Il-Trafiletto

13/04/14

Società e robot | Come rendere i robot parte della società umana.

Interagire con la società degli esseri umani, non è un traguardo da poco (come se camminare, toccare, correre ed esperimersi sia più semplice) per un robot. C'è un problema di base: per quanto un robot possa essere intelligente, agile o perfino grazioso, se le persone non capiscono facilmente come fare ad usarlo perde con rapidità interesse.

Il modo migliore per per ovviare al problema quindi, è lasciare perdere la programmazione e i manuali di istruzioni, e progettare invece robot in modo che possano interagire intuitivamente con gli esseri umani, come se anche loro lo fossero. Questo è un ostacolo non da poco per i loro creatori, la comunicazione umana è molto complessa, ricca di sfumature, pregna di sottili componenti non verbali, allusioni ed espressività del viso, tutti carichi di significato.
Hiroshi Ishiguro ed il suo sosia robot

Se c'è qualcuno al mondo che lo sa molto bene è Hiroshi Ishiguro, ingegnere ed esperto di robotica all'Università di Osaka, in Giappone, famoso per avere creato alcuni sosia robotici cosi realistici che è difficile distinguerli dai loro originali:

"La mia ricerca non intende solo sviluppare robot, ma anche svelare la natura degli esseri umani, dato che molti aspetti di che cosa significhi essere un uomo sono ancora avvolti dal mistero. Per questo stiamo spendendo una quantità enorme di fondi per sviluppare veri androidi, per quanto possano essere lontani dall'avere un'utilità concreta".
Prossimamente vedremo come possano essere realistici in ogni loro dettaglio.

Ritorna il campionato e...| Ritorna anche Acerbi un uomo che riprova a vivere!

Ritorna il campionato e...anche Acerbi, un uomo che riprova a vivere! Non sapremo mai se questo ragazzo, quest'uomo sia un angelo dello sport in senso lato del termine, come recita il titolo del premio che egli stesso ha ricevuto in Campidoglio a Roma, certamente però Francesco Acerbi per tutti è un uomo che ha ritrovato la sua passione, che ritorna a vivere!

Questo è ciò che più conta ai fini dell'importanza vera e propria, si, perchè Francesco ha soli 26 anni e di professione fa il calciatore e per ben due volte ha giocato la sua partita più grande, dove in palio non c'era mica una coppa, uno scudetto, un qualsivoglia titolo, ma bensi la vita, vincendo contro un tumore, il tutto correlato con un'intermezzo a dir poco bizzarro: un deferimento generato dall'uso di sostanze proibite, alias valori alterati dal male. Certo, la voglia di giocare è rimasta tale e quale, cosi come lui stesso afferma: «C'è stata sofferenza, ma tutto passa, basta sempre avere il sorriso e tener duro. La malattia mi ha reso più riflessivo, meno ragazzino rispetto a come potevo esserlo prima».
Francesco Acerbi

Il futuro sarà giudice e ci dirà se l'atleta Francesco riuscirà a seguire al meglio gli ultimi step del cammino della malattia e se, quando e come potrà tornare sul campo per difendere la sua area di rigore con la maglia nero verde del Sassuolo.

Quel che interessa di più è l'atteggiamento dell'uomo Francesco che si ripropone alla vita, con quello sguardo solare e pulito, giovane e pieno di speranze che contrastano all'innaturale intonso causata dalla chemio che lo aggredisce momentaneamente. Il pasticcio che il destino gli ha riservato è un brutto sogno che ha accellerato, per intensità e dolore, le tappe di una crescita umana fino a quel punto serena e spensierata.

Adesso non gli par vero di parlare della sua squadra e di un'altra lotta, quella per non retrocedere, delle sei partite-finali che lo aspettano come se fosse ciò che davvero è: solo un gioco. Quindi come lui stesso afferma, da "ex ragazzino" e la sua avventura come fosse un manifesto da affiggere in tutti gli spogliatoi perché serva da monito e riflessione alle centinaia di "ragazzini" cresciuti che si apprestano a scendere in campo e in tutti gli ingressi degli stadi alle migliaia di "ragazzini" che affollano le gradinate con poca gioia e fin troppa rabbia. Ma tanto si sa che verba volant e con esse anche le sue, le nostre parole facendo posto alle immancabili e consuete risse per un qualunque futile motivo in campo, mentre sugli spalti ci sarà sempre chi incita ed invoca un sinistro invito alla violenza ed alla morte a chi è svenuto sul terreno di gioco.

Da che mondo e mondo è sempre accaduto e sempre accadrà. Nonostante ciò la piccola grande storia di Francesco, è un sassolino gettato li, nel putrido e stagnante mondo del pallone, sempre più auto referenziale, sempre meno gioco e sempre più business, a scapito del divertimento, per un teatro di fosche faide. Il regno di Eupalla insegna: conta solo vincere e chi perde è dannato. Da qui, dalla nostra semplice terra, mille volte in bocca al lupo Francesco Acerbi e che la tua lezione di vita vada a buon segno, anche fosse solo per una volta, perchè ne sarebbe valsa comunque la pena.

A seguire gli scontri salvezza per il prossimo turno di Serie A. Livorno-Chievo è l'ultima spaiggia in particolare per i labronici, invece per i clivensi sarebbe sufficente un pareggio. Il Bologna ospita il Parma in un derby tutto emiliano che è una specie di testa coda con divergenti traguardi: i rossoblù per rimanere in serie A, contrariamente agli uomini di Donadoni che mirano a guadagnare nuovamente i terreni d'Europa che mancano sin dai lontani Anni '90. Altra sfida sull'orlo del baratro è Sassuolo-Cagliari, con i sardi risucchiati nella lotta per evitare la retrocessione. Puntuale, come l'arrivo di una cambiale in scadenza, il cambio di allenatore (Cellino non si smentisce, come del resto Pulvirenti a Catania). Ben sette sono le squadre che lottano per la quinta piazza, incluso il redivivo Milan. Chi vivrà vedrà.
Il Sole 24 Ore

Caro "Centesimo" quanto mi costi | Renzi esorta il Pd a non litigare | Padoan: la ripresa è iniziata a metà 2013

ROMA - "Lunedì a Montecitorio finalmente inizia la discussione sulla mozione per la sospensione in Italia del conio delle monetine da 1 e 2 centesimi, il cui costo di produzione ha prezzi altissimi, e sulla quale l'Aula si esprimerà con un voto prima di Pasqua". Lo annuncia Sergio Boccadutri, di Sinistra Ecologia Libertà, primo firmatario della mozione e promotore dell'iniziativa che ha raccolto un vasto arco di forze parlamentari. "Dal 2002 ad oggi - prosegue l'esponente di Sel - sono state emesse oltre 5,1 miliardi di monete da 1 e 2 cent. Oggi, quasi una moneta su due di quelle messe in circolazione è da 1 o 2 cent, e solo nel 2013 sono costate alle casse dello Stato ben 21 milioni di euro. Di fatto un signoraggio negativo, ed è un costo perché queste monete non circolano se non esclusivamente come resto nella grande distribuzione e in pochi altri esercizi commerciali. Non sono accettate da distributori automatici, dai parcometri, dai caselli automatici delle autostrade, i consumatori che le ricevono come resto le perdono e quasi mai le riusano. Chi non ha in casa un vasetto pieno di ramini? Gestire un rotolo di 50 monete da 1 cent costa 40 centesimi di euro, costi che si ribaltano sui consumatori". (Adnkronos)

ROMA - Matteo Renzi si rivolge al Pd. "Non perda tempo a litigare", dice il premier aprendo la campagna elettorale del partito a Torino. "Il Pd non perda tempo a litigare al proprio interno". "Nei prossimi 45 giorni al lavoro sulle cose che abbiamo deciso, - ha concluso Renzi a Torino - andiamo a vincere per i nostri comuni e dopo insieme discuteremo di che futuro ci aspetta". "Siamo pronti a cambiare noi stessi, ma le regole che aumentano la disoccupazione non funzionano. Non e' la ricetta che salva l'economia". Lo ha affermato il premier e segretario del Partito Democratico Matteo Renzi nel suo intervento dal palco del PalaOlimpico di Torino. "E' inutile essere il partito del lavoro - ha aggiunto - se non diamo occupazione". (AGI) .

WASHINGTON-"Il nuovo governo in Italia sta rafforzando il processo di riforme per far si' che la ripresa sia piu' robusta e sostenibile nel medio termine": lo ha detto parlando all'Fmi il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, sottolineando come le prospettive per l'economia del nostro Paese siano migliorate dalla seconda meta' del 2013. "le condizioni del mercato del lavoro restano difficili, col tasso di disoccupazione a livelli molto elevati, soprattutto tra i giovani" ha detto il ministro  sottolineando l'enorme importanza di "assicurare che la ripresa sia abbastanza robusta da assorbire la disoccupazione". (ANSA)

12/04/14

Google corre ai ripari | Più sicurezza per il sistema operativo più diffuso e più vulnerabile al mondo.

Google corre ai ripari! Più sicurezza per il sistema operativo più diffuso e più vulnerabile al mondo. A seguito i recenti eventi che hanno evidenziato la vulnerabilità per l'altissimo rischio di violazione della privacy di molti account e dispositivi mobili, Google ha deciso di intraprendere maggiori misure di sicurezza che possano blindare l'OS Android.

Gli attacchi informatici lanciati verso il sistema operativo più diffuso e vulnerabile al mondo, ovvero sia Android, sono in continuo aumento e Google, da buon genitore, provvede a dire il vero con notevole ritardo a correre ai ripari, irrigidendo i controlli di sicurezza riguardo le applicazioni disponibili per dispositivi basati su Android. Da ora in poi tutte le applicazioni saranno monitorate ancor prima di essere installate e successivamente a periodi di tempo alternato anche quelle che già si hanno sullo smartphone o tablet che sia per essere certi che possano continuare a funzionare correttamente.
Android OS il più diffuso e vulnerabile al mondo

Google fa sapere sul blog ufficiale di Android che rafforza 'Verify Apps', il sistema che finora garantiva controlli di sicurezza quando si scaricavano applicazioni compatibili di terze parti. Da ora in poi invece le applicazioni saranno 'verificate' prima di essere installate e poi saranno sottoposte a controllo anche quelle già scaricate su smartphone o tablet dallo Store virtuale ufficiale Play Store.

Il controllo quindi sarà periodico e costante sulle app del proprio dispositivo per verificare che funzionino in modo corretto. Secondo un rapporto di Fbi e Dipartimento per la sicurezza Usa, dell'estate scorsa, verso Android è stato indirizzato il 79% di tutte le cyber-minacce mobili del 2012. Il primo posto spetta nemmeno a dirlo alle app di instant messaging. (Leggo.it)

Natal’ja Goncarova: questa illustre sconosciuta

Natal'ja Goncarova-Aleksandr Brjullov 1831
Natal’ja Goncarova & Aleksandr Serghej Puskin
 
Cari amici del Trafiletto, non mi sono perduto in selve oscure, tranquilli, ma soltanto assentato qualche giorno in compagnia di un amato poeta: Aleksandr Serghej Puskin, (1799-1837) gigante della letteratura e padre della poesia russa del periodo romantico. Fra una poesia e l’altra e qualche canto del poema eroico Eugenji Onegin, ho pensato di farvi partecipi di un momento della sua vita, il più importante e significativo fra i tanti che hanno fatto di Puskin un grande personaggio del suo tempo. È verso la fine del dicembre 1828, durante un ballo organizzato da un certo Jokel, noto maestro di ballo, che il nostro poeta fa la conoscenza di colei che nel bene e nel male, segnerà per sempre la sua errabonda, solitaria e agitata vita: Natal’ja Goncarova (1812-1863). L’impatto con questa giovane bellezza, allora sedicenne, è talmente forte che Puskin s’innamora come non era mai avvenuto nella sua breve esistenza: ella non rappresenta soltanto la bellezza femminile, ma racchiude in sé tutti i sogni di una casa, di una famiglia tutta sua, che egli non ha mai posseduto, né nell’infanzia, né da adulto. Dopo cinque mesi, per un nuovo soggiorno a Pietroburgo, Puskin si decide a chiedere formalmente la mano di Natalia, senza ottenere un pieno consenso da parte dei genitori di lei. Il rifiuto, seppur non netto, condiziona Puskin che parte alla volta del Caucaso senza il permesso delle autorità, (per ordine dello zar, Puskin era ancora guardato a vista dalla polizia di stato per l’insurrezione Decabrista del dicembre 1825) ignorando le possibili conseguenze politiche, che fortunatamente si risolvono con un marcato rimprovero da parte dello zar Nicola I
Nell’aprile del 1830 il nostro poeta innamorato rinnova la proposta di matrimonio a Natalia Goncarova, dai genitori della quale questa volta ottiene l’approvazione, non prima però di aver consegnato alla futura suocera, un certificato di buona condotta redatto da Benkendorf, capo della gendarmeria.
Aleksandr Serghej Puskin-ritratto
di sconosciuto-1835
L’anno 1831 inizia con una serie di vicende spiacevoli: in gennaio muore uno dei suoi migliori amici, cui fanno seguito preoccupazioni finanziarie e dissapori con la famiglia della futura sposa. Comunque il 18 febbraio convola felicemente a nozze e si trasferisce con la sua bellissima moglie a Corskoe Selo. Il primo anno scorre sereno, l’intesa fra i novelli sposi è buona tanto che a ottobre Natalia è già in attesa del primo figlio, ma le prime preoccupazioni, non tanto di matrice psicologica quanto economiche, inquietano Puskin che non riesce a scrivere come vorrebbe, e così pure l’anno successivo. Nel frattempo la situazione familiare si complica non poco: Natalia viene molto ammirata nella società pietroburghese, diventando sempre più il centro dell’attenzione ai balli, da non passare inosservata neppure agli occhi dello zar che ne resta affascinato. Puskin nutre una fiducia illimitata nella bellissima moglie e si limita a scriverle lettere dai suoi frequenti viaggi. Nell’estate del 1833 nasce il figlio Aleksandr, e nell’autunno finisce il racconto La donna di picche e varie poesie. Gli anni passano, Natalia nel maggio 1835 partorisce il terzo figlio Grigorij, ma non manca di partecipare ai molti inviti di ballo. Per non dilungarmi troppo dalla data fatale che segnerà la vita del nostro poeta, balzo al 1836, quando il giovane Gerges D’anthès, figlio adottivo dell’allora ambasciatore d’Olanda, , inizia a fare apertamente la corte a Natalia, conosciuta durante un ballo. La società bene scorge subito l’occasione per spettegolare sul fatto, contenta di mettere in cattiva luce lo sposo, da tempo osteggiato e poco amato dalla stessa nobiltà . D’anthès è bello, brillante, giovane e ben presto diventa il beniamino dei salotti della borghesia pietroburghese. Natalia turbata dalle avances insistenti di D’anthès, - ora diventato barone per via del padre putativo Heeckeren - si confida col marito che per prima cosa cambia abitazione, non molto distante però dalla guarnigione dove soggiorna lo stesso intraprendente corteggiatore. La relativa vicinanza favorisce D’anthès che inizia a frequentare la dacia dei Puskin. Le chiacchiere mondane montano a dismisura, e portano i coniugi alla decisione di non ricevere più lo sfrontato barone che inizia a fare la corte alla sorella di Natalia,Ekaterina Nikolaevna che vive con loro. Questa nuova versione non convince troppo il “bel mondo”e, a dir il vero, nemmeno Puskin che vede nel corteggiamento un nuovo intrigo da ‘Don Giovanni’. Gli avvenimenti precipitano il 4 novembre quando il nostro poeta riceve un libello nel quale gli viene conferita l'"onorificenza dei cornuti". Puskin perde il controllo di sé per l’oltraggio morale e manda subito a D’anthès, che è stato citato nel libello, una missiva ad accettare una sfida a duello. A questo punto interviene il vecchio ambasciatore Heeckeren, pregando Puskin di rinviare la data del duello di almeno quindici giorni, utili per informare tutta l'alta società che il figlio adottivo corteggiava soltanto la sorella e non Natalia Gongarova. Il 17 novembre D’anthès si dichiara a Ekaterina che accetta di diventare sua moglie. Puskin è furente, ma è costretto a ritirate il guanto della sfida e non si presenta al matrimonio che si tiene il 10 gennaio 1837. Ciononostante l’ostinato D’anthès continua a fare la corte alla bella Natalia ai vari balli della stagione in maniera aperta e spudorata. Le lettere non tacciono, e Puskin, ancora col sangue che bolle nelle vene, ne riceve una nella quale viene informato di un incontro fra D’anthès e Natalia, un incontro del tutto casuale. Ma il già provato autocontrollo del poeta crolla e getta di nuovo il guanto della sfida, con una lettera talmente offensiva da non poter essere rifiutata. Il 27 gennaio alle ore 17,00 si arriva allo scontro fatale. Le condizioni stabilite non lasciano dubbi, la distanza è di dieci passi dalla barriera, e l’agone fino alla morte. Puskin arrivato alla barriera di delimitazione comincia a mirare con la sua pistola, ma D’anthès spara in anticipo. Il poeta dall’animo inquieto, cade gravemente ferito sulla neve. Portato a casa resta in agonia per due giorni e muore il 29 gennaio. La salma di Puskin viene trasportata al Convento di Sviatigoresk, luogo dove è sepolta la madre, soltanto l’amico di liceo Aleksandr Turgenev accompagna la bara.
Cari amici, sembra una favola dal finale triste, invece è storia realmente accaduta. Certo,oggi i guanti dell’onore non si gettano più, questo romantico gesto si è perduto, il cavaliere senza cappa e spada è tramontato, ma resta sempre l’amore, che di romantico forse ha perso alcuni valori. Alcuni di voi prenderanno la difesa del poeta, che per amore difende il suo onore e quello della sua amata consorte, altri invece, sosterranno la bellissima consorte, rea soltanto di saper suscitare fascino con la sua grazia, di essere una creatura dolce e bella nelle forme femminili, ma una cosa è certa, una bella donna come Natal’ja Goncarova, per quanto illustre sconosciuta, è sempre pericolosa, gli dei ne sanno qualcosa…

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