Il-Trafiletto

29/09/14

Deserto di Mojave: la Genesi...s di una Hyundai autonoma

Hyundai Genesis

Ordinata, sicura di sé, incede tra le deserte terre del Mojave, in California: no, non è una chimera, è soltato il "serpente" costituito dalle 5 neonate Genesis di Hyundai, che si preparano ad attraversare le prove di guida totalmente autonoma della Hyundai. 


Dentro l'abitacolo delle vetture, ci sono 5 stuntman che tolgono le loro mani dal volante, affidando ai sistemi di assistenza alla guida la gestione totale della situazione. 

Successivamente, un tir accosta il gruppo, in 4 ritraggono i tettucci per saltarci sopra. L'ultimo, Buddy Joe, provvede a bendarsi, incrocia le mani come un faraone pronto ad essere seppelito nel proprio sarcofago e rimane inerme al suo posto (fig.1), aspettando silente. Inizia la...Genesis di "The Empty Convoy", il filmato realizzato dalla Casa coreana per mostrare l'efficacia dei sistemi di sicurezza a bordo della nuova berlina.
Fig. 1

I sistemi in azione. 
Con solo le più fervide ed accorate raccomandazioni a non tentare di replicare il test, il video mette in bella mostra i sistemi Advanced Smart Cruise Control e Lane Keeping Assist System: le Genesis ormai ha avuto inizio, la sua indipendenza non reclama affatto il conducente segue la sua strada ordinatamente, senza cedere all'emozione, fino a quando il conducente del tir decide di frenare in maniera perentoria per testare la frenata d'emergenza automatica. 

Mentre lo stuntman si trova dentro, senza che possa abbozzare alcuna reazione, le 5 Genesis si fermano una dopo l'altra, senza urtarsi in alcun modo. E proprio a lui è affidata la conclusione: "I guess it works", a quanto pare funziona.

Il massaggio in India si prodiga senza interruzione già fra madre e figlio | LE TRE VIE

............« Il padre è giunto davanti al figlio ». Marpa è travolto dalla gioia.[Qui]

MEDICINA E ALCHIMIA
Surendranath Dasgupta tratta della medicina o Ayurveda, nella sua storia della filosofia indiana, come esplicitazione delle dottrine e non soltanto delle yogiche. Caraka la considerò il Veda primario, altri la denominò quinto Veda; si comincia a parlarne nel Mahabhàrata, dove già si elencano i tre elementi dei corpi viventi: vento, bile e muco. L'Ayurveda fu allineato accanto all'Atharva o quarto Veda, che provvide di riti, amuleti e preghiere la cura della salute, ma per formulario ci si restrinse alla conoscenza sperimentale, praticando fin dal 1000 a.c. la dissezione dei cadaveri; eppure esso presuppone la purezza che fu Herder a individuare in India: l'astensione dal vino e dalle carni il clima mite, l'assenza di eccessi vi crearono un popolo tenero e privo di forti passioni, « In contatto con lo spirito sottile degli elementi ».

La teoria del corpo sottile è sviluppata fin dai  primordi (anche se molte scuole lo negheranno): più piccolo di un pollice, pervade tutto Il.corpo, come una fiammellina impregna dei suoi raggi una stanza. Sottile è anche il soffio energetico che trasmette le vibrazioni della mente al corpo. Le cure sono un tesoro prezioso: fra le più antiche c'è esattamente la terapia cui Gurdjieff voleva sottoporre Katherine Mansfield: la dimora fra le mucche per un anno bevendo soltanto il loro latte. L'Indù soggiunge: meditando la gayatri, la preghiera «tat savitur varenyam, bhargo devasya, dhimahi dhiyo yo pracadajàt »: «Meditiamo la gloria del Sole, splendore divino, per essere illuminati ». Secondo la disamina di Harish Johari, parte intima, quotidiana, domestica dell'Ayurveda è il massaggio, amorevole cortesia che in India si prodiga senza interruzione già fra madre e figlio: 
stringe l'uno all'altro i loro organismi ben oltre la nascita in un nesso simbiotico. Vibra costante e lene la frizione prodigata dalla madre e il bambino a sua volta impara naturalmente a massaggiare, le sue prensili manine presto stropicceranno piedi e caviglie ai nonni. Ogni sposina è istruita dalla madre nell'arte di sfregare e stiracchiare lo sposo con i vari oli, specie quello di senape, vezzeggiandogli ventre, regione cardiaca, volto, premendogli con forza il collo, con energia risoluta piedi e cranio, tempestandogli poi coi pollici le vertebre della schiena, dal coccige alla nuca, sui due lati, come accarezzando e sciogliendo un serpente. Di continuo si picchiettano, impastano, sfregano e spremono i lottatori, i devoti a Hanumat, divino figlio del Vento e di una scimmia, il quale talvolta assume veste e aspetto di dea tantrica. Fu lui che massaggiò piedi e caviglie a Rama stremato. In lui s'immedesimò Ramakrishna. I lottatori volano come lui, s'appigliano come scimmie. Ma tutti in India ricevono il massaggio che raddolcisce e dispone alla transe e tutti ripetono il detto: «La malattia non sfiora colui al quale si massaggino i piedi prima del sonno, come alle aquile non si accostano i serpenti ». 
La linfa è risospinta nel sangue dalle frizioni e così nutre e ravviva dopo che il calore uniforme del massaggio l'ha purificata. La purificazione del cuore si raggiunge infine grazie alla magnetica fusione tra i corpi del massaggiatore e del massaggiato.

Costantemente in India ricompare l'immagine dell'essere non manifestato, Visnu assopito sul serpente, cui Laksmi massaggia piedi e caviglie. Sempre si ricanta l'episodio dell'esercito sfinito di Bharata, che dopo un bagno nel fiume è massaggiato da gruppi di fanciulle e subito, ringagliardito, si riprende. Chi potrebbe essere tormentato dall'insonnia, se lo rasserena uno strofinamento alla schiena e al capo seguito da un bagno prima caldo e poi freddo?

GIOCA RESPONSABILMENTE

Voglio porre l’attenzione su un problema che non è solo di natura etica, e che ultimamente è passato in secondo piano, la dipendenza dal gioco d’azzardo, il gambling.

Oggi è internet la nuova frontiera per i giochi d’azzardo. Soprattutto si è diffuso in modo esponenziale tra i giovani e nonostante il fenomeno sia in ribasso ha sortito effetti devastanti. Certamente sarà lodevole l’impegno dei gestori a promuovere il gioco responsabile, ma credo che tutto sommato, valga poca cosa, la scritta quasi illeggibile “”gioca responsabilmente”” contro un enorme investimento pubblicitario spesso messo lì a carattere cubitali, illudendoci che la grande vincita sia a portata di mano e possa risolvere tutti i nostri problemi.

Il boom del gioco, ha creato una vera e propria industria con introiti da capogiro, provocando danni collaterali soprattutto tra le persone emotivamente più fragili, sfociando in una vera e propria dipendenza (GAP – gioco d’azzardo patologico). Chi vive questa piaga, il ludopedico, è completamente immerso in questa malattia, e crede di essere immune da questa perdizione, deviando le sue energie su quali sia la posta in gioco. Gli effetti che ne derivano sono facilmente intuibili, dato che la vittoria, in genere, è irrisoria rispetto alla somma investita. Portando il ludopedico, non solo all’indebitamento, ma anche alla solitudine e a vere e proprie frustrazioni.
stop al GAP 

Nel 2012, con il decreto Balduzzi, la ludopetia, è stata inserita nei livelli essenziali di assistenza (Lea), cercando in qualche modo di correre ai ripari, e nonostante riconoscendo il gioco d’azzardo come malattia patologica, a tutt’oggi la nostra classe dirigente non ha nessuna intenzione di cambiare rotta. Quello che oggi i governi locali stanno cercando di fare è ammirevole, anche a discapito del proprio bilancio, infatti lo Stato a fine anno ha approvato un emendamento restrittivo nei confronti di Regioni e Comuni, che cercheranno di attuare una politica cautelativa nei confronti del gioco d’azzardo. 

Ma resto perplesso e mi viene da sorridere, per quale motivo le Regioni sono così interessate alla ludopatia, patologia creata dallo Stato stesso? Penso che la risposta si possa trovane paradossalmente nel decreto Balduzzi, infatti se il gioco d’azzardo è stato considerata una malattia patologica ed inserita nella Lea (livello essenziale di assistenza), allora devono essere le Aziende Sanitarie a doversi accollare i costi, e quest’ultime dipendono dalle Regioni, ed ecco che come per magia il cerchio si chiude.

Penso che una unica soluzione possa esistere, e sarebbe quella di tornare indietro nel tempo, quando ci si limitava a mettere qualche crocetta su una schedina del totocalcio o a quella semplice puntata settimanale del lotto. Mi rendo conto che questo non è possibile, allora c’è da domandarsi, se lo Stato non interviene in modo drastico, remando anche contro i propri interessi, il fenomeno rischia di prendere una piega sempre più esasperate.

300mila giovani piantano 2miliardi di alberi in India

L'aria di Dheli sarebbe la più inquinata al mondo. Questi i dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della sanità.


L'inquinamento è prevalentemente causato dall'enorme numero di autovetture che viaggiano per la capitale. La mancanza di spazi verdi per dar spazio all'industrializzazione e l'incuria dei pochi che ci sono, non permettono il riciclo e l'ossigenazione della città. Una soluzione arriva dal Ministero per lo sviluppo rurale dell’India, arginando anche la disoccupazione givanile uno dei principali problemi che affliggono il Paese, l’inquinamento, appunto, e la crescente disoccupazione giovanile che ha raggiunto il 10,2 per cento. Il piano è quello di assumere fino a 300mila giovani per piantare due miliardi di alberi lungo le strade del Paese.

«Stiamo studiando un progetto per piantare due miliardi di alberi lungo le strade e autostrade che attraversano l’India – ha dichiarato il ministro dei trasporti Nitin Jairam Gadkari – questa iniziativa è destinata a creare posti di lavoro per i disoccupati e a proteggere l’ambiente e la nostra salute».
Inquinamento in India
Un recente studio condotto nel Regno Unito ha dimostrato che le foglie degli alberi sono in grado di catturare una notevole quantità di polveri sottili. Dalla ricerca emerge che alberi e piante attorno ad una abitazioni la protegge come uno schermo, accumulando così concentrazioni di particelle metalliche più basse del 52-65 per cento rispetto le case senza vegetazione.

Una serie di iniziative intraprese dall’India per sviluppare la propria economia e ridurre l’impatto ambientale, si arricchisce anche di questo progetto. Il Paese sta infatti investendo con decisione nell’energia solare e ha dichiarato l’obiettivo di fornire elettricità a quattro milioni di famiglie che attualmente vivono senza di essa grazie al fotovoltaico. L’India ha inoltre annunciato che sarà raddoppiata la tassa sul carbone e che cresceranno i finanziamenti statali a progetti per lo sviluppo di energie alternative e sostenibili.



Auto solare ed eolica costruita da uno studente africano

Per retrofit si intende, gergalmente parlando, la modifica della tecnologia di un oggetto al fine di migliorarne le prestazioni. Ed oggi la tecnologia ci fornisce gli strumenti necessari per mettere in pratica questo concetto.  Grazie alla creatività personale e alle necessarie conoscenze tecniche si può cambiare il funzionamento di molti strumenti in modo tale da renderli meno impattanti con l'ambiente, sfruttando energie pulite o a basse emissioni inquinanti.

E uno studente africano lo ha fatto egregiamente.  Segun Oyeyiola, studente di ingegneria nigeriano, ha preso una vecchia Volkswagen Beetle e l’ha trasformata in un’auto elettrica che funziona con l’energia del sole e del vento.

Segun Oyeyiola e la sua auto
immagine presa dal web

In poco più di un anno il laureando, raccogliendo parti di scarto donate da parenti e amici, è riuscito a trasformare il “maggiolone” in un fuoristrada a zero emissioni, il tutto spendendo poco meno di 5.000 euro. Ha dotato il suo veicolo di un pannello fotovoltaico montato sul tettuccio e di una ventola sul vano motore che ricarica le batterie durante la corsa.

In questo modo l’auto può muoversi anche in assenza di luce solare. Le batterie, secondo quanto racconta Oyeyiola si caricano in circa 5-6 ore, ma l’ingegnere sta lavorando per migliorarne l’efficienza e la velocità di carica. Ha inoltre dotato il computer di bordo del Beetle di una serie di app che comunicano via Gps e monitorano la stato di salute dell’apparato tecnologico dell’auto.

“Volevo ridurre le emissioni di biossido di carbonio che stanno causando il riscaldamento globale”, ha dichiarato il giovane al sito Co.Exist. “Ho così realizzato un’auto che funziona con il sole e il vento, così da dare il mio contributo alla risoluzione del problema”. Il prossimo progetto di Segun? Progettare e produrre auto solari ed eoliche in Nigeria. Tesla è avvisata.

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