Il-Trafiletto

08/10/14

Parigi 2014: al Salone dell'auto un evento tanto atteso la Hyundai i20 la prima "donna" dello stand Coreano

La nuova Hyundai i20

La scena è tutta per la nuova Hyundai i20 allo stand della casa automobilistica coreana. La kermesse dell'auto tanto attesa, finalmente è giunta ad aprire i battenti.


Assolutamente rinnovata in ogni suo dettaglio, la 2a generazione, che è pronta a regalare qualcosa di innovativo ai clienti appassionati di motori, iniziando da quello che ogni occhio vuole: il design! Il nuovo frontale si sviluppa orizzontalmente, lo speciale trattamento del montante e l'attenzione particolare alle finiture degli interni, senza dimenticare accessori e dotazioni elettroniche degne di categorie superiori. 

Comunque sia anche lo spazio come si suol dire, vuole la sua parte! Di sicuro tra gli aspetti più salienti e fondamentali del progetto: allungata di 40 mm, allargata di 26 mm in confronto al modello precedente, la nuova nata di casa Hyundai risulta altre sì più abbassata di 16 mm per conferirle maggiore aggressività, riuscendo nonostante tutto a proporre un bagagliaio oltre modo spazioso (326 o 1.042 litri in base alla posizione dei sedili).

I motori.
Per l'occasione, la kermesse parigina, la i20 ha ribadito che, il prossimo anno, condurrà all'esordio il nuovo motore 3 cilindri di 1.0 litri T-GDI, un vero è proprio concentrato di tecnologia da 120 CV e 172 Nm di coppia, che si allinea con le scelte tecnologiche della concorrenza e promette prestazioni brillanti unite a consumi contenuti. Nella serie troveranno posto pure i motori benzina di 1.2 litri da 70 e 84 CV - anche in versione bifuel (benzina Gpl) - il nuovo 1.4 da 100 CV e i diesel 1.1 e 1.4 litri da, rispettivamente 75 e 90 CV.

Delusi chi, concludendo, immaginava di poter vedere pure la i20 Coupé, che di recente s'era intravista grazie ad alcuni bozzetti ufficiali: il modello si farà, ma debutterà più avanti, con la speranza di vederne da subito un allestimento sportivo ispirato all'impegno nei rally.


Circo | A 80 anni abbandona definitivamente il circo. E' morto Nando Orfei.

E’ morto oggi, all’età di 80 anni, Nando Orfei, al secolo Ferdinando Orfei (Portomaggiore, 29 luglio 1934 – Milano, 7 ottobre 2014), appartenente alla omonima famiglia di circense. Era da tempo ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano a causa di una terribile malattia. Lo ha annunciato la moglie, Anita Gambarutti insieme con i figli Ambra, Gioia e Paride, la sorella Liana e il fratello Rinaldo. Dopo una iniziale esperienza cinematografica, che comprende solamente quattro film, due dei quali diretti da Federico Fellini, Nando Orfei si ritirò dal cinema per dedicarsi corpo e anima all'amato teatro ed al circo, del quale era un domatore di fama mondiale. Molti sono gli attestati di stima nei suoi confronti; Il presidente dell'Agis Carlo Fontana lo definisce "protagonista assoluto del circo e un grande dello spettacolo italiano", mentre Antonio Buccioni, presidente dell'Enc, Ente Nazionale Circhi, ne ricorda la figura. Lo scorso anno Nando Orfei, già minato fisicamente dalla malattia, entrando in pista alla fine di uno spettacolo, sorreggendosi al suo bastone, ultimo compagno, si lamentò dei numerosi posti vuoti con i pochissimi spettatori presenti e lanciò un appello in favore del circo. Purtroppo non aveva capito che l’era dei computer play station e tablet stavano affossando irrimediabilmente quello che per tanti e tanti anni è stato l’eroe dei bambini: il circo. Nando Orfei verrà ricordato per la famosa frase "Il circo è e sarà il più grande spettacolo del mondo".In questi giorni il suo circo è a Modena e da stasera, fino a giovedì, giorno dei funerali, lascerà i tendoni chiusi in segno di lutto.

07/10/14

Samsung è in debito con Microsoft? | Sarebbe pari ad 1 miliardo di dollari il debito contratto da Samsung verso Microsoft

Durante questa estate circolavano voci riguardo una presunta denuncia alla corte distrettuale di New York, effettuata dal quartier generale di Redmond nei confronti di Samsung.


Sembrerebbe che i responsabili dell'ufficio legale di Microsoft abbiano mosso delle accuse alla società concorrente coreana, rea di non aver prestato fede agli accordi e di non aver fatto eseguito l'emolumento riguardante la royalties dovute.

Il tutto ha avuto origine nel 2011, anno in cui le due società di cui sopra, avevano stipulato una specie di "patto di non concorrenza" con la società oggi presieduta da Satya Nadella che dava il via libera a Samsung, nel potere usare, nei dispositivi cari ad Android, tecnologie registrate sotto forma di brevetto da Microsoft: Microsoft e Samsung si accordano sui brevetti Android.
Samsung è in debito con Microsoft?

Fino ad oggi, in ogni caso, non si era mai provveduto a rendere noto l'ammontare della somma dovuta, riguardo il patto che c'era tra Samsung e Microsoft in competenza di brevetti. Eseguendo un'accurato controllo della documentazione processuale, però, si deduce che Samsung aveva preso l'impegno di versare nelle casse di Microsoft la modica cifra di 3,41 $ per ogni dispositivo Android introdotto sul mercato.

Facendo riferimento all'anno passato, perciò, Microsoft sostiene di essere creditrice nei confronti di Samsung per una somma di poco superiore al miliardo di dollari!

Tirando le somme, quindi, Microsoft ottiene molto meno dalle sue attività riguardanti il suo OS Windows Phone, Xbox e Skype se soltanto si fa il confronto di tutti le sue entrate, derivanti dagli accordi di licensing inerenti ad Android. Da una prima approssimativa stima al riguardo, erano da tempo venute alla luce in passato (Microsoft ha un guadagno netto di ben 1,6 miliardi dai brevetti Android) ed oggi vengono ancor più confermate dagli analisti. In ambito brevetti, Microsoft ha da tempo dato il via ad una vera e propria campagna nei confronti di Android, prendendo accordi con il 70% dei produttori di dispositivi.


L'alchimia non è solamente una pratica bizzarra | L'Alchimia

Stampato nel 1993
Prefazione
Sette anni fa, all'incirca, mi fu chiesto di scrivere un libro sull'alchimia ed io vi acconsentii con grande tranquillità, senza sospettare minimamente quali problemi mi attendessero. Le mie conoscenze di Qabbalah, astrologia, misticismo cristiano e mitologia erano assai solide e credevo che, data la mia frequentazione di queste materie, non mi sarebbe stato difficile avventurarrni nella letteratura alchemica. Purtroppo non fu così. Rimasi stupita e frastornata dall'abbondante profusione di testi sull'argomento, dalle loro discrepanze, dal loro stile criptico e allusivo, dal fatto che gli autori non siano mai in accordo fra loro. Per poter portare a compimento il mio lavoro in un tempo ragionevole, decisi allora di formulare un mio metodo di indagine, consistente nello scegliere testi di indubbio valore intrinseco e in base a questi tracciare un percorso, cercando di districarmi nel groviglio della letteratura alchemica.

Entrare in contatto con l'alchimia implica dover fare affidamento sulle proprie risorse, proprio come tutti gli alchimisti dovettero elaborare soluzioni individuali agli enigmi e ai problemi che si presentavano durante la ricerca dell'oro. Come l'aspirante alchimista, anch'io, dopo aver consultato gli studi disponibili sull'argomento, ho dovuto trarre le mie conclusioni. L'intento principale di questo libro è di illustrare e spiegare gli scopi della ricerca alchemica e la sua storia, mettendola in correlazione con le pratiche esoteriche e spirituali, e con le arti e le scienze che hanno esercitato un influsso su di essa. Sotto quest'ultimo aspetto, è interessante vedere la grande quantità di scoperte che vengono continuamente fatte al riguardo e il notevole impatto che il linguaggio e il simbolismo degli alchimisti hanno avuto sulla cultura dominante. Un capitolo di questo libro, per esempio, è espressamente dedicato ai legami, da me scoperti, fra alchimia e musica barocca; altrove ho esposto, poiché mi hanno notevolmente interessato, gli esiti delle ricerche di autori come Charles Nicholl sulle relazioni fra alchimia e teatro.

Il mio iniziale ottimismo sulla possibilità di giungere al nucleo della ricerca alchemica affondava forse le sue radici nel fatto che tutti noi. abbiamo l'alchimia nel sangue. Nutro ancora questa convinzione. La potenza dei suoi simboli fa a tal punto parte della psiche collettiva che, sotto forma di fantasie e di sogni, queste immagini si presentano anche a individui che non hanno mai avuto per le mani un testo alchemico. lo stessa, quando ancora le mie nozioni di alchimia erano molto superficiali, ho sperimentato sogni e «visioni», che potevano essere interpretate come un processo alchemico. Non a caso Carl Gustav Jung approfondì l'alchimia come mezzo di trasmissione psichica di archetipi proprio in seguito a fenomeni del genere. Quando ero bambina il mio divertimento principale consisteva nel fare una «Caverna di Aladino» - così come io me la figuravo - nel nostro caminetto, nel cui fuoco, come in una fucina, gettavo qualsiasi sostanza infiammabile che riuscissi a trovare, per creare un giardino di fuoco ravvivato da fiamme di ogni colore.

Sfortunamente i miei genitori vennero presto ad interrompere questi miei primi esperimenti di alchimia estetica. L'alchimia non è solamente una pratica bizzarra e antiquata, che può destare esclusivamente interesse storico. Certo, le pratiche di laboratorio non possono più avere alcuna applicazione al giorno d'oggi; è attuale invece quel processo dinamico di vita interiore che affiora nei simboli e nelle immagini dell'alchimia. I campi di applicazione che possono ricevere nuova luce da essa sono la meditazione, la medicina olistica, la musica, l'arte e la psicologia. Lo studio dell'alchimia apre nuove possibilità, dal momento che il suo spirito permane nella coscienza di ogni uomo; una volta che questo linguaggio ci sarà divenuto familiare, potremo servircene per offrire nuovi stimoli alla nostra creatività.

 CHERRY GILCRIST, laureata all'Università di Cambridge è nota come autrice e cantante specializzata in musica antica e barocca. Ha scntto numerosi libri ed articoli su alchimia, astrologia, mitologia e storia della società

Anche a Nocera Inferiore e Qualiano iniziano i lavori di Telecom per la Fibra

Secondo i programmi previsti da Telecom Italia, le opere per la messa in posa della Fibra a Nocera Inferiore e Qualiano prevedono l'utilizzo di tecniche innovative di scavo per nulla invasive, al fine di procedere alla connessione di 140 armadi stradali alle rispettive centrali, toccando il traguardo di bacino di utenza pari a quasi 30.000 unità immobiliari.


Iniziano dunque i lavori previsti da Telecom Italia al fine di dare il via alla realizzazione nei comuni di Nocera Inferiore e Qualiano della nuova rete in fibra ottica e rendere così disponibili servizi tecnologicamente innovativi sia alla cittadinanza che alle imprese. Il progetto fa parte dell’ambito del programma per la fornitura della connettività a banda ultralarga in 119 comuni della Campania favorendo l'ottenimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea.

Infatti Telecom Italia si è aggiudicata, il Bando per la Regione Campania emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico tramite la società Infratel e successivamente approvato dalla Commissione europea, che consiste in un finanziamento pubblico di 118 milioni di euro, usufruendo dei fondi europei FESR, a cui si aggiungono 57 milioni di euro di investimento da parte di Telecom Italia per la realizzazione di nuove infrastrutture ottiche passive che abilitano le reti NGAN (Next Generation Access Network).

Sempre all'interno di questo programma, Nocera Inferiore e Qualiano sono tra i comuni della Campania dove per primi è stata data inizio alla realizzazione della rete ultrabroadband di nuova generazione.
La previsione per la posa ed il collegamento in fibra ottica di 92 armadi stradali alle rispettive centrali, sarà quello di dovere raggiungere un bacino d'utenza di quasi 20.000 unità immobiliari, per una popolazione di oltre 46.000 abitanti.

Per quanto riguarda il comune di Qualiano la previsione di posa e il collegamento in fibra ottica di 48 armadi stradali alle rispettive centrali, e quella di raggiungere quasi un bacino di circa 9.500 unità immobiliari.
Al fine di ammortizzare i disagi arrecati a causa di questi lavori di adeguamento all'utenza e rispettare la scadenza prevista per l'attività di scavo, Telecom Italia sta usufruendo di tecniche e strumentazioni rivoluzionarie a basso impatto ambientale che riducono notevolmente i tempi d’intervento, la zona occupata dal cantiere, la rottura del suolo, il materiale asportato e il consumo della pavimentazione.


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