Il-Trafiletto

09/10/14

Parola d'ordine di gruppo: Resilienza | Supplenze di qualità e dignità lavorativa


La parola d'ordine del gruppo è: Resilienza, per "insegnanti supplenti in una scuola di qualità e dignità lavorativa".

Una realtà, quella dei docenti supplenti, costellato di tante sensazioni emozionanti, partendo dalla felicità del primo incarico, all'irrefrenabile impeto di gioia nel dovere gestire una classe, fino ai tanti sacrifici che compagni fedeli ti restano accanto inesorabili nel migrare verso altre realtà cittandine.
Certe volte ci si sente abbandonati, in balia di politici e burocrati che sanno soltanto ragionare in termini numerici e statistici.

Nasce cosi il gruppo Facebook "Supplenti della Scuola per la qualità e dignità del lavoro" che vuol adottare e fare figlia propria la parola, d'ordine adesso, Resilienza. Nel settore dell'ingegneria la "resilienza" è la capacità di una struttura di apporre resistenza ad uno scossone improvviso senza lesionarsi. In questo caso è la "capacità di una persona di preservare la propria integrità e il proprio scopo fondamentale dinanzi ad una improvvisa modificazione delle circostanze".


Vino Novello | Non è un vino nuovo come si crede, è un vino diverso.

Tra qualche settimana farà la sua comparsa in tuti i supermercati ed enoteche il vino novello, quel tipo di vino che molte persone tendono a definire vino nuovo. Niente di più sbagliato. Queste persone non sanno che il vino novello è un vino totalmente diverso sia come caratteristiche che come metodo di produzione. Infatti esso proviene da una tecnica di vinificazione diversa, la cosiddetta macerazione carbonica. Questo metodo consiste nel riempire di uva un recipiente e poi chiuderlo in modo ermetico per circa 2-3 settimane a temperatura di circa 30°C, dopo averlo saturato con gas anidride carbonica. In questo modo gli acini non vengono spremuti come accade nella preparazione del vino normale, ma vendono lasciati interi in modo da avere una fermentazione interna, intracellulare. Dopo di ciò tutta la quantità viene schiacciata e posta nel tino di fermentazione dove, in due o tre giorni, si avrà la trasformazione degli zuccheri in alcool. Come il suo eterno antagonista francese, il Beaujolais, nato negli anni ´50 in Francia, il vino novello ha una bassa gradazione che lo rende gradito anche nella dieta, raramente supera i 12° e si presta agli abbinamenti più diversi: dai salumi alle verdure in pinzimonio fino ai formaggi piccanti. Il vino novello, grazie al metodo di vinificazione della macerazione carbonica, oltre alle peculiarità olfattive tipiche, dona al vino un colore particolarmente vivo, con tonalità che ricordano il porpora. Ha un gustoso sapore fruttato che ricorda la fragola, i lamponi e i frutti di bosco, risultando subito pronto da bere, mantenendo le sue caratteristiche fino al mese di marzo all’incirca. Bianco o rosso, va servito leggermente fresco, sui 12°-14° gradi e si accompagna bene con i piatti in bianco, col pesce fritto, grigliato, in zuppa o al cartoccio, elegante con le fettine di carne in scaloppina o gli arrosti di girello, e visto che l’autunno è il mese delle castagne, provate a mangiarne un cartoccio accompagnandole con un calice di buon vino novello.

Antiche città perdute ritrovate grazie alla tecnologia Lidar

C'è una tecnologia che aiuta gli archeologi a scoprire le città perdute e si chiama LIDAR (light detection and ranging).  Probabilmente questo sarà l'inizio di nuova era per l'archeologia. Se ripercorriamo le tracce delle città perdute la prima ad essere scoperta fu, nel 1709 Ercolano, grazie ad un uomo che, nel proprio podere mentre scavava un pozzo, trovò marmi e colonne che poi portarono al Teatro Antico di Ercolano. 

Certo che questo tipo di ritrovamenti sono sì eccezionali, ma si basano anche su conoscenze pregresse come storie leggendarie, che poi si coniugarsi con la fortuna. Come fu, ad esempio, il caso di Petra, in Giordania, la quale non era nascosta dalla cenere e dai lapilli, ma da una stretta gola naturale. Uguale stupore dovettero provare i primi viaggiatori che si ritrovarono dinanzi le vestigia della "città perduta" della Cambogia: già noto attraverso alcuni resoconti del XVI secolo da parte di esploratori portoghesi, il sito di Angkor iniziò a svelarsi al mondo moderno prima attraverso i racconti di viaggio di Henri Mouhot.

Angkor (particolare)
immagine presa dal web

Ma cosa aveva tenuto celata Angkor agli occhi dei più per tanto tempo? Senza dubbio la vegetazione, in grado di preservare segreti in maniera perfetta: del resto, si sa, la natura vuole i suoi spazi e se li prende, soprattutto se cessa il costante lavoro dell'uomo per tenerla distante. Ancora oggi molte rovine straordinarie, oggetto di grande attenzione da parte degli studiosi, sono sepolte da giungle indomite, ad esempio in America centrale e meridionale. Quali saranno i tesori che scopriranno gli archeologi del futuro, quindi? Forse possiamo già iniziare a farci un'idea grazie alle nuove tecnologie, in grado di rivelare tesori sepolti in maniera più rapida di quanto si poteva sperare fino a poco tempo fa.

In particolare, la nuova frontiera già da diversi anni si chiama LIDAR (light detection and ranging): un sofisticato dispositivo che, montato su un elicottero o su un drone, volando a croce sull'area prescelta, emette milioni di raggi laser ogni quattro secondi i quali, attraversando il tetto di foresta, sono in grado di registrare anche le più piccole variazioni nella topografia, misurando la distanza tra la superficie a terra e il veicolo volante grazie alla riflessione delle onde. Servendosi del LIDAR, un team internazionale guidato da dottor Damian Evans dell'università di Sydney ha realizzato, lo scorso anno, una mappatura di 370 chilometri quadri attorno ad Angkor, con una visione dei dettagli senza precedenti che sarebbe stata altrimenti impossibile, data la densità della vegetazione e l'eventualità di incappare nelle mine posizionate al tempo della guerra civile.

 Il tutto ottenuto in appena due settimane. Le misurazioni hanno poi consentito al gruppo di mettere a punto dei modelli del paesaggio tridimensionali che, anche se non hanno esattamente lo stesso fascino di quello che ci si può trovare davanti procedendo a colpi di machete, possono comunque risultare estremamente utili per più precise ricognizioni sul campo. Gli archeologi hanno così documentato un paesaggio urbano fino ad ora ignoto, nascosto dalla foresta, costituito da altri templi, grandi strade ed elaborati corsi d'acqua che costituivano parte fondamentale del paesaggio urbano, opera di ingegneria idraulica che indica quali erano le elevate conoscenze dei Khmer.

Scoperte che modificano profondamente le conoscenze e la comprensione di quella che fu una delle più grandi città del mondo, nel corso del Medioevo: del resto, prima che fosse divorata dalla vegetazione, la "città perduta" raggiungeva l'estensione di una moderna metropoli. Grazie al LIDAR è stato possibile rilevare come l'area urbana dovesse superare i 1.000 chilometri quadrati, all'interno dei quali vivevano centinaia di migliaia di abitanti: e tutto ciò avveniva tra tra il IX e il XV secolo, ossia in un'epoca durante la quale i grandi centri europei vantavano dimensioni e densità abitative decisamente inferiori. Di questa città, il cui declino fu causa dell'abbandono, fino ad oggi conoscevamo soltanto una parte: ora sappiamo che c'è molto altro, celato dalla giungla più fitta ed impenetrabile. Le tecnologie come LIDAR saranno quindi la nuova speranza per l'archeologia? Probabilmente diventeranno uno strumento indispensabile che ci consentirà di sentirci molto più vicini alle antiche civiltà di quanto avvenuto fino ad ora.

Belen Rodriguez tra fiction e realtà | Mentre Totti è sempre più innamorato della sua Ilary

Sempre all'attenzione dei media, paparazzi e stramazzi, è lei la donna dei sogni erotici di ogni uomo: Belen Rodriguez, la regina inconstrastata del gossip di ogni giorno, rediviva fresca dalla partecipazione al programma 'Tu si que vales', e dai festeggiamenti per il compleanno di Stefano.


Le immagini ed i videoclip che la ritraggono caricati su Instagram, non si contano più! Sono una miriade le foto dove osserviamo i due piccioncini insieme a Cecilia e Francesco Monte tutti presi a festeggiare allegramente (beati loro aggiungo io!).

Dall'affascinante ed intrigante universo del gossip attuale, ci giunge notizia di una Belen Rodriguez come prima donna protagonista della puntata finale, in onda su Raiuno nella fiction 'Il commissario Montalbano' per la precisione nella puntata dal titolo 'Il campo del vasaio'. Non si tengono più, come capita ormai da sempre i fans della coppia più adorata del momento, Ilary Blasi e 'er pupone' al secolo Francesco Totti. In base alle recenti voci di corridoio, e che corridoio, quello di palazzo..."gossip" ci giunge notizia che il "capitano e goleador della Roma" sia sempre più innamorato della sua sinuosa ed affascinante mogliettina.


In base a quando dichiarato in una intervista al settimanale 'Repubblica', dal simpaticone Francesco: '...è bella vera, quando passa la vedi e ti giri', dando dimostrazione del suo eterno amore ed ammirazione dopo ormai 10 anni dalla loro cerimonia nuziale in cui pronunciarono il fatidico e per taluni tragico "SI". Totti prosegue nell'intervista elargendo parole, degne di un principe azzurro d'altri tempi, per la sua dolce pulzella, madamigella Ilary, confidando con estrema sincerità, di quanto sia bella al mattino, quando la vede svegliarsi. Per lui è come se al mondo non esistessero altre donne. Chi può dargli torto?


Farfalle con i broccoletti | Sapori in autunno

Farfalle con i broccoletti 
Ingredienti per 4 persone:
Per la pasta all'uovo:
• 400g di Farine per pasta 
• 4 uova, aglio, sale
• una cucchiaiata rasa di peperoncino piccante.
Per il condimento: • 600 g di broccoletti
• 4 filetti di acciuga sott'olio, olio, sale.
Mettete la farina a fontana sul piano di lavoro, versate nel centro le uova battute, il sale, 1spicchio d'aglio schiacciato e il peperoncino. Lavorate fino a ottenere un composto elastico e omogeneo. Fate riposare 30 minuti. Tirate ora la pasta in una sfoglia sottile, e ritagliate delle lunghe listerelle di circa 3 cm di lato e poi con una rotella dentata tagliatele in tanti rettangolini che pizzicherete nel centro per formare le farfalle. Ponete la pasta su un ripiano infarinato e lasciate asciugare un paio di ore.

Farfalle con i broccoletti
Mezz'ora circa prima di servire, mondate i broccoletti, divideteli in cimette, lessateli, scolateli e nella loro acqua di cottura cuocete la pasta. Nel frattempo scaldate dell'olio, unitevi le acciughe, spegnete e schiacciatele con una forchetta. Scolate la pasta e conditela con i broccoletti e l'olio


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