Il-Trafiletto

06/02/14

Liz Hurley si infuria con la stampa | "nessun flirt con Bill Clinton"

Vi riporto la notizia gossipata, così come l'ho trovata, ma mi sembra una bufala. Un ex fidanzato di Liz Hurley un certo Tom Sizemore ( un nome..un programma! che sa di bufala) avrebbe rilasciato un'intervista al Daily Mail, attribuendo alla sua ex fidanzata un flirt con l'allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.


Londra, 6 feb. - Una Liz Hurley "furiosa" ha smentito con forza l'ennesimo flirt che la stampa gli ha attribuito, stavolta addirittura con l'allora presidente americano, Bill Clinton. Secondo quanto sostenuto da un ex fidanzato dell'attrice, Tom Sizemore, la storia risalirebbe al 1998: a una proiezione privata di "Salvate il soldato Ryan",
l'allora inquilino della Casa Bianca avrebbe intimato a Sizemore di dargli il numero della Hurley. Quella stessa notte, riferisce il Daily Mail, Clinton avrebbe chiamato l'attrice britannica, inviandole un jet privato per portarla da Los Angeles a Washington, dove lei si sarebbe trattenuta per quattro giorni.

La liaison sarebbe poi continuata per un anno, prima che l'allora presidente decidesse di chiudere dopo essersi reso conto di cominciare a provare dei sentimenti per lei e non volendo complicare le cose.

 La notizia e' stata immediatamente sbattuta in prima pagina sui tabloid, suscitando la rabbia della Hurley che ha attaccato duramente sul suo profilo Twitter le affermazioni "ridicolmente stupide" e "totalmente false", minacciando di querelare il sito web che ha pubblicato l'intervista di Sizemore.                                                                                                               fonte (AGI)

In 150, e tutti senza stipendio vi presento il nuovo Senato

Renzi presenta la sua riforma che contiene la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie. In 150 e tutti senza stipendio. Renzi non vuole più "accarezzare i problemi" vuole risolverli e non parlarne più.


Firenze, 6 feb - "Il mio partito oggi presentera' una riforma su cui c'e' l'accordo di tutti i partiti dell'arco costituzionale. Il Senato deve diventare camera delle autonomie e immaginiamo un Senato non elettivo, senza indennita', 150 persone, 108 sindaci dei comuni capoluogo, 21 presidenti di regione e 21 esponenti della societa' civile che vengono temporaneamente cooptati dal Presidente della Repubblica per un mandato". Lo ha detto il segretario del Pd e sindaco di Firenze, Matteo Renzi, nel corso di un convegno di Confindustria. "Oggi - ha spiegato il segretaio del Pd - si parla di come dalle citta' possa nascere una speranza per il sistema Paese. E' allora doveroso dire come questo tipo di percorso possa, da Firenze, prendere qualche impegno. Le citta' metropolitane possono essere riforma per rilancio del paese, ma sono da trent'anni una barzelletta nella discussione politico istituzionale". "Sono vent'anni - aggiunge - che sono state costituzionalizzate con il Titolo quinto, ma sono rimaste un oggetto misterioso.
Matteo Renzi,
Anzi il ruolo delle citta' e' stato mortificato dalle recenti riforme ed e' mancato il passaggio di poteri verso di loro". "Oggi dobbiamo avere il coraggio di dire che l'Italia ha avuto tempo a disposizione. Non basta piu' accarezzare i problemi - ha aggiunto Renzi - Questo e' l'anno in cui o i problemi si risolvono o non bisogna piu' parlarne. La situazione del Parlamento permette una straordinaria occasione, di realizzare riforme chiare". "Vogliamo che il 25 maggio non si voti per le Province, perche'" sul tema del loro superamento "non c'e' l'accordo di tutti i partiti. Il decreto avra' in queste ore la svolta al Senato. Consentira' di avere province di secondo livello, con sindaci protagonisti ancora una volta", ha sottolineato Renzi "Abbiamo avuto 99 miliardi di euro nel settennato - ha poi spiegato - Non entro nel merito di come li abbiamo spesi. Si sono spesi dei soldi in piccoli progetti, sostanzialmente una sconfitta. Oggi abbiamo un nuovo settennato, abbiamo 60 miliardi di euro, per fare conto pari. Noi limitiamoci a dire di dare il 5% ai sindaci, tre miliardi di euro nei prossimi 7 anni. Questo, a Firenze, consentirebbe di chiudere alcune partite come Uffizi e tramvia. Ma bisogna avere il coraggio di decidere, di avere visione, strategia, e non di andare al buio".                                                                                            fonte (AGI) .

Perchè si dice "avere fegato"?


Quante volte abbiamo sentito dire in riferimento al coraggio di una persona: "Ha fegato"! E' un modo di dire che si usa spesso e per fortuna non è caduto in disuso.
Avere fegato, si dice di una persona coraggiosa. Il fegato infatti è sempre stato un simbolo di coraggio e di forza fisica. Per gli antichi greci era la sede della forza, della caparbietà e delle passioni, particolarmente dell'amore sensuale e dell'ira. Sull'argomento esiste anche un mito, quello del titano Prometeo che coraggiosamente rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini.
Prometeo incatenato

 Zeus, scoperto il furto, lo condannò a essere incatenato per l'eternità a una roccia sulle montagne del Caucaso e dispose che ogni giorno un'aquila gigante gli divorasse il fegato. Ogni notte però il suo fegato ricresceva, così che l'aquila potesse tornare a divorarlo il giorno seguente. Nel mito è presente un fondo di verità: il fegato è il solo organo del corpo umano capace di una rigenerazione quasi totale. Se, per esempio, in un intervento chirurgico si rende necessario toglierne una parte, nel giro di pochi mesi il corpo riesce a reintegrarlo totalmente.

7 febbraio 2014 | Compleanno centenario per l’icona “Charlot”

Il mitico personaggio di “Charlot” ( al secolo Charles Spencer Chaplin, nato a Londra il 16 aprile 1989) fa la sua prima comparsa sullo schermo il 7 febbraio 1914, fermamente deciso a restarvi mentre altri vorrebbero cacciarlo via. Chaplin è al suo secondo cortometraggio (dopo Per guadagnarsi la vita, di appena cinque giorni precedente, dove impersona un giornalista), intitolato "Kid Auto Races at Venice", e ha già l'aspetto caratteristico di Charlot mentre, con impertinenza, cerca di imporre la sua presenza alla cinepresa malgrado la troupe, di cui ostacola il lavoro, lo cacci dall'inquadratura a spinte, strattoni, perfino calci. Da allora sono passati esattamente cent'anni e Charlot si è consolidato come l'icona più celebre del cinema di sempre. Negli anni seguenti Charlot impersonò una miriade di personaggi: cameriere, ballerino di tango, pugile, pittore, facchino, panettiere, gagà, innamorato e quant'altro. E ancora, diventato ormai un beniamino del pubblico, sarebbe stato marinaio, pompiere, pattinatore, usuraio, evaso, emigrante; avrebbe interpretato parodie (Carmen); ma soprattutto avrebbe affermato la figura, fiera e patetica, stracciona e dignitosa del Vagabondo. Il periodo d’oro per Charles Chaplin, e naturalmente per Charlot, iniziò nel 1918, con i grandi film quali “vita da cani”, “Charlot soldato” e altri. Il 5 febbraio 1919 il comico londinese fondò una casa cinematografica, la United Artists, e con lei scrisse, diresse e interpretò tutti i suoi capolavori fino al 1952: “La febbre dell’oro”, “Luci della città”, “Tempi moderni”. E’ con quest’ultimo che è iniziata la crisi del popolare Charlot, che venne travolto dalla devastante introduzione del sonoro. Che voce si poteva dare, infatti, a un personaggio schematico, quasi immaginario come il Vagabondo? Infiniti sono stati gli imitatori, contemporanei e successivi, dichiarati o inconfessati, del Vagabondo, la lista sarebbe troppo lunga da scrivere. Nel 1948 Chaplin scrisse un romanzo intitolato Footlight, che gli diede lo spunto per il primo e unico film ispirato da un libro: “ Luci della ribalta”.

ROSTI' DI PATATE E CAROTE

NON È UNA VERA E PROPRIA INSALATA, MA UN CONTORNO TRADIZIONALE DEI PAESI DI LINGUA TEDESCA. ARRICCHITO CON CAROTE E SALVIA, È PERFETTO CON L'ARROSTO DI MAIALE.  230 kcal per porzione

Ingredienti per 4 porzioni • 300 Gr DI PATATE • 200 Gr DI CAROTE • 3 FOGLIE DI SALVIA • 3 TENERE CIMETTE DI ROSMARINO • 2 CUCCHIAI DI FARINA BIANCA • 4 CUCCHIAI DI OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA • SALE 

SBUCCIATE le patate e le carote, tagliatele a julienne con l'apposita grattugia e raccoglietele in una ciotola. Tritate le foglie di salvia e gli aghi di rosmarino, quindi aggiungeteli alle verdure grattugiate e salate. Bagnate con 4 cucchiai d'acqua, cospargete con lo farina bianca, mescolate bene e dividete il composto in 4 parti uguali.

SCALDATE un cucchiaio d'olio in un piccolo tegame, aggiungete una parte del composto, schiacciatelo bene con una paletta o con il dorso di un cucchiaio, poi rosolatelo per circa 3 minuti finché il bordo apparirà dorato. Girate la preparazione e cuocetela dall'altra parte per altri 2 minuti. 

 
ROSTI DI PATATE E CAROTE

PROCEDETE nello stesso modo per preparare gli altri 3 rosti, ricordandovi di ungere ogni volta il tegame con l cucchiaio d'olio. Quando i rosti sono cotti, appoggiateli su un foglio di carta assorbente da cucina per eliminare l'unto in eccesso. Decorateli a piacere con un rametto di rosmarno e una fogliolina di salvia. Servite i rosti ben caldi.

VAR1ANTl APPETITOSE 
1• Al posto delle carote potrete usare altre radici, per esempio quella di rafano (in questo caso usate 450 gr di patate e 50 gr di radice di rafano): otterrete un contorno piccante.
2• Sostituite le carote con lo stessa quantità di rape.




LA TRADIZIONE
 ROSTI CLASSICO Per 4 porzioni: grattugiate a julienne 500 g di patate pelate e lavate. Una volta tagliate non sciacquatele più, in modo da lasciare l'amido che farà da collante in cottura (nella ricetta sopra è stato aggiunta lo farina per la presenza delle carote). Mescolate le patate con un trito fine di rosmarino, dividete il composto in 4 parti e cuocete 4 rosti come indicato nella ricetta principale. Per un piatto unico vegetariano, servite queste crocconti tartine di patate con un contomo di funghi misti trifolali.
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