Il-Trafiletto

17/03/15

Tra le Braccia di Morfeo

Morfeo è la divinità greca del sonno, colui che ci accompagna nel mondo dei sogni. Abbandonarci alle sue braccia ovvero dormire bene è fondamentale per la nostra salute psicofisica e incide sulla qualità della vita.


L'igiene del Sonno contempla una serie di semplici norme di comportamento volte ad assicurare una sonno notturno ottimale.  
Quando il riposo notturno non è adeguato possono insorgere disturbi e patologie fastidiose, se non pericolose per la salute: 
  • Il sistema immunitario si indebolisce di circa il 25% dopo una sola notte in bianco.
  • Diminuiscono prontezza di riflessi e capacità di attenzione. Di conseguenza,ne risentono anche le prestazioni e la produttività nelle attività quotidiane.
  • Dormire male incide sull'umore causando irritabilità, insofferenza, in certi casi, aggressività.
  • Provoca perdita di memoria e invecchiamento precoce.
  • Causa scompensi metabolici favorendo obesità e diabete.
  • Nel corso del tempo, possono insorgere problemi di tipo psicologico quali ansia e depressione.
  • Nei bambini e negli adolescenti compromette le capacità cognitive e i livelli di apprendimento.
Per questi motivi, come sottolineano i medici dell'AIMS-Associazione Italiana Medicina del Sonno, è bene fare attenzione alla qualità del riposo notturno che dev'essere continuativo, profondo e avere una durata sufficiente. Per favorire il sonno, pertanto, è necessario:
Snoopy
  • Cenare in modo leggero, evitando pasti abbondanti o ad alto contenuto proteico. Con una cena leggera si favorisce l'assorbimento del Triptofano, un aminoacido che stimola la produzione di Serotonina, essenziale per la regolazione del sonno. 
  • Evitare di bere caffè, tè, cioccolata e altre bevande stimolanti.
  • Non bere alcolici per conciliare il sonno. Sebbene abbiano un effetto sedativo, durante le ore notturne possono causare risvegli che disturbano la continuità del riposo e produrre, perciò, un effetto contrario.
  • Evitare di fumare. Il fumo oltre ad oltre avere un effetto stimolante, decongestiona le vie respiratorie e può causare problemi di respirazione durante la notte
  • Prima di andare a dormire non svolgere attività fisica particolarmente intensa. Evitare anche attività troppo impegnative o coinvolgenti sul piano mentale come lavoro, studio, uso del computer, del cellulare e videogiochi.
  • Il riposo pomeridiano deve avere una durata massima di 30 minuti in modo da non alterare il ritmo naturale del ciclo sonno-veglia. Allo stesso modo evitare di addormentarsi nelle ore serali precedenti il sonno notturno.
  • Cercare di andare a dormire e svegliarsi ad orari regolari e costanti, in modo da evitare disfunzioni quali sonnolenza durante il giorno e insonnia la notte.
La durata del sonno varia in base all'età, agli individui e alle abitudini lavorative, tuttavia non deve mai superare una soglia minima.
Orientativamente per giovani adulti (18-25 anni) e adulti( 26-64 anni) la durata del sonno va dalle 6 alle 10 ore. Oltre i 64 anni di età la durata del sonno diminuisce, varia infatti dalle 5 alle 9 ore.
I bambini ( 6-13 anni) e gli adolescenti ( 14-17 anni) dovrebbero dormire in media dalle 7 alle 12 ore . Mentre per i più piccoli ( 3-5 anni) la durata va dalle 9 alle 14 ore.

Per un sonno ottimale non dimentichiamo che anche la camera da letto ha un ruolo importante, pertanto dev'essere confortevole, il più possibile silenziosa e pulita. 
Può essere utile usare una profumazione leggera a base di lavanda, che riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, aiutando a rilassarsi. 
Infine, se la stanza non è molto silenziosa, si può ricorrere a un "rumore bianco" ovvero un rumore di sottofondo, continuo e omogeneo che argina i rumori improvvisi provenienti dall'esterno, creando una sorta di barriera sonora.
Il rumore bianco è utile soprattutto per conciliare il sonno dei più piccoli, ciò non toglie che sia un valido aiuto anche per gli adulti.


Il Cervello come hard disk che si può "rileggere"? Potrebbe essere possibile

Un esperimento fatto da un team di scienziati ha dimostrato come da tempo si teorizzava, che il cervello umano si può comparare ad un hard disk di un computer, riuscendo a recuperare dati da una sorta di "magazzino" nel cervello di una cavia.


L'esperimento di un gruppo di scienziati del Cold Spring Harbor Laboratory, nello stato di New York
ha dimostrato che misurando l'attività di specifici neuroni, sia possibile determinare le azioni imparate dal "proprietario" di quel cervello prima della morte. Lo studio è stato pubblicato in un articolo su Nature:

Anthony Zador, uno degli autori dello studio spiega:
"I neuroscienziati avevano già identificato aree specifiche del cervello coinvolte nell'apprendimento,  Ma noi volevamo scavare più a fondo, ed identificare come i cambiamenti in specifiche connessioni codifichino una particolare risposta comportamentale".

Azioni percettive sono date di conseguenza ad una attività dei neuroni corticali sensoriali. Analizzando questi neuroni è possibile determinare l'azione percettiva immagazzinata nel cervello. I ratti, per esempio, traducano gli impulsi sonori in stimoli comportamentali. Le cavie sono state addestrate ad associare uno specifico suono ad una ricompensa. La frequenza del suono, segnala se la ricompensa può essere trovata a destra o a sinistra.

Gli scienziati del team avevano già verificato come specifiche popolazioni di neuroni fossero fondamentali per trasmettere questo tipo di informazioni dalla corteccia uditiva al corpo striato. L'analisi della forza delle connessioni tra questi neuroni ha adesso permesso di verificare come erano stati addestrati i ratti: "Abbiamo decifrato un piccolo pezzo del codice neurale col quale gli animali avevano codificato questi ricordi. In pratica, abbiamo potuto leggere nelle menti di questi ratti".

Leggera Favola Moderna con Scarsa Fantasia

Sulla scia delle 50 sfumature, ecco un altro romanzo dello stesso genere: "Quello che mi lega a te" di Beth Kery.

La Trama

Ian Nolan è un giovane e ricco imprenditore di successo, per cui il lavoro viene prima degli affetti personali. Francesca Arno è una giovane e squattrinata artista, che frequenta le elezioni all'università e guadagna qualche soldo lavorando come cameriera. A farli incontrare, un concorso che Ian indice per trovare l'artista adatto a realizzare il dipinto che abbellirà l'atrio dell'edificio della sua società.

Il loro incontro cambierà la vita di Francesca, che scoprirà la sua indole da sottomessa e un'attrazione che non pensava di poter provare, ma cambierà anche la vita di Ian che troverà in Francesca la sua compagna ideale, nonché l'amore.

La recensione

"Quello che mi lega a te" di Beth Kery
"Quello che mi lega a te"
Quello che mi lega a te si colloca sulla scia del successo della trilogia delle 50 sfumature, andando ad esplorare il rapporto che si viene ad instaurare tra un dominatore e la sua sottomessa, quando l'uno vuole solo la passione e l'altra finisce per innamorarsi.

Una favola in chiave moderna dove il principe azzurro è in realtà il bello e dannato, e la fanciulla da salvare è invece una ragazza forte che farà riscoprire l'amore al suo dominatore.

La dinamica e la natura dei personaggi di questo romanzo, sono simili a quelli descritti da E. L. James, ma Beth Kery è molto più esplicita in determinate scene, e meno propensa a dare spiegazioni psicologiche alla natura dominatrice di Ian, o a quella sottomessa di Francesca.

La trama risulta quindi semplice e a tratti quasi scontata, ma l'autrice ha una buona capacità narrativa, e la lettura risulta quindi scorrevole e leggera.

16/03/15

Agorafobia quella Paura delle Piazze dei Mercati della Gente

Una patologia molto invalidante al punto di condizionare in toto la vita quotidiana del paziente agorafobico. La paura degli spazi aperti e di non venirne fuori.

L'agorafobia, parola derivante dal greco “agorà”=piazza e “fobia”=paura,   è quella percezione di paura o comunque  quel  notevole disagio che attanaglia un individuo  quando questi si addentra in luoghi  o spazi aperti, temendo di non essere in grado di fuggire e guadagnare un luogo più sicuro nel caso ce ne fosse bisogno. In conseguenza di ciò il paziente agorafobico cerca di evitare situazioni e luoghi  scatenanti paure o addirittura attacchi di panico, quali piazze affollate, mercati, treni, cinema. 


 Infatti, spesso e volentieri l’agorafobia è una patologia che si presenta successivamente all’insorgere di attacchi di panico o problemi d’ansia; in questo caso il paziente procede ad un evitamento di luoghi e situazioni nelle quali pensa di non poter chiedere aiuto.

Come diagnosticare l’agorafobia – Si comincia a parlare di comportamento agorafobico quando la situazione comincia a rivestire per il paziente una certa importanza dal punto di vista clinico. L’individuo, a causa delle sue fobie, vede compromettere le sue normali attività quotidiane, siano esse lavorative, di svago o di routine, e sente sempre più la necessità di una compagnia per qualsivoglia azione lui faccia, come ad esempio trovarsi in mezzo alla folla, fare la coda davanti ad uno sportello, andare allo stadio, a teatro, al ristorante, al supermercato.

 Ma cosa teme l’agorafobico in quei momenti particolari? Sicuramente si trova in una situazione di  pericolo fisico, ha paura di perdere il controllo dei nervi, di svenire, ha l’ossessione dell’infarto e paura di non essere aiutato da alcuno. In tutto questo l’individuo mette in atto alcune prevenzioni personali, come appunto farsi accompagnare nelle sue uscite da una persona fidata, e nel contempo riempire la borsa di boccette di ansiolitici.

Come si cura l’agorafobia – la maggior parte dei pazienti agorafobici tende a rivolgersi alle cure farmacologiche, facendo uso, spesso a sproposito, di ansiolitici, farmaci che non aiutano a curare la malattia ma che agiscono sulla sintomatologia, diventando spesso e sovente causa di dipendenze farmacologiche per il paziente. La soluzione ottimale per curare l’agorafobia è una terapia psicologica mirata alla risoluzione del disturbo andando ad interrompere quel circolo vizioso all’origine della fobia. (immagine presa dal web)




Tartine al Trattore | Sandwich innkeeper

Tartine al trattore

Ingredienti per 4 persone:
180 gr di stracchino
24 crackers
100 gr di prosciutto cotto
tagliato in una sola fetta
un pizzico di timo
20 gr di burro
Imburrate la placca del forno; preparate le tartine, spalmate i crackers con lo stracchino, spolverizzateli con il prosciutto cotto tritato sottilmente e con il timo.
Sistemateli sulla placca del forno infarinata e fate cuocere per l0 minuti circa.
Portateli in tavola ancora caldi.

Sandwich innkeeper
Ingredients for 4 people:
180 grams of soft cheese
Tartine al Trattore | Sandwich innkeeper

Tartine al trattore

24 crackers
100 grams of cooked ham cut in a single slice
a pinch of thyme
20 g butter
Butter the baking tray ; prepared the sandwiches , crackers spread with soft cheese , sprinkle with finely chopped ham and thyme .
 Place them on a baking tray dusted with flour and cook for l0 minutes. Bring them to the table still warm
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.