Il-Trafiletto

01/10/14

Tagli per 6/900mln al Ministero dell'Istruzione | Inizia cosi la riforma della scuola


Tagli per 6/900mln al Ministero dell'Istruzione: inizia da qui i termini di autofinanziamento che avvieranno la riforma della scuola "secondo" Renzi. 


Siamo giunti alla vigilia della legge di stabilità che materializzerà inevitabilmente il progetto del Governo che riguarderà la riforma scolastica. Non si tratta soltanto di F35, che il 24 settembre ha avuto la prima pagina dei giornali, a causa della richiesta al Governo di una detrazione del 50% delle spese per il loro acquisto.

Il problema è che questi fondi, non sono sufficienti per fronteggiare le problematiche legate al bilancio dello Stato Italiano: lo sguardo si volge alla sanità, dalla quale ci si aspetta un taglio di 900mln di € che andrà con ogni probabilità a inficiare gli acquisti, ma toccherà pure all'istruzione. Sarà proprio in quest'ultima che si accentrerà la maggiore pressione, dal momento che si tratta di un comparto dal quale ci si aspetta risparmio, ma nel quale il Governo vuole inverosimilmente investire.

La risposta che si fa largo a viale XX settembre è quella di un autofinanziamento, che dovrebbe attestarsi intorno ai 6/900 mln € di tagli al Ministero dell'istruzione che serviranno ad autofinanziare la riforma, se non del tutto almeno in parte. Tutto ciò non fa altro che dare corpo alle voci che volevano il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, propenso sia al taglio degli investimenti agli F35, sia all'utilizzo della Spending per trovare quel miliardo di euro necessari ad avviare la riforma.

I testi matematici antichi | matematica dalla preistoria all'era digitale

Civiltà antiche

E' dall'antico Egitto che provengono i testi matematici più antichi che la nostra civiltà possa possedere, e nel periodo del Regno di mezzo, (2000-1800 a.C. ca., papiro di Mosca), dalla Mesopotamia, (1900-1700 a.C. ca, tavoletta Plimpton 322) e dall'India, (intorno all'800 a.C.-200 D.C., Sulba Sutras).

Tutti questi testi toccano il cosiddetto teorema di Pitagora, che sembra essere il più antico e diffuso risultato matematico che va oltre l'aritmetica e la geometria elementari.

Matematica dell'Antico Egitto (2000 a.C. - 600 a.C.) 

Il più antico testo egizio finora scoperto è il papiro di Mosca, datato fra il 2000 a.C. e il 1800 a.C.
Come molti testi matematici antichi si presenta come un problema basato su una storia, apparentemente scritto a scopi ricreativi.
La parte ritenuta più interessante è quella nella quale si espone un metodo corretto per trovare il volume di un tronco di piramide: il solido viene scomposto in parallelepipedi e prismi; sommando poi i volumi si ottiene il volume cercato.
Un altro testo importante è il papiro di Rhind (datato intorno al 1650 a.C.), un manuale di istruzione di aritmetica e geometria.
Oltre a fornire formule per aree e procedimenti di moltiplicazione, divisione e operazioni con frazioni a numeratore unitario, contiene l'evidenza di altre nozioni matematiche come numero primo, media aritmetica, media geometrica, media armonica e numeri perfetti. Vi si trova .anche una spiegazione primitiva del crivello di Eratostene e il metodo per la soluzione di un'equazione lineare del primo ordine.
Inoltre gli Egizi preferivano esprimere i numeri razionali come somma di frazioni con numeratore unitario oppure della frazione 2/3: per esempio 2/15 viene espressa come 1/10 + 1/30.
Ancora oggi ci si riferesce a questa tecnica come frazione egiziana.
parte del papiro
di Rhind

Il papiro di Rhind contiene anche nozioni di geometria non banali come un metodo per ottenere un'approssimazione di \pi con un'imprecisione inferiore all'1%, un primo tentativo di effettuare la quadratura del cerchio e il primo uso conosciuto di un tipo di cotangente. Nel periodo ellenistico gli studiosi dell'Egitto per i loro scritti abbandonarono l'antica lingua e adottarono la greca. Da quel momento la matematica degli egizi si fuse con quella greca dando vita alla grande matematica ellenistica.




Riciclare smartphone e cellulari conviene, a noi e all'ambiente

L’Italia è una nazione manifatturiera le cui industrie (quelle ancora esistenti è chiaro), per funzionare, utilizzano una quantità impressionante di materie prime, principalmente metalli e minerali, quasi tutti importati dall’estero. Il riciclo in questo contensto, può essere una risposta significativa in termini di impatto ambientale e di risparmio economico.

In primis il recupero dei minerali essenziali dallo scarto di vecchi prodotti potrebbe infatti evitare di deteriorare in modo irreparabile gli ecosistemi. E noi possiamo dare un gran bel contributo. Pensiamo ad esempio ai nostri smartphone, tablet o altri dispositivi elettronici che, non funzionando più, teniamo sepolti nei cassetti da secoli. Si stima che siano almeno 120 milioni gli apparecchi non funzionanti, conservati nelle nostre case.

Smartphone rotti
immagine presa dal web
Uno spreco enorme. Basti pensare, infatti, che un semplice cellulare contiene rame, ferro, argento, oro, palladio, plastica e altri elementi preziosi come cadmio, cobalto, rutenio. È vero, si tratta di materiali altamente inquinanti, ma anche di materiali preziosi per l’industria. Giusto un dato su cui riflettere: il tasso di riciclo di un cellulare è del 96%. Non poco, se si considera, ad esempio, che da 50mila cellulari riciclati è possibile ricavare oltre 1 kg di oro.

Secondo lo studio “E-waste Lab”, condotto da Remedia, in collaborazione con il Politecnico di Milano, se si riuscissero a recuperare tutti i dispositivi mobili inutilizzati, il risparmio sarebbe di più di 190 milioni di euro. Ci sono diverse possibilità per riciclare il proprio telefonino. La prima, rivolta ai possessori di un iPhone, è quello di consegnare i vecchi modelli in negozio per usufruire di uno sconto sull’acquisto di un altro dispositivo.

Il nuovo concetto di auto connessa è diverso: perchè?


Nell'immensità della condivisione totalitaria in tempo reale, l’auto poteva continuare a rimanere tagliata fuori da questo modus operandi? Direi proprio di no!


Non si tratta soltanto di un fattore di moda e tendenza, bensì stiamo comunque sia parlando della sicurezza e della rapidità nello spostarsi, della economizzazione d’esercizio, diciamola tutta, dell’intera esistenza stessa dell’auto che prossimamente avrà a venire; all'interno di uno scenario in cui pure le strade, per poter fare fronte al peso del traffico in continua ascesa, che a loro volta dovranno diventare“digitali”.

Le reti senza fili wireless a velocità intermedia e elevata è già in grado di dare vita ai primi esempi di automobile online e l’interesse che i costruttori stanno evidentemente dimostrando in questo affare, la dice lunga pure sulle sue possibilità di sviluppo a breve termine. Sono davvero molteplici gli argomenti che riguarderanno l'argomento, ma quello che più consiglio di soffermarvi è quello concernente la tecnologia V2V (Vehicle to Vehicle) e i 10 fattori fondamentali da sapere sull’argomento. Non vi divertirà certo come le app per scaricare la musica o la ricerca online del ristorante di zona, ma dietro questa sigla si nasconde il vero cambiamento che investirà l’auto nel decennio a venire: da soggetto “passivo” dell’informazione, i veicoli ne diventano parte attiva e integrante. Volete un esempio?

La Ford sta già al lavoro per sperimentare una connettività tale da permettere di eseguire sondaggi con particolari sensori ciò che “riesce a vedere” l’auto che si trova dinanzi a noi. Allora, per esempio, un altro veicolo che effettua una frenata brusca improvvisamente, anche in condizioni di poca visibilità oppure addirittura all'interno di una curva. Una cosa fantastica: è come avere gli occhi avanti di cento metri.


Hai bisogno di soldi per il college? Trovati uno "sugar daddy"

Un numero incredibile di studentesse americane ricorre al web per avere un aiuto economico per finanziarsi gli studi. Ma come fanno? Si affidano ad un "sugar daddy" pronto a pagare le spese del college in cambio di compagnia.


Complice anche la crisi econimica che devono affrontare le famiglie, si ripercuote sui giovani studenti d’oltreoceano che incontrano difficoltà a pagare le costose rette dei college americani. Per far fronte a questa mancanza e poter continuare gli studi negli States è nata una bizzarra moda basata sul “pagare per giocare“. Si tratta di un rapporto commerciale tra una “sugar baby“, termine che sta a indicare una giovane donna (molto spesso una studentessa squattrinata), e uno “sugar daddy“, ovvero un uomo facoltoso di mezza età. Ma come funzione questo scambio e in che cosa consiste?

Tutto ha inizio tramite siti web specializzati come SugarDaddie.com e SeekingArrangement.com, i quali promuovono questo tipo di attività. Ovviamente non si compongono coppie da portare all'altare, sembrerebbe anzi essere una relazione a termine finalizzata a soddisfare entrambe le parti, in modo che si possano scambuare quello di cui uno ha bisogno dell'altro. Per l’uomo, si tratta della compagnia e di solito di rapporti fisici con la giovane donna, mentre per la donna l’interesse si basa sui soldi.

Sugar daddy con una Sugar baby
Il fenomeno è già conosciuto da anni in America ma si sta allargando coinvolgendo un vistoso numero di studentesse. Il motivo è forse dovuto alla crisi economica mondiale che, unita al costo da sempre molto alto dei college americani, ha permesso l’ampliarsi degli “sugar dates“.
I media americani, avendo riscontrato un tale aumento del fenomeno, hanno iniziato a chiedersi se ciò non stia diventando una forma legalizzata di prostituzione. Praticamente lo è. Una domanda sorge spontanea: Perchè non vengono chiusi i cosidetti siti "sugar" dalle autorità competenti?

C'è da dire che la maggior parte dei fruitori hanno giusto giusto l'intelligenza di non ammettere palesemente di pagare per avere rapporti sessuali. In secondo luogo, il legame che unisce una sugar baby e uno sugar daddy sembra essere il più delle volte una vera e propria relazione romantica e non puramente economica. Sembrerebbe una sorta di gioco di ruolo, insomma. A quanto pare dai dati statistici del sito SeekingArrangement.com, addirittura il 44% delle universitarie si rivolgerebbe a tali siti web in cerca di uomini ricchi per avere un sostegno economico. Questi “paparini” in carriera darebbero infatti alle loro sugar babies una paghetta mensile di circa tremila dollari, denaro utilizzatto dalle giovani per pagare le tasse universitarie e il mantenimento al college.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.