi economica e' essenzialmente figlia di un'iniqua ridistribuzione della ricchezza". Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, nel corso di un dibattito pubblico a 'Fa' la cosa giusta', la Fiera del consumo e dei comportamenti etici. Per Poletti ci vuole dunque "piu' democrazia in economia", "serve un'economia che abbia un tasso maggiore di equita' in modo che si abbia anche una societa' piu' equa".

Giuliano Poletti
Il ministro ha preferito non rispondere alle domande dei giornalisti che gli chiedevano un commento alle dichiarazioni del governatore Ignazio Visco sull'eccessiva rigidita' delle imprese o alle richieste dei sindacati di maggior concertazione. "Faccio difficolta' anche con le mie idee, figuriamoci se posso fare l'esegesi dei pensieri altrui", chiedete "a loro i commenti alle loro stesse dichiarazioni", ha aggiunto il ministro che ha invitato a occuparsi di cose concrete specificando di rispettare il lavoro dei giornalisti e le loro esigenze di comunicazione. No comment anche a una domanda se gli 80 euro in piu' in busta paga promessi dal Governo per chi ha un reddito inferiore ai 25mila euro andranno anche ai cocopro.fonte(AGI) 

29/03/14

CURIOSI GIOCHI E INDOVINELLI 8^ PUNTATA


Soluzione del quesito " La mosca e il miele", apparso nel post precedente:
"La mosca raggiunge il miele lungo il percorso di cinque pollici disegnato sul cilindro sviluppato in fig. 1, segnato in grigio. Questo è il percorso che sarebbe stato seguito da un immaginario raggio di luce attraversante il rettangolo dalla mosca verso il miele con riflessione al margine superiore del rettangolo. È chiaro che il percorso ha la stessa lunghezza dell'ipotenusa di un triangolo rettangolo con lati di tre e quattro unità, come indicato."
Grafico della soluzione ' La mosca e il miele'
Il numero ripetuto
Ecco un simpatico gioco da proporre agli amici nelle tipiche serate da giochi di compagnia. Due consigli:
          1) Procuratevi un calcolatrice  portatile per evitare tempi morti e calo dell’attenzione dei presenti;
       2)  Accertatevi che i presenti siano in numero minimo di quattro.
Chiedete ad uno dei vostri amici, chiamiamolo A, di scrivere un qualsiasi numero di tre cifre e di ripetere le cifre in modo di ottenere un numero di sei cifre (per esempio, 394.394). Voltandovi di spalle in modo da non poter vedere il numero, chiedete ad A di passare il foglietto ad un altro amico, B, al quale chiederete di dividere il numero per 7. Magari "Non preoccupatevi del resto" direte  "perché non ce n'è", B resterà sorpreso nello scoprire che avete ragione (per esempio. 394.394 diviso 7 dà 56,342). Senza dirvi il risultato egli lo passerà a C, che dovrà dividerlo per 11. Ancora una volta metterete in evidenza che non c'è resto ed avrete ragione anche questa volta (56.342 diviso 11 dà 5.122).
Sempre con la schiena girata e senza conoscere alcuno dei nu meri ottenuti in questi calcoli, rivolgetevi ad un quarto 'spettatore' D perché divida l'ultimo risultato per 13. Risulterà ancora una divisione esatta (5.122 diviso 13 dà 394). Il risultato finale viene scritto su un pezzetto di carta che viene piegato e dato a voi. Senza aprire passatelo allo spettatore A e ditegli di aprire e di controllare che vi risulti scritto il suo numero originale di tre cifre.
Il gioco non può fallire qualunque sia  le cifra scelta dal primo spettatore.

Scrivere due volte di seguito un numero di tre cifre equivale a moltiplicarlo per 1001. Questo numero ha come fattori 7, 11 e 13, sicché equivale a moltiplicarlo per 7, 11 e 13. Naturalmente quando il prodotto viene successivamente diviso per questi stessi tre numeri, il risultato finale è il numero originale. (Il problema è tratto da ‘ Numeri per divertimento’ di  Yakov Perelman, Mosca,1957).
Mr.Hyde
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